"Voyager vous laisse d'abord sans voix, avant de vous transformer en conteur."

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mardi, septembre 22, 2020

"Geburstag" in bicicletta sulla San Candido-Lienz

Secondo viaggio dell’anno dopo quello a Malta dell’ormai lontano gennaio. Scelta “pilotata” dal meteo e dal continuo crescendo di contagi del Covid-19 in Europa. Scelta che mi permettesse di scrollarmi di dosso l’eccessivo carico lavorativo e soprattutto riprendere una piccola dose, dopo otto mesi di astinenza, della mia droga chiamata “viaggio”. Scelta  che mi ha riportato con estremo piacere ai giorni trascorsi insieme a Cristina, Ivano e Silvia negli anni novanta, a quelli successivi con Vito, Betty ed Edoardo fino a quelli con parte dell’ufficio amministrativo dell’allora Sper, con Cristina Gigliola Lucia e Tiziana, in un felice weekend estivo nel luglio del 2001. La prima volta mi aveva trasmesso un entusiasmo tale da trasportare le stesse sensazioni ai compagni di viaggi futuri e così fu. E tanto ho fatto che al limite dei vent’anni dall’ultima volta ho organizzato in fretta e furia il mio ritorno, in solitario, a San Candido, Alto Adige, Val Pusteria, Tirolo orientale. San Candido, è un ottimo punto di partenza per tante escursioni a piedi, come quella che partendo dalla vicina Sesto ti porta passo dopo passo al Rifugio Locatelli da cui si gode entusiasticamente un panorama spettacolare sulle Tre Cime di Lavaredo e sulle montagne circostanti. Personalmente ricordo come la più divertente scampagnata quella in bicicletta lungo la ciclabile della Drava quella che unisce San Candido a Lienz in Austria. È una delle piste predilette e più frequentate in Alto Adige. Il percorso lungo 44 km, con un dislivello di 500 m. si affronta senza molto sforzo e preparazione e poi si può tornare indietro comodamente in treno. Si snoda su un sentiero ben segnalato ed è raccomandato  a tutti, dalle famiglie con bambini ai principianti ed è adatto a ogni tipo di bicicletta; la mia l’ho noleggiata da Papin Sport, un’autentica istituzione da queste parti. Il percorso è una gita meravigliosa che unisce due stati confinanti, la nostra Italia e l’Austria; è un itinerario che ti permette anche una visita allo stabilimento della nota impresa dolciaria della Loacker e che ti regala paesaggi bellissimi nel verde, attraverso i prati e i boschi, fino ad arrivare a Lienz nel Tirolo orientale. Arrivati a destinazione si gode del gioioso riposo sedendosi ai tavoli all’aperto di caffè, ristoranti e pasticcerie pronti ad accogliervi per dispensarvi di bontà genuine tradizionali. Una sosta di piacere di un paio d’ore e poi, come detto, si prende il treno e si ritorna alla base. Chi pianifica le sue vacanze nella Alta Pusteria, deve assolutamente provare questa magia in bicicletta. Quest’anno ho voluto percorrerla spensieratamente proprio nel giorno del mio compleanno, equipaggiato con la mia inseparabile fotocamera, il mio cellulare e le mie cuffiette bianche wireless. Percorso completato nei tempi previsti così come il pranzo a base di wurtstel alla griglia, patatine fritte e un piattino di deliziosi crauti bianchi, cucinati veramente alla perfezione. E lungo il percorso, interrotto costantemente dalle telefonate e dai messaggi d’auguri, ho ascoltato la mia musica preferita che ha agevolato i miei bei pensieri spaziando nelle argomentazioni. Di tutto, di più. Un lungo weekend che mi ha anche regalato, nel giorno seguente il compleanno, due escursioni verso due laghi veramente straordinari : il Lago di Braies e quello di Misurina. Il Lago di Braies è uno splendido lago naturale in Alto Adige; è il più grande lago delle Dolomiti che in estate diventa di colore smeraldo. La natura che lo circonda è stupenda e ti invita a percorrere a piedi, costeggiandolo, l’intero giro per un’oretta di assoluto piacere. E’ una vera perla che attira tanti turisti e infatti il consiglio che mi hanno dato Cristina e Ivano era quello di arrivarci prima delle ore nove per evitare le attese per i parcheggi. Il lago è posto a 1496 metri sopra il livello del mare con una superficie di 31 ettari e una profondità massima di 36 metri. E’ un piccolo angolo di paradiso scelto anche per la fiction italiana “Un passo dal cielo”, con protagonista protagonista Terence Hill. Noleggiate una delle piccole imbarcazioni a remi e rilassatevi godendo del panorama. Da un gioiello all’altro il passo è breve, mezz’ora di macchina e si arriva al Lago di Misurina, conosciuto proprio come la “Perla delle Dolomiti” per la sua bellezza. Il lago è un gioiello incastonato tra le Dolomiti, riconosciute come patrimonio dell’Umanità da parte dell’Unesco. Si innalza a 1756 m s.l.m. ed è conosciuto, nel mio caso grazie alla dritta di Anna, per l’incanto della visione di alcune delle più belle vette : le Tre Cime di Lavaredo, il Sorapiss, i Cadini e il Cristallo. È un altro luogo ideale per dedicarsi a interessanti escursioni a contatto con la natura, ma anche per trascorrere piacevoli momenti di relax. Il mio relax l’ho ritrovato al ritorno dalle mie esplorazioni grazie alla struttura che avevo scelto come base, l’hotel Villa Stefania. Piscina con acqua riscaldata, solarium esterno e una camera con un terrazzino che apriva la visione sulle maestose vette della Rocca del Baranci. Ringrazio pubblicamente tutto lo staff dell’hotel che in occasione del mio compleanno mi ha coccolato sia a colazione che a cena (con tanto di tovaglia decorata di piccoli palloncini colorati e canzoncina di auguri) con la loro simpatia e gentilezza. San Candido, e direi anche Innichen visto che la popolazione all’83% è di madrelingua tedesca, accoglie felicemente i turisti o il viaggiatori come me e ne diventa un passe-partout alla scoperta delle Dolomiti. Il paese si trova a 1.175 m d’altitudine e l'aria fresca e briosa e la natura ancora integra vi accompagneranno per tutto il soggiorno. Arrivare in Alta Val Pusteria significa godere di uno spettacolo di colori, profumi e storia. Il paesaggio, che si diversifica nelle mille sfumature del verde in estate, fa scaturire il desiderio di scoprire le tante opportunità che ti offre, per poterle poi tramandare e anche per ritornare in questa terra, grazie a quell’entusiasmo, come ho scritto a inizio post, che ti trasmette.


Il compleanno (il "geburgstag" in tedesco nel titolo del racconto) è sempre un avvenimento speciale per la vita di una persona. Io lo considero l’unica vera festa da celebrare. E’ un’occasione per volgere lo sguardo al passato, riflettere sul presente e trarne nuove prospettive. Ringrazio tutte le persone che al telefono, via messaggi scritti o vocali si sono ricordate di me. E’ sempre un piacere.


Post's song : "Ride" performed by Lenny Kravitz

9/20

dimanche, octobre 14, 2018

Young, surprisingly, creative Graz

Ho sempre amato gli oggetti di design e nella mia isola felice ne posseggo qualcuno di originale. Sono attratto dalla curiosità della vita e sono perennemente alla ricerca delle novità. Ho sempre inseguito la creatività e negli anni ho cercato spunti e nuovi stimoli per vivere meglio, ma sempre affrontando ogni avversità trovando il lato positivo delle cose. Per il mio viaggio di ottobre avevo bisogno di nuovi impulsi e la scelta non poteva cadere su Graz, il capoluogo della Stiria, adagiata sul fiume Mur, nell'Austria sudorientale. Nonostante sia la seconda più grande città dell’Austria, Graz è una meravigliosa località a misura d’uomo. “La prima impressione è quella che conta" si dice. Ed è stato così dalla prima passeggiata verso il centro storico di Graz. Le sensazioni immediate che si provano sono importanti, perché non sono ancora influenzate su quello che si è letto o si è cercato per affrontare un viaggio. Graz ti sorprende per il suo aspetto giovane e creativo. Graz è una città che guarda al futuro ed è una città ideale per chi ama il design. Inconsapevolmente avevo scelto come base un hotel nel distretto attorno alla Lendplatz e Mariahilferstraße dove regna la creatività con i suoi numerosi designer shop. Nelle loro vetrine sono esposti oggetti di design molto belli, esclusivi e insoliti che danno un incentivo enorme alla gioia della vita. A Graz il design e la storia convivono spronandosi l'un con l'altro. Graz ti affascina per le architetture moderne che si alternano armoniosamente alle strutture storiche che l’hanno iscritta al Patrimonio dell’Unesco. Graz è una città all’avanguardia, dove l’insolito diventa familiare. Due sono le architetture futuristiche che colpiscono nel panorama cittadino : la Kunsthaus e la Murinsel, entrambe costruite in occasione del periodo in cui la città è stata capitale della cultura nel 2003.  La prima, la Kunsthaus è la struttura più interessante e ospita il museo d’arte moderna. E’ chiamato anche Friendly Alien e ha la forma di una grande bolla grigio-blu che ricorda un cuore umano; la struttura esterna è coperta da una pelle di plexiglas illuminata da una serie di oblò, tutti rivolti a nord tranne uno, che guarda dritto verso la Torre dell’orologio, l’emblema simbolo della città. La seconda, la Murinsel, è una piattaforma artificiale a forma di conchiglia costruita sul fiume Mur che attualmente ospita una caffetteria, un piccolo negozio di design e una terrazza. Come detto Graz non è soltanto futurismo e modernità ma è anche l’essenza millenaria delle sue architetture in un bellissimo mix tra barocco e medioevo. E il passaggio tra il presente del modernismo e il passato dell’affascinante centro storico avviene attraverso due corsie preferenziali : un inconsueto ascensore e un’elegante funicolare. Io ho utilizzato il comodo rapido ascensore in vetro incastonato all’interno della collina dello Schlossberg, il piccolo castello. In pochi secondi, dal centro storico, si raggiunge la cima dove troverete la Torre dell’orologio, che indica l'ora esatta dal 1712. Da qui si gode una magnifica vista sui tetti della città e sul fiume Mur. Il fiume Mur mi ha riportato, con i ricordi, indietro di venti anni esatti quando percorsi in bicicletta insieme a Silvia tutta la “Murradweg” altrimenti detta la “Ciclabile del fiume Mur”, inforcando i pedali per una settimana in estate. Quasi trecentocinquanta chilometri che iniziano all’ombra degli Alti Tauri, attraversano tutta la Stiria e il suo capoluogo, seguono il ritmo tranquillo del fiume Mur fino al confine con la Slovenia. In questi giorni ne ho voluto ripercorrere una piccolissima parte (35 km) raggiungendo in treno la cittadina di Frohnleiten, nota per le sue belle decorazioni floreali e ritornando a Graz pedalando sulla ciclabile. Volevo riprovare la “gioia della stanchezza”, della doccia calda per toglierla e la cena successiva a base di piatti tipici della Stiria. Missione compiuta. Graz offre molte attrazioni. In bicicletta si possono raggiungere nella periferia di Graz lo scenografico castello di Eggenberg, anch’esso dichiarato Patrimonio dell’Umanità  dall’Unesco, l´Ospedale LKH Graz Süd-West sulla cui facciata è riprodotta, a mo´ di graffito, una parte di una lettera del famoso neurologo austriaco fondatore della Psicoanalisi, Sigmund Freud e l’Ufficio Amministrativo Regionale, ospitato in una originale costruzione che sembra fatta con i mattoncini colorati della Lego. Graz è una città che nasconde vere chicche di creatività e originalità, come a esempio la Doppelwendeltreppe, capolavoro del 1500, la doppia scalinata gotica a doppia elica che, a prima vista, pare un’illusione ottica; le due scale separate, a ogni piano si uniscono, per poi dividersi e riunirsi ancora al piano successivo. Un’altra dimostrazione è la Chiesa Parrocchiale del Sacro Sangue che custodisce una curiosità : nella nella vetrata della Flagellazione di Cristo del coro, ci sono anche i volti di Hitler e di Mussolini. Cercate “il cavaliere sconosciuto” guardando in alto all’altezza del Museo Landeszeughaus, al numero civico 16 della Herrengasse. Basta alzare la testa per notare una figura umana comodamente sdraiata, intenta a godersi il sole in una bella giornata. Quella figura umana si chiama proprio “il cavaliere sconosciuto” il quale, stanco di combattere, si allunga esausto sul tetto volgendo lo sguardo al cielo. C’è tanto e tanto ancora a Graz … infatti tre volte al giorno  (alle 11, 15 e alle 18) nel frontone dell’edificio a piazza Glockenspielplatz il carillon di 24 campane suona tre melodie diverse dove ballano una dolce ragazza e un ragazzo stiriano in variopinti costumi tradizionali. Il carillon e la omonima piazza sono inseriti nella zona di Graz chiamata "Bermudadreieck", il triangolo delle Bermuda, dove, si dice come da leggenda, qualcuno sparisce nella miriade di ristoranti, café e bar. Graz è una città alla moda e offre anche dal punto di vista eno-birra-gastronomico una notevole scelta. Le taverne-birrerie accompagnano il loro nettare biondo con specialità locali e austriache dove il wiener backhendl (pollo fritto) e la wiener schintzel (cotoletta impanata) vengono proposti anche con l’aggiunta dei semi di zucca. In Stiria, il cuore verde dell´Austria, l’olio di semi di zucca che ha un aroma gradevole, il sapore della nocciola e un colore verde scuro e i semi stessi sono i veri protagonisti culinari sulle tavole. Li trovi dappertutto. A Graz non troverete solo piatti principali ma anche splendide specialità street food. Nella Piazza principale, la Hauptplatz, troverete scene dal cuore della città, con i chioschi che vendono würstel con senape e da qui potete raggiungere la Hofgasse, attraverso la Sporgasse, una sosta golosa da non perdere: la panetteria-pasticceria della famiglia imperiale  datata 1569, la Hofbäckerei Edegger-Tax. Ho degustato al volo il classico bretzel (pane molto popolare nelle popolazioni di lingua tedesca, a forma di un anello con le due estremità annodate) e il tradizionale krapfen, nato proprio da queste parti, con il suo ripieno di marmellata di albicocche. E sempre con un inserto di marmellata di albicocche potete concederVi una sosta al Café Sacher sulla Herrengasse, la via dello shopping, per provare la torta omonima, specialità di Vienna, rigorosamente accompagnata da una noce di panna montata. Ho lasciato consapevolmente altre attrattive, solo per il gusto di ritornarci un giorno, per godermele al meglio seguendo il mio istinto naturale di “respirare” le città. Graz ha tutti gli elementi che la rendono una meta meravigliosa per un lungo weekend e l’ho eletta “la mia città dell’anno” in attesa di future sorprendenti destinazioni.

PS la canzone del post “Outside” di George Michael è un omaggio alle due giovani poliziotte che mi hanno fermato in bicicletta mentre utilizzavo, ahimè, il cellulare.

Post's song : "Outside" performed by George Michael
10/18

mardi, juin 21, 2016

Salzburg ... carpe diem

« Dum loquimur fugerit invida aetas: carpe diem, quam minimum credula postero.» (latino). « Mentre si parla, il tempo è già in fuga, come se ci odiasse! Così cogli la giornata, non credere al domani.». Quinto Orazio Flacco detto Orazio poeta romano vissuto avanti Cristo a cui aggiungo felicemente il « Tolle dies bonus ... » « Prenditi i giorni buoni ... » di mamma Enrica Emanuela detta Pupella poetessa di filosofia quotidiana dal cuore napoletano. Le citazioni filosofiche di Orazio e di Pupella (personaggi reali e non della Disney) da tanti anni in qua sono lo sprone nella mia vita. Lungi da me trovarne altre o analizzare nello specifico le stesse. Lo spunto per riflettere mi è arrivato dal vivere il momento gioioso che ho trascorso seduto al tavolo del ristorante "Carpe Diem" di Salisburgo gustando le 7 creazioni del menù Finest Fingerfood (*) creato magistralmente dallo chef Franz Fruiko. Cercare di cogliere le gioie, le opportunità che si presentano quotidianamente, senza essere condizionati da illusorie speranze o vivere in stato d'ansia il timore del futuro, è il vero segreto del piacere. È inutile sprecare la vita cercando di conoscere il futuro. Tutto può succedere dall'oggi al domani e allora godiamoci tutti quei momenti gioiosi che la vita ci regala. I giorni trascorsi a Salisburgo sono trascorsi davvero all'insegna del carpe diem. Qui si vive la semplicità del passato, senza essere toccati dalla frenesia complicata del contemporaneo. Le carrozze a cavallo ti riportano in quel secolo dove il cittadino più illustre di Salisburgo Wolfgang Amadeus Mozart creava quelle che ora sarebbero chiamate le colonne sonore della vita di ogni individuo. È così mi sono lasciato trasportare dagli eventi, dalle passeggiate al di qua e al di là del fiume, fermandomi nella caffetterie all'aperto e guardare il tempo che scorre. Ho acquistato la Salzburg Card e senza fretta mi sono gustato le attrazioni della città senza pensare a niente, respirando l'atmosfera del luogo confortato dalla bianca imponente fortezza di  Hohensalzburg che a ogni ora della giornata ti guarda e ti ispira. La puoi anche raggiungere con la funicolare e ti godi il panorama della vallata. Tutto il centro storico profuma di storia di altri tempi. Le visite al museo ospitato nella casa natale e a quello della residenza di Mozart sono assolutamente obbligatorie per capirne il pensiero che ha tramutato in musica. Così come sono obbligatori altri passaggi che il depliant della Salzburg Card ti consiglia : in primo luogo il Duomo e la zona residenziale circostante, poi i giardini del Castello di Mirabell e appena fuori dal centro il Castello giallo di Hellbrunn con i suoi "scherzi d'acqua" delle varie piccole e grandi fontane che la guida interna aziona per il divertimento dei visitatori. Da non perdere anche il Museo di Arte Moderna in cima al Monchsberg con le sue collezioni del momento e permanenti, la visita alla storica birreria Stiegl con assaggio incluso e ancor più importante tutta la zona intorno all'abbazia di St.Peter dove vi ritroverete come in piccolo villaggio proprio nel centro della città. E proprio qui che arrancando sui gradini delle catacombe, ammirando i colori dei piccoli fiori del cimitero, odorando i profumi della vecchia panetteria e ascoltando le campane dell'Abbazia arriverete al più vecchio ristorante d'Europa, se non del mondo, il S.Peter Stiftkeller datato anno 803. Dal momento dell'annuncio della mia prenotazione per un tavolo nella vecchia sala di legno ho vissuto un'escalation nella storia e nel gusto della tradizione culinaria austriaca e in particolare di quella salisburghese. Due piatti 2 anticipati da un bicchiere di champagne Taittinger dalla temperatura perfetta, il migliore da me provato, a cui poi ho affiancato un bianco profumato Riesling ed ecco proprio davanti a me il piatto principale Sua Maestà la regina "Wiener Schnitzel" imperativamente con carne di vitello fritta nella dorata panatura a tutto burro. Il primo boccone quasi non ti lascia respirare dalla commozione. Il burro, come diceva lo Chef Didier interpretato da Gerard Depardieu nel film "L'ultima vacanza", é il vero segreto della vita. Perché dargli torto ? La tenerezza della carne accompagnata dalla croccantezza della panatura fanno esplodere il palato di gioia. Se poi aggiungete il gusto delle piccole patate bollite cotte alla perfezione non vi resta altro che godervi il momento. A questo punto avrei potuto alzarmi e andarmene felice spensierato con le mani in tasca camminando sui ciottoli del cortile dell'Abbazia ma il menù contemplava un dessert che da sempre cito nelle conversazioni tra amici e che fanno solo in questa zona : signori e signore Sua Eccellenza "Salzburger Nockerl" preparato al momento dichiarando un'attesa di venti minuti. Presentato divinamente in monoporzione lo guardo, lo fotografo, lo annuso e poi cucchiaio alla mano lo incido senza colpo ferire. La consistenza evanescente e il perfetto mix di bianco d'uovo e di vaniglia ne fanno un dolce leggerissimo e piacevole al palato. Nanni Moretti avrebbe detto : ah lei non sa cosa è il Salzburger Nockerl parafrasando la citazione sulla Sacher. A proposito a Salisburgo c'é l'Hotel Ristorante Sacher. Avrei mai potuto perdermi una fetta di tale delizia con una noce di panna montata accanto, nonostante la dieta ferrea cui mi sono sottoposto da mesi ? Direi proprio di no e le fotografie che ritroverete ne daranno conferma. Siamo nell'anno degli Europei di calcio e la prima sera ho assistito alla partita della Nazionale Austriaca contro il Portogallo nel garten della birreria Stern insieme ai tifosi cittadini; é stato un piacevole intermezzo. Salzburg ... carpe diem. Il volo per Berlino, al termine della stesura di questo post, mi aspetta.


Menu of finest fingerfood 
1) Beef tartar with mashed potatoes & cress in a sancho- pepper- cone 2) Hamachi, avocado, wasabi & coriander 3) Scampi, white asparagus & scampi- dim sum 4) Gooseliver, rhubarb, sorrel & brioche 5) Ricotta- mint ravioli, young peas & watermelon 6) Venison, young gabbage, wild garlic gnocchi & vinegar plum 7) eehive (honey, ginger, opalys- chocolate ) 


Post's song : "Can't stop the feeling" performed by Justin Timberlake
6/16

mercredi, novembre 23, 2011

Wien und der Streit um den Begriff "Original Sacher-Torte"

Una battaglia legale conosciuta come la guerra dei "dolci sette anni". Fu l'hotel Sacher a vincerla e ad attribuirsi la paternità della torta originale. Era il 1875.
Per noi golosi amanti del cioccolato era doveroso assaggiare le due versioni, quella appunto dell'Hotel Sacher e quella della Pasticceria Demel, l'altra contendente. Ne avevo già parlato nel post del giugno del 2008 sull'asse Bratislava-Vienna. Allora fu una prova solitaria mentre questa volta mi sono cimentato in una performance a due. Non ci vuole molto per mettersi nei panni dei Viennesi e dilettarsi nelle loro dolci abitudini. I Viennesi sono da sempre grandi habitués delle Kaffeehaus. Qualcuno sostiene che “bere caffè” sia il loro principale sport praticato al coperto. Senza distinzioni tra le classi sociali, ritrovarsi in questi locali è un rito quotidiano. E non solo per bere il caffè ma anche per leggere libri o giornali oppure conversare in tranquillità. Il motto che identifica da sempre i frequentatori viennesi dei caffé, e noi con loro, é : “Dio ci diede il tempo, ma della fretta non ci ha parlato”. L'idea del viaggio a Vienna, e il conseguente invito per un viaggio in coppia è venuta una sera a conclusione di una cena di inizio estate. Al momento dei desserts lei chiese la loro sachertorte. Io non conoscevo questa antica osteria a conduzione familiare situata in una cascina dell'ottocento sperduta nella campagna. Colpito dal suo immenso piacere nell'assaporare quella soffice torta di cioccolato e inebriato forse dal profumo dell'ottimo cacao o perso nell'azzurro dei suoi occhi le dissi che era giusto farle provare l'originale che poi ha dato vita a migliaia di imitazioni e varianti. Le parlai di Vienna e di quei due locali storici che diedero vita alla famosa disputa. La invitai senza indugi. Lei mi disse addirittura che le avevano accostato Vienna come “la sua città”, ma che non l'aveva mai visitata. A quel punto non ci restava che prenotare un city break nella capitale austriaca. “Wien, now or never”. “Vienna, ora o mai più" dice il titolo del sito del turismo della capitale austriaca. Quasi un invito perfetto a scappare dal quotidiano nel pieno di questo nebbioso autunno. Ed eccoci pronti alla sfida. Meglio quella proposta dall'Hotel Sacher che ha il diritto di venderla come Original Sachertorte o quella quasi omonima prodotta dalla pasticceria Demel conosciuta come "Ur-Sachertorte” (torta Sacher d’origine) ? Un bel dilemma ! Un piccolo assaggio dell’una e dell’altra è un cedere senza rimorsi a peccati di gola e di dieta. E noi abbiamo ceduto e non solo a quei peccati. E quindi cosa c’è di meglio che regalarsi una pausa durante il pomeriggio, meglio se in piacevole compagnia, seduti sorseggiando naturalmente una tazzina di caffè o una tazza di té gustandoli insieme a una fetta di torta, volesse il cielo al cioccolato ?. Ma quale scegliere fra le tante torte offerte nelle pasticcerie di Vienna ? Chi non conosce la “Sachertorte (*)” ?. Già … "la Sachertorte … Cosa ? La Sachertorte. Cos'è ? Cioè lei praticamente non ha mai assaggiato la Sachertorte ?! ... No. Va be' continuiamo così facciamoci del male"Il dialogo tratto dal film “Bianca” di Nanni Moretti è da sempre il mio primo riferimento quando parlo di questa meraviglia di cioccolato. La torta Sacher, o Sachertorte come si dice in tedesco, è la torta al cioccolato per antonomasia, sicuramente la più conosciuta e apprezzata al mondo. Torta di cioccolato con la farcitura di un sottile strato di marmellata di albicocche e il rivestimento di glassa al cacao : una vera goduria, meglio se accompagnata da un ciuffo di panna montata non zuccherata. Alla fine, anche se per lei la migliore rimane quella che ordina e assapora nell'osteria sperduta nella campagna lombarda, abbiamo preferito quella del caffè Demel con la sua storica pasticceria. Caffè elegante che ha mantenuto oculatamente negli anni integri i suoi arredi di altri tempi e lo stesso hanno fatto col il servizio molto curato. Vastissima scelta di torte, con la viva e costante indecisione sulla scelta.Assolutamente da provare il loro meraviglioso e delizioso strudel di mele o apfel-strudel, irresistibile nel suo perfetto equilibrio tra la croccantezza della sfoglia al burro, l’acidità delle mele e la delicata dolcezza dello zucchero. Wow ! Vienna per fortuna non è solo sachertorte. In questo periodo dell'anno che si avvicina al Natale i mercatini dell'avvento sono una tappa obbligata per il loro fascino la loro eleganza e colore, dislocati nelle varie piazze della città. Si va da quelli della piazza del Municipio (Rathaus) a quelli della Maria Theresien Platz tra i due grandi musei, da quelli della piazza Am Hof o a quelli retrostanti il Belvedere. Il fascino e l'eleganza li abbiamo anche riscontrati nell'esibizione spettacolo della Scuola di Equitazione Spagnola, famosa in tutto il mondo. Immersi nell’ambiente barocco dell'Hofburg abbiamo assistito domenica mattina alla dimostrazione dal vivo del celebre balletto dei cavalli Lipizzani dove l’arte dell’equitazione viene esercitata nella sua forma più completa, dalla piroetta alla capriola. E poi la passeggiata sulla pedonale della Kartner strasse diretti verso l'imponente StephansDom, che finalmente dopo anni stanno cercando di ripulire dal nero della fuliggine. E ancora il prolungamento di camminata sull'elegante Graben dove d'incanto si affaccia la chiesa Peterkirche. Come dei piccoli puntini perfettamente distanziati sulle linee di queste stradine centrali i chioschi di marroni e patate arrosto la fanno da padroni in questo periodo dell'anno, in genere affiancati da quelli che vendono wurstel e punch caldi. Intorno all'Hofburg, maestosa residenza dell'impero asburgico, si respira l'atmosfera di altri tempi e si passeggia all'imbrunire sulle tracce della Principessa Sissi. Noi all'imbrunire ci siamo infrattati per tre sere di fila, sotto i portici (passage) del Palais Ferstel, nel bistrot/bar à vin "Beaulieu" dove ci siamo letteralmente scolati bicchieri di Beaujolais Nouveau appena prodotto. Il Beaujolais Nouveau est arrivé è lo slogan di ogni anno e perché farselo scappare ? Il deblocage "stappatura" avviene in tutto il mondo il terzo giovedì di novembre e noi eravamo proprio in quella settimana. Rigorosamente marca Georges Duboeuf, il migliore in assoluto di questa annata che al primo assaggio si è rivelata eccezionale. Io avevo già captato questa sensazione di ottimo gusto con Vito e Betty a Brugherio proprio il giorno del deblocage. Ad accompagnare i nostri bicchieri del prezioso giovane nettare di vino rosso francese sono stati piatti di formaggi misti transalpini e soprattutto del divino foie gras scottato. Non avremmo chiesto di meglio. Rimanendo in tema culinario abbiamo provato al ristorante Pachuttas Gasthaus Opera in pieno centro cittadino i due classici piatti tradizionali di Vienna : il tafelspitz (bollito) scelto da lei e la croccante wiener schnitzel (cotoletta di vitello impanata) da me prediletta. Notevoli i vini rossi austriaci, ottimi con i loro sostanziosi piatti. Il viaggio a Vienna è stato anche una fuga d'amore e quindi la visita al museo del Belvedere (principesca residenza composta da due splendidi palazzi) per ammirare da vicino il capolavoro di Gustav Klimt "il bacio" e altre opere dello stesso pittore austriaco era dovuta. La parola "dovere" è un termine che lei usa spesso per me ... Abbiamo anche dato un'occhiata da vicino alla Hundertwasserhaus, un complesso residenziale pubblico, realizzato da Friedensreich Hunderwasser che sovverte tutte le regole della simmetria e del colore. Un edificio come spettacolo architettonico variopinto. Da vedere anche la vicina Kunst Haus che ospita il museo dell'egocentrico artista. Prendendo spunto dall'arte merita una citazione l'hotel che ci ha ospitato il "Le Meridien" sull'Opernring di fronte all'Opera di Vienna. Hotel modernissimo con stanze arredate con gusto minimalista. Splendida la zona bagno dove la vasca staccata dalla parete ha fatto da sfondo e da protagonista ai nostri originali autoscatti fotografici d'autore. Un city break fantastico, una fuga a due all'insegna della "joie de vivre" con allegria e sensualità. Unica nota dolente è stata la mancata esibizione allo Stadthalle del concerto sinfonico di George Michael annullata due ore prima per l'improvvisa malattia del cantante. Diagnosi : polmonite acuta. Abbiamo fatto gli auguri di una completa guarigione all'istrionico George con due bicchieri di Beaujolais la sera stessa ...

(*) Da Internet : questa prelibatezza al cioccolato è stata inventata da Franz Sacher il 9 luglio 1832 a Vienna. Erede di una ricca famiglia di albergatori e giovane panettiere di corte, nel 1832 Klemens von Metternich gli chiese di preparare un dolce per un ospite speciale, dato che il pasticciere di corte era in quel momento malato. L'appena 16enne apprendista cuoco aguzzò l'ingegno e dopo aver a lungo pensato decise di combinare tra loro elementi semplici e tradizionali come il cioccolato e la marmellata per creare un dolce delicato e gustoso. Realizzò uno dei dolciumi più famosi della storia, e pare che Metternich dopo aver assaggiato la "Sacher" abbia esultato, 

Il successo di questa torta di cioccolato fu enorme e ben presto divenne famosissima in tutta l’Austria. Il giovane Franz Sacher dovette darsi un gran da fare per preparare questa torta che prese anche il suo nome: la Sacher torte. Ma col successo nacque una disputa legale che durò sette anni: la guerra dei "dolci sette anni". Il litigio verteva su chi aveva il diritto di fregiare questa torta col nome Sacher, l’albergo Sacher o il pasticciere Demel che aveva comprato da Eduard Sacher, nipote di Franz, il diritto di mettere nella sua torta di cioccolato, leggermente modificata da quella di Franz, il sigillo " originale Sacher torte". Dopo ben sette anni l'albergo Sacher vinse la causa. Ancor oggi i segreti della torta Sacher sono gelosamente custoditi dalla pasticceria dell'Hotel Sacher di Vienna. La Sacher torte originale è protetta da un marchio di fabbrica e, a oggi, non esistono al mondo licenze per la rivendita di questo prodotto.
Esistono invece centinaia, forse migliaia di imitazioni.

Post's song : "Radetzky March Op.228" performed by London Symphony Orchestra
11/11

dimanche, juillet 17, 2011

Summer of '11

Con l'energica e scintillante performance di Bryan Adams a Dornbirn in Austria si è concluso un incredibile quinquennio di viaggi-concerti che ha portato il sottoscritto in compagnia del grande amico Umberto e di suo figlio, il “nostro” fido Lele, in giro per l'Europa. La tappa di Dornbirn nella zona adiacente il Bregenzwald (forestadi Bregenz) ci ha fatto sconfinare in più punti tra la Svizzera la Germania e l'Austria lasciandoci nel perenne dubbio di quale nazione fosse l'asfalto che stavamo percorrendo con l'ordinaria e criticata Twingo. Twingo di mia proprietà che ha avuto l'onore di essere brillantemente guidata per tutto il percorso dal buon Bumby il quale ha stabilito il record minimo di consumo mai toccato nei quasi tre anni di mia conduzione : 800 km con il pieno di benzina a 95 ottani. Umberto dice che ho il piede pesante e perchè, vista l'età (la sua), dargli torto ? In questi 5 anni “il” Daniele altrimenti detto Cappe o più familiarmente Lele è cresciuto con noi. Cresciuto in tutti i sensi passando dai 13 anni compiuti del 2007 al limite dei 17 con questo viaggio dell'estate del 2011. Cresciuto in altezza come, grazie a noi, in cultura musicale sebbene lui negherà anche sotto tortura quest'ultima affermazione. Siamo passati dai Police (Amsterdam) a Bryan Adams (Dornbirn) passando attraverso i concerti di Billy Idol (Amburgo), Depeche Mode (Monaco di Baviera) e Supertramp (Friburgo in Germania). Esperienze bellissime. Poter condividere nell'arco di tre giorni la cultura musicale con quella gastronomica rende i viaggi meravigliosi e in più consolida l'amicizia con i racconti personali chiusi all'interno delle vetture o degli aerei utilizzati per il trasporto o davanti ai piatti locali dei paesi ospitanti. E quindi via di cotoletta “schnitzel” (la nostra preferita), di wurstel alla griglia o al vapore, di patatine fritte, di crauti, di Loacker napolitaner, ma soprattutto di birra che, come dice Umberto, serve per idratarci, in quanto l'acqua fa solo ruggine. Il campo base scelto in questo viaggio è stato il Panoramahotel Sonnhalde nell'altura di Schwarzenberg a una quindicina di chilometri da Dornbirn. Lì ci attendevano tre caldi piumini vista la temperatura leggermente frizzante della zona. Hotel in tutto legno con un buon servizio di ristorazione e un balcone sulla vallata. Il concerto di Bryan Adams nella serata del nostro arrivo è stato aperto da Bruce The Voice, idolo locale che per i nostri gusti, dopo la prima canzone, poteva tranquillamente ritirarsi dietro le quinte e appendere il microfono al muro anziché “regalarci” tre quarti d'ora di estenuante attesa del “nostro” rocker canadese. L'arrivo sul palco del biondino Bryan ci ha liberato quasi fossimo in stato di prigionia all'interno del Messehalle di Dornbirn, piccolo palazzetto con un'acustica da risentire. Il valido Adams non si è risparmiato sprizzando energia pura e non risparmiandosi nelle quasi due ore e mezza di concerto durante il quale ha riproposto, tutti o quasi, i migliori pezzi della sua collezione privata. Summer of '69, Run to you, Somebody, Heaven, ecc.ecc. A me è piaciuto molto anche perchè nella mia collezione musicale di CD ho quasi tutti i suoi lavori e conoscevo bene le sonorità e i riff che rendono così orecchiabile e piacevole a musica di puro rock di Bryan Adams. Archiviato il concerto, pretesto del nostro viaggio, con il suggello della luna piena e lucente all'uscita dal palazzetto, eccoci pronti per affrontare il giorno a venire. Giorno baciato da un sole splendente sin dalle prime ore del mattino, prime ore interrotte felicemente dalla ricca colazione a buffet in hotel. Ritorno a valle e dopo pochi km in terra austriaca, ritorno nella Svizzera di confine prima di rientrare nella sempreverde Germania per la nostra visita alla città che dà il nome italiano al lago : Costanza. Città lacustre di notevole interesse con tanti piccoli ristorantini nella zona del porto dove l'imponente Statua girevole di Imperia suscita interesse visivo particolare, Fish & chips per noi innaffiati dalla fresca e leggerissima birra chiara tedesca. Nel primo pomeriggio trasferta con traghetto verso la sponda orientale del lago con sosta a Meersburg, da me visitata in splendida compagnia tre settimane prima nel viaggio concerto di Sting. Meersburg appare come una città medioevale francese, con le case a graticcio tipiche dell'Alsazia e con i negozietti tipici quasi fossimo nei borghi della Provence-Cote d'Azir. Francia o Germania ? Chi può dirlo ? Il tempo di un caffè e di una sosta nella zona del porto lacustre, divertendoci con il gioco classico nel criticar gli incolpevoli turisti. Ritorno a Costanza sempre in traghetto e via verso la nostra casa di montagna ripercorrendo la terra svizzera e quella austriaca. In serata cena suggello celebrativa in un caratteristico locale a Dornbirm con specialità messicane e con l'immancabile nettare di malto. Il prossimo anno Umberto e io lasceremo a casa il nostro valido caddy di questi anni (la promessa di liberarlo al compimento dei diciotto anni è un atto dovuto) e con una macchina decappottabile presa a noleggio sfrecceremo con i capelli al vento lungo la Costa Azzurra …. ah la mezza età ...

Post's song : "Summer of '69" performed by Bryan Adams
7/11

lundi, juin 27, 2011

Romantische nacht symphonie

Il Symphonicity Tour di Sting è stato il bellissimo pretesto per una fuga a due in Germania a Meersburg con vista sul Bodensee (Lago di Costanza). Abbiamo attraversato con la Twingo (già abituata a questo itinerario vedi post “Das Auto” del 2009) la Svizzera e l'Austria prima di approdare a Villa Seeschau a Meersburg. La Villa Hotel è in una posizione invidiabile in collina con vista sul lago e circondata dalle vigne adiacenti. Dalla nostra camera custode di intime emozioni, la numero uno, la finestra bianca grande si apre proprio sul filare del vitigno del produttore di vino bianco Aufricht. Il Castello di Salem (Schloss Salem) dove nella serata di sabato abbiamo assistito al concerto sinfonico di Sting dista una decina di km mentre il centro medioevale di Meersburg che abbiamo visitato domenica è a soli 10 minuti di camminata in discesa. Che dire ... semplicemente fantastico, peccato per una notte sola. Sting ha aperto il concerto con la versione sinfonica del brano “Every little thing she does is magic”, scritta ai tempi dei Police. L'atmosfera all'esterno del Castello (in ristrutturazione) è suggestiva e gli orchestrali, guidati dall'archetto rosa della Direttrice Sarah Hicks, impeccabili nelle loro sessions. Ogni piccola cosa che lei fa è magica. Sting è apparso in gran forma nonostante gli imminenti sessant'anni. I brani, parte del repertorio Police e parte della sua collezione solitaria post Police, sono cantati da tutto il pubblico quasi come fosse un orchestrale aggiunto. Da pelle d'oca dopo la canzone d'apertura, la versione in stile classico di “Russians”, quella ritmata di “Every breath you take” e quella seducente di “Roxanne”. Violini, contrabbassi, viole, trombe e perfino un'arpa erano padroni dello spettacolo nel quale l'immenso Sting intonatissimo e carismatico ha cantato e suonato per più di due ore abbondanti. Chapeau ! Sono altresì convinto che lo spettacolo quando viene proposto nei teatri d'opera risulta ancora più emozionante. Il lungolago molto romantico è da cartolina, come da cartolina il dirigibile che “controlla” il lago in onore di Von Zeppelin il progettista tedesco che qui viene ricordato con musei e iniziative. Proprio sul lago di Costanza nel 1900 si sollevò il primo dirigibile rigido. Domenica, baciati da un sole meraviglioso, abbiamo fatto visita al sorprendente borgo di Meersburg. Scendendo dalla collina verso il porto sempre circondati dai verdi filari è tutto un susseguirsi di case medioevali che ricordano anche quelle alsaziane. C'è perfino il castello ! I filari li abbiamo ritrovati anche nella parte sopra il porto. E' possibile effettuare un volo turistico e non è detto che in futuro non riesca a togliermi anche questo sfizio oltre a quello della mongolfiera. Sulla strada del ritorno abbiamo fatto sosta sull'isolotto di Lindau (sempre sul Bodensee) per una fetta di torta Sacher, anticipo gustoso della prova a due che effettueremo, salvo imprevisti, nelle storiche pasticcerie Sacher e Demel nell'autunno di quest'anno a Vienna.

Post's song : "Russians" performed by Sting
6/11

lundi, juin 23, 2008

Bratislava e Vienna : spirito mitteleuropeo

Altro giro, altro regalo.
Girando la mia personale ruota dei viaggi la freccia si è fermata nuovamente sul Danubio per concludere, in modo degno e importante con Bratislava e Vienna, il trittico delle tre capitali bagnate dal fiume blu iniziato il mese scorso con Budapest. Bratislava capitale della Repubblica Slovacca e Vienna capitale dell’Austria distano l’una dall’altra circa un’ora di treno (65 km. circa) Bratislava, scelta come base per un lungo weekend di fine primavera-inizio estate, è stata davvero una piacevole sosta e le "dritte" inviatemi da Umberto in primis, da Patty e dal Cappe si sono rivelate perfette : me l'avevano decantata e le aspettative sono diventate realtà.Ho alloggiato all’Hotel Kyjev residuo del periodo comunista. Un casermone di 15 piani (io ero al 14°) con vista sulla città nuova (Nove Mesto). Pensavo sempre mi venisse a prelevare qualcuno del Kgb per chissà quale missione : in fondo io sono di estrema sinistra. Il centro storico è un vero gioiello. Camminando per l'odierna Bratislava (la più giovane delle capitali europee) si sente comprensibilmente che le strade sono cariche di storia. Il centro storico della città (Stare Mesto) offre diverse bellezze storiche: i numerosi palazzi in stile barocco e rococò donano a tutta la città un'aria particolarmente romantica; un'atmosfera che viene enfatizzata dalla musica che in ogni periodo dell'anno pervade la capitale. (queste ultime non sono righe mie ma definiscono bene Bratislava). Passeggiando lungo le rive del Danubio si é attratti dalla maestosità del Castello di Bratislava. Oltre all’imponenza del Duomo di San Martino molte sono le altre bellezze architettoniche in città: il Vecchio Municipio, il Palazzo Primaziale (il "palazzo rosa"), il Palazzo Grassalkovich oggi sede del Presidente della Repubblica Slovacca (foto a destra), il neorinascimentale Teatro Nazionale Slovacco e la Porta di S.Michele. Tantissime le chiese sparse nel centro storico, la più originale però è quella di Santa Elisabetta (vicina all'Hotel Kyjev), detta la Chiesa Blu per il color azzurro del suo intonaco all’esterno e all’interno della stessa. E per chi vuole poi assaporare le specialità gastronomiche di questa splendida terra, le possibilità in città sono davvero molte: bar, enoteche, caffetterie e ristoranti sono pronti ad offrirvi il meglio della cucina slovacca. Il piatto slovacco più caratteristico è il "bryndzové halušky" gnocchi di patate con formaggio di pecora, lardini abbrustoliti e siero di latte di pecora. Tra le maggiori specialità della cultura culinaria di Bratislava ricordiamo le zuppe di verdure e i piatti a base di carne, che viene cucinata quasi sempre arrosto o in umido con un largo uso di spezie. Talvolta le carni sono avvolte in una palacinka (crepe) di patate. Pietanze che si alternano alla cucina internazionale. In particolar modo è proposta la cucina ungherese (goulash), ceca e austriaca (wiener schnitzel) che hanno influenzato la cucina originale slovacca. Vasta anche l’offerta di birre slovacche Zlaty bazant e Topvar su tutte. E non solo di quelle bionde è popolata la graziosa Bratislava …
Se siete amanti delle curiosità, non mancate di cercare le originalissime statue sparse nel centro storico della città, che vanno dall’osservatore che sbuca da un tombino, al soldato napoleonico appoggiato a una panchina (vedi foto sopra del post) , al paparazzo che “scatta” all’angolo di una via, all’uomo di strada (esistito veramente nei primi anni venti) che salutava i passanti e si inchinava alle signore. Anche il Novi Most, ponte mono campata alto 80 m, merita una citazione. Un’ora di treno ed ecco che si respira un’imponente ed elegante aria imperiale … sono arrivato a Vienna. Vienna che ti accoglie in maniera maestosa, con lo sfarzo dei suoi palazzi bianchi e di tutta la storia che racchiude. A Vienna ci ero già stato più volte, in genere sotto il periodo di Natale o di Capodanno. L’ultima volta (1999) ci ero arrivato in bicicletta con Silvia (non da Milano …) partendo da Scharding girando a Passau, proseguendo per Linz lungo la ciclabile del Danubio. Volevamo raggiungere anche Bratislava ma 65 km al termine di una settimana in sella (350 km circa se non ricordo male) ci sembrarono davvero troppi per il nostro sellino …
In questi giorni Vienna è ricoperta di loghi, marchi e gadgets dell’Europeo di Calcio 2008 e in molti punti della città, il Rathaus per primo (foto sopra a sinistra) hanno impiantato vere cittadelle per i tifosi con megaschermi e stands culinari di altissima attrazione. Non scriverò però della Vienna turistica con tutti i suoi bellissimi monumenti, chiese, musei, parchi, palazzi (Hofburg, Cattedrale di Santo Stefano, il Graben, il Rathas (municipio) , il Parlamento, il quartiere dei musei (bellissimi), il Belvedere, la “casa matta” coloratissima e particolare nella costruzione, il castello di Schonbrunn, il Prater, ecc.ecc.) ma vi racconterò della mia personalissima prova da cultore della Sachertorte, più comunemente chiamata Sacher. Ho voluto provare la stessa porzione tradizionalmente accompagnata con panna montata (mit schlag) non dolce e una tazza di caffè macchiato (kleiner brauner) nelle due pasticcerie viennesi la Sacher e la Demel che con due ricette ufficiali si contesero la causa per stabilire a quale delle due fosse permesso di vendere la Sacher “originale“ (Sachertorte che consiste in due strati di pasta di cioccolata leggera con al centro un leggero strato di marmellata di albicocche mentre sopra e nei lati è ricoperta da una glassa di cioccolata nera. Vinse la pasticceria Sacher. Ancor oggi i segreti della torta Sacher sono gelosamente custoditi dalla pasticceria dell'Hotel Sacher di Vienna, che ne produce artigianalmente oltre 270.000 pezzi all'anno). La Sacher torte originale è protetta da un marchio di fabbrica e non esistono al mondo licenze per la rivendita di questo prodotto. Esistono invece migliaia di imitazioni. Ordunque siamo al dilemma : ho trovato quella della Demel più leggera e meno pastosa (secca) sia alla gola che al taglio con forchetta rispetto a quella della Sacher che di contro ha un inconfondibile sapore e profumo di eccellente cioccolato. Il caffè macchiato del Cafè Sacher e la panna montata sono risultate più buone per il mio palato. Che dire ? Provatele sempre tutte e due per una piacevole sosta a mezza mattinata o a metà pomeriggio; il costo è più o meno lo stesso. Non si può lasciare Vienna senza nemmeno però aver assaggiato la Wiener Schnitzel (cotoletta impanata) rigorosamente di vitello (quella di maiale è meno costosa e per i palati alla buona va bene comunque). Come avrete capito in questa vacanza mitteleuropea ho preso un altro bel kg. che per uno che fa poco sport ultimamente questo aumento ha un certo peso ! Per lo spazio cultura ho visitato la mostra "da Monet a Picasso" all’Albertina Museum dove ho apprezzato non solo una una nuova versione di ninfee del mio prediletto Claude ma anche alcuni quadri di Paul Klee. Ho visitato al Mak la rassegna dei “recent Works” di Julian Opie (un artista contemporaneo della pop-art che mi piace molto) con opere in movimento davvero sorprendenti per semplicità e coloreMentre ero a Vienna sul metrò linea 6 (U6) in direzione Schonbrunn alla fermata di Gumperdorfer Strasse tutto di un colpo mi è sembrato di essere a Parigi sulla linea 6 subito dopo aver passato la Tour Eiffel in direzione Nation. Tutte e due le linee in sopraelevata, tutte e due le linee col n. 6, tutte e due con lo stesso paesaggio intorno. Mi piacerebbe un giorno prendere un metrò in una città e ritrovarmi all’improvviso in un’altra. Ah il dono dell’ubiquità …

Post’s song : “Dicono di me” performed by Cesare Cremonini
6/8