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samedi, avril 26, 2025

Delizie di Pasqua lungo le Langhe e il Monferrato

Al detto popolare “Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi”, noi abbiamo risposto con quello sportivo “Squadra che vince non si cambia” e così abbiamo trascorso le festività pasquali con la stessa identica formazione natalizia … Vito, Betty, Edoardo, Melanie e io. Edoardo e Melanie erano di stanza per lavoro ad Alba, capitale delle Langhe, e noi li abbiamo raggiunti per passare insieme qualche giorno in questo meraviglioso territorio così ricco di attrattive, da quelle paesaggistiche a quelle enogastronomiche, oltre naturalmente a quelle storiche. Meno di due ore di macchina (Micra) da Milano e siamo già sul posto. Giusto il tempo degli abbracci e Melanie aveva già organizzato (progettare itinerari di viaggio è il suo lavoro) una giro turistico in Alba con Giuseppe, la nostra guida locale personale. Con la sua supervisione abbiamo visitato tutti insieme la Cattedrale di San Lorenzo, gli interni del Palazzo del Comune e camminando allegramente Giuseppe ci ha deliziato di pillole culturale che spaziavano dai luoghi e dagli scritti di Beppe Fenoglio (partigiano e scrittore), alle Torri e via dicendo. Quando tutto è così interessante le ore trascorrono veloci e così ci siamo ritrovati a mettere le gambe sotto il tavolo della “Trattoria Aldente” senza nemmeno accorgercene. La scelta è caduta sui primi piatti locali e sul dessert e quindi via di gnocchi con Castelmagno (formaggio) impreziositi da una granellata di nocciole e sul bonet (dolce al cucchiaio tipico della cucina piemontese a base di cacao e amaretti). Un bel bicchiere di rosso Barbera d’Alba e il pranzo è stato servito a regola d’arte. L’immediato dopo pasto lo abbiamo utilizzato per una bella camminata nel centro storico di Alba calpestando le due arterie principali dove tra l’altro ci si imbatte “in pannelli metallici” di inciampo dedicati a personaggi di fama internazionale a cui assegnano il Tartufo dell’Anno sponsorizzati dal “Mudet-Museo del tartufo di Alba”. Bellissima la sosta nella piazza dedicata a Michele Ferrero, il papà della Nutella, sulla quale è stata installata una grande scultura in acciaio inox di quasi 13 metri che è diventata un punto di riferimento e del darsi appuntamento ad Alba. L’opera d’arte dell’artista visuale Valerio Berruti raffigura l’immagine di una bambina (di nome Alba) nell’atto di girarsi con una postura quasi timida che attira discretamente l’attenzione. Tornando al pomeriggio di questo intenso primo giorno nelle Langhe è bastato un cambio macchina, passando dalla Micra a quella grande noleggiata da Edoardo e Melanie, una “dr” cinese. Abbiamo esplorato due bellissimi borghi arrivandoci dopo dolci sali e scendi dai quali si apre la vista sulle colline che fanno parte dei “paesaggi vitivinicoli del Piemonte : Langhe-Roero e Monferrato” riconosciute dall’Unesco come patrimonio culturale di eccezionale bellezza a celebrare la cultura del vino. Così ci siamo fermati a Barbaresco con la sua Torre medioevale dalla quale si gode di un panorama mozzafiato a 360° sulle meravigliose colline circostanti e successivamente a Neive un borgo sempre medioevale che offre scorci che possono richiamare la bellezza di quelli francesi della Provenza. Il ritorno all’ora più bella del giorno, opinione personale, quella che anticipa il tramonto ci ha permesso di rivedere il centro storico di Alba prima di raggiungere il nostro tavolo all’Osteria dei Sognatori prenotato anticipatamente da Edoardo e Melanie. Cosa c’è di più bello nel concludere una giornata così particolare assaggiando altri piatti locali e brindando “alla nostra” con i bicchieri doverosamente riempiti di vino rosso della zona ? Detto … fatto ! Con un menù che cambia giorno per giorno la nostra scelta è caduta sui sapori autentici degli gnocchi della casa al gorgonzola, sull’intramontabile vitello tonnato, sui tomini freschi e sulle frittelle di fiori di zucca. Siamo nel cuore di Alba e il locale offre un’esperienza culinaria genuina e conviviale con un ambiente semplice e accogliente, così come il servizio che contribuisce a creare un’esperienza familiare, con arredi rustici che evocano le osterie di un tempo. Ottimo rapporto qualità-prezzo e con la chicca del caffè che viene servito dalla moka. L’ultima passeggiata per le vie di Alba ci riporterà ai nostri alloggi per il meritato riposo. La sveglia ci riporta al giorno di Pasqua. Appuntamento davanti alla Cattedrale di San Lorenzo per assistere tutti insieme alla messa e poi direttamente verso la cittadina di Bra per il pranzo al ristorante Osteria La Bocca Buona dove Melanie aveva prenotato il menù gourmet di Pasqua. Il locale è arredato in stile industriale con appesi alle pareti dei bellissimi vinili che richiamano l’attenzione e scatenano i ricordi degli anni belli della musica, naturalmente non quella di oggi. Nel pomeriggio inoltrato, sempre a Bra, abbiamo assistito nella sala del coro della Chiesa di Santa Chiara al concerto di musica classica, con repertorio barocco, del complesso degli “Archi del Macrino” impreziositi dalla voce di una soprano sudcoreana e del flauto traverso del Direttore Artistico dell’Alba Music Festival. Dopo la pausa cultural-musicale di Bra riprendiamo il percorso fermandoci a Cherasco prima e a Pollenzo poi. Concluderemo la “nostra Pasqua” ad Alba per una buona pizza dal bordo alto da Mani Pizza e Cucina. La Pasquetta o lunedì di Pasqua si apre con la notizia della morte di Papa Francesco mentre ci stavamo dirigendo verso Asti ed è proprio nell’astigiano che affondano le radici della sua famiglia. Ci siamo trovati nel mezzo dei luoghi d’origine del pontefice argentino proprio nel giorno della sua scomparsa. Dopo una visita “infarinatura” della città di Asti ci siamo diretti verso San Desiderio dove Melanie ci aveva fatto riservare un bellissimo tavolo rotondo per l’occasione al Ristorante Santisè. Melanie è newyorkese di nascita, ma vive da tempo ad Arezzo e quindi tutto già la rende una cittadina italiana onoraria. Lei progetta itinerari personalizzati per la società canadese Butterfield & Robinson specializzata in viaggi di lusso e uno dei luoghi di partenza dei tour in terra piemontese è proprio il Ristorante Santisè, che in dialetto piemontese è proprio il nome del piccolo paese di San Desiderio. La location è spettacolare, immersa nel verde delle colline del Monferrato. Il ristorante è ospitato in una residenza di campagna ottocentesca con interni molto eleganti e ricercati e il soffitto a volta della sala è stupendo. Fuori dal locale c’è un meraviglioso giardino, un piccolo paradiso verde. La giornata è anche splendida sotto il profilo meteo, con un cielo terso e un sole caldo. Dal menù che unisce la tradizione alla modernità abbiamo scelto la carne cruda di fassona battuta al coltello e il fritto di fiori di zucca, gli agnolotti, le tagliatelle, gli gnocchi tutti fatti in casa concludendo con un gelato al finocchio con cioccolato fondente e olive zuccherate e un tortino di mele e nocciole. Abbiamo suggellato le delizie dell’intero pranzo  con un bicchiere di Moscato d’Asti autorevole prodotto di questa zona. Con tanto ben di Dio in corpo una piccola pennichella nel verde giardino del ristorante era doverosa. Con il sole ancora bello alto dal Monferrato si ritorna nelle Langhe, destinazione Barolo. Da questo borgo medievale ha preso il nome il famosissimo vino, prodotto dal vitigno nebbiolo che abbiamo testato e degustato con assaggi condivisi. Il paese si trova in una zona decorata da vaste colline coperte da vigneti, dalle quali è possibile ammirare vedute incredibili e sulla strada del ritorno ad Alba ci siamo fermati al punto panoramico di Diano d’Alba per brindare tutti insieme al tramonto con tanto di bottigliette di Crodino biondo gentilmente offerte a sorpresa da Edoardo e Melanie. In serata il ritorno all’Osteria dei Sognatori per colmare il piccolissimo buco nello stomaco rimasto dal pranzo di Pasquetta. Siamo alla conclusione di questo bellissimo viaggio di Pasqua e la mattina seguente mentre Edoardo e Melanie erano alle prese lavorative online, noi “pensionati” abbiamo passeggiato tranquillamente per le strade di Alba. L’appuntamento finale per il “tutti insieme” era a pranzo al Ristorante Aldente esattamente da dove avevamo cominciato qualche giorno prima. Questa volta, visto il tempo meteo, abbiamo preferito il tavolo all’aperto e lo abbiamo riempito con le ultime delizie piemontesi abbinate al vino Ruchè di Castagnole Monferrato; dai tajerin (finissimi tagliolini all’uovo) con sugo di agnello ai plin (ravioli) con crema al tartufo nero, dall’immancabile bonet al semifreddo con cioccolato fondente.  Il Piemonte è un piacere gustativo, con piccole città e borghi dai nomi invitanti, per gli amanti del buon vino, come Barolo e Barbaresco. Queste zone del Piemonte sono un paradiso per i buongustai. Dai tartufi (quello bianco una vera eccellenza mondiale) alle nocciole (patria della mia amata Nutella) Alba ha fatto della cultura della sua terra la propria fortuna. Qui la vita è così strettamente legata alla terra e i piaceri della vita sono proprio dietro ogni angolo così come l’abbondanza dei vigneti verdeggianti. Questo viaggio di Pasqua è stato il perfetto “trait d’union" con quello di Natale in Sud Italia. Il nostro paese sotto il profilo, storico, culturale ed enogastronomico è impareggiabile e mi ricordo quando dissi, in tempi non sospetti nel pieno del mio girovagare per l’Europa, che quando sarei andato in pensione avrei iniziato a esplorare l’Italia e a descriverne la bellezza. Ci sto provando.


Post's song : "Max" performed by Paolo Conte

04/25