"Voyager vous laisse d'abord sans voix, avant de vous transformer en conteur."

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mercredi, décembre 27, 2023

I panzerotti di Natale

A distanza di cinque anni, rieccoci per questo Natale nel Sud d’Italia. Allora c’era anche il nostro Nick il “filantropo” di famiglia. Questo Natale è stato un vero e proprio omaggio ai miei splendidi genitori. Il Nick era nato a Bari ed è proprio nel capoluogo pugliese che abbiamo scelto la base della nostra prima notte. “Nostra” perché a condividere insieme a me questa piccola splendida vacanza c’erano anche Vito, Betty ed Edoardo. Il tempo giusto di lasciare i nostri effetti personali nello splendido B&B che Vito aveva prenotato vicino alla Cattedrale di San Sabino e abbiamo dato inizio al tour all’inseguimento dei “panzerotti perduti” in tutti questi anni, da quando la mamma non c’è più. Il ricordo di quelli che ci faceva mamma Pupella si è scatenato al primo morso di questa meraviglia gastronomica, tipica dello street food barese, alla panetteria “La Pupetta”. Per chi non lo sapesse il panzerotto, a forma di mezzaluna, è un piccolo calzone fritto fatto con l’impasto della pizza e riempito con mozzarella e sugo di pomodoro nella versione tradizionale. Mamma Pupella era bravissima nel prepararli, leggeri e deliziosi. Ne gustavamo in gran quantità e addirittura li mangiavamo anche freddi il giorno dopo. Sì perché il panzerotto va mangiato bollente e ci sono delle tecniche per evitare di scottarsi e di sporcarsi. Il siparietto sulla tecnica di consumarlo è nato proprio dopo il primo morso di Vito che si è sporcato il maglione. Vista la bontà ne abbiamo preso subito un altro e in serata abbiamo replicato lo stesso numero in una friggitoria nella Bari Vecchia con una “birretta” fresca come giusto abbinamento per tradizione. Alla fine della vacanza saranno sette i panzerotti degustati e tutti e sette ci hanno ricordato il sapore delle serate in casa col fritto che inondava meravigliosamente locali e indumenti. In questa vacanza natalizia abbiamo finalmente visitato con tranquillità e bel tempo le splendide città della Puglia e della Basilicata. La prima intensa giornata a Bari l’abbiamo trascorsa ripassando il “passato” immergendoci nella parte vecchia. I vicoli erano stati allestiti con tavoli dove erano presenti per la vendita le orecchiette nelle varie forme, i taralli nelle tante versioni e le “carteddate” (piccoli dolcetti tipici del Natale), il tutto preparato dalle donne di casa locali. Immancabili la visita alla Basilica di San Nicola e la degustazione di un piatto di orecchiette con una purea di cime di rape  accompagnate da un rosso amabile. Nel pomeriggio per rilassarci dalle camminate per la città siamo andati al cinema a vedere l’ultima straordinaria opera di Woody Allen “Un colpo di fortuna” girata a Parigi. Inizio  vacanza col botto ( … e col panzerotto). Il giorno dopo la destinazione principe era Matera. Sulla strada abbiamo fatto una piccola sosta culinaria ad Altamura per assaggiare il famoso pane, con un piatto di capocollo, sfornato dall’Antico Forno di Santa Caterina (anno 1391). Eccoci a Matera, finalmente tutta a nostra disposizione. Alloggio in un incredibile “affittacamere” praticamente sul Duomo con una vista sui “Sassi” da togliere il fiato. I Sassi di Matera sono due quartieri di Matera, Sasso Caveoso e Sasso Barisano, formati da edifici e architetture rupestri scavati nella roccia della Murgia materana e costituiscono il centro storico dichiarato patrimonio dell’Umanità Unesco nel 1993. Un autentico presepe e visto il periodo di visita direi la perfetta location.  Matera è stata anche l’occasione per conoscere Cristina, l'amica di Edoardo che lavora in un hotel scavato nella roccia, con camere allestite in grandi grotte. Suggestivo ai massimi livelli e con un’atmosfera che riporta al passato. A proposito di “passato” la mia citazione di questo viaggio per via di molte circostanze di vita è stata “il futuro è il passato”. Bisogna tornare indietro, dare meno credito alle nuove tecnologie e ai nuovi comportamenti di vita. E’ l’unica via di uscita per non farsi prendere e soggiogare dalla superficialità e dalla sottocultura. Tornando al presente eccoci tutti e cinque (si è unita a noi Cristina) seduti al tavolo all’aperto sulla terrazza panoramica del ristorante Conzato. Qui ci hanno coccolati e deliziati con prelibatezze tipiche lucane, passando dai peperoni cruschi all’insalata di pane, dalle fave e cicoria alla salsiccia zampina, dai salami tipici ai dolcetti della tradizione. Due bottiglie di Primitivo Doc hanno accompagnato il tutto prima del rituale brindisi con l’amaro Lucano. Che dire ? Straordinario pranzo con i racconti e i consigli di Gaetano sulle note dei piatti preparati da Nicola. Non sembra nemmeno Natale viste le temperature. Il locale è un posto incantevole da tornarci e ritornarci, cosa tra l’altro che faremo nell’ultimo giorno qualche ora prima del rientro. Il pomeriggio è stata una passeggiata a perderci nei vicoli dei Sassi di Matera, mentre la serata si è conclusa all’Osteria Malatesta, seppur “pieni” del pasto di mezzogiorno, con il contorno di un duo jazz con cover di canzoni di Natale. Da tornarci a stomaco vuoto perché i piatti che “giravano” davano l’idea di una buona cucina locale. Il giorno dopo, salutata temporaneamente Cristina e sempre baciati dal sole e dalla splendida temperatura, abbiamo raggiunto dapprima il Parco Regionale della Murgia  delle chiese rupestri con splendido affaccio sullo skyline di Matera  e poi siamo partiti alla volta di Taranto dove siamo arrivati per l’ora di pranzo. Pranzo a base di pesce alla Trattoria della Zia Franca. nel cuore della Taranto Vecchia. Fantastici anticipasti a base di impepata di cozze “settembrine”, di insalata di polipo, di un piccolo fritto misto e di coccioli di mare (murici). A seguire due primi piatti tipici della cucina tarantina, i cavatelli e i tubettini con cozze e vongole. Il pane caldo (il migliore di questo viaggio) ha fatto sì che ogni piatto è stato concluso con una “scarpetta” di una bontà indescrivibile. Rapporto qualità-prezzo davvero unico. Il post pranzo lo abbiamo consumato nel vedere alcune attrazioni di Taranto, dal famoso ponte girevole al Castello Aragonese, dalle colonne doriche al Palazzo del Governo con un’architettura di “regime”. Lasciata Taranto all’ora del buio subito dopo il tramonto ci siamo diretti alle Tenute “Al Bano" Carrisi di proprietà del cantante dove Vito aveva prenotato per la terza notte. Il luogo è incredibile, una masseria immersa tra uliveti e vigneti, un autentico villaggio resort completo di tutto. Il tempo di una perlustrazione di orientamento nella tenuta e siamo pronti alla cena al ristorante Don Carmelo per una grigliata di carne anticipata da polpettine di manzo al sugo e da un carpaccio di angus. SI prosegue nel giorno della vigilia per il sud ionico del Salento transitando attraverso due cittadine di mare. La prima è stata Gallipoli girandola a piedi costeggiando le mura panoramiche affacciate sul mare e inoltrandoci nel suo centro storico. Qui abbiamo assaggiato la “puccia salentina” (pane tipico) farcita di pomodorini e mozzarella. La seconda è stata Santa Maria di Leuca dove l’Ionio incontra l’Adriatico, per un pranzo a base di pesce (alici fritte e un primo piatto fatto con pasta locale, le sagne ritorte con gamberi e cozze) annaffiate da un bianco fresco frizzante della casa. I panorami lungo la strada per Lecce (notte della vigilia) saranno bellissimi e vedremo in sequenza gli scorci di Tricase e Santa Cesarea Terme. Proseguiamo verso Lecce. Arriveremo nel tardo pomeriggio, con tanto di luminarie e di canti natalizi in Piazza Duomo, e il mattino seguente godendo delle decorazioni del riconoscibile “barocco” leccese e con i colori dei suoi edifici che vanno dal bianco al giallo ambrato. La sera della vigilia, per restare leggeri, un panzerotto mozzarella pomodoro (qui si chiama calzone) e un pasticciotto, dolce della zona fatto con pasta frolla e farcito con crema pasticcera e una punta di amarena, hanno certificato le tradizioni culinarie della Puglia e del Salento. Finalmente è arrivato il giorno di Natale. L’appuntamento clou è per il pranzo a Martano al Ristorante Armonia del Sapore dove opera lo chef Roberto Cornacchia, amico di Edoardo, conosciuto durante il suo lavoro stagionale con la Butterfield & Robinson. La Butterfield & Robinson si occupa di viaggi con pacchetti con tour a piedi e in bicicletta con sistemazioni di lusso ed esperienze enogastronomiche. Prima di arrivare a Martano ci siamo concessi una bellissima sosta a Otranto addentrandoci nei suggestivi vicoli del centro storico nel borgo che prima degli altri vede il sole tutte le mattine, essendo il punto più a est dello stivale italiano. E’ veramente molto bella, circondata dalla sue mura e affacciata sul bellissimo mare del Salento. Il pranzo di Natale è stato all’altezza del suo chef cui ho regalato, commissionatami da Edoardo, la mia Nutella nel formato classico da 450 gr. Come si conclude una bellissima vacanza in Puglia ? Dormendo in trullo, questa è la risposta. Ci ha pensato Vito prenotando in corsa a Locorotondo. Trullo formato da tre coni con tutto l’occorrente per star bene, dalla bottiglia di vino rosso come benvenuto, alla dotazione di prodotti dolciari per la prima colazione. Per chi non lo conoscesse il trullo è un tipo di costruzione conica in pietra tradizionale della Puglia (vedi Alberobello). In serata abbiamo visitato la cittadina di Locorotondo, a un chilometro e mezzo dal trullo, con le tradizionali luminarie del Natale, con le luci e gli addobbi che creano una magia unica e inimitabile in un’atmosfera di incanto nel “borgo delle meraviglie”. I “due” panzerotti a testa seduti all’aperto hanno festosamente suggellato la giornata di Natale. Sarà invece il pranzo di Santo Stefano a Matera a regalarci l’ultima “chicca” al ristorante Conzato per festeggiare la vacanza con un menù “veloce” a base di involtino al sugo di pomodoro (in pugliese si chiama braciola) e una zuppa lucana (fagioli, funghi e salsiccia con crostoni di pane tostato) il tutto annaffiato da un vino rosso della Basilicata (moro) lo Spaccasassi con un blend straordinario di vitigni : Cabernet, Merlot e Primitivo. Matera ci ha stregato e abbiamo salutato Edoardo che sarà ospite fino ai primi giorni del nuovo anno in compagnia di Cristina. E ora via verso l’aeroporto di Bari con la “nostra” Panda color cemento per il volo di ritorno, la vacanza è terminata. Una vacanza, per chi ha letto fino in fondo questo racconto, all’insegna delle bellezze di questa parte d’Italia in perfetto connubio con le delizie dell’enogastronomia locale. Più che un racconto di viaggio ho scritto una recensione su ciò che abbiamo mangiato e bevuto, ma tant'è. Avevo messo in preventivo almeno due chilogrammi in più per il mio peso e invece la bilancia mi ha premiato con solo 200 grammi. Questa è vita. Visitare la Puglia con un tempo meteo primaverile significa ammirare i suoi paesaggi nel massimo del loro splendore e della loro bellezza. Il cuore del Salento, tra terra e mare, regala autentiche perle tra i profumi delle distese di uliveti, di vigneti, e di quelli dell’aria salmastra provenienti dalle rive che lo bagnano. Il ritorno in queste terre è doveroso.

Post's song : " Viva la mama " performed by Edoardo Bennato

12/23

jeudi, décembre 27, 2018

La "felicità" del bianco Natale in Puglia

Bianco Natale in Puglia, come da richiesta esplicita del Nick durante la degenza ospedaliera di fine maggio.. Era bastato l’input del “Cavaliere” che Vito si era messo in moto per organizzare al meglio i giorni da trascorrere nel periodo natalizio. E il tutto, ora che si è ultimato, è andato oltre le aspettative nonostante le “stravaganze” del capostipite stanco per gli acciacchi dovuti all’età. Mete prestabilite e mete in corso d’opera, locations spettacolari e locations storiche, il tutto condito da un’enogastronomia tipica e rivisitata. Cos’altro di meglio ? Un altro Natale trascorso insieme al gruppo storico, quello di Copenhagen, della Toscana, di Napoli e di Roma. Il Nick, il Vito, la Betty, Edoardo e il sottoscritto. Affiatati nelle scelte e negli orari, sfrecciando per le strade di Puglia costeggiando il mare con la Kia Carens presa a noleggio all’aeroporto di Brindisi. Natale in famiglia nella terra di famiglia da parte paterna. Bianco Natale non per la neve ma per via del colore delle abitazioni dipinte di calce di alcune meravigliose località che abbiamo visitato, in primo luogo quella che ci ha ospitato nelle prime due notti, Ostuni. Ostuni è stata un’autentica sorpresa e dalla terrazza del Relais dove abbiamo soggiornato si poteva ammirarne lo splendore nella sua interezza. Ostuni è in provincia di Brindisi ed è caratterizzata da un labirinto di stradine e vicoletti che abbiamo percorso su due “ape-car”  (piccolo veicolo a tre ruote) sulla stregua di quelli a noi familiari dell’Isola d’Ischia. Un “tour” divertente e istruttivo grazie a due giovani intraprendenti guide. L’ape-car, viste le sue piccole dimensioni, si infilava facilmente in ciascuna strettoia svelando ogni angolo nascosto del borgo della città antica. Costruzioni spesso scavate nella roccia, unite da archi o semiarchi di sostegno, palazzi signorili, portoni colorati a seconda dell’attività del padrone di casa e chiese, come la splendida cattedrale con un rosone stupendo, con il loro color ocra dorato da far contraltare all'abbagliante luminosità delle semplici abitazioni bianche. Dopo il bianco di Ostuni, come da programma, sarà la volta del giallo-beige di Lecce. Lasciata l’auto appena fuori Porta Napoli ci siamo immersi alla scoperta del prestigioso patrimonio artistico della gemma del Salento, la culla del barocco. Lecce è elegante e a misura d’uomo. Camminando sulla lunga via Palmieri è tutto un susseguirsi di splendidi palazzi fino ad arrivare alla Piazza Sacra che racchiude il Palazzo Vescovile, il Campanile e il Duomo, edifici realizzati in pietra leccese secondo i canoni artistici del periodo barocco. Percorrendo poi via Vittorio Emanuele siamo giunti in Piazza Sant’Oronzo, dedicata al patrono della città e all’adiacente Teatro romano, specifico dell’arte romana. L’ora di pranzo è perfetta per provare due piatti della tradizione salentina : ciceri e tria (ceci e pasta cotta e fritta) e il pasticciotto nella versione torta (guscio di pasta frolla farcito con golosa crema pasticcera). Nel ritorno a piedi verso Porta Napoli la mia fedele Canon Ixus 275 HS in un ardito autoscatto per immortalare Vito, Edoardo e il sottoscritto in versione musicanti … ci ha lasciato le penne. Il Cavaliere ha provveduto prontamente a finanziare l’acquisto, sempre devoto alla Canon, di una economica sorella minore in variante “rossa” in attesa di una mia scelta futura e ponderata su Amazon. Le prime nuove istantanee ci immortaleranno nel centro storico di Otranto e al tramonto con lo sfondo del Faro di Palascia, il lembo di terra salentina che rappresenta il punto più a est d’Italia. Domani è un altro giorno, domani è la vigilia di Natale, la destinazione è Bari. Lasciamo definitivamente il Relais e la “cartolina” panorama a tutte le ore di Ostuni e risaliamo costeggiando il mare. Vedremo da fuori l’esclusivo Borgo Egnazia, caro alla cantante Madonna, e ci sorprenderemo durante la prima sosta nell’affascinante borgo marinaro di Monopoli. Il pittoresco porticciolo, punteggiato da tante barchette colorate, è costeggiato da palazzine storiche semplici interrotte dall’eleganza di una abitazione in stile veneziano con un loggiato bianco ad archi. Si supera la “porta dell’antico porto” e si entra nel centro storico dove attendendo un buon caffè fermeremo il momento con una immagine del gruppo seduto sulle scale in un cortile che ricordava quello già vissuto nelle nostre escursioni nelle Cicladi. Si risale ancora verso Polignano a Mare che si eleva sull'orlo di una scogliera. La statua di Domenico Modugno ci accoglie a braccia aperte il tempo esatto per mettere le gambe sotto il tavolo sulla terrazza a picco sul mare del panoramico ristorante “il Bastione” dall’atmosfera elegante con piatti gourmet di pesce. Ultimo felice “sforzo” e saremo finalmente a Bari, alloggiati come due anni fa al Palace Hotel. Sistemiamo nelle camere i nostri cinque trolley, tutti di colore diverso, e in taxi ci facciamo portare alla Basilica di San Nicola, quasi come un sopralluogo prima della messa di mezzanotte per venerare il Santo. Nel ritorno a piedi in albergo transiteremo per l’affascinante città vecchia dove ci sembrerà di far parte di un Presepe vivente. Buffet in hotel, riunione in camera davanti al televisore e poi di nuovo in taxi (andata e ritorno) per la messa di mezzanotte nella Basilica. Funzione accompagnata, nei primi venti minuti, da una colonna sonora di fuochi d’’artificio e botti liberi in puro stile Beirut. 
E’ Natale ! Il giorno di Natale scopriremo un altro gioiello di questa meravigliosa terra di Puglia. E’ Trani. Affacciata su di un suggestivo porto e dominata dallo scenario mozzafiato del suo simbolo più emblematico, quello della splendida slanciata Cattedrale romanica. Fotografie a più riprese anche grazie a un cielo aiutato dal vento con mille nuvole di passaggio. Vito aveva prenotato un tavolo per il pranzo di Natale al ristorante Le Lampare al Fortino. Un luogo che racconta una lunga storia per riportare allo splendore un’opera sacra, la ex Chiesa di S. Antuono, e il fortino a essa inglobata. Menù alla carta all’altezza della meravigliosa location. Scelta più che azzeccata. Nel ritorno a Bari sarò io stesso a guidare la Kia Carens per dare un po’ di “fiato” a Vito che ha macinato chilometri su chilometri per tutti i nostri spostamenti di questo tour pugliese. Il giorno di Santo Stefano ci riserverà l’ennesima sorpresa come fosse un regalo aggiunto al Natale. Bagagli in auto in attesa del volo di rientro a casa da Brindisi in serata e di nuovo si costeggia il litorale riscendendo verso il sud. Ci fermiamo di nuovo a Polignano a Mare per deliziare i nostri occhi dalle terrazze a strapiombo sul mare. L’ultima sosta sarà per il pranzo nella Tenuta Carrisi nel verde della campagna di Cellino San Marco. La Tenuta è di proprietà del “maestro” Al Bano, il celebre cantante pugliese. La Tenuta (hotel, ristorante, spa, enoteca) è nel cuore del Salento ed è stata costruita come un borgo antico tra boschi, vigneti e uliveti, a pochi km dal mare. A fine pasto, come annunciatoci da Elsa (collaboratrice del Ristorante Don Carmelo), il “maestro” è venuto a salutarci al nostro tavolo. Fotografie di rito, racconti di musica e di vita e scambio di auguri per le festività. Il nostro “tour” pugliese si è concluso con la piccola ciliegina sulla torta. Un plauso all’organizzatore Vito, dove tutti abbiamo avuto un ruolo importante e insieme abbiamo goduto delle bellezze di una terra meravigliosa.

Post's song : "Felicità" performed by Al Bano & Romina
12/18