"Voyager vous laisse d'abord sans voix, avant de vous transformer en conteur."

Affichage des articles dont le libellé est Banon. Afficher tous les articles
Affichage des articles dont le libellé est Banon. Afficher tous les articles

jeudi, juillet 10, 2025

Nuances de lilas au pays de la lavande

Quattro anni fa durante il mio viaggio in Provenza, nei primi giorni di agosto, mi ripromisi di ritornarci per vedere i campi di lavanda nel pieno della loro fioritura per godere dei sorprendenti colori. Tra metà giugno e la metà di luglio la Provenza si trasforma in un incanto che rapisce gli occhi e il cuore. In questo magico periodo, la terra si ricopre di sfumature viola, dall’indaco più profondo al lilla più delicato, con punte di rosato al tramonto e all’alba. Tutto appare come un dipinto che si stende a perdita d’occhio. È la lavanda, regina silenziosa dei campi, che colora e profuma l’aria fresca degli altopiani, diffondendo un’armonia di fragranze; i paesaggi di questo angolo meridionale della Francia si vestono di fascino poetico, stregando i visitatori di tutto il mondo. Scelte le due basi operative, una per vedere l’alba e l’altra come punto strategico a poco distanza dai borghi e dai campi di lavanda, ho dato inizio al mio piccolo “Tour de Provence”. Attraversato il confine dal valico del Monginevro ecco che si apre la porta all’incanto evidenziato nelle righe precedenti. Punto subito da Manosque (prima base) verso Valensole sulla statale D6 e all’altezza dei campi di lavanda affiancati a quelli di girasole (Terraroma e Angelvin) mi fermo per la prima sosta fotografica. Non sono solo, e non lo sarò nemmeno al tramonto e all’alba. I turisti, per lo più giapponesi, si perdono a camminare nei filari assaporando ogni colore che si trasforma con il movimento del sole. Valensole è il cuore pulsante della lavanda provenzale e penso che sia anche un racconto che varia da persona a persona. Davanti a ciò che li circonda, i visitatori non guardano soltanto : sentono, ricordano, vivono. Ogni passo è un’emozione da custodire nel cuore. Dopo la prima panoramica del luogo, vista l’ora e un po’ di fame in corso d’opera, mi dirigo verso il piccolo borgo di Riez per un hamburger “riezien” impreziosito dal formaggio di capra e dalla cipolla caramellata. Ad affiancare l’hamburger ci sarà la prima razione delle immancabili “frites” (patatine fritte) e della fresca insalata. Un bicchiere di rosso della zona sarà il giusto complemento a questa pausa ristoratrice. Il tramonto è imminente e subito dopo pasto mi dirigo verso la statale D56 per assistere alla meraviglia dei campi di lavanda a quest’ora del giorno. La macchina fotografica cerca di immortalare ogni sfumatura, ma sono convinto che l’occhio umano rimanga sempre l’obiettivo migliore. Rientro velocemente in hotel perché le ore di sonno, sebbene da quasi quattro mesi si siano ridotte drasticamente, saranno poche e io dovrò rivedere il tutto con la luce dell’alba. Sveglia alle 5 e nel giro di tre quarti d’ora sono di nuovo sul palcoscenico della natura. La scena accarezzata dal sole calante del giorno prima, ora si apre al tocco gentile dell’alba e dove il tramonto ha posato il suo ultimo sguardo ora il primo respiro del giorno rinnova la promessa. I due momenti per vedere, fotografare ed emozionarsi davanti ai campi di lavanda li ho certificati e la fortuna di aver avuto dalla mia parte il tempo meteo perfetto è esattamente quello che avevo sperato e sono stato accontentato. Il meteo mi ha sorriso per tutto il viaggio, ora sogno che anche la salute, un giorno, si lasci convincere a fare lo stesso. Da Valensole, dove ho fatto la mia prima colazione “croissant e café au lait”, mi sono diretto prima a Forcalquier per esplorare il vivo e colorato mercato settimanale e poi verso Banon e Simiane-la-Rotonde per visitare questi due splendidi borghi nel dipartimento delle Alpi dell'Alta Provenza, immersi in paesaggi collinari, campi di lavanda e storia medievale. Sono tappe ideali per chi cerca autenticità, bellezza e un ritmo di vita più lento. Ah i piaceri della vita … Quanto ho pensato in viaggio su questo argomento. I semplici piaceri della vita, nient’altro. Il lento trascorrere le giornate. Rallentare perfino guidando per godersi la bellezza naturale che ci circonda. Ascoltare la musica francese come colonna sonora per il viaggio. Bere un bicchiere di vino (rosso, bianco o rosato che sia). Inzuppare un croissant tutto burro nel caffelatte seduto al tavolino di una piazzetta di un piccolo borgo. La complicità con gli amici nelle lunghe serate trascorse tra risate e racconti o le telefonate scambiandoci confidenze. Chiedo molto ? Non credo. Sono rientrato poi a Banon per il pranzo al Restaurant des Voyageurs nella piazza centrale a base di noix d’entrecote (taglio di carne bovina tenero e saporito) accompagnato dalla coppia quasi imprescindibile di “frites” e “salade” e un buon bicchiere di vino rosato. Nel pomeriggio ho finalmente preso possesso della mia stanza alla Fattoria “Domaine du Bas Chalus” di Forcalquier come base per i due giorni a seguire. Si viene accolti calorosamente dagli agricoltori-padroni di casa in un ambiente agricolo, il tutto circondato da una varietà di animali tra i quali i cerbiatti, i mufloni, le caprette, gli asini e tanti altri ancora. E’ una vera e propria azienda agricola biologica. Stanza spartana e colazione per lo più dolce con freschi prodotti locali. La mattina seguente mi sono spostato verso la zona di Sault, la seconda capitale della lavanda dopo Valensole. Anche qui si è circondati da onde di "lavanda" in un paesaggio senza tempo. Ho scelto poi di pranzare a Gordes memore del viaggio nel Luberon di quattro anni fa sugli itinerari del film “Un’ottima annata” di Ridley Scott con interpreti principali Russell Crowe (Max) e Marion Cotillard (Fanny). Il ristorante dove lavorava Fanny e dove avviene il primo loro incontro è il “Le Renaissance” nella piazza alberata dove c’è un piccola fontana. E’ la mia scelta. Ho ordinato un piatto di formaggi (tre tome diverse), un bicchiere di vino bianco e un “moelleux au chocolat” per concludere. Questo periodo dell’anno, rispetto al precedente viaggio di agosto, è molto più popolato di turisti perché la piena fioritura della lavanda è un’esperienza da non perdere. Così come in serata non ho perso la “galette complete” (crepe salata con formaggio, prosciutto e uovo) a Forcalquier. Questa delizia è da sempre il benvenuto quando arrivo a Parigi insieme a Betty e Vito. Il mio viaggio “immersion totale dans la lavande” è giunto al termine. L’indomani, dopo la prima colazione in fattoria e un rinforzo di croissant e café au lait al tavolo all’aperto del “Le Café de L'Hôtel de Ville” ho iniziato il rientro verso casa.  Passato il Monginevro, mi fermerò per la sosta pranzo in territorio italiano alla “Cantina degli Alpini” di Cesano Torinese. Dopo tre giorni di croissant, caffelatte, patatine fritte, insalate, carne rossa e crepe salate (tutta materia prima buonissima e freschissima) un piatto di vitello tonnato e un altro di Ghenefle alla Mollieres (morbidissimi gnocchi locali a base di patate, conditi con burro fuso e formaggio) era il giusto modo di riabituarsi alla nostra impareggiabile cucina. Ottimo anche il bicchiere di Nebbiolo in accompagnamento ai piatti. Il tempo e i semplici piccoli piaceri della vita mi hanno accontentato alla grande: sole, cielo limpido, temperature perfette, pause relax enogastronomiche ecc. ecc. Ora, se anche la salute volesse collaborare, potremmo parlare seriamente di vacanza permanente. Considerazione finale : i cinque sensi, le emozioni che si provano in viaggio, sono il sentiero che conduce all’essenza della vita e vanno percorsi con cuore aperto e leggerezza. Aggiungerei … ancor meglio in buona salute.


Chanson de voyage : "Douce France" interprétée par Charles Trenet

7/25