"Voyager vous laisse d'abord sans voix, avant de vous transformer en conteur."

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lundi, août 05, 2019

Rotterdam. Make it happen.

Cinque anni di Rotterdam. Con la città di Erasmo ho un feeling particolare e ogni tanto penso che nel titolo del suo famoso scritto “Elogio della follia” c’è dentro tutta la rinascita di Rotterdam del dopoguerra. Rotterdam, completamente distrutta a causa dei bombardamenti nella Seconda Guerra Mondiale, è stata interamente ricostruita e come un’araba fenice del ventesimo secolo, dalle rovine fumanti delle bombe naziste, ha trovato la sua innata capacità di risorgere dalle ceneri. A Rotterdam si sono rimboccati le maniche e hanno ricostituito una città partendo realmente da zero. L’intervento, firmato da designer e architetti, anche di fama mondiale, è stato improntato alla riqualificazione degli edifici preesistenti, ma senza cancellare il passato. E così, vecchi stabilimenti dismessi, sono diventati food hall, hotel di tendenza e shopping center. Oggi Rotterdam è tutta un’altra città. Rotterdam si è reinventata con architetture futuristiche audaci e talvolta sperimentali, diventando una culla di arte contemporanea di cambiamento scegliendo di farla risorgere in chiave ultramoderna ed ecco spiegato quel pizzico di follia. Rotterdam è a meno di mezz’ora di treno veloce dall’aeroporto di Amsterdam ed è una città totalmente diversa dalla famosa capitale, che sovverte quell’idea di Olanda che la maggior parte dei visitatori ha in mente. È una città che piace molto o non piace affatto. Per me fu un colpo di fulmine positivo  in quella estate del 2014. E da allora di strada, o meglio di miglia aeree, ne ho fatta, ma Rotterdam fu una svolta, una rivoluzione radicale sul mio pensare in viaggio. Questo weekend ne è stata la piacevole conferma celebrativa. Ho trovato finalmente anche la mia base, come hotel, dopo le tre precedenti escursioni. La nuova postazione, come dice il loro slogan "A casa tua a Rotterdam ...", è perfetta negli spostamenti con tutte le attrazioni e locali a breve, o in qualche caso, a brevissima distanza. Borsa piccola, lo stretto necessario per questo fine settimana di inizio d’agosto. Causa il ritardo del volo, arrivo a Rotterdam nell’ora del dopo cena e mi sarebbe spiaciuto andare a letto subito. Mi siedo nel bancone all’aperto del bar di fronte l’hotel e dal loro menù scelgo una fresca birra olandese (Hertog Jan) e le bitterball (polpette di carne sfilacciata in stile crocchetta). Splendido inizio in stile street food : le bitterballen hanno un sapore irresistibile e si sciolgono letteralmente in bocca. Mi rilasso e penso ai miei programmi dei giorni seguenti dove avrò due missioni “pretesto” da affrontare. Vado a letto, mi alzo presto ed è subito sabato. Parte il mio weekend olandese. La prima missione in realtà è un compito alla ricerca del mio piccolo contributo per una causa locale. Si tratta di un progetto di riqualificazione urbana : il Luchtsingel Bridge. Il ponte pedonale Luchtsingel a Rotterdam è la prima infrastruttura pubblica ad essere stata sovvenzionata attraverso micro-finanziamenti di privati. L’iniziativa è nata dalla necessità di riunire alcune zone apparentemente separate nelle zone limitrofe al centro ed è un nuovo modo di costruire la cittàIl ponte è stato “disegnato” totalmente in legno giallo e su ogni tavola vi sono i nomi dei donatori che hanno contribuito alla realizzazione dell’opera. 
Dovevo trovare la placca gialla in legno col mio nome, che insieme alle altre delimitano il ponte. Ho impiegato un’ora di ricerca per trovarla per colpa della fuorviante indicazione sul punto esatto di collocamento inviatami via email, ma alla fine ero felicissimo. La seconda missione l’ho vissuta nel pomeriggio di domenica allo Stadium Feyenoord (de kuip, la vasca) assistendo alla prima di campionato di calcio olandese 2019/2020 per il derby del “mio” Feyenoord contro lo Sparta Rotterdam con risultato finale 2 a 2 acciuffato in pieno recupero. Nel mezzo dei due “pretesti” ho fatto una ripassata, ripercorrendo senza stress, quei luoghi e quelle attrazioni già visti nella mia prima scoperta di Rotterdam, introducendo un nuovo modo di ammirare gli stessi cambiando il verso della visione, come mi è capitato a Katendrecht, una lingua di terra circondata dal fiume che oggi si è riscoperta meta turistica e gastronomica all’avanguardia. E così camminando camminando (a fine viaggio saranno 45 i chilometri consumati dalle mie scarpe) ho goduto delle bellezze moderne, vero must, di Rotterdam. Sono transitato davanti alle originali case cubiche gialle rovesciate, regolarmente abitate e mi sono nuovamente addentrato nella vicina struttura del Markhtal il futuristico mercato alimentare al coperto, entrambe due vere follie architettoniche. Ho fatto deviazioni qua e là sul piccolo vecchio porto, ho ammirato lo skyline del ponte iconico sulla Mosa, L’Erasmusbrug,  con la sua torre asimmetrica chiamata “il cigno” e mi sono emozionato sostando davanti al fascino del passato della vecchia chiesa di San Lorenzo, rimasta in piedi durante i bombardamenti. Sempre attuale e doveroso è il “calarsi” nel quartiere trendy (Witte de Whitstraat) che si affaccia su quello dei musei con tanta originalità e creatività. La strada ospita ristoranti, caffè, gallerie d'arte negozi e murales. Rotterdam è una città particolare che in questi anni ho conosciuto meglio; mi riserva però sempre piacevoli sorprese. Non posso non  parlare delle mie soste culinarie sempre seguendo la linea diretta della “via della birra” degli ultimi viaggi fra Francia, Germania e Belgio. Birre locali che hanno felicemente accompagnato le deliziose pietanze scelte, senza dimenticare mai quel tocco asiatico che è nel DNA olandese. Rotterdam ha un inconfondibile profumo di gioventù, è una città sveglia, sempre in movimento, sprint e ricca di gioia di vivere. Basta soffermarsi agli angoli delle strade e vedere i festosi tavoli all’aperto. Ci si muove in tanti modi a Rotterdam partendo dai comodi ed efficienti mezzi di trasporti pubblici (treni, metropolitana, tram, taxi d’acqua) oppure noleggiando una bicicletta per correre sulle decine di km di piste ciclabili, o semplicemente, come ho fatto io, girarla a piedi : le stazioni di taxi sono una eccezionalità. Rotterdam impressiona per il forte impatto architettonico moderno e contemporaneo, per l’energia che si sprigiona dai  suoi edifici, talvolta arditi, per il decoro urbano e per l’ampiezza dei suoi spazi. E’ incredibilmente all’avanguardia dal punto di vista culturale ed è una delle città più a misura d’uomo e moderne d’Europa. Qui si parla principalmente la lingua inglese per via delle 176 nazionalità che Rotterdam ospita. Rotterdam, ho letto nelle mie ricerche, “è riuscita a mettersi il passato alle spalle e a creare un suo nuovo orizzonte”. Spero di realizzare anche il mio e chissà che Rotterdam sia la spinta giusta per la sua capacità di sorprendermi sempre.

Post's song "The Way You Do the Things You Do" performed by UB40
8/19

samedi, novembre 19, 2016

The Knights of the Round Table of Rotterdam

Noi … i cavalieri della tavola rotonda alla corte di Re Erik Van Loo da Rotterdam. L'evento che ci ha fatto conoscere é stato il Big Bottle Party 2016 e il destino del nostro incontro era stampato sui segnaposti personali del tavolo tondo preparato dallo staff del Parkhuevel. Il Parkhuevel é un raffinato ristorante di moderna costruzione semicircolare con vista sul fiume Mosa e sul porto di Rotterdam già da me testato nelle due precedenti visite nella seconda città dei Paesi Bassi dopo Amsterdam. Il pranzo evento giunto alla sua quarta edizione é nato dal perfetto connubio tra la ristorazione ad altissimo livello e la mescita di vino in bottiglie di grandi dimensioni, che si traduce in un menù di 8 piatti d'autore preparati, due per ognuno, da quattro chef pluristellati (Erik Van Loo, Thomas Bühner, Onno Kokmeijer e Jacob Jan Boerna) in abbinamento a otto bicchieri di grandi vitigni francesi bianchi e rossi in bottiglie nei formati Jeroboam, Magnum, Impérial, Mathusalem, Nabuchodonosor. Il nostro tavolo era formato dal simpaticissimo Jan J. e la sua deliziosa compagna Chava, dalle due splendide dame Diana e Karim con i fedeli due mariti, dalla felice giovane coppia formata da Branka e Ruward, dall'affascinante Jan K. e dal sottoscritto. Sei cavalieri e quattro cavalieresse per un totale di dieci esattamente come il numero del nostro tavolo e il numero complessivo delle stelle dei grandi chefs. Direi più che una coincidenza. All'inizio dell'evento, dopo le convenevoli presentazioni, mi sono sentito il classico pesce fuor d'acqua del tavolo visto che gli altri nove compagni parlavano olandese, lingua per me incomprensibile. Ma piano piano, durante il pranzo, anche con l'aiuto dell'effetto meraviglioso delle grandi bottiglie francesi, mi sono sentito uno di loro e con il mio inglese da principiante (livello uno) sono riuscito a cavarmela nei vari colloqui con gli altri. Mi sarò perso mille sfumature ma alla fine il mio commento é stato lo stesso che disse Hugh Grant a Julia Roberts nel film "Notting Hill" : surreale, ma bello ! Nella pellicola era complice un bacio, al mio tavolo sono stati i sorrisi che durante il lungo pranzo ci siamo scambiati e che ci hanno visti coinvolti mentre gustavamo felicemente le deliziose pietanze accostate sapientemente e imprevedibilmente con i vini speciali da far gioire le papille gustative. E così gli altri nove commensali sono diventati dei miei nuovi amici, anche solo per un giorno. Insieme ci siamo ripromessi di ritornare fra un anno per la quinta edizione dell'evento delle grandi bottiglie sempre allo stesso tavolo. Da perfetti sconosciuti a perfetti conosciuti il tempo giusto di un pomeriggio speciale, lungo quasi come un pranzo di matrimonio. Rotterdam e il Parkhuevel sono diventati per me un vero e punto di riferimento in terra olandese. Qui ci sono venuto due anni fa per trarre ispirazione dalla modernità della città per i miei scritti e poi nella primavera di quest'anno per la cena organizzata al Parkhuevel con il patrocinio della grande casa di champagne Krug. Ora quando cammino per le strade della città mi sento a mio agio e mi diverto a trovare angoli nascosti, nuove locations e curiosità che ricerco leggendo i vari articoli su Rotterdam sul web. In questa occasione ho calcato il percorso sul legno giallo del ponte Luchtsingel ispirato alla famosissima High Line di New York. Il ponte è stato realizzato dai cittadini di Rotterdam, in base a un progetto di riqualificazione urbana e costruito con contributi privati da 25 a 1.250 euro e i nomi dei donatori compaiono sui singoli tasselli che costituiscono il ponte. Ho visitato uno dei più bei musei di fotografia al mondo, il Fotomuseum che si trova a pochi passi dall’Erasmusbrug, il ponte avveniristico sul fiume Mosa, Le mostre sono distribuite su più piani e le fotografie esposte sono assolutamente da non perdere. Ho visitato anche gli interni dello storico hotel New York. Da qui, migliaia di emigranti partivano per il Nord America in nave, sperando in una vita migliore. Ora quando si entra nel palazzo ci si sente come se il tempo non fosse passato e si è quasi pervasi da un senso nostalgico guardando i suoi alti soffitti e la splendida scala in ferro battuto, autentici dettagli delle navi della Holland America Line. Tra le altre curiosità di questo veloce weekend in terra “arancione” il pranzo all'arrivo in un particolare ristorante vietnamita vicino all’hotel e la piccola "ripassata" al mercato coperto, il Martkhall, inaugurato nell'autunno della mia prima volta a Rotterdam. Fa sempre un bell’effetto l’entrata a volta, di vetro e acciaio, preludio a un mondo colorato fatto di delizie culinarie da tutto il mondo. Nel ritorno verso l'aeroporto di Amsterdam mi sono fermato a Delft, cittadina famosa per le sue ceramiche blu e dall’affascinante centro storico circondato dai canali con una piazza che mette di fronte la torre della chiesa nuova e il palazzo del municipio, quasi fossero duellanti. A Delft é nato e vissuto il grande pittore olandese  Johannes Veermer e merita una splendida deviazione la visita al museo a lui dedicato. Il Veermer Centrum presenta la vita e le opere (37 quadri sparsi in tutto il mondo qui riprodotti fedelmente) del grande maestro di luce come ben evidenziato dalla sua tela più famosa “Ragazza con l’orecchino di perla”. Questo weekend è stato da me vissuto letteralmente come un “mordi e fuggi” che ricorderò piacevolmente per tutte le sensazioni provate, dove la creatività e la curiosità sono sempre vincenti. Rotterdam come città trendy, città di design, città all’avanguardia dove l’ispirazione è perennemente dietro l’angolo e dove gli stimoli e gli spunti per scriverne ancora sono per me sempre vivi.

Post’s song : "Nobody but me” performed by Michael Bublé
11/16

vendredi, avril 29, 2016

Diner bij Koning in Rotterdam

Sono le ore 21 e la conferma mi arriva tramite l’iPhone che mi avvisa di prendere la pastiglia per abbassare il colesterolo. Ho appena lasciato l’estasi della serata e sto respirando il verde del parco che ospita il ristorante Parkhuevel. Decido di indossare le mie cuffiette, premere play sulla musica della playlist dei miei viaggi e lasciarmi andare ai pensieri positivi cercando di smaltire i sei bicchieri di champagne Krug d’annate varie che hanno “celebrato” felicemente la mia cena da Re. Costeggio lo skyline di Rotterdam diretto verso il mio hotel con una leggera pioggerella quasi a “bagnare” l'evento. Domani e' il compleanno del Re Guglielmo Alessandro, ma stasera il Re sono io col mio entusiasmo per la vita. Ci fosse un dispositivo che registrasse i pensieri della mente in questi anni avrei gia' scritto un romanzo straordinario. Quando viaggio da solo, ogni momento della giornata mi riserva equilibrismi cerebrali semplicemente mirabolanti. Passeggiando per le strade delle città, durante gli spostamenti in treno o in bus, al tavolo di caffetterie o ristoranti, in qualsiasi parte del mondo io mi trovi, i miei pensieri fanno voli alla maniera di Pindaro tra le nuvole della mia testa che mi coinvolgono e mi spronano ad andare oltre l'ordinario. Non sarò mai solo finche' i miei sogni prenderanno forma : questo e' il mio segreto contro la monotonia del quotidiano. Il viaggio mi regala emozioni uniche. La scoperta di Rotterdam nel 2014 mi ha dato un nuovo impulso nella ricerca dell'essere ancor più curioso e mi ha spinto alla voglia di rincorrere posti nuovi e alla caratterizzazione nel documentarli sul blog personale. Mantengo la promessa fatta nel post di inizio anno sul restyling della mia casa e alla gioia di festeggiarla e mi regalo un bel viaggio con una sublime cena e al rientro un vestito nuovo (Giorgio Armani sto arrivando). Ordunque il ritorno in questa città era quasi un doveroso omaggio alla sua creatività alla sua energia e al conseguente entusiasmo che mi trasmette. L'invito spunto del ristorante stellato Parkheuvel era poi cosi' allettante che non ho saputo resistere : cena gourmet sponsorizzata dalla Krug, la Maison di Champagne numero uno al mondo, che mi proponeva 6 calici, per ripercorrerne la storia, da accompagnare a delizie culinarie dello chef Eric Van Loo. Nel mio programma di viaggio, scegliendo come dimora un hotel galleggiante (H2otel) sul canale, metto in lista la visita al nuovo mercato coperto il Markthall e quella alla Fabbrica Van Nelle un moderno sito industriale, entrambi celebrati nel 2014 (anno della mia prima visita a Rotterdam) con la regale apertura per il primo e con la proclamazione come patrimonio dell’Umanità per il secondo. L'alloggio, particolare nel genere, e' molto vicino al mercato, lo divide solo la stazione di Rotterdam Blaak, e al mio arrivo mi sono immediatamente lanciato a visitarlo per dare una prima spolverata alla gastronomia locale e internazionale e per ammirare la curiosa volta colorata (Cornucopia) con "affreschi" digitali raffiguranti fiori, ortaggi, frutta e prodotti del mangiare quotidiano. Il Markthal Rotterdam é il primo mercato alimentare coperto dei Paesi Bassi che ospita, nella sua struttura, anche appartamenti residenziali. Il mercato è composto da una grande struttura di copertura ad arco che combina un grande spazio di commercio dedicato al mondo "food" e servizi ad abitazioni moderne. Lo spazio commerciale comprende quasi un centinaio di bancarelle di cibo fresco, ristoranti e caffetterie oltre che un supermercato sotterraneo e altrettanti come numero sono gli alloggi in affitto. La facciata esterna è rivestita in pietra grigia naturale mentre la grande volta, in contrasto di colore, é coperta dal vivace murale, una delle più grandi opere d’arte dei Paesi Bassi ribattezzata sfacciatamente come la "nuova" Cappella Sistina". L'immagine è stata resa possibile dal software Pixar ed è stata poi stampata su supporti di alluminio forati. La struttura di apertura trasparente lo fa quasi risultare come mercato aperto ed é attivo sette giorni su sette. Nella prima “passata” i assaggi continui hanno preparato il mio stomaco alla imminente cena a base di carne cotta sulla pietra in un ristorante vicino alle gialle case cubiche. Al rientro in hotel guardo fuori dal grande oblò della stanza attendendo l'imbrunire che mi incoraggerà a uscire di nuovo per vedere la futuristica architettura del mercato con le luci della sera. Le prime ore a Rotterdam sono volate e non mi meraviglio che i raggi del sole del mattino, nonostante le pessime previsioni dei meteo online, filtrano dall'oblò finestra della camera. E' presto ma la giornata voglio che sia lunga e speciale per l’evento della sera. Colazione veloce e leggera (devo mantenere il mio peso forma acquisito dopo dieta drastica) e mi indirizzo con l'aiuto della metropolitana e di un bus locale verso la Fabbrica Van Nelle. Questo insediamento industriale (in olandese Van Nellefabriek) è considerato uno dei più importanti esempi di architettura modernista ed ecco spiegato l'interessamento e il conseguente premio da parte dell'Unesco. Architettura ancora attuale che si staglia nel verde circostante il fiume Schie, un canale navigabile. La ex fabbrica di caffè mi ha sorpreso per l'estetica quasi minimalista regalata da ambienti chiari stile loft e dai tagli regolari ed equilibrati che mi ricordano i tre varchi del mio appartamento. Arrivo così senza quasi accorgermene all'orario dell'evento Krug. Il leggero ritardo lo “riempio” con la corsa del taxi preso al volo. Al mio arrivo mi indicano lo splendido tavolo con vista e mi preparano all’evento con una prima boccata di Champagne Grand Cuvée. Sul tavolo in bella vista il biglietto col mio cognome e il menù "regale" con gli abbinamenti delle successive dosi (alla fine come già anticipato saranno sei tra le quali un rosé) di champagne Krug d'annate varie con tanto di identificativo per visionarne la descrizione via web. Menù rigorosamente in olandese con spiegazione da parte dei camerieri in un mix di inglese e francese. Piatti preparati divinamente dallo chef Eric Van Loo con una menzione speciale per il Maitre Patissier per l'incredibile varietà e squisitezza dei desserts. Desserts che come vuole l'etichetta e la prova gustativa non vanno mai accompagnati da un bicchiere di champagne. A metà cena Majolette Versloot l’account manager della Moët Hennessy, leader mondiale nel settore d’eccellenza degli Champagne più famosi e celebrati al mondo, mi ha dato una piccola “lezione” sui vitigni, sulle annate, sul come servire questo nettare d'Oltralpe e i consigli sull'abbinamento. Mai con i dolci, l'unica concessione e' regalata alle fragole ma solo se il frutto è aspro. Che dire ? Tanto di cappello ... casa Krug ! Dopo la "sbornia regale" ecco arrivato anche il giorno del compleanno del Re. Le strade si colorano di arancione e si dà via libera al mercato “non soggetto a regole” dove chiunque può vendere oggetti di qualsiasi natura senza problemi con il fisco. Lo avessi saputo avrei invitato Lucio, mio promoter ufficiale, per vendere tutto quel di superfluo che ne è derivato dalla ristrutturazione del mio appartamento. Purtroppo la mia visita lampo è al termine, ma mi ripropongo in futuro di tornarci per nuovi eventi culinari o di design. Amo Rotterdam e amo scriverne. A proposito di scrittura volevo segnalare che la stesura di questo post è stata completamente realizzata grazie all’applicazione su iPad prodotta Tom Hanks (Hanx Writer) che simula il ritorno alle origini di battitura delle vecchie macchine da scrivere con suoni e tasti d’epoca. Pochi giorni fa il Nick mi aveva regalato la sua vecchia macchina da scrivere Olivetti (verde) che sarà in bella vista nella mia stanza dei “lavori” di grafico e di blog writer : coincidenza perfetta. Tornando invece alla magnifica cena Krug (nel finale di post ho esposto il menù della serata) non posso non citare l’aforisma di Hernest Hemingway riguardo lo champagne e i suoi abbinamenti : "Il più bell'abbinamento con lo champagne è una bella donna, a patto che solo la bottiglia sia estremamente fredda.” Nulla da eccepire. Menù cena Krug del 26 aprile 2016 : in apertura … Krug Grande Cuvée ID 414067 (blend) e piccoli antipasti dello chef. A seguire capesante "bianco e nero” con panna e perle di caviale Imperiale accostate al Krug 2000 ID214036. Piatto principale di pesce ... una spigola alla griglia servita con preparazioni di cavolfiore, gelatina di tuorlo d'uovo e un sugo infuso con le mandorle in abbinamento al Krug 2003 ID414070 al Krug Grande Cuvée 2003 ID 313052 e al Krug 2002 ID115009 che hanno fatto da apripista alla degustazione del piatto principale di carne ... l'abbacchio dalla valle di Geul, servito con un raviolo aperto di pomodoro, reni, animelle, carciofo e un sugo di agnello affiancato da un Krug Rose 2003 Identificativo 413070. Si arriva così alla nota dolce della cena con la delizia di una perla d'argento di cioccolato bianco ripieno di coulis di fragole, torta delle nonne e zucchero caramellato servita con fragole marinate e un cocktail Romanov. Al momento del caffè, con latte freddo a parte, l’arrivo di altre 5 incredibili miniature di desserts e il dilemma per scegliere una pralina di cioccolato da un grande vassoio suddiviso in gusti : ho optato per quella al limoncello. Ritornerò al Parkheuvel ne sono certo, il Re compirà 50 anni il prossimo 27 aprile …
Post's song : "I go to extremes" performed by Billy Joel
4/16

vendredi, juillet 04, 2014

Be inspired creatively in Rotterdam

Rotterdam, un'emozione dietro l'altra. Una tappa fondamentale che mi ha regalato un ulteriore stimolo nello spingermi alla scoperta di località lontane dal turismo di massa. Una città dove l'architettura e il design vanno oltre i normali canoni di urbanizzazione. Delle vere opere d'arte a cielo aperto e, vedendo le centinaia di gru colorate sparse per la città, una continua sfida in evoluzione. Rotterdam vanta il più grande porto d'Europa, il terzo nel mondo dopo gli asiatici Shangai e Singapore ed è forse anche questo che le regala un entusiasmo per il futuro. La visita del porto di Rotterdam diventa quindi imprescindibile per capire lo spirito che le dona tanta vitalità e sembra che tutta l'energia creativa venga sprigionata dai containers, moderne lampade di Aladino, che arrivano da tutto il mondo. Un vero porto d'entrata di mercanzie, di culture e di persone. Sono arrivato a Rotterdam in treno partendo da Schipol il fantastico aeroporto di Amsterdam. Sono le prime ore del mattino. Il cielo, tra l'azzurro limpido e il bianco candido delle nuvole in movimento, è un delizioso dipinto. All'uscita dalla stazione di Rotterdam Blaak, vicina all'hotel che avevo prenotato, sono le famose case cubiche gialle a darmi il benvenuto. Il check-in è dopo le ore 14 e quindi lascio il mio piccolo bagaglio alla conciergerie e mi faccio dare la loro mappa della città. Punto immediatamente verso il fiume Maas per godermi lo spettacolo dello Skyline dove spicca l'Erasmusbrug il ponte moderno soprannominato il cigno per l'estetica caratteristica. Vengo immediatamente rapito da tanta modernità ed è piacevole passeggiare senza particolari mete. Ho appuntamento a pranzo al “Parkhuevel”, due stelle Michelin che è immerso nel parco (Parkhaven) che ospita anche la Torre Euromast. Me la prendo gioiosamente comoda e costeggio il lungofiume. Nonostante la città vanti una pista ciclabile continua io preferisco camminare per respirare il suo profumo. Durante il tragitto incontro il Maastunnel lunga galleria nella versione vietata alle auto e alle moto che porta dall'altra parte del fiume. Le sensazioni olfattive mi portano in America, sembra di essere in un quartiere di New York. I viaggi mi regalano anche questo tipo di emozione. Ubiquità, sogno, ricordi. Mi stanno aspettando al Ristorante Parkhuevel e non voglio farli attendere. Come sempre puntuale come un orologio svizzero mi presento al maitre che mi accompagna subito al mio tavolo. L'arredamento e la struttura circolare in legno è veramente una gioia per gli occhi e sarà così per il panorama e i piatti che mi porteranno. Ho scelto il Menu Signature con l'abbinamento di vini. Cucina perfetta e innovativa in un itinerario tra terra e mare accompagnata da 5 vini che spaziano dalla Francia all'Austria con una deviazione anche in Italia. Il bianco di Borgogna e il rosso della Languedoc invecchiati da quasi dieci anni sono una delizia per il palato. Servizio impeccabile dall'inizio alla fine, merita le stellette della grande guida mondiale. All'uscita il mix di nettare di Bacco in circolo da inizio pranzo mi suggerisce di rientrare in hotel a piedi. Mi infilo le cuffie dell'iPhone, metto la mia playlist musicale di viaggio e sogno felice. L'inizio è dei migliori in assoluto. Tanti bei pensieri durante la camminata che porta alla mia base. La domotica è la caratteristica dell'hotel che ho scelto. La stanza ha in dotazione un tablet che permette di regolare luci, temperatura, tende e musica d'ambiente. Wow. Canali satellitari, film gratis in streaming, internet veloce. Quando è troppo è troppo, ma siamo in Olanda dove tutto è permesso. Mi cambio d'abito e mi immergo nel cuore della città. Cartina alla mano e via verso le prime attrazioni di Rotterdam. Quando si parla di Rotterdam il primo accostamento è diretto al famoso teologo, filosofo e umanista Erasmo e al suo Elogio della Follia. Doveroso pertanto l'omaggio alla statua davanti al piazzale antistante la chiesa Laurenskerche. Mi dirigo verso la parte commerciale della città. Rotterdam è stata totalmente ricostruita nel dopoguerra e rimangono pochi angoli del passato incastonati tra le originali strutture simboli di incredibile modernità, come a esempio la Centraal Station. (stazione centrale ferroviaria). Grattacieli che si stagliano in tutta la città, ma anche tanti spazi verdi o piccoli giardini. In uno di questi mi sono imbattuto nella statua del più alto uomo d'Olanda, il gigante, a grandezza naturalmente “naturale”. La prima giornata a Rotterdam è alla conclusione, sono entusiasta. Sveglia quasi all'alba con il sole che penetra tra le vetrate della mia stanza. Ho davanti una lunga giornata che meteorologicamente si preannuncia fantastica. Indosso la mia nuova Lacoste (mio sponsor principe) gialla, per confondermi con le vicine case cubiche. Ha inizio la lunga camminata che mi porterà ad attraversare il Ponte di Erasmo per raggiungere passo dopo passo la vista della SS Rotterdam, la più grande nave passeggeri olandese in servizio fino al 2000. Ora è possibile pernottare, fare una visita guidata, godersi, magari sorseggiando una bibita, il diverso panorama della città. Procedo con il percorso inverso, passando davanti allo storico Hotel New York, riattraversando il fiume Maas, verso l'antico quartiere di Delfshaven, con i suoi pittoreschi canali e un mulino in bellavista. E' quasi ora di pranzo, torno nel verde Parkhaven e prendo l'ascensore che mi porta in cima alla Torre Euromast, dove dall'alto dei sui 185 metri si gode una straordinaria visione di Rotterdam. Il pomeriggio è “culturale”. Vado a ritemprarmi nel verde dell'altro parco il Museumpark, una sorta di piccolo Central Park, che ospita vari musei tra i quali spicca il Boijmans Van Beuningen ricco di collezioni d'arte. Ho scelto come canzone del post “La Torre di Babele” di Edoardo Bennato in onore della tela del Bruegel che ho ammirato all'interno. Quasi all'ora del tramonto ho visitato gli interni di una casa cubica gialla. Le case cubiche di Rotterdam fanno parte di un singolare progetto edilizio degli anni 70. Collegate fra loro, con la facciata color giallo-grigio, inclinate a 45 gradi, di forma esagonale, su più livelli e con una superficie abitabile di 100 mq. A fianco l'originale Torre Matita, l'insieme un fumetto edilizio. Che intensità nel secondo giorno a Rotterdam … e ho ancora altre 24 ore per godermela alla grande. Apro gli occhi sempre con la luce del giorno che filtra dentro la mia stanza. Sembra quasi un film. Invio fiori via online alla donna che mi ha sconvolto negli ultimi anni e mi incammino verso un altro tipo di opera a cielo aperto : il copy-garden. Si tratta di una gigantografia di una foto di un angolo di giardino riprodotta sul muro di una casa a effetto trompe l'oeil su una piccolissima piazza. L'inganno è notevole. L'ultima giornata sarà una giornata dedicata all'acqua. Prima con il tour del porto con l'incredibile visione di navi, gru, containers con merci provenienti da tutto il mondo, poi con il divertente Splashtour dove un mezzo anfibio di colore giallo manda in scena il più originale giro della città. Si parte dalla terra ferma fino a raggiungere un piccolo molo vicino la SS Rotterdam dove si immerge per diventare un piccolo traghetto che percorre il fiume Maas. Merita una citazione anche la Witte de Withstraat, la via degli artisti con gallerie d'arte, ristorantini e piccoli caffé, anche coffee shop ... Rotterdam è una città che ci proietta nel futuro, una città multiculturale, una città da amare, una città da far conoscere e da vivere intensamente. Un laboratorio umano e dinamico di idee, una vera città del nuovo millennio. Il rientro ha generato in me una energia creativa che spero di poter trasportare in nuovi viaggi e soprattutto nei miei sentimenti.

Post's song : "La torre di Babele" performed by Edoardo Bennato

67/14