"Voyager vous laisse d'abord sans voix, avant de vous transformer en conteur."

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dimanche, août 24, 2025

"Good Times" per un viaggio chic e spensierato

Ogni viaggio che faccio insieme al mio grande amico Umberto e Anna non è mai solo una partenza : è un piccolo rito che intreccia musica, amicizia e la voglia di vivere qualcosa di nuovo. Questa volta il pretesto è stato il concerto di Nile Rodgers & Chic, ma il risultato, come sempre, è stato molto più di un concerto : quattro giorni di strade percorse, villaggi da scoprire, brindisi condivisi e risate che tengono viva la nostra complicità. Ogni anno, verso primavera, durante una delle nostre cene mensili, sondiamo il terreno per un nuovo viaggio insieme : cerchiamo un concerto all’estero di un artista che metta d’accordo tutti. A giugno ho fatto una proposta ad Anna e Umberto (Lattemiele docet) : entusiasti, mi hanno dato carta bianca per trovare i biglietti e bloccare almeno le prime due notti, così da evitarci lo stress delle prenotazioni all’ultimo minuto. Mi sono messo al lavoro : ho tracciato una prima versione dell’itinerario da perfezionare insieme, cercando anche tappe nuove, e ho passato in rassegna le offerte degli alberghi in cerca del miglior rapporto qualità-prezzo. Prima la scelta dell’artista e del suo tour europeo, escludendo il nostro paese. Nile Rodgers, con quella sua anima fine anni ’70 primi anni ’80 con il passato negli Chic, ha avuto il benestare di tutti e tre. Trovata la location, la prenotazione degli hotel è stato il primo passo concreto.  

Giorno 1 – La partenza  

Il viaggio è iniziato con la macchina del Cappe, il figlio pilota (comandante di volo) di Umberto, la stessa auto che lo scorso anno ci ha portato, sempre Anna Umberto e io, a vedere il concerto dei Toto a Colmar in Francia. Il “Cappe”, Daniele per l’anagrafe, da adolescente faceva parte del nostro primo gruppo di avventure nate sempre con il pretesto di un concerto. Pronti, si parte : al volante, Umberto domina la strada con guida sicura e autorevole, al suo fianco Anna con la sua bellezza e il suo equilibrio, io dietro l’obiettivo fotografico, per catturare istanti destinati a restare nei ricordi e tutti insieme con quell’entusiasmo che rende ogni partenza come la prima. La nostra prima destinazione era Tubinga, in Germania. La strada scorreva leggera tra chiacchiere, battute ironiche sulle morte e sulla noia svizzera. Tubinga ci accoglie con le sue stradine pittoresche, le case colorate disposte a schiera sul fiume Neckar e l’atmosfera rilassata di una città universitaria. La vera inaugurazione del viaggio è arrivata con la prima sosta : birra e Coca-Cola fresche e tarte flambé, specialità tipica di questa parte d’Europa che porta già i sapori del confine franco-tedesco. Era il primo brindisi, quello che suggella l’inizio ufficiale dei nostri quattro giorni. Dopo aver lasciato i piccoli bagagli in un hotel a mezz’ora da Tubinga, strategicamente scelto sulla strada verso il concerto, la giornata si è conclusa con la seconda dose di birra per tutti e un finale inaspettato : una pizza alla Nutella. Nel piccolo paese in cui ci eravamo fermati, ci siamo imbattuti in una gasthaus che speravamo fosse il regno delle delizie tedesche con würstel fumanti, cotolette “schnitzel” dorate e  patate in ogni sfaccettatura. Invece, aperto il menù, ecco la sorpresa : solo specialità italiane. Nei nostri viaggi all’estero, evitiamo la cucina italiana per lasciarci sorprendere dai sapori autentici del luogo. Eppure, quel menù “fuori programma” ha fatto da cornice a una serata piacevole. Tra chiacchiere infinite ci siamo intrattenuti con i gestori, Giovanni e Alessio, due campani trapiantati nella “rigorosa” Germania. Le loro storie, mescolate alle nostre risate, hanno reso indimenticabile questa prima sera.  


Giorno 2 – Il concerto  

La giornata si è aperta con una prima colazione generosa, ricca di prodotti freschi, sia dolci che salati. Sul tavolo, insieme a piccoli croissant, formaggi, prosciutti e uova strapazzate, anche il racconto della notte appena trascorsa : le mie alzate notturne, divenute ormai una consuetudine per problemi di salute, e i cuscini esageratamente morbidi che non hanno certo aiutato il sonno.. Ma il sole splendeva, e questo bastava per ridare energia e buonumore. La sosta di pranzo è stata ad Heidelberg dove il castello veglia sul fiume Neckar e ogni angolo racconta storia e bellezza. Finalmente, dopo l’esperimento italiano della sera prima, abbiamo assaporato qualcosa di autentico : bratwurst alla griglia con patatine fritte, crauti bianchi e senape, il tutto accompagnato dall’immancabile birra per me e Umberto e dalla Coca-Cola per Anna. Nel pomeriggio, dopo il primo rifornimento di carburante, abbiamo ripreso la strada verso Gießen, dove nelle sue vicinanze ci aspettava un hotel sapientemente scelto a una ventina di minuti dal Kloster Schiffenberg, il luogo del concerto. Una brevissima sosta in camera e via di nuovo, questa volta verso la musica. Ed è proprio lì che sono iniziati i momenti di panico, ribattezzati da noi con la frase diventata tormentone : “Fiii… raga che situa”. La famosa, e di solito inflessibile, organizzazione tedesca aveva clamorosamente fallito. Avremmo dovuto lasciare l’auto in un parcheggio a 5 km e prendere una navetta, ma nessun cartello indicava la strada. Solo un colpo di fortuna, durante una sosta casuale a un semaforo, ci ha fatto scoprire il punto giusto. Con ogni probabilità siamo saliti di corsa sull’ultima navetta disponibile, che ci ha condotti attraverso un bosco fino al monastero di Schiffenberg, che ospita nel suo spazio all’aperto eventi culturali e concerti.  Siamo arrivati con una mezz’ora di ritardo, ma la sorte ci ha premiati : prima di Nile Rodgers e i suoi Chic si stavano esibendo i Kool & The Gang, altro gruppo simbolo degli anni ’70/’80. Un sound travolgente, che ci ha permesso di tirare un sospiro di sollievo dopo la corsa contro il tempo. Qualche minuto dopo le 21, dopo il cambio di strumentazioni sul palco è iniziato lo spettacolo che aspettavamo, quello di Nile Rodgers. Con il suo carisma e la sua chitarra, ha inanellato un successo dopo l’altro, senza pause. Non solo i brani degli Chic, ma anche quelli scritti o prodotti per Madonna, David Bowie, Duran Duran, Daft Punk, Diana Ross e molti altri ancora. La scaletta, identica a quella che Vito mi aveva girato pochi giorni prima dopo il concerto di Glasgow, è stata rispettata alla lettera. Sul palco insieme a Nile, due coriste-soliste in abiti rosa scintillanti e una band di grande energia hanno creato un’atmosfera impossibile da vivere stando fermi. Ogni pezzo era un invito a ballare, un viaggio dentro la storia del pop e della disco music. Nile, tra un brano e l’altro, ci ha regalato brevi aneddoti sulle sue collaborazioni. Due concerti al prezzo di uno : Kool & The Gang e subito dopo Nile Rodgers & Chic, una serata di groove ed energia travolgente ! Alla fine, entusiasti e felici, abbiamo atteso con pazienza la navetta di ritorno, fino a ritrovare la nostra auto, parcheggiata in corsa, pronta a riportarci verso l’hotel.


Giorno 3 – Verso la Francia  

La colazione, meno ricca di quella del giorno precedente ma accompagnata da una notte finalmente più serena, ha segnato l’inizio della terza giornata. È stato lì che abbiamo deciso all’unanimità la direzione del ritorno : la Francia di confine, con tappa a Riquewihr, villaggio fiabesco già visitato nella prima notte del viaggio dell’anno precedente. Un modo perfetto per chiudere un cerchio magico. Prima, però, una sosta a Mainz (Magonza in italiano) per aggiungere un tocco di cultura e novità all’itinerario. Dopo un giro esplorativo ci siamo seduti nella piazza centrale, ai tavolini all’aperto, con le solite ordinazioni : birra grande per Umberto, piccola per me e Coca-Cola per Anna. E come ogni sosta estiva all’aperto, mosche e api non hanno mancato di farsi vive : i sottobicchieri hanno cambiato destinazione d’uso, diventando improvvisati coperchi per proteggere i bicchieri. Ripartiti, ci siamo concessi un bretzel per tappare un piccolo buco allo stomaco. Poi, lungo l’autostrada, è arrivata anche la pioggia, talmente intensa da farci sorridere e quasi a confermare un rituale : in ogni nostro viaggio un temporale aveva fatto capolino, e iniziavamo quasi a sentirne la mancanza. Riquewihr ci ha accolti nel tardo pomeriggio con le sue case a graticcio e la sua atmosfera da fiaba. Dopo una passeggiata sulla via principale, la cena è stata all’insegna delle specialità locali e francesi : escargot (lumache) per Umberto, un piatto di “rosti” caldo a base di patate, formaggio e pancetta per me e Anna. A tavola abbiamo dato una pausa a birre e Coca-Cola, scegliendo vino bianco, drink simili a sangria, acqua frizzante Carola e bicchierini di armagnac. La serata si è trasformata in un lungo scambio di racconti cinematografici : film visti, da rivedere o da consigliare, con risate e piccole sfide di memoria su titoli e attori. Il rientro in hotel, con le luci serali che accendevano le casette da fiaba, ha chiuso la giornata nel modo più suggestivo possibile. Ancora una volta, ci siamo sentiti parte di un racconto, quello che stavamo scrivendo senza accorgercene.


Giorno 4 – Il ritorno  

Inizia l’ultimo giorno di viaggio con la colazione davanti al pozzo della boulangerie-pâtisserie “Kouglopf & Cie”. Il ricordo del croissant ‘tutto burro’ provato lo scorso anno nello stesso locale era troppo vivo per non riviverlo. Prima di affrontare l’autostrada svizzera, che non abbiamo mai amato, che non amiamo e che probabilmente non ameremo mai, ci siamo concessi due soste cultural-gastronomiche. La prima a Kaysersberg, un altro villaggio da fiaba sulla lunghezza d’onda di Eguisheim e Riquewihr, ma con il fiume Weiss che scorre nel centro storico che aggiungeva un tocco da cartolina. L’anno scorso un temporale ci aveva impedito di visitarlo, bloccandoci nel parcheggio cittadino : questa volta ci siamo rifatti, tra passeggiate e piccoli souvenir. Poi, via verso Mulhouse per l’ultima sosta pranzo in territorio francese. Seduti nella piazza principale, con vista sull’imponente cattedrale, abbiamo gustato delle “quiche” leggere e deliziose, al salmone e alle zucchine, accompagnate dalle ultime birre per me e Umberto e dalla frizzante acqua minerale per Anna. Durante il pranzo ho letto su Wikipedia la leggenda di Guglielmo Tell, richiamata dalle vie e dai locali della città, senza però capire il legame preciso con Mulhouse. Ce ne faremo una ragione. Infine, l’ultimo sforzo : attraversare il grigio e triste territorio svizzero fino all’arrivo a casa di Anna. L’intermezzo musicale regalatoci dal sintonizzarsi su Radio Eviva, sull’asfalto del tunnel che non finiva mai del San Gottardo, ci ha catapultati in un’osteria alpina fuori dal tempo, tra fisarmoniche e pacche sulle ginocchia, tanto surreale da farci ridere e chiederci chi mai potesse ascoltarla davvero. Siamo arrivati giusto per l’ora di cena, ma l’abbiamo saltata : dopo tutte quelle ore in macchina e la tristezza svizzera, lo stomaco si era già arreso. Con gli ultimi saluti abbiamo suggellato un altro viaggio musicale e culturale che ha cementato ancora di più la nostra storica amicizia. Questi giorni restano come un intermezzo prezioso per staccare dalla quotidianità, con la speranza che in futuro si unisca a noi anche il quarto ingrediente : Luca. Sarebbe il tocco perfetto per impreziosire una ricetta di amicizia che trova il suo momento più alto nelle cene d’insieme, fatte di battute, aneddoti, racconti e soprattutto di quelle sane risate che fanno davvero bene al cuore.  


Nota sul titolo:
Il titolo del racconto “Good Times per un viaggio chic e spensierato” nasce da un piccolo gioco di parole : richiama la celebre canzone degli Chic, protagonista del concerto che ha ispirato il viaggio, ma allo stesso tempo descrive lo spirito del racconto. Ogni momento del viaggio, dalla birra in Germania, alle passeggiate nei villaggi fiabeschi, alle risate con gli amici, rappresenta un vero “good time”, leggero e spensierato, che rende unica questa avventura insieme. Quattro giorni per un concerto (e molto di più).

 
Post's song : "Good Times" performed by Chic
8/25