"Voyager vous laisse d'abord sans voix, avant de vous transformer en conteur."

vendredi, août 21, 2009

London calling

Negli ultimi anni Londra per me significa Chelsea.
Chelsea non come quartiere, ma come squadra di calcio.
Per intenderci sto parlando dei Blues di Stamford Bridge. La chiamata in questione che dà il titolo al post è arrivata dal team manager del Chelsea mister Gary Staker con il quale da anni si è consolidata una buona amicizia. Almeno una volta l’anno vado a Londra per vedere un match della mia squadra del cuore e il buon Gary ha sempre un biglietto omaggio per me.
Questa volta mi aveva invitato per la “prima” dei Blues nel campionato della Premier League stagione 2009/2010.
Una “prima” che vedeva tra l’altro il debutto sulla panchina dell’allenatore italiano Carlo Ancelotti.
All’invito non ho saputo resistere e ho accettato senza indugi prenotando seduta stante biglietto aereo e hotel nella mia solita zona di soggiorno a King’s Cross. La partita in questione era contro l’Hull City e il giorno era proprio quello di Ferragosto. Sono partito subito dopo il lavoro nel tardo pomeriggio di venerdì alla volta della capitale londinese. All’arrivo la “solita” telefonata con Gary per darci appuntamento per la consegna del biglietto un’ora prima della partita nella zona spogliatoi dello Stamford Bridge.
Questa volta Gary mi ha riservato un posto magnifico. In genere assisto alla partita accanto al padre di Gary dietro la porta a sinistra della panchina entrando nello stadio, mentre per questo “vernissage” di stagione il posto in questione era esattamente la fila dietro i giocatori del Chelsea. Sì perché a Stamford Bridge non esiste divisione tra pubblico e squadra; tante volte vedendo la partita invidiavo quegli spettatori che sedevano vicino ai giocatori. Questa volta c’ero io e davanti a me avevo giocatori del calibro di Belletti, Zirchov, Schevchenko, Hilario e poi nella fila seguente Ferreira, Pizarro, Alex, Joe Cole. E poi ancora nelle file finali verso il campo Deco, Ivanovic, Ballack fra gli altri fino alla prima fila dove c’erano mister Ancelotti e il vice Ray Wilkins.
Insomma una posizione invidiabile, anche se la prospettiva del campo prende una visuale bidimensionale. E’ stato bello assistere al match ascoltando i commenti dei giocatori e dell’allenatore scambiando occhiate di rito con il team su ogni azione. Alla fine è arrivata la vittoria sofferta (al 91°) grazie a due splendidi goals di Didier Drogba che hanno consentito prima di pareggiare e poi di superare il vantaggio iniziale dell’Hull City. Ho ringraziato Gary durante la partita (lui prende sempre posto all’ingresso del tunnel al campo) e con un sms lasciando a piedi lo stadio alla fine della stessa. La sua eloquente risposta è stata : “è sempre un piacere”. Sono stato felice di questo. Non ho avuto modo di vedere Londra questa volta. I tempi erano troppo “stretti” e volevo prendermi tutta la calma possibile per questo meraviglioso weekend di calcio. In ogni caso sono riuscito a farmi immortalare dal mio “autoscatto” al binario 9 e tre/quarti alla stazione ferroviaria di King’s Cross Station, reso famoso dalla saga di Harry Potter e poi nel dopo partita seduto in mezzo ai turisti a Covent Garden; lì ho anche reincontrato l’artista peruviano che crea le maschere con il volto delle persone (vedi post del 2008) : si era ricordato di me per via del post che aveva letto qui nel mio blog nel quale parlavo di lui.
Shopping finale con acquisto nei negozi di Paul Smith e Fred Perry per le novità di stagione.
Nella mattina antecedente l’incontro avevo girato per i “food hall” di Tesco, Mark & Spencer, Selfridges e Harrods alla ricerca del vasetto di Nutella da 750gr. dove apporre l’etichetta speciale che avevo creato per Mister Ancelotti.
La ricerca ahimè è stata vana (e dire che il motto di Harrods è quello di dire che si trova proprio tutto …) e quindi ho rinviato la consegna al prossimo appuntamento (spero nella primavera del 2010).
Respirare l’atmosfera delle food hall specie quelle di Harrods (meravigliosa) e di Selfridges significa entrare direttamente dalla porta principale della vita londinese. Da Selfridges ho visitato il nuovissimo Christmas Shop dove in via permanente si avrà la sensazione di essere nell’affascinante periodo natalizio e si ritorna bambini vedendo le novità.
Ho avuto occasione di cenare la sera di venerdì in un ristorante Indiano “balti” in zona King’s Cross e la sera della partita nel mio ristorante preferito di fish & chips in Marylebone Lane.
E’ stato un weekend da incorniciare, un weekend da sogno, in un periodo per me da sogno.
I sogni ogni tanto si realizzano e io ne ho uno bellissimo per il quale vorrei non svegliarmi mai.
Mi ricordo che in un post di Parigi o Londra avevo ipotizzato il mio futuro di “pensione” dove vorrei trascorrere le giornate dal lunedì al venerdì nella capitale francese e il weekend in quella inglese proprio per assistere a una partita della mia squadra del Chelsea. Questo è stato un anticipo del futuro.
P.S. anche in questo viaggio sono stato accompagnato nel trasferimento del volo di andata da Lucio all'aeroporto di Orio al Serio e sempre dallo stesso aeroporto mi sono venuti a prendere sfidando i quasi 40 gradi (hot in the city) Umberto, Patty e Daniele. Ringraziarli è doveroso.

Post's song : "London calling" performed by The Clash
8/9