"Voyager vous laisse d'abord sans voix, avant de vous transformer en conteur."

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mardi, septembre 27, 2016

Équinoxe d'automne entre Ischia et Paris

Anno 1976 mese di settembre. Grazie all’invito dello zio Michele, fratello maggiore di mio padre, scoprii insieme ai miei genitori e a Vito, l’isola di Ischia. 40 anni dopo, sempre insieme a Vito e con  il seguito di Betty ed Edoardo abbiamo deciso di festeggiare quei giorni. L’isola è cambiata in tutti questi anni ma è ancora un incanto. La base scelta, come nei tre anni precedenti a giugno, è quella dell’Aragona Palace Hotel Terme. All’arrivo alla reception Carmen, quasi a celebrarne l’evento, ci annuncia l’upgrade delle camere riservandoci due deliziose e spaziose stanze all’ultimo piano con terrazzino privato. Il cambio di “abito” e il rituale “brindisi” ischitano danno simbolicamente il via alla vacanza e ai festeggiamenti. La piscina d’acqua calda all’aperto ci aspetta ed è proprio lì a “due passi due” dalle nostre camere. Ci si immerge e il corpo sente i benefici del rilassarsi. CI si lascia andare e si cerca di non pensare al ritmo quotidiano di Milano (Betty, Vito e io) e di Copenhagen (Edoardo). Il sole del pomeriggio è ancora alto e ce lo godiamo insieme all’invitante piatto di bocconcini di mozzarella come merenda. Attendiamo che l’ombra del tramonto prenda il sopravvento sulla grande vasca per recarci allo spazio termale dell’hotel dove l’acqua della sorgente regala alla piscina una temperatura da relax e a noi una fiacchezza in senso figurato da “pascià”. Si rientra nelle camere e con addosso l’accappatoio in dotazione si guarda il panorama del piccolo porto dai terrazzini. La giornata non è ancora finita, dobbiamo dare inizio alle celebrazioni e lo facciamo con una cena alla Trattoria il Focolare di Barano d’Ischia. Piatti all’altezza della fama come già evidenziato lo scorso anno con i racconti dello chef Agostino (questa sera assente giustificato) e dei suoi aneddoti su Gerard Depardieu. Le varie portate degli antipasti sono di una delizia unica. Il taxi ci riporterà all’hotel transitando per piccole strade che costeggiano l’acquedotto illuminate dal chiarore della luna. Magia pura. Nei giorni a seguire il nostro programma, felicemente accompagnato dalla brezza marina e dal sole caldo di settembre, ci porterà al Parco Termale del Negombo sulla baia di San Montano, al Beach Club “Giardino Eden” di Cartaromana in un contesto naturale idilliaco, con lo scenario straordinario dei grandi scogli sul Castello Aragonese e all’autentica scoperta del Hotel Club la Scannella a sud dell’isola. Se cercate il silenzio, se cercate di isolarvi dal mondo, l’Hotel Club la Scannella è il posto giusto. Un vero paradiso costruito sulla costa rocciosa e selvaggia su uno specchio d’acqua limpido immerso nella natura. Tre piccole piscine di acqua calda (due termali e una mista con acqua di mare) vi delizieranno per l’intera giornata insieme ai piatti di pasta in padella dal sapore mediterraneo che a pranzo vi faranno sentire come a casa vostra con la terrazza a diretto contatto con il mare. In questo angolo di paradiso ci si arriva attraverso una lunga scalinata dalla frazione San Leonardo di Panza nel comune di Forio o a scelta in barca dal borgo di Sant’Angelo. Nei giorni che si trascorrono a Ischia si viene sempre coccolati : dalla bellezza dei posti, dai sapori della cucina campana, dalle attenzioni del personale dell’Hotel Aragona Palace, dai racconti e dagli aneddoti dei tassisti e dal relax delle piscine di acque termali. E’ una meta imprescindibile delle vacanze estive, che sia a giugno o che sia a settembre. Così come Mykonos in Grecia che quest’anno abbiamo “saltato” solo per celebrare i doverosi 40 anni di Ischia. Da Ischia a Parigi è solo questione di un traghetto che ci condurrà a Molo Beverello a Napoli, di un tassista eccezionale che ci “scaricherà” all’Aeroporto di Capodichino, di una sosta con bocconcino di mozzarella di bufala da 125 gr. a testa da addentare in attesa del volo Easyjet che in due ore ci porterà al tramonto a passeggiare per le strade della capitale di Francia. La nostra camminata tradizionale quest’anno è partita dall’Hotel Montparnasse Alesia per raggiungere la Senna sul ponte che la separa dal Louvre. Con il solo bocconcino ischitano di mozzarella in corpo la fame ha raggiunto il limite che la divide dal Cafè Bistrot Victoires, il nostro riferimento di culto gastronomico a Parigi. Una bottiglia di champagne, delle uova in cocotte al formaggio Blue e quattro tartare di salmone appena scottato ci sazieranno a dovere. Il passaggio da Ischia a Parigi è quasi in simbiosi con quello dall’estate all’autunno. Questo passaggio si chiama “equinozio d’autunno” ed è il periodo più bello dell’anno per me. Clima, servizi e locations perfetti. Esplode la gioià e' viverè (napoletano), la joie de vivre (francese). Parigi e settembre. Parigi e Jimmy Buffett. Parigi e i velos. Tre giorni pieni, cosa volere di più. Non perdiamo tempo ordunque. Indossiamo la camicia a disegno floreale (la mia nuova per l’occasione) e sazi di croissants au beurre della colazione partiamo alla ricerca delle biciclette da utilizzare in giornata, che in queste bellissime giornate diventa una vera e propria caccia al tesoro. A zonzo per la città passando davanti ai famosi monumenti con soste dovute per il pranzo (galettes e crepes bretoni), per piccoli acquisti e per riposarsi nei parchi. Il destino da noi scelto ci porterà in serata al Cigale, luogo ormai d’obbligo per i concerti di Jimmy Buffett a Parigi. Il destino non gestito da noi ci farà pensare e ripensare ai tragici fatti di terrorismo dello scorso novembre. Non è facile, ma non ci si deve fermare. La musica del grande Jimmy aiuta in questo e ritrovarsi a scalpitare allegramente sul pavimento, battere le mani, muoversi a ritmo sulle incalzanti canzoni “caraibiche”, vestiti a festa per l’occasione con camicie o magliette floreali, con ghirlande, pinne di squalo, occhiali con bicchieri da cocktail e il tutto per ben due ore di concerto. I brutti pensieri si allontanano, la gioia di vivere è più forte. La domenica in bicicletta, ci regalerà, per il blocco auto, una Parigi alternativa. Ci dirigiamo verso la Tour Eiffel per ammirarla da una prospettiva diversa e poi una lunga pedalata sui grandi boulervards con l’unica sosta all’ora di pranzo al "Bouillon Chartier”. Il glorioso ristorante esiste da 300 anni e nel 1896 è stata inaugurata la veste odierna. La gente, a cena, fa una lunga coda per entrarvi. La curiosità è tanta. La base del successo, nonostante il passare del tempo, è quella di offrire un pasto economico e semplice di cucina francese in un contesto gioioso e gradevole. Nel grande locale di impronta “art deco" ho assaggiato un classico pollo con patate fritte servito da camerieri vestiti con il tradizionale "rondin" (gilet nero) e grembiule bianco. Le ordinazioni vengono scritte a mano dagli stessi sulla tovaglietta di carta di ogni tavolo, che serve poi come "foglio di calcolo" per fare il conto. Una vera e propria istituzione della gastronomia parigina. Il ritorno alla base, nel tardo pomeriggio, permetterà a Vito e Betty di assistere allo spettacolo dei burattini di Guignol e a Edoardo e a me di far riposare i muscoli dopo la “grand boucle” cittadina. L’ultimo giorno nella capitale d’oltralpe lo dedichiamo alla passeggiata dentro il cuore di Parigi, la caratteristica Ile St-Louis e alla corsa in bicicletta verso Place Vendome dove finalmente abbiamo visto dall’interno la nuova “faccia” del Ritz. Ogni volta che ritorno a Parigi, da solo o in compagnia, mi entusiasmo. Adoro questa città. Mi fa sognare, mi fa star bene. Mi stimola, mi sorprende, mi esalta. I buoni propositi e i sogni al ritorno spaziano in maniera elettrizzante. Studiare il francese, acquistare un monolocale in una mansarda a Montparnasse, scoprire ogni giorno la bellezza della vita, viaggiare per scovare nuove emozioni. Il giorno prima della partenza per questa settimana di “stacco” ho compiuto gli anni. Nello status di whatsapp ho scritto : le point de non-retourn, il punto del non ritorno. E’ arrivato il momento giusto per pensare a me, gli anni passano troppo velocemente e aspettare l’inaspettabile è solo una infruttuosa perdita di tempo. Il diamante splendente tornerà.

Post’s song Ischia : “I can’t stop thinking about you” performed by Sting
Post’s song Parigi : “Brown eyed girl” performed by Jimmy Buffett
9/16

samedi, juin 27, 2015

Pazzia-ta-ta ... pazzia-ta-ta ... a Ischia

Ischia terzo atto. La tradizione vince. Vince perché Ischia, l’isola verde, è ammaliante e questo periodo dell’anno è assolutamente il migliore per godersela, forse alla pari con settembre. Prima di iniziare a scrivere queste righe ho riletto i miei due post precedenti del 2013 e del 2014. Farei tranquillamente un copia e incolla. Non cambierei nulla. Parola per parola mi sono ritrovato nelle emozioni già vissute e anche quest’anno in compagnia di Vito, Edoardo e Betty ne ho avuto la piacevole conferma. Ischia mi ha sempre regalato belle sensazioni nel lontano passato e in quello presente. Quanti bei ricordi. Quando atterro a Napoli, come detto altre volte, mi sento a casa. E’ forte il sentimento che mi lega a queste terre. Un taxi, un aliscafo e per tre giorni sarò fuori dalla realtà, come Peter Pan sull’isola che non c’è. E tra la fantasia e il surreale già la prima sera ci regalerà una vera e propria “chicca”. Una telefonata per prenotare un tavolo per quattro e soprattutto la domanda se “gradivamo il coniglio” : il primo passo era fatto. Vito aveva letto un articolo dove Gerard Depardieu, girando un documentario per il canale culturale francese Artè, aveva vissuto a gennaio una incredibile esperienza culinaria in una piccola oasi felice sull’isola verde. Siamo all’interno della Trattoria Il Focolare a Barano d’Ischia per un viaggio alla ricerca dei migliori prodotti e della cucina più genuina. Una trattoria a pura conduzione familiare. La grande sala arredata in modo rustico si affaccia sulle verdi colline che le regalano uno splendido panorama al tramonto; sulle pareti ci sono i manifesti di film girati a Ischia e le fotografie con tanto di speciali dediche della visita del grande Gerard. Raccontiamo a Silvia, che gestisce la sala, dell’articolo di Depardieu e della sua visita in compagnia di Laurent Audiot chef del suo locale principe a Parigi, il Fontaine Gaillon da noi provato per festeggiare i 50 anni di Vito nel 2008. Silvia nel presentarci i piatti del loro menù ci dispensa i primi racconti di quei giorni di gennaio. Siamo affascinati e curiosi proprio perché noi, nelle nostre scorribande parigine di settembre, ci rechiamo sempre in almeno uno dei ristoranti di Depardieu per apprezzarne cucina, vini e racconti : un’altra nostra piacevole tradizione accoppiata ai concerti di Jimmy Buffett. Ma qui siamo in un’altra realtà. Il Focolare è una bella trattoria che propone come piatto “forte” il coniglio all'ischitana (presentato in un coccio) simbolo di territorio e di cucina tipica, ma che appaga il palato già con il gran piatto di antipasti vari, gustosi e sfiziosi, preparati con accuratezza e presentati come in un ristorante gourmet. E’ una vera apoteosi di gusto nella tradizione. Due bottiglie del loro vino della casa rosso saranno di aiuto per rallegrare la suggestiva serata al tavolo. E mentre ordiniamo a fine pasto quattro bicchierini di liquore, divisi tra quello alle erbe di loro produzione e il classico limoncello, arriva la sorpresa. Il cuoco Agostino si presenta al nostro tavolo e nonostante la sua iniziale “resistenza” mentale (ci confiderà poi) sugli accenni su Depardieu ci invita personalmente in un luogo magico, che ricorda una grotta presepiale. Si tratta della loro cantina ricavata nella pomice e nella cenerite. Qui Agostino ci racconterà aneddoti su Gerard, in particolare quello sulla “sua camicia” e sulle esperienze personali nei mondi elettrizzanti della gastronomia e dello spettacolo con rivelazioni sugli artisti che frequentano il loro locale. Inizio folgorante di vacanza in un’atmosfera onirica. Il proseguimento della vacanza sarà un gradevole dolce far nulla racchiuso nelle sfere ovattate del parco termale del Negombo a Lacco Ameno, nel fantastico angolo di paradiso del Giardino dell’Eden di CartaRomana e in quello più accessibile della piscina riscaldata all’ultimo piano del “nostro” Aragona Palace Hotel.  Una piccola vacanza che ci riserverà ancora altre sorprese come quella di provare un’altra esperienza di cucina familiare a pranzo sulla terrazza del ristorante dei Bagni del Pallone che si affaccia sul mare della spiaggia dei Maronti. “Spaghetto” al dente con aglio olio peperoncino e pomodorini o ai frutti di mare o con alici di incomparabile bontà sia nel gusto che nella semplicità. Assolutamente perfetti. E come non citare la qualità, la freschezza e la bontà della mozzarella di bufala regina incontrastata dei nostri pranzi in spiaggia o in piscina … Qui è tutto così speciale. Come speciale è stata la serata in compagnia di Daniela e Max (miei colleghi) per una pizza insieme o come le altre serate, a cena e lungo il percorso che la divide dal porto, a Ischia Ponte condite di amichevoli discussioni filosofiche con Edoardo sul mondo giovanile o del nostro passato su questa meravigliosa isola, perla dell'arcipelago campano, che dal 1976 ci ha deliziato in tante vacanze estive.  Non è facile esprimere con parole le impressioni, le sensazioni, le emozioni che si vivono in questa piccola nicchia di paradiso. Bisogna soltanto provarle. Ischia è davvero l’isola che non c’è, un luogo di delizia in terra perfetto per chi davvero come noi vuole staccare dal quotidiano, città e lavoro. Il titolo del post ? E' un'espressione ripetuta da noi tutti tratta dal film "... e fuori nevica" di Vincenzo Salemme che riprende il momento di massima ispirazione musicale dello stesso regista qui nei panni di un cantante sulle navi da crociera. 

Post's song : “Senza fine“ performed by Gino Paoli anche nella versione audio-video di Aleksandra Domanska
6/15

samedi, juin 21, 2014

La dolce vita ischitana

A grande richiesta … concediamo il bis. Ischia, un anno dopo. Si preme sul pulsante “off” e si stacca la spina per tre giorni. Qui il ritmo delle giornate viene sconvolto completamente. Immersi nelle acque calde delle piscine termali si azzerano i pensieri e ci si lascia andare. E' una dolce vita anche se questa, ironicamente, “non è vita”. Ischia è forse l'isola che non c'è. E' perfetta per tre giorni. Deliziati, coccolati, da tutto e da tutti. Dal momento che si arriva all'Aragona Palace Hotel, lo stesso dello scorso anno, si è stregati dalla cortesia e gentilezza delle persone che incontri. E così sarà per l'intero soggiorno : tassisti, receptionist, ristoratori e negozianti. E ognuno di loro dispensa, come già vissuto nel Natale a Napoli, autentiche perle si saggezza filosofica tipica di queste parti. E così Mario e Salvatore (guidatori di microtaxi e taxi), Oscar (venditore di mozzarelle di bufale), Luisa (manager dell'hotel), Massimo (gestore dei bagni Olmitello) ci strappano un sorriso o ci regalano momenti di riflessione sulla vita : sulle abitudini delle cose, sulla sfortuna dei numeri, sul tempo meteorologico, ecc.ecc. Il mese di giugno è l'ideale per godersi al meglio le bellezze e i servizi di questa meravigliosa isola. Niente stress, niente caos, niente attese. Si pranza o si cena all'aria aperta con i tavoli direttamente sul mare o come noi nelle vie verso il Castello Aragonese. Quest'anno abbiamo deciso di evitare il noleggio di una piccola auto e di utilizzare i mezzi di trasporto locali (taxi, microtaxi e bus). E' stata la scelta giusta, sia per la convenienza che per il servizio. Il microtaxi è senza dubbio il mezzo di trasporto più caratteristico. Montato sull'Ape Piaggio è in pratica una motoretta in versione carrozzella. Un vero must. Così come fondamentale trascorrere almeno una giornata intera al Parco Termale Negombo poco distante dal “fungo” di Lacco Ameno. Il Negombo è un parco idrotermale adagiato nell'insenatura più suggestiva dell'Isola d'Ischia. E' un luogo incantato di benessere con un'atmosfera tranquilla e amichevole inserita nel rigoglioso verde dei suoi giardini. E' un'esperienza unica. Ci si immerge e ci si rilassa nelle piscine termali con diverse temperature dell'acqua (salata), ci si depura nei bagni turchi, ci si rigenera camminando sui ciottoli del percorso Kneipp (acqua ghiacciata e acqua bollente) e ci si stende per una pennichella sui lettini a bordo piscina dove i raggi del sole ci doneranno il primo vero colorito dell'anno. E se si vuole c'è anche un splendida spiaggia e le acque vere del mare. Il tutto … una goduria. Quest'anno abbiamo fatto visita anche alla spiaggia degli Inglesi (per rispolverare i ricordi degli anni 80 e 90) e abbiamo trascorso una buona parte di giornata sulla spiaggia dei Maronti (sorgenti termali) ai bagni Olmitello non dopo aver goduto della bellezza di Sant'Angelo. Antico borgo di pescatori e autentico vero gioiello dell'Isola d'Ischia Sant'Angelo e il suo “scoglio” è celebre per la piazzetta aperta sulla spiaggia e sulla banchina del porticciolo, per le stradine che le regalano un fascino particolare dove si concentrano negozietti, lussuose boutiques, ristoranti e caffetterie. E la sera … ? Dopo un bagno caldo nella piscina termale dell'hotel e dopo la doccia ritemprante la passeggiata ideale ci porta dalla hall del nostro hotel incastonato sul Porto fino a Ischia Ponte col fantastico estremo del Castello Aragonese. Brevi deviazioni sono un “obbligo” per la visione dei panorami sul Castello e sull'Isola di Procida. La camminata si ferma solo nel raggiungere un tavolo per quattro di un ristorante per concludere in bellezza la giornata sull'Isola. Quest'anno oltre al “nostro” Aglio, Olio e Pomodoro dove si può degustare la vera cucina tipica (pizza, impepata di cozze, bruschette con fagioli cannellini, spaghetti ai frutti di mare) abbiamo provato e approvato lo storico “Pirozzi” (ristorante trattoria pizzeria friggitoria) con un inimitabile rapporto qualità prezzo. Chiedete il fritto della casa con arancini di riso, crocchette con ricotta o patate, pizza fritta, zucchine e altre sfiziosità. e un assaggio della loro pizza cotta nel forno a legna. Per concludere i pasti il Rucolino e il Limoncello la fanno da padroni. Non dimenticatevi durante la giornata di addentare la freschezza e la bontà di un bocconcino di mozzarella di bufala DOC campana e di un mignon di babà perfettamente bagnato dal misto di acqua zucchero e rum (rhum). Al bando le diete … siamo a Ischia. I partecipanti del viaggio, come nel giugno dell'anno già trascorso sono stati Vito, Betty, Edoardo e il sottoscritto. Tutti per uno, uno per tutti.

Post song : “Brasil” performed by Ray Conniff
6/14

vendredi, juin 07, 2013

Ischia e 'o ritò ra' muzzarella

Erano quasi vent'anni che non tornavo su questa meravigliosa isola e fortunatamente il periodo scelto ha reso il tutto così stupendo. Quasi inaspettato, sicuramente sorprendente. Tanto è che già al rientro ho pensato al giorno che ci ritornerò. Mi sono sentito a casa, forse per le origini materne. Anche il fatto di aver lasciato trascorrere tutti questi anni senza tornarci in fondo ha giovato. Quanti ricordi, quante sensazioni. I profumi, i suoni, i sapori di Ischia; ti entrano dentro e ti fanno tornare indietro nel tempo. L'odore della nafta dell'aliscafo, l'accento musicale delle parlate, il gusto appetitoso delle prelibatezze culinarie. E poi gli scenari fantastici, dal candido bianco abbagliante della Chiesa del Soccorso di Forio che si staglia sul litorale a picco sul mare alla grandezza del Castello Aragonese pressoché sospeso sul mare. Entrambi i panorami al tramonto diventano dei quadri d'autore, così come le pennellate di color giallo pastello delle case all'arrivo nel piccolo porto e quelle di verde della vegetazione strabiliante e varia che si ritrova in tutta l'isola. Definirei Ischia come l'isola dei cinque sensi. Ischia a giugno, come anche nei miei ultimi ricordi settembrini, è bellissima. La prima volta che misi piede in questa isola campana era il 1976. Avevo 15 anni. Ci andammo con la famiglia invitati da zio (mio omonimo) Michele, fratello di mio papà. Grazie a lui conoscemmo le bellezze di questo piccolo spazio di terra sul Golfo di Napoli nel Mar Tirreno. Poi negli anni a seguire ci tornai anche con Vito e i nostri amici più cari e  ricordo ancora perfettamente la cotta che mi fece prendere Giulia nel 1980, che ho raccontato nel post di Chicago. E poi ancora agli inizi degli anni 90 con Silvia a settembre. Ischia per me ha un fascino particolare e questo mio ritorno me lo ha confermato. ”Ci” hanno conquistato tutte le persone incontrate sia a Napoli al “nostro” arrivo in aeroporto che durante tutta la permanenza sull'isola. Siamo stati (Vito Betty Edoardo e il sottoscritto) coccolati in maniera discreta e incantevole da tutto lo staff dell'Aragona Palace Hotel Terme dove abbiamo soggiornato, con tanto di inatteso cocktail di benvenuto con pasticceria napoletana. Un hotel con le terme annesse, con una piscina d'acqua calda strategicamente posta sul terrazzo all'ultimo piano e con una zona spa piccola ma con tutti i servizi perfetti per oziare. Per me sono stati esattamente due giorni di completo relax, trascorsi in due parchi termali e allietati dalla compagnia familiare. Conquistati (come dal titolo del post) dalla mozzarella di bufala campana DOP e a seguire dall'inimitabile pizza napoletana e dalla tazzulella 'e cafè che riempie il palato con il suo sapore vellutato sempre preceduto rigorosamente dal piccolo bicchiere d'acqua per gustare al meglio questo rito. Già l'acqua, il vero segreto (diceva la mamma) di tutte queste meraviglie del piacere. E non posso non citare anche la scoperta del fine pasto in compagnia del meloncello o del rucolino e l'incredibile miscela di sapori della sfogliatella calda nella variante “riccia” spolverata al momento con lo zucchero a velo così come l'ho gustata in un piccolo chioschetto di pasticceria (da Mary) all'angolo della Galleria Umberto I a Napoli. Una sfoglia a spirale croccante che avvolge un ripieno aromatico fatto con ricotta, semola e canditi. Che incredibile sapore. I dolci tipici partenopei sono un vero trionfo di gusto. Già il risveglio con la prima colazione dell'hotel era da vero “sbalordimento” con un'infinita varietà di brioche, paste e torte. Poi durante la giornata si è sempre attirati dai babà al rum esposti nelle vetrine delle pasticcerie e caffetterie, una vera acquolina alla bocca e per me che sono a dieta da quattro mesi quasi una vera tortura. Mi ricordo che nella settimana di vacanza settembrina con Silvia tornavo a casa sempre con un bella zavorra di due kg … di “ciccia”. Questa volta ne sono uscito bene, ho assaggiato di tutto senza eccedere mai. Abbiamo sfruttato fino all'ultima goccia le acque delle piscine dei due parchi termali (il Negombo nella baia di S.Montano e il Poseidon sulla spiaggia di Citara) per rallentare i ritmi delle nostre giornate. La permanenza in acqua calda termale era così rilassante che quasi ci si addormentava. I miei pensieri nei due giorni sono stati completamente resettati. E poi ci siamo goduti Edoardo, il mio nipote danese futuro laureando. Lo vedo e lo sento poco durante l'anno che trascorrere un paio di giorni insieme è stato così piacevole tanto da suggerirmi un'incursione futura a Copenhagen. Siamo stati bene tutti insieme in questi giorni e lo sfondo dell'isola di Ischia una vera coreografia da commedia all'italiana dei film di Totò. Ischia, Italia. Qui, come anche a Napoli ti senti più italiano di quanto lo puoi provare a Milano. Più che italiano direi … napoletano. E infatti l'ora trascorsa in centro a Napoli al ritorno, prima di ripartire dall'aeroporto di Capodichino per Malpensa, mi ha letteralmente sedotto. Mi ha permesso di scoprire una nuova realtà. Il tutto col piccolo trolley a rimorchio camminando dal Molo Beverello, passando davanti al Maschio Angioino, infilandomi nella Galleria Umberto I (sul modello della Galleria Vittorio Emanuele a Milano) e arrivando fino alla splendida Piazza del Plebiscito. Con il sole ancora alto del tardo pomeriggio, con i colori di questa città, con i suoi rumori, i suoi sapori, il suo profumo. Ho toccato con mano tanta gioia, tanta semplicità, tanta gioia di vivere, tanta creatività. Percorro via Chiaia, entro nel negozio del Napoli Calcio, vedo e acquisto la maglietta commemorativa di Maradona, che indosserò sotto quella della squadra di calcetto ed esporrò con fierezza al primo bel goal nel “memorial” ligure del fine settimana. Piccole dosi di felicità. Questa è la vita. “Prendetevi i giorni buoni” ... mai così perfette le parole di mamma Pupella in questo contesto. Carico di nuove idee e di nuovi sogni. Jamme ja’.

Post's song : “Shout“ performed by The Isley Brothers
6/13