"Voyager vous laisse d'abord sans voix, avant de vous transformer en conteur."

dimanche, septembre 27, 2020

"Don Giovanni" sutta u suli ri Palermo

Mi ricordo, come fosse oggi, le conversazioni di qualche anno fa con “l’amicollega” Gianni sui nostri irrispettosi clichés sulla Sicilia, che spaziavano dal “doppio passaporto” all’essere “murati vivi”. Nascevano dal fatto che nessuno dei due avesse messo mai piede sulla grande isola e non ci passava nemmeno per la mente di andarci a breve. In fondo il mio primo viaggio in Sicilia è anche un omaggio a Gianni e alle nostre “dotte” disquisizioni su svariati argomenti. Dall’alto nord orientale di San Candido all’occidentale siciliano il cambio di paesaggio è breve, il tempo di un volo “mascherato” di un’ora e venti minuti. Dai monti ai mari in fondo, con le scelte dettate dalle ottime previsioni meteo. Qualche soffiata prima della partenza, e poi anche durante il mio soggiorno, da parte di un siciliano doc come il mio amico professore Filippo Nicosia ed eccomi a Palermo, capitale della Sicilia Occidentale. Già perché l’amico Filippo mi ha insegnato che le Sicilia sono due e lui è legato radicalmente a quella Orientale. Liberatomi dagli irriverenti stereotipi, voglioso di respirare l’aria  e vedere il cielo della Sicilia per la prima volta, mi sono messo subito in pista per non perdermi ogni istante di questo viaggio. Avevo letto che l’unico modo di capire Palermo è quello di “scendere in strada, mettersi alla ricerca di colori, forme, profumi e parole come se fossero le tessere di un mosaico che aspetta solo il momento giusto per essere ricomposto in un’unica visione d’insieme”; nel mio caso, vista l’ora di cena era quello della ricerca del ristorante dove avevo prenotato un tavolo all’aperto. Storia e gastronomia nei miei viaggi hanno un filo diretto e qui l’inizio è stato entusiasmante. Nella cornice del principesco Palazzo Gangi, in una piazzetta restituita all’antico splendore con il restauro della colonna e del palazzo Bonet ora sede della Civica Galleria d’Arte Moderna, si trova l’Osteria dei Vespri. Siamo nel cuore della vecchia Palermo in un contesto avvolgente e piacevole. Dal menù scelgo un antipasto, un secondo della tradizione e un dolce il tutto accompagnato da un calice di vino bianco locale con il vitigno Catarratto in purezza : tuma (formaggio) di Gangi, gratinata con acciughe di Aspra, origano, profumo di limone a seguire involtini di pesce spada, ripieni di mandorle al profumo di arancia, fiore sicano, alloro, scalora saltata e a concludere una cassatella calda, ricotta di Gangi, cioccolata e limone. Ho scritto esattamente tutti gli ingredienti perché al palato si sono sentiti tutti e l’aggettivo per definire la serata e l’atmosfera con cui l’ho vissuta è stato “strepitosa”. Chi ben comincia … La mia base strategica è all’angolo della piazza dei Quattro Canti di Palermo che non è solo uno degli scorci più belli della città, ma è il crocevia che rappresenta il punto di partenza ideale per conoscere il meraviglioso centro storico del capoluogo siciliano. E' il cuore pulsante dove si incrociano le due strade centrali di Palermo : da un lato Via Maqueda e dall’altro Via Vittorio Emanuele e dalle quali si irradiano i quartieri storici. Dal loro incontro ne é nata una piazza ottagonale, impreziosita nel Seicento da sculture e decorazioni riportate sulle facciate dei quattro palazzi ai lati della piazza. Per il calendario siamo già in autunno ma qui è ancora estate piena come tra l’altro sosteneva il compositore Richard Wagner dicendo che a Palermo “ci sono due stagioni soltanto, l’estate e la primavera”. E’ già mattino e alzandomi presto riesco dall’alto del terrazzo dell’hotel a guardarla con quella luce delicata che gli regala l’alba. Il panorama è sublime. La fontana Pretoria è giusto sotto i miei occhi, incastonata tra il profilo delle cupole delle chiese adiacenti. E’ uno dei simboli del capoluogo siciliano ed é considerata una delle più belle fontane d’Italia. L’opera è un concentrato costituito da un bacino centrale, da scalinate, da balaustre, da vasche  concentriche, attorno alle quali ci sono statue che rappresentano varie figure mitologiche e una rappresentazione allegorica dei fiumi di Palermo. Bella da fotografare a ogni ora della giornata e io sono fortunato ad averla come vicina di casa. Con l’entusiasmo in corpo parte la mia avventura alla luce di un sole caldo e accecante cercando di mettere le prime “tacche/spunte” sul sito seriale italiano inserito dall'Unesco nella Lista dei patrimoni dell'Umanità : Palermo arabo-normanna e le cattedrali di Cefalù e Monreale. La serie comprende dieci pezzi : due palazzi, tre cattedrali, quattro chiese e un ponte. Alla fine del mio soggiorno siciliano riuscirò a vederne sette sottolineando il fatto che un giorno ci ritornerò. Esco dall’hotel e mi dirigo verso il Palazzo dei Normanni, transitando davanti alla Cattedrale, per andare a vedere l’emozionante Cappella Palatina che si trova al suo interno. Quando si entra si rimane incantati dalla bellezza e dalla ricchezza dei decori tra cui spiccano i mosaici bizantini che rivestono tutte le pareti in alto delle navate. Dalla ricchezza dei decori artistici della Cappella Palatina alla ricchezza dei colori e dei profumi che regalano i mercati storici di Palermo è solo una questione di punti di vista. Sono luoghi ideali per autentici tuffi nel passato e nelle tradizioni più antiche del popolo palermitano con i loro miscugli di voci, fumi, odori e rumori. Da non perdere assolutamente lo street food (cibo da strada) che non è solo un fenomeno di moda, ma è un nuovo modo di vivere il rapporto millenario di una cultura con il proprio cibo, con le proprie radici, reinventandolo tutti i giorni in forma pratica e soprattutto gustosa. Io l’ho provato nella tarda mattinata nel vivace Mercato del Capo (uno dei quattro mercati storici di Palermo insieme a Ballarò, Vucciria e Borgo Vecchio) con due istituzioni culinarie : l’arancina (palla o cono di riso impanato e fritto farcito con ragù o mozzarella e prosciutto o altre innumerevoli varianti) da chiedere rigorosamente al femminile e il pane panelle e crocché (a base di ceci e patate). In città la scena gastronomica è in vero fermento valorizzando antiche ricette e alla fine dei miei tre giorni palermitani ho assaggiato delizie tradizionali come la granita, il cannolo, la spremuta di melograno, i broccoli fritti, lo sfincione (pane pizza, pomodoro, cipolla, acciughe e spolverata di caciocavallo), la pasta con le sarde, finocchietto e pangrattato fritto e la pasta alla Norma (pomodoro, melanzane fritte e ricotta salata) di estrazione catanese. Nei miei racconti di viaggio non smetterei di scrivere della parte enogastronomica perché è pura cultura, ma devo anche citare la cronistoria delle mie camminate  su e giù per le strade di Palermo; dal Palazzo della Zisa alla facciata del Teatro Politeama, dai decori della Cattedrale di Monreale alla passeggiata sui tetti della Cattedrale di Palermo, dal Mercato di Ballarò a quello della Vucciria, dalle Catacombe dei Cappuccini all’Orto Botanico, dalla Porta Felice fino al Teatro Massimo il più grande edificio teatrale lirico d'Italia, uno dei più grandi d’Europa, terzo per ordine di grandezza architettonica dopo l’Opéra di Parigi e la Staatoper di Vienna. All’interno del Teatro Massimo ho vissuto l’esperienza unica, con un palco personale per via dei distanziamenti sociali, di presenziare all’opera del “Don Giovanni” di Mozart. Tre ore, divise in due atti, trascorse con gioia ed emozione proprio come il giocoso dramma musical-teatrale cui ho assistito. L’ultimo intero giorno a Palermo l’ho trascorso sulla spiaggia di Mondello che è considerata fra le più belle e suggestive di Palermo. Si trova a 12 km dal centro città e  la si raggiunge percorrendo, nel mio caso in taxi, diversi viali alberati. La spiaggia del Mondello è indubbiamente la più trendy del litorale palermitano; è incastonata tra il Monte Pellegrino ed il Monte Gallo, che regalano un tocco di natura e di verde alla bianca spiaggia accarezzata da un mare cristallino con i colori che sfumano dal turchese allo smeraldo. Lettino, ombrellone, cuffiette e relax ma io che non riesco a star fermo ho fatto l’intera camminata lungo la spiaggia sotto un sole cocente alleviato dalla brezza marina. Questa camminata, con un contesto che le ruota attorno come le bellissime costruzioni in stile liberty, l’ho “pagata” con una rossa abbronzatura che indosso anche nel momento in cui sto scrivendo. Palermo è stata un’autentica sorpresa che mi ha fatto cancellare le pur divertenti frasi nei discorsi con Gianni di inizio post. Lo sfarzo, lo splendore e l’eleganza del suo centro storico resteranno indelebili nei miei ricordi così come lo strano effetto che scatena la lettura dell’insegna di Capaci nel transitare, dall’aeroporto alla città, su quella strada dove perse la vita il magistrato Giovanni Falcone per opera della barbarie mafiosa di Cosa Nostra.


Post's song : "Tra palco e realtà" performed by Ligabue

9/20

mardi, septembre 22, 2020

"Geburstag" in bicicletta sulla San Candido-Lienz

Secondo viaggio dell’anno dopo quello a Malta dell’ormai lontano gennaio. Scelta “pilotata” dal meteo e dal continuo crescendo di contagi del Covid-19 in Europa. Scelta che mi permettesse di scrollarmi di dosso l’eccessivo carico lavorativo e soprattutto riprendere una piccola dose, dopo otto mesi di astinenza, della mia droga chiamata “viaggio”. Scelta  che mi ha riportato con estremo piacere ai giorni trascorsi insieme a Cristina, Ivano e Silvia negli anni novanta, a quelli successivi con Vito, Betty ed Edoardo fino a quelli con parte dell’ufficio amministrativo dell’allora Sper, con Cristina Gigliola Lucia e Tiziana, in un felice weekend estivo nel luglio del 2001. La prima volta mi aveva trasmesso un entusiasmo tale da trasportare le stesse sensazioni ai compagni di viaggi futuri e così fu. E tanto ho fatto che al limite dei vent’anni dall’ultima volta ho organizzato in fretta e furia il mio ritorno, in solitario, a San Candido, Alto Adige, Val Pusteria, Tirolo orientale. San Candido, è un ottimo punto di partenza per tante escursioni a piedi, come quella che partendo dalla vicina Sesto ti porta passo dopo passo al Rifugio Locatelli da cui si gode entusiasticamente un panorama spettacolare sulle Tre Cime di Lavaredo e sulle montagne circostanti. Personalmente ricordo come la più divertente scampagnata quella in bicicletta lungo la ciclabile della Drava quella che unisce San Candido a Lienz in Austria. È una delle piste predilette e più frequentate in Alto Adige. Il percorso lungo 44 km, con un dislivello di 500 m. si affronta senza molto sforzo e preparazione e poi si può tornare indietro comodamente in treno. Si snoda su un sentiero ben segnalato ed è raccomandato  a tutti, dalle famiglie con bambini ai principianti ed è adatto a ogni tipo di bicicletta; la mia l’ho noleggiata da Papin Sport, un’autentica istituzione da queste parti. Il percorso è una gita meravigliosa che unisce due stati confinanti, la nostra Italia e l’Austria; è un itinerario che ti permette anche una visita allo stabilimento della nota impresa dolciaria della Loacker e che ti regala paesaggi bellissimi nel verde, attraverso i prati e i boschi, fino ad arrivare a Lienz nel Tirolo orientale. Arrivati a destinazione si gode del gioioso riposo sedendosi ai tavoli all’aperto di caffè, ristoranti e pasticcerie pronti ad accogliervi per dispensarvi di bontà genuine tradizionali. Una sosta di piacere di un paio d’ore e poi, come detto, si prende il treno e si ritorna alla base. Chi pianifica le sue vacanze nella Alta Pusteria, deve assolutamente provare questa magia in bicicletta. Quest’anno ho voluto percorrerla spensieratamente proprio nel giorno del mio compleanno, equipaggiato con la mia inseparabile fotocamera, il mio cellulare e le mie cuffiette bianche wireless. Percorso completato nei tempi previsti così come il pranzo a base di wurtstel alla griglia, patatine fritte e un piattino di deliziosi crauti bianchi, cucinati veramente alla perfezione. E lungo il percorso, interrotto costantemente dalle telefonate e dai messaggi d’auguri, ho ascoltato la mia musica preferita che ha agevolato i miei bei pensieri spaziando nelle argomentazioni. Di tutto, di più. Un lungo weekend che mi ha anche regalato, nel giorno seguente il compleanno, due escursioni verso due laghi veramente straordinari : il Lago di Braies e quello di Misurina. Il Lago di Braies è uno splendido lago naturale in Alto Adige; è il più grande lago delle Dolomiti che in estate diventa di colore smeraldo. La natura che lo circonda è stupenda e ti invita a percorrere a piedi, costeggiandolo, l’intero giro per un’oretta di assoluto piacere. E’ una vera perla che attira tanti turisti e infatti il consiglio che mi hanno dato Cristina e Ivano era quello di arrivarci prima delle ore nove per evitare le attese per i parcheggi. Il lago è posto a 1496 metri sopra il livello del mare con una superficie di 31 ettari e una profondità massima di 36 metri. E’ un piccolo angolo di paradiso scelto anche per la fiction italiana “Un passo dal cielo”, con protagonista protagonista Terence Hill. Noleggiate una delle piccole imbarcazioni a remi e rilassatevi godendo del panorama. Da un gioiello all’altro il passo è breve, mezz’ora di macchina e si arriva al Lago di Misurina, conosciuto proprio come la “Perla delle Dolomiti” per la sua bellezza. Il lago è un gioiello incastonato tra le Dolomiti, riconosciute come patrimonio dell’Umanità da parte dell’Unesco. Si innalza a 1756 m s.l.m. ed è conosciuto, nel mio caso grazie alla dritta di Anna, per l’incanto della visione di alcune delle più belle vette : le Tre Cime di Lavaredo, il Sorapiss, i Cadini e il Cristallo. È un altro luogo ideale per dedicarsi a interessanti escursioni a contatto con la natura, ma anche per trascorrere piacevoli momenti di relax. Il mio relax l’ho ritrovato al ritorno dalle mie esplorazioni grazie alla struttura che avevo scelto come base, l’hotel Villa Stefania. Piscina con acqua riscaldata, solarium esterno e una camera con un terrazzino che apriva la visione sulle maestose vette della Rocca del Baranci. Ringrazio pubblicamente tutto lo staff dell’hotel che in occasione del mio compleanno mi ha coccolato sia a colazione che a cena (con tanto di tovaglia decorata di piccoli palloncini colorati e canzoncina di auguri) con la loro simpatia e gentilezza. San Candido, e direi anche Innichen visto che la popolazione all’83% è di madrelingua tedesca, accoglie felicemente i turisti o il viaggiatori come me e ne diventa un passe-partout alla scoperta delle Dolomiti. Il paese si trova a 1.175 m d’altitudine e l'aria fresca e briosa e la natura ancora integra vi accompagneranno per tutto il soggiorno. Arrivare in Alta Val Pusteria significa godere di uno spettacolo di colori, profumi e storia. Il paesaggio, che si diversifica nelle mille sfumature del verde in estate, fa scaturire il desiderio di scoprire le tante opportunità che ti offre, per poterle poi tramandare e anche per ritornare in questa terra, grazie a quell’entusiasmo, come ho scritto a inizio post, che ti trasmette.


Il compleanno (il "geburgstag" in tedesco nel titolo del racconto) è sempre un avvenimento speciale per la vita di una persona. Io lo considero l’unica vera festa da celebrare. E’ un’occasione per volgere lo sguardo al passato, riflettere sul presente e trarne nuove prospettive. Ringrazio tutte le persone che al telefono, via messaggi scritti o vocali si sono ricordate di me. E’ sempre un piacere.


Post's song : "Ride" performed by Lenny Kravitz

9/20