"Voyager vous laisse d'abord sans voix, avant de vous transformer en conteur."

dimanche, novembre 27, 2016

The lucky charm of Chelsea

Appuntamento annuale con Londra. In questi anni Londra è la mia ancora di salvezza, una valvola di sfogo ai miei pensieri, una ricarica di energia, una fonte inesauribile per i miei progetti, le mie illusioni, le mie speranze, le mie voglie di cambiamento. Sotto questo aspetto Londra è unica. Lo è per il suo essere frenetica, caotica, veloce e per il suo vivere in pieno la contraddizione tra modernità e tradizione. Quest’anno al mio arrivo, nel tardo pomeriggio, in piena ora di punta, mi sono mischiato nella marea delle persone che rientravano con la metropolitana dopo una normale giornata di lavoro e come piccoli robot, scendendo e salendo le scale mobili, percorrendo i tragitti sotterranei da una linea e l’altra, compressi nei vagoni della Tube, la più antica rete metropolitana del mondo e la più estesa d’Europa, si arriva alla destinazione prefissata. E così, quasi senza accorgermene, mi sono ritrovato catapultato direttamente al primo piano del mio hotel in Argyle Square nella zona che da sempre mi ospita nelle fughe solitarie nella capitale del Regno Unito, King’s Cross. Il tempo del check-in e seguo subito le luci del nuovo restyling della stazione ferroviaria  che illuminano la via per portarmi al German Gymnasium, il ristorante di impronta teutonica europea recentemente nominato come miglior ristorante, nel complesso, al mondo dall'International Restaurant & Bar Design Awards. Il mio tavolo è pronto e il maitre di sala italiano coadiuvato da camerieri italiani mi aiutano a raggiungerlo. Il locale in effetti è molto alla moda con un’atmosfera in perfetto stile con i grandi caffè e le brasserie d'Europa. L’edificio in mattoni di grandi dimensioni è stato ricostruito sulle ceneri di una vecchia palestra, mantenendo la grande ossatura del tetto in legno lamellare con i ganci in ghisa. Il ristorante del Grand Café presenta un menù con una traccia presa dal patrimonio tedesco con piatti che spaziano dalle tipiche salsicce di maiale alla griglia alle cotolette di vitello in versioni rivisitate. Il German Gymnasiun è un locale bello da vedere e da vivere ma assolutamente normale nella proposta enogastronomica. Questo il mio giudizio. All’uscita riprendo la scia illuminata che mi riporta all’hotel per prepararmi all’imminente weekend che coincide con il “black friday”. L’indomani decido, dopo una classica prima colazione tipicamente british, di affrontare il duro lavoro dello shopping. Mi ritroverò irresponsabilmente con due nuove camicie, un paio di scarpe, un piumino alla moda, la maglia originale del Chelsea campionato 2016/2017 e qualche piccolo accessorio per il Natale alle porte. Il mio trolley blu, ai limiti della capienza, mi chiederà alla fine del weekend di essere sostituito in futuro per raggiunta anzianità. Tra un negozio e l’altro trovo il tempo di “tastare” per il lunch un ristorante inserito nella lista dei 50 migliori al mondo al ventiseiesimo posto, il The Clove Club. Quattro portate con caratteristiche scozzesi accompagnate da tre bicchieri di vino che ho scelto personalmente. Questo lungo fine settimana è stato anche il momento di incontro con il mio amico cingalese Melvin e sua figlia Cindy che si sono trasferiti da qualche mese in terra londinese in attesa di essere raggiunti il prossimo anno dalla moglie Christeen e dall’altra figlia Stefany. Abbiamo suggellato l’evento con una cena in un ristorante indiano nel quartiere dove abitano. E’ sempre bello ritrovare qualcuno di conosciuto in terra straniera ed è anche uno stupendo pretesto per ritornarci. Ma questi giorni in puro stile inglese sono anche il mio tener fede alla squadra calcistica che tifo da quasi quindici anni il Chelsea, quest’anno allenata dal mister italiano Antonio Conte. E’ tempo di derby, in questo caso col rivale acerrimo Tottenham. Alla fine il risultato ci vedrà vincenti per 2 a 1 con reti dello spagnolo Pedro e del nigeriano Moses. Che portassi fortuna al Chelsea era un dato di fatto visto che dal 2006 ho assistito a 9 partite e sono state tutte vittoriose, ma che vivessi anche l’atmosfera elettrizzante di un derby era una nuova emozione assolutamente da provare. Ringrazio pubblicamente l’amico Gary Staker per il biglietto dell’ultima ora. Una volta blu, per sempre blu ho letto in una pubblicità allo stadio e io ne ho fatto una mia massima. Intenso, appassionante, meraviglioso, indiscutibilmente vissuto questo mio lungo weekend a Londra, già vestita a festa per l’imminente Natale e che mi ha permesso camminando spensieratamente di riflettere sui buoni propositi per il rientro. A me bastano tre/quattro giorni con ritmo mensile per ricaricarmi e Londra sarà sempre una buona scusa e un buon rifugio per scappare dal quotidiano e star bene. Devo affinare il mio inglese, su questo non ci sono dubbi, per non perdermi quelle sfaccettature che il problema lingua mi costringe a rincorrere. A Londra, colloquiando con la proprietaria dell’hotel, c’è molto lavoro ma si deve sacrificare un po’ la vita. Non è il mio ideale in quanto per me ci deve essere molta vita e si deve sacrificare un po’ il lavoro. Finché potrò permettermelo questa sarà la mia strada da seguire. Chi mi ama mi segua, una citazione partita dal Vangelo e arrivata a una pubblicità degli anni ’70. Un po’ egoista come filosofia per uno come me che da eredità materna è altruista e ha sempre messo al primo posto la felicità di chi gli sta accanto. E se Londra mi regala sempre pensieri positivi, ben venga sempre Londra. Conosco Londra come Parigi e anche quest’anno, ininterrottamente dal 2006 ci sono tornato. Per me è e sarà sempre una gioia. Londra ti offre tanto, sta a me prenderne la parte migliore e in vacanza questo non è poi così difficile. Credo di non sapere cosa voglio esattamente per gli anni di vita che mi rimangono. Ci sono cose che vorrei e cose mi mancano, di certo non perderò mai la voglia di viaggiare e di cercare cose nuove. Questo novembre è stato per me un mese dove in ogni weekend ho vissuto un’esperienza entusiasmante : dalla cena “stellata” a casa degli amici Cinzia e chef Andrea a Milano al pranzo “pluristellato” al Parkhuevel di Rotterdam, dall’aperitivo con tapas in Plaza Major a Salamanca alla visione di un derby cittadino sugli spalti dello Stamford Bridge a Londra. Quattro appuntamenti da vivere, quattro momenti belli della mia vita.

Post’s song : “Love is life” performed by Robbie Williams
11/16

dimanche, novembre 20, 2016

Salamanca en amarillo-oro ... el color que buscaba

Il segreto della bellezza di Salamanca é a soli cinque chilometri dalla Plaza Mayor. E' il villaggio di Villamayor. Qui si ricava la pietra tipica, fresca e facile da lavorare, che una volta asciutta assume quel colore caratteristico che all'ora del tramonto, come per incanto, si convertirà in oro e tutti i monumenti più importanti del centro storico, dai palazzi alle cattedrali, dai conventi all'Università si illumineranno magicamente. E’ uno spettacolo di trasformazione della luce e sembra quasi il perfetto passaggio di staffetta con le opere di Veermer celebrato la settimana scorsa a Delft. Io sono arrivato in questa deliziosa città dell'entroterra spagnolo col treno da Madrid e l’impatto con la Plaza Mayor di Salamanca è stato, a dir poco, entusiasmante. Mi sono messo al centro della stessa e visionandola roteando a 360 gradi mi sono sentito come in uno spot sulla bellezza della vita. E’ il posto migliore per cominciare il vostro incontro con Salamanca in una delle più belle piazze d’Europa. È il punto più vitale della città e vale davvero la pena di fare un giro sotto gli 88 archi di questa piazza porticata e prestando attenzione potrete distinguere medaglioni intagliati con il volto di personaggi celebri come a esempio quello dello scrittore Miguel de Cervantes, autore del Don Chisciotte. Salamanca tradizionalmente è riconosciuta come la città universitaria per eccellenza, la prima a essere fondata in Spagna e una delle più antiche d’Europa. Salamanca la si può definire come una città magnifica, dotta, giovane oltre che dorata come dal mio incipit del post. Salamanca va vissuta di giorno e di notte, ma soprattutto di sera. Salamanca ha una ricchissima storia e gli studenti la rendono viva, con un carattere aperto grazie ai suoi stimoli culturali. E sempre la sera uscendo da uno dei quattro angoli della Plaza Mayor si entra in quel mondo dorato dove si viene quasi trasportati verso la zona delle Cattedrali. Salamanca come poche città al mondo ha due Cattedrali e le stesse sono unite tra loro in quanto alla Cattedrale Vecchia si accede dall’interno di quella Nuova. Le ho visitate entrambe il mattino seguente. Dall’esterno l’imponente Cattedrale Nuova presenta delle originalità che noterete osservando il gruppo di persone ferme davanti a una delle grandi porte, la porta di Ramos. Unitevi a quel gruppo di persone e ricercate voi stessi i particolari scolpiti nella parte bassa della porta; qui troverete due figure appartenenti al ventesimo secolo nonostante la costruzione gotica risalga al sedicesimo : l’astronauta e la scimmia che mangia un gelato. Soggetti moderni inequivocabilmente nei dettagli che negli anni novanta, soprattutto l’astronauta, furono definiti come un mistero scatenando le più stravaganti fantasie. Mistero che si risolse individuando come probabile responsabile il marmista Miguel Romero che inserì, durante i lavori di restauro, i due soggetti come testimonianza del ventesimo secolo nella storia dell’uomo per ricongiungere la Chiesa con la Scienza. Ritornando verso la Plaza Mayor vi imbatterete prima nella Casa de Las Conchas, originale monumento decorato da numerose conchiglie che rappresentarono l’unione matrimoniale di due nobili famiglie e subito dopo, di fronte, nelle Torri della Chiesa della Clerecia. La visione della chiesa con le due torri a me ha fatto l’effetto di quelle cartoline che illustrano la Città di Petra in Giordania. La salita attraverso la Scala Coeli vi regalerà un panorama impareggiabile della città. Dopo una mattinata quasi totalmente culturale, l'ora di pranzo (primo pomeriggio) è il momento ideale per assaporare la famosa gastronomia di Salamanca. Io ho scelto una rivisitazione della stessa degustando il menù del ristorante Victor Gutierrez (una stella Michelin), un’autentica sorpresa culinaria con una sala tutta per me e un dopo pranzo inebriato dagli ottimi vini. Una alternativa è anche quello di farlo provandone le tapas, passando da un bar all’altro per assaggiare i sapori di questa terra con la cucina in miniatura. Vi consiglio il locale “Las Tapas di Gonzalo” che si affaccia proprio sulla Plaza Mayor. Un altro modo è quello di degustare i suoi famosi prosciutti abbinandoli a un buon bicchiere di rosso Rjoca o se preferite potete provare un ristorante dove, quasi come un obbligo, dovrete ordinare uno squisito e croccante maialino arrosto (cochinillo). Come in tutta la Spagna i tempi sono dilatati e rallentati. Ci si alza tardi, si mangia tardi, si va a letto tardi. E quando vi stancherete di camminare per le stradine di questa meravigliosa città prendete un caffè in uno dei suoi locali storici. Io ho scelto il secolare Café Novelty dove all’interno seduta al tavolo troverete la scultura dello scrittore Torrente Ballester. Nella visita culturale di Salamanca sono stato sorprendentemente colpito visitando la Casa Lis, il Museo di Art Nouveau e Art Deco. Si tratta di un edificio modernista con la caratteristica atmosfera bohémien. La collezione all’interno è ricca di pezzi unici ed è uno dei musei più belli che abbia mai visto. Salamanca è città patrimonio dell’Umanità grazie alla sua Università, alle sue Cattedrali, ai suoi Conventi, ai suoi Musei e alla meravigliosa Plaza Mayor, 
Nel ritorno in treno verso l’aeroporto di Madrid mi sono fermato nella città medievale di Segovia, una delle più belle e spettacolari della Spagna. Segovia si presenta subito con il “grande sipario” dell’acquedotto romano, una magnifica opera divenuta simbolo della città. Superati gli archi vi inoltrerete verso il centro storico fermandovi alla Plaza Mayor con la Cattedrale in bella vista e poi continuando, quasi fosse un fiume in risalita, arriverete all’Alcazar il castello fiabesco arroccato su un promontorio roccioso. Nel ritorno al contrario verso l’acquedotto fate una piccola deviazione per addentrarvi nel suggestivo quartiere ebraico. Segovia è la perfetta gita fuori porta della domenica dei madrileni (mezz’ora di treno) anche solo per andare a gustare l’arrosto di maiale o di agnello cotti su forno a legna circondati dall’incanto di scenari d’architettura veramente notevoli. La morale di questo viaggio nell’entroterra spagnolo, ma vale anche per molti altre località della Spagna specie ancora più a sud, è quella che se volete rallentare il vostro tempo e gioire dei piaceri della vita Salamanca è uno dei posti giusti per ritrovare voi stessi. Salamanca è una destinazione ideale se siete alla ricerca di un weekend speciale fuori dai canoni del turismo classico.

Post’s song : "7 seconds” performed by Youssou N'Dour ft. Neneh Cherry
11/16

samedi, novembre 19, 2016

The Knights of the Round Table of Rotterdam

Noi … i cavalieri della tavola rotonda alla corte di Re Erik Van Loo da Rotterdam. L'evento che ci ha fatto conoscere é stato il Big Bottle Party 2016 e il destino del nostro incontro era stampato sui segnaposti personali del tavolo tondo preparato dallo staff del Parkhuevel. Il Parkhuevel é un raffinato ristorante di moderna costruzione semicircolare con vista sul fiume Mosa e sul porto di Rotterdam già da me testato nelle due precedenti visite nella seconda città dei Paesi Bassi dopo Amsterdam. Il pranzo evento giunto alla sua quarta edizione é nato dal perfetto connubio tra la ristorazione ad altissimo livello e la mescita di vino in bottiglie di grandi dimensioni, che si traduce in un menù di
8 piatti d'autore preparati, due per ognuno, da quattro chef pluristellati (Erik Van Loo, Thomas Bühner, Onno Kokmeijer e Jacob Jan Boerna) in abbinamento a otto bicchieri di grandi vitigni francesi bianchi e rossi in bottiglie nei formati Jeroboam, Magnum, Impérial, Mathusalem, Nabuchodonosor. Il nostro tavolo era formato dal simpaticissimo Jan J. e la sua deliziosa compagna Chava, dalle due splendide dame Diana e Karim con i fedeli due mariti, dalla felice giovane coppia formata da Branka e Ruward, dall'affascinante Jan K. e dal sottoscritto. Sei cavalieri e quattro cavalieresse per un totale di dieci esattamente come il numero del nostro tavolo e il numero complessivo delle stelle dei grandi chefs.
Direi più che una coincidenza. All'inizio dell'evento, dopo le convenevoli presentazioni, mi sono sentito il classico pesce fuor d'acqua del tavolo visto che gli altri nove compagni parlavano olandese, lingua per me incomprensibile. Ma piano piano, durante il pranzo, anche con l'aiuto dell'effetto meraviglioso delle grandi bottiglie francesi, mi sono sentito uno di loro e con il mio inglese da principiante (livello uno) sono riuscito a cavarmela nei vari colloqui con gli altri. Mi sarò perso mille sfumature ma alla fine il mio commento é stato lo stesso che disse Hugh Grant a Julia Roberts nel film "Notting Hill" : surreale, ma bello ! Nella pellicola era complice un bacio, al mio tavolo sono stati i sorrisi che durante il lungo pranzo ci siamo scambiati e che ci hanno visti coinvolti mentre gustavamo felicemente le deliziose pietanze accostate sapientemente e imprevedibilmente con i vini speciali da far gioire le papille gustative. E così gli altri nove commensali sono diventati dei miei nuovi amici, anche solo per un giorno. Insieme ci siamo ripromessi di ritornare fra un anno per la quinta edizione dell'evento delle grandi bottiglie sempre allo stesso tavolo.
Da perfetti sconosciuti a perfetti conosciuti il tempo giusto di un pomeriggio speciale, lungo quasi come un pranzo di matrimonio. Rotterdam e il Parkhuevel sono diventati per me un vero e punto di riferimento in terra olandese. Qui ci sono venuto due anni fa per trarre ispirazione dalla modernità della città per i miei scritti e poi nella primavera di quest'anno per la cena organizzata al Parkhuevel con il patrocinio della grande casa di champagne Krug.
Ora quando cammino per le strade della città mi sento a mio agio e mi diverto a trovare angoli nascosti, nuove locations e curiosità che ricerco leggendo i vari articoli su Rotterdam sul web. In questa occasione ho calcato il percorso sul legno giallo del ponte Luchtsingel ispirato alla famosissima High Line di New York. Il ponte è stato realizzato dai cittadini di Rotterdam, in base a un progetto di riqualificazione urbana e costruito con contributi privati da 25 a 1.250 euro e i nomi dei donatori compaiono sui singoli tasselli che costituiscono il ponte.   
Ho visitato uno dei più bei musei di fotografia al mondo, il Fotomuseum che si trova a pochi passi dall’Erasmusbrug, il ponte avveniristico sul fiume Mosa, Le mostre sono distribuite su più piani e le fotografie esposte sono assolutamente da non perdere. Ho visitato anche gli interni dello storico hotel New York. Da qui, migliaia di emigranti partivano per il Nord America in nave, sperando in una vita migliore. Ora quando si entra nel palazzo ci si sente come se il tempo non fosse passato e si è quasi pervasi da un senso nostalgico guardando i suoi alti soffitti e la splendida scala in ferro battuto, autentici dettagli delle navi della Holland America Line. Tra le altre curiosità di questo veloce weekend in terra “arancione” il pranzo all'arrivo in un particolare ristorante vietnamita vicino all’hotel e la piccola "ripassata" al mercato coperto, il Martkhall, inaugurato nell'autunno della mia prima volta a Rotterdam. Fa sempre un bell’effetto l’entrata a volta, di vetro e acciaio, preludio a un mondo colorato fatto di delizie culinarie da tutto il mondo.
Nel ritorno verso l'aeroporto di Amsterdam mi sono fermato a Delft, cittadina famosa per le sue ceramiche blu e dall’affascinante centro storico circondato dai canali con una piazza che mette di fronte la torre della chiesa nuova e il palazzo del municipio, quasi fossero duellanti. A Delft é nato e vissuto il grande pittore olandese  Johannes Veermer e merita una splendida deviazione la visita al museo a lui dedicato. Il Veermer Centrum presenta la vita e le opere (37 quadri sparsi in tutto il mondo qui riprodotti fedelmente) del grande maestro di luce come ben evidenziato dalla sua tela più famosa “Ragazza con l’orecchino di perla”. Questo weekend è stato da me vissuto letteralmente come un “mordi e fuggi” che ricorderò piacevolmente per tutte le sensazioni provate, dove la creatività e la curiosità sono sempre vincenti. Rotterdam come città trendy, città di design, città all’avanguardia dove l’ispirazione è perennemente dietro l’angolo e dove gli stimoli e gli spunti per scriverne ancora sono per me sempre vivi.


Post’s song : "Nobody but me” performed by Michael Bublé
11/16