"Voyager vous laisse d'abord sans voix, avant de vous transformer en conteur."

mardi, décembre 31, 2013

The beautiful things in life (the essential)

Non amo e non ho mai amato il giorno della fine dell'anno in corso come celebrazione di massa e di conseguenza anche il principio di quello nuovo. Amo i giorni e il susseguirsi degli stessi senza scadenze precise. Non amo il futuro e nemmeno il passato, amo il presente. Con il passare degli anni il mio pensiero è diventato più di una convinzione. Inizio ad amare tutte le stagioni, cerco il presente ovunque. Il momento è ora, il qui e adesso. Non faccio più programmi a medio termine, figuriamoci quelli a lungo. Vivo le giornate che passano cercando di emozionarmi in ognuna di queste, cercando di trovare in ogni istante una elegante ragione per viverla. La vita non ha un senso se alla fine di questa c'è la morte diceva qualcuno. Che senso ha ? Forse è il desiderio il senso della vita. Il mio desiderio è di vedere posti nuovi e incontrare persone che mi regalino emozioni.. Ed è quello che cerco di fare giorno dopo giorno. Cerco le piccole e belle cose della vita. La fine dell'anno mi serve solo come scadenza per fare un resoconto dei miei viaggi. E se Londra e Parigi saranno sempre delle mete irrinunciabili, sono i posti nuovi a incantarmi. 
Nei mesi passati di quest’anno il Giappone con Tokyo e Kyoto, Cadice, Tangeri, la Croazia con Dubrovnik, Girona sono state le mie new entry. Ma anche il ritornare a Ischia dopo quasi vent'anni e il trascorrere le festività natalizie a Napoli sono state delle autentiche nuove emozioni o forse saranno stati, nel caso di Ischia, il ripercorrerle cercando i profumi e le sensazioni di tempi passati. Cerco sempre qualcosa di nuovo anche nei posti dove sono già stato. Il famoso libro di Jorge Saramago “Viaggio in Portogallo” del quale in più di un'occasione ho citato alcuni passi è esattamente il mio spirito di viaggio quando torno in posti che ho già vissuto. E li vedo nuovi. Da quest'anno forse ho intrapreso una nuova idea di viaggio, che va oltre il visitare le maggiori attrazioni. Sono diventato un buongustaio del viaggio e ora cerco di alimentare i miei cinque sensi. Mi godo la bellezza della vita. Finché la mia salute mi assisterà non mi fermerò nel cercare nuovi entusiasmi. Sono curioso e ho i miei desideri di vita. Non me li lascerò sfuggire anche se talvolta non sono io a decidere per questi. Il mio trend dei nuovi giorni a venire sarà quello di coprire ogni mese dell'anno con viaggi itineranti o mirati. Una nuova spinta l'ho avuta nel viaggio sulle tracce di Salvador Dalì. Ho incominciato a gustarmi i piccoli piaceri della vita. Viaggio, mangio, scrivo, leggo, bevo, amo. Le belle cose della vita. E ancora sogno, sperimento, creo. Ogni giorno sarà un motivo per appassionarmi. E se la mia musa ispiratrice di questi ultimi due anni sta cercando in tutti i modi di annientare il mio entusiasmo, vorrà dire che lo cercherò attraverso la mia curiosità di sempre e la mia voglia di innamorarmi ancora. Io sono un sognatore. Non smetterò di certo ora. Come non smetterò di volare. Col volo di ritorno da Napoli ho raggiunto quota 250. Altro ironia della sorte … il mio primo volo fu un Napoli-Milano nel 1981 con Vito e altri due nostri amici  (Dario & Dario). Ho fatto gli ultimi 150 voli cento da settembre 2007 a dicembre 2013. Ora, ipotizzando (salute soldi tempo ecc.ecc.) una media di circa 25 voli l'anno, il traguardo che mi sono posto è di arrivare a quota 1000 e poi chiudere con i viaggi in aereo. Facendo i calcoli approssimativi quel giorno avrò, e questa è la mia speranza di vita, più o meno 82 anni. Il Nick ne ha 84 ed è così vispo di testa … ecco solo allora andrò a visitare la Sicilia (in treno) e la Sardegna (in nave) !!! Questa è la mia versione della relatività che va nella scia della citazione di Einstein che diceva : “ Tutto è relativo. Prendi un ultracentenario che rompe uno specchio: sarà ben lieto di sapere che ha ancora sette anni di disgrazie.” In più di una occasione la donna che mi ha seguito nei viaggi di coppia degli scorsi anni mi ha pronosticato una lunga vita. Voglio darle ragione, almeno in questo. E' mia la massima che dice … la vita non è fatta di soldi, ma del tempo che ci permette di spenderli !!! Quindi godetevi il tempo che avete, non sprecatelo.
Auguro a tutte le persone che mi stanno care e che mi vogliono bene un ennesimo anno di buona salute e il togliersi qualche sfizio all'insegna della loro gioia e della felicità, anche a chi per un verso o nell'altro non ha voluto dar credito al mio entusiasmo e ha preferito uscire dalla mia sfera di vita. Il mio pensiero finale va a Lucio e al mio essergli amico e a Veronica per le dolorose perdite familiari che li hanno colpiti.. Una dedica va anche a Roberto Ciotti il grande bluesman che proprio oggi è scomparso. La sua musica ha caratterizzato alcuni momenti della mia vita anche in viaggio e non posso che essergli grato di così belle emozioni. La sua musica non morirà mai.

Postfazione : Bacco, tabacco e Venere … 

"Venerem sine Libero et Cerere frigere" recita un proverbio latino. Traduzione : "Senza Bacco e Cerere, si raffredda Venere", dove questa triade indica che c'è un vero legame  tra vino, cibo e amore. Sono una parte essenziale delle gioie concesse all'uomo e la loro correlazione è fonte di godimento. Cercherò di prendere mia anche questa massima. 

Post's song : “Get Lucky“ performed by Daft Punk feat. Pharrell Williams

jeudi, décembre 26, 2013

Napule. Ce piace 'o presepe ! ('o babà tour)

Il taxi prenotatoci dalla conciergerie del Renaissance Hotel di Napoli è appena arrivato. E' la  Multipla della Fiat che ci riporterà all'aeroporto di Capodichino per il volo di rientro. Mentre attendo il resto del gruppo (Nick, Vito, Betty ed Edoardo) per caricare i bagagli, mi avventuro col taxista in una simpatica conversazione sugli stereotipi, sugli usi e costumi della città partenopea. 
Gli confido che Vito e io appena tocchiamo il suolo di Napoli ci sentiamo come a casa. Sarà la parte di noi che ci ha regalato mamma Pupella, figlia di una napoletana verace. Il taxista mi dice che “ … 'o sang nunn'è acqua … “ (il sangue non è acqua) e io un po' ne sono fiero. Il Natale a Napoli è un evento straordinario e il regalo più bello mi è stato fatto proprio vivendo questa esperienza. L'hotel Renaissance che ci ha ospitato ha una stupenda terrazza sul golfo col il Vesuvio in bella evidenza. Fare la prima colazione all'interno dii questa cornice sarà il giusto dare il  “la” alle giornate. Napoli è una città contraddittoria. Tutto è il contrario di tutto. Una città musicale con i suoni, le grida e i rumori di fondo che diventano una perfetta colonna sonora. Paradossalmente Napoli è una città felice. Qui è il regno della filosofia popolare; ogni persona che incontri ha i suoi aforismi di vita.. Durante un soggiorno di vacanza non puoi fare a meno di incappare in taxisti che durante i tragitti nella città ti regalano autentiche perle di saggezza o di camerieri che dispensano massime sulla sapienza del vivere. Tutto in virtù del “storta va, deritta vene” o del “basta che ce stà ' sole”; la vita continua sempre, non ci si ferma. Esattamente come al semaforo rosso che qui non è un divieto, non è un obbligo alla regola, è solo un consiglio, un aver prudenza. Come quando ti suggeriscono di prestare attenzione nei luoghi o nelle strade trafficate di persone. L'unico che in questo viaggio ha continuato a mettermi(ci) le mani nelle tasche è stato Vito forse per esorcizzare questa diceria quando abbiamo passeggiato per via S.Gregorio Armeno, la stradina brulicante del centro storico, impero dell'artigianato napoletano in materia di Natale. Ma prima di arrivare in questo regno ci siamo imbattuti nel “caos” di Via Toledo una delle arterie principali di Napoli che da Piazza Plebiscito arriva fino a Piazza Dante. E qui in Piazza Dante abbiamo vissuto la prima incredibile esperienza culinaria a pranzo varcando la soglia del “Leon d'Oro”, dove la cucina napoletana è DOC con  piatti semplici di matrice popolare. L'arte culinaria tradizionale è di altissimo livello e gli ingredienti di prima qualità fanno la differenza (vedi olio e pomodoro). Si comincia, aiutati dai consigli del giovane affabile cameriere Gaetano, con l'antipasto misto che riunisce insieme sfiziose fritturine della casa (piccoli calzoncelli di ricotta, crocché di patate, arancini di riso), un'impareggiabile parmigiana di melanzane (con un sublime sugo di condimento) e con le veraci zucchine alla scapece dove l'equilibrio tra l'agro e il dolce è assoluto. Si prosegue sempre sotto l'ala protettrice di Gaetano con una varietà di primi piatti di notevole fattura : penne alla genovese (cipolla e carne), la classica pasta e patate, gnocchi alla sorrentina e spaghetto 'a vongole impreziosito da pecorino e peperoncino. Il tutto è accompagnato da ottimo vino rosso locale e da pane fatto in casa. E poi il gran finale con i dessert della casa che variano dalle speciali graffette di patate, fritte girate nello zucchero servite bollenti prima del caffè alla classica profumata pastiera napoletana; ma il re dei dolci è il “grandissimo” babà con l'impeccabile equilibrio tra rhum e acqua ai fiori d'arancio. Il locale è semplice, stile trattoria con sprazzi di vita vissuta che fuoriescono dalle fotografie appese sui muri che ritraggono artisti che sono transitati da questo “paradiso”, Si riconoscono tanti volti noti che  vengono a mangiare perché penso si sentono come a casa. Anche noi abbiamo avuto la stessa sensazione. La proporzione qualità prezzo è assolutamente all'altezza. Che straordinario inizio di vacanza ! Ironia della sorte sulla qualità prezzo pensando al nostro anticipo di Natale (insieme all'altro mio fratello Roberto e famiglia) che era avvenuto una decina di giorni prima con un pranzo a Villa Crespi sul Lago d'Orta proprio con un cuoco pluristellato natio di queste parti Antonino Cannavacciuolo, al quale avevo regalato il mio piccolo gioiello grafico : la miniatura di Nutella. All'uscita del locale ancora felici e inebriati dal primo impatto con la gastronomia napoletana ci siamo diretti, nelle vicinanze, a visitare il Monastero di Santa Chiara. Addentratici nel chiostro principale, quello delle Clarisse, ci siamo trovati di fronte  il giardino decorato dalla preziose piastrelle in maiolica (riggiole) che ricoprono tutte le colonne e le sedute, un vero incanto d'insieme. Il giorno sta tramontando e la luce artificiale dei lampioni e delle luminarie diventerà il bellissimo sfondo alla camminata che ci porterà al top delle attrazioni di Natale : il mercatino formato dal susseguirsi delle botteghe artigianali che fanno vivere la tradizione presepiale di Napoli. Via San Gregorio Armeno : un autentico presepe nel presepe. Alle scultore canoniche di pastori e scenari si alternano le statuine originali con fattezze di personaggi storici (da Totò a Eduardo de Filippo via Maradona) e di attualità (dai giocatori del Napoli di oggi, allenatore compreso, a cantanti, attori, politici conosciuti fino ad arrivare a Papa Francesco, la star dell'anno). Come detto sopra … un presepe nel presepe. Un'atmosfera unica, un quadro d'autore vivente. Che giornata speciale, rovinata a cena, ma solo marginalmente, dalla prima prova pizza nello storico locale “Sorbillo”. Pizza senza anima che fuoriesce dal piatto, cotta male e con ingredienti non di qualità. Peccato. Nota positiva il prezzo : 3.30 euro. Il secondo giorno, la vigilia di Natale, si apre con la salita con la funicolare che ci porta al Vomero e dopo una camminata circondati da eleganti palazzi, raggiungiamo la Certosa di S.Martino uno dei maggiori complessi monumentali di Napoli. Bellissimo il trittico cortile, chiesa, chiostro al termine del quale un corridoio espositivo di carrozze antiche ci conduce alla bellissima terrazza sulla città e sul golfo con incredibili scorci sul Vesuvio quasi fossero dipinti nel cielo, stile trompe l'oil naturali. Di bell'effetto anche l'esposizione navale di due grandi lance reali a remi. La mattinata sta vivendo il massimo fulgore. Si ridiscende con la funicolare. Via Toledo, dalla parte opposta a quella percorsa nel giorno precedente, ci attende. Raggiungiamo in pochi assi la Galleria Umberto I, disegnata e costruita sulla falsariga di quella di Milano con una grande palla azzurra di Natale che fa da cornice all'atmosfera del Natale. All'uscita lo scorcio di Piazza del Plebiscito; la raggiungiamo per una foto d'autore (quella che Vito ha fatto a me …). Si sente l'odore del mare e l'occasione di pranzare in prossimità dello stesso è doverosa. Scendendo verso il litorale ci aspetta un panorama da cartolina col Vesuvio e con la visita alla fontana di Santa Lucia. La nostra passeggiata termina davanti alla vista dell'imponente castello sul mare il Castel dell’Ovo, in prossimità del quale, nel Borgo Marinaro, ci rifugiamo per mettere le gambe sotto il tavolo del ristorante Oste Pazzo. Buona cucina di mare con antipasti misti, pizza bufalina con pomodoro fresco da dividere insieme e primi piatti di pasta con sapore di mare. Paccheri allo scoglio, linguine ai ricci di mare e ai frutti di mare accompagnati da una spigola cucinata a regola d'arte. Quando la materia prima è così fresca tutto riesce così bene, così come l'accompagnamento del fresco vino bianco di colore intenso Falanghina leggermente frizzante. I deliziosi dessert a base di babà concludono l'ottimo pranzo. Nel tardo pomeriggio, dopo una sosta in hotel per rinfrescarci, facciamo un primo tentativo di raggiungere il Duomo di San Gennaro e decidiamo di prendere la metropolitana alla fermata Toledo. Si scendono le scale e ci si ritrova in un mondo incredibile. La metropolitana non funziona ma si può visitare la modernissima struttura che è annoverata nelle 10 più belle al mondo. Affascinante viaggio nel sotterraneo ispirato al mare azzurro con lunghissime scale mobili e passaggi d'autore. All'uscita dalla parte opposta ci ritroviamo in un altro mondo ancora, quello dei Quartieri Spagnoli. Nel discendere verso Via Toledo il via vai di motorini è stupefacente. Da soli, in due e addirittura in tre sulle piccole due ruote motorizzate. Il casco tenuto rigorosamente al braccio è come il semaforo rosso, un optional. Ritentiamo quindi la visita al Duomo di Napoli col taxi guidato modello Playstation. Il Duomo è chiuso e lo “prenoteremo” per il giorno di Natale. Il buio della sera ha preso il sopravvento. I ristoranti sono tutti chiusi (la cena della vigilia è di assoluto potere delle famiglie napoletane) e fortunatamente troviamo una charcuterie dove ci vendono sei mozzarelle di bufala (rubate a detta loro alla cena di famiglia) da un etto l'una che delizieranno il nostro palato nella sosta all'aperto sul piazzale adiacente il Monastero di Santa Chiara. Il Nick è stanco e vuole rientrare in hotel. Lo accompagniamo per poi tornare (Vito Betty Edoardo e io) sulla centralissima Via Toledo alla ricerca di una pizzeria per una seconda prova della regina della gastronomia napoletana. La troviamo in Piazza della Carità. “Anticipiamo” la prova ordinando una grande mozzarella di bufala di Battipaglia per preparare armoniosamente la bocca per affondare poi le nostre posate sulla tradizionale pizza margherita. Esame superato, anche se rimango ancora dell'idea che la vera pizza napoletana deve essere più piccola e col bordo più alto. La tazzulella 'e café non me la servono con la piccola aggiunta di latte : si rifiutano !!! Sta arrivando la mezzanotte. Passiamo a riprendere il Nick e tutti insieme andiamo alla messa di mezzanotte di Natale nella Chiesa di San Nicola alla Carità dove scenograficamente nel buio della sala scende la luminosa stella per che dà inizio alla cerimonia del Natale. Funzione d'atmosfera cantata e recitata. All'uscita si va a nanna … è Natale. Di mattina dobbiamo onorare la promessa del giorno prima. Visitiamo il Duomo, famoso per le reliquie di San Gennaro che in più occasioni nell'anno si liquefano. All'uscita chiediamo a un taxista di portarci a visitare la tomba del grande principe Antonio de Curtis, in arte Totò. Non pensavamo ci portasse proprio davanti alla cappella di famiglia direttamente col taxi :  grandi questi napoletani. Momento di emozione alla lettura de la “'A livella” incisa sul muro del monumento funerario. Chiediamo al taxista di indicarci anche quella di Nino Taranto. Ci accompagna e ci attende per il ritorno. Al taxista, ormai quasi di “famiglia”, chiediamo un ultimo favore : quello di portarci a Marechiaro per cercare un ristorante sul mare per il pranzo di Natale. Detto e fatto : sarà la Trattoria da Cicciotto a ospitarci. Adagiata sulle sponde di Marechiaro ci  appaga con una cucina di mare con antipasti capricciosi che vanno dalla grande mozzarella di bufala alla caprese all'insalata fredda di teneri calamari e polipo, dal merluzzo fritto al capitone in umido, dalla frittura di fiori di zucca fino ai gamberi avvolti da spaghetti fritti. Primo piatto per l'intera tavolata con linguine ai frutti di mare con cottura e condimento di gusto. Si termina col “solito” gioioso immancabile babà e con una fetta di delicata torta con crema di limone. Il caffé ? Anche qui senza il latte. Ma a me il gusto del caffè piace solo col latte !?!?!?!? Vabbè lo metterò nelle note negative … Nel mezzo del pranzo Cicciotto ci ha deliziato cantando arie di canzoni napoletane, tra le quali la commovente Malafemmina di Totò. Torniamo in hotel per una piccola pennichella. Al risveglio ci dirigiamo verso lo storico caffè Gambrinus di Piazza Plebiscito per l'irrinunciabile assaggio di babà qui  affiancato da una prova di zeppola. All'uscita una piccola sgambata su Via Chiara, a metà della quale si incrocia la targa che commemora la nascita nel 1889 della pizza margherita. Per la serata finale Vito aveva prenotato dei posti al Teatro Trianon per la rappresentazione di Peppe Barra della “Cantata dei Pastori”. Grandissimo artista che dispensa continue risate. “Piece” molto divertente. La vacanza di Natale è al termine. Tre giorni di sole mentre sull'Italia de Nord imperversava la tempesta. L'aereo di Santo Stefano ci riporterà a casa non dopo aver avuto attimi di tensione per la ricerca dei documenti di Betty ed Edoardo lasciati inspiegabilmente nella cassaforte della stanza in hotel. Una corsa contro il tempo con i taxi di Napoli ma sul life-motive del “tutto è bene quel che finisce bene”. Un Natale spettacolare. La città di Napoli e la sua atmosfera di Natale sono davvero uniche.  PS senza saperlo il giorno della vigilia camminando nel buio della sera ci siamo inoltrati vestiti elegantemente nel quartiere di Forcella, che ha una nomea decisamente non carina. Non ce ne siamo accorti e dire che ho anche acquistato due pacchetti di sigarette di contrabbando dalla marca improbabile !!! Ho letto proprio oggi che l'Università della Sapienza ha stilato un ritratto sulla qualità della vita nelle città italiane. Milano è meno sicura di Napoli. Chi l'avrebbe mai detto ? Io. 

Post's song : “Funiculì Funiculà“ by Repertorio Canzoni Napoletane

12/13

mardi, décembre 03, 2013

Den smukke oplevelse igennem en gastronomiske tour de force med Copenhagen Concepts

Ogni promessa è debito e così, dopo averne sancito il patto con Edoardo nella hall del Crowne Plaza Hotel di Londra nella nostra performance di fine ottobre, sono atterrato a Copenhagen con la gioia di onorarla. 
La mia promessa era quella di andarlo a trovare entro l'anno e la sua quella di “pagarmi” in questa occasione una cena in un ristorante giapponese del gruppo dove lui lavora. 
Primo secondo e terzo giorno di dicembre. Tre giorni insieme a Edoardo, il mio nipote prediletto, col quale da più di dieci anni condivido le stanze d'hotel  in tutti i viaggi insieme a Vito e Betty (Svezia, Francia, Danimarca, Irlanda, Portogallo, Spagna, Scozia, Olanda, Germania e Italia).. Questa volta è stato lui a ospitarmi nella sua stanza-casa nella città della Sirenetta e con lui ho dato vita a un tour de force enogastronomico di alto livello avventurandoci all'interno del Copenhagen Concepts di cui lui fa parte come cameriere nel centralissimo ristorante steak-house Mash. Un'esperienza molto particolare potutasi realizzare proprio per il fatto che Edoardo, essendone dipendente, ha lo sconto del 50%;  senza questo “piccolo” dettaglio difficilmente saremmo riusciti a portare a termine questa “escursione culinaria” in tre giorni consecutivi. Sono stati tre giorni speciali, all'interno dei quali ho anche conosciuto Maria la sua nuova fiamma danese che in più di un'occasione ci ha fatto compagnia. Oltre alle cene e ai pranzi del tour enogastronomico le giornate si sono susseguite camminando per la città che si era appena vestita di festa per il Natale imminente. Rivelazioni personali e sentimentali,, memorie di viaggi trascorsi e idee per quelli a venire, gioie e speranze per il futuro raccontate passo dopo passo negli itinerari quotidiani per le vie di Copenhagen. A dare il via a tutto ciò è stata la colorata snap (grappa) bevuta a pranzo al ristorante Told and Snaps che la serve accompagnando dei meravigliosi smorrebrods danesi. Lo smørrebrød (panino aperto), letteralmente pane e burro è la preparazione più diffusa a Copenaghen per una pausa pranzo gustosa. Nella gastronomia tradizionale danese, lo smørrebrød nella sua versione classica consiste in una fetta di pane di segale imburrata e usata come base per diverse guarnizioni. Tra le centinaia di varianti che vengono servite, classiche sono quelle con aringa, salmone, anguilla o maiale, condite con cipolle rosse o rafano e tutte rigorosamente accompagnate da birra o da snap (acquavite), nel nostro caso la seconda opzione. All'uscita dal locale, rimango sorpreso nel verificare che il ponte che dovrebbe collegare la zona centrale con quella del ristorante stellato Noma non è ancora terminato (l'appalto dice con ironia Edoardo è di un'impresa italiana). Siamo finalmente pronti per vivere l'evento del corteo dei folletti e di Babbo Natale che dal Nyhavn, attraversando tutto lo Stroget (la strada pedonale più lunga d'Europa), ci porterà alla Piazza del Municipio per l'accensione del grande albero natalizio. Il buio arriva presto e nel ritorno ci fermiamo nel mercatino di Natale costruito sulla falsariga di quelli austriaci di Vienna. Ad attenderci c'è Maria e insieme a lei beviamo del vino caldo speziato e assaggiamo le frittelle di mele preparate al momento. Dopo i convenevoli di presentazione le nostre strade si divideranno ma solo il tempo di arrivare alla cena dove Edoardo aveva prenotato al “Le Sommelier” ristorante brasserie di impronta francese che fa parte anch'esso del Copenhagen Concepts. Una visita a Le Sommelier significa cucina francese senza compromessi con una una vasta selezione di vini provenienti da tutto il mondo dettagliata da una lista enciclopedica. Cena a tre in un ambiente caldo, romantico, informale ma elegante al tempo stesso. Scelte francesi dall'antipasto al dolce annaffiate da un flute di champagne e da una bottiglia di  Pomerol Chateau de Sales del 2008 (bordeaux).. Ostriche, seppie, capesante, anatra, manzo e formaggi vari in successione fino ad arrivare alla goduria della delizia delle delizie dello straordinario dessert al cioccolato. Sei piccoli gioielli di cioccolato in sequenza paradisiaca. Nella mia valutazione vanno la lode e l'encomio per il dessert di cui sopra. La prima intensa giornata è terminata, e il tutto è suggellato da una sigaretta insieme (io non aspiro) passeggiando verso casa nell'illuminata Copenhagen notturna. Il secondo giorno si apre con la sbirciatina del design danese nello store del Norman Copenhagen, dove ho visto dei divani stupendi e con una lunga passeggiata che costeggia il laghetto e che ci porterà al cimitero dove è sepolto Hans Chrstian Andersen favolista nazionale. Un cimitero molto particolare, verde, conviviale dove i ragazzi si ritrovano d'estate per un picnic o per fumarsi qualcosa di buono. Decidiamo poi di vivere l'esperienza del parco giochi Tivoli vestito anch’esso a festa per l'occasione del Natale. Intervalliamo il giro delle bancarelle natalizie, un po' per il freddo e un po' per passare il tempo, con una sosta al Caffè Retrò, giusto il tempo per rientrare nel parco e assistere allo spettacolo delle luci sull'acqua. Ci avventuriamo anche in qualche attrazione di questo regno delle favole avendone acquistato il pass valido per tutte le attrazioni e non rinunciamo soprattutto a un paio di giri sul vecchio ottovolante (montagne russe). Di ritorno ci aspettano i negozi dello Stroget, ricchi di design e di atmosfera natalizia. E' arrivato il momento della “promessa” e ci dirigiamo verso l'Umami il ristorante giapponese con influenza francese sempre del gruppo del Copenhagen Concepts. Un aperitivo d'attesa e poi via col menù Omakase (お 任せ) termine giapponese che letteralmente significa "Lascio a voi" dove lo chef ha potere assoluto sul cammino culinario che si traduce in una gamma di sei piccole composizioni stravaganti a base di prodotti di stagione, del miglior pescato dal mare e delle specialità della casa. Pertanto è un menù pieno di sorprese, mix tra innovazione e tradizione in perfetta fusione che seduce con un gusto impareggiabile. A questo menù noi abbiamo aggiunto due piccole varianti : la prima in nome e per conto del nostro piatto preferito, il sashimi di salmone, e la seconda per una piccola tempura di gamberi. Arredamento e locali moderni, quasi futuristi. Ottimo il sake (freddo) che abbiamo sorseggiato nella successione dei delicati piatti. Maria ci ha raggiunto per il dessert finale con tanto di foto di gruppo con autoscatto. Al rientro nella stanza-bunker di Edoardo visione in streaming del film Turnè (regia di Salvatores con Abatantuono e Bentivoglio interpreti straordinari). Il perché della visione di questo film è dovuto a un omaggio alla mia prima impressione-espressione della stanza di Edoardo all'arrivo sul canovaccio del dialogo iniziale della pellicola nella quale Abatantuono salito sull'auto di Bentivoglio, guardando l'autoradio installata esclama : “chi te l'ha montata : un elettrauto sciita di Beirut”. Ecco la stanza di Edoardo al primo impatto sembrava una derivazione di un quartiere di Beirut dopo un'esplosione in stile air-bag. Scherzo naturalmente anche perché il soggiorno è stato caldo e accogliente. Ultimo giorno a Copenhagen, Ci aspetta il pranzo da Mash … finalmente sul luogo di lavoro di Edoardo. Ottimi antipasti (tartare di tonno e animelle di vitello leggermente fritte) e il piatto forte del locale : la carne alla griglia ! Scelta danese e americana perfettamente abbinata a due bicchieri di rossi stranieri, lo spagnolo Anima Negra e l'argentino Manos Negras. Ci raggiunge Maria per un assaggio di antipasto e per i saluti finali. Le nostre strade si divideranno alla fermata del metrò dove Maria scenderà per recarsi al lavoro, Noi proseguendo ci dirigeremo verso l'Università di Copenhagen dove Edoardo dovrà “sorbirsi” una lezione individuale di mezz'ora. L'Università è modernissima e tecnologica. Edoardo studia musicologia. Nella visita dei vari ambienti riusciamo anche a ritagliarci il nostro spazio in una sala prove accessoriata dove lui al pianoforte e io al basso ci autofilmiamo in una session sulle note di “Message in a bottle” dei Police. La vacanza ha il giusto termine. Saluto Edoardo all'Università e prendo la metropolitana che mi riporta all'aeroporto per il volo di rientro. E' stato un delizioso antipasto del Natale in tutti i sensi. Wonderful Copenhagen !!! 

PS grazie a Edoardo e a al suo caro amico Mischa per la consulenza sul titolo del post.

Post's song : “That’s all right mama“ performed by Roberto Ciotti

12/13