"Voyager vous laisse d'abord sans voix, avant de vous transformer en conteur."

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samedi, décembre 31, 2022

Natale itinerante nell'Italia Centrale

L’ultima “vacanza” dell’anno, sulla scia delle due precedenti, è stata un viaggio itinerante sul territorio dell’Italia Centrale sempre a bordo della Micra in compagnia di Betty Vito ed Edoardo. E’ iniziato tutto a Pàvana, sulle colline tra la Toscana e l’Emilia ed è terminato a Modena festeggiandolo con gnocco fritto, salumi e Lambrusco. Pavna e Mòdna, in dialetto scritto, sono le due località legate al cantautore e scrittore Francesco Guccini. La prima è dove ha trascorso la sua infanzia e dove vive tuttora, la seconda è dove è nato. Noi avevamo disegnato, fantasticando, un incontro col poeta “prestato alla musica” e, seguendo le orme dei Re Magi, siamo riusciti nell’intento portandogli in dono una bottiglia del suo vino preferito, il Gewürztraminer, e le mie miniature di Nutella per lui, per la moglie e per il suo nipotino. E’ bastato citofonare alla sua abitazione, attendere l’apertura del cancello, arrivare alla sua porta e accettare il suo invito a entrare in casa. La fortuna è stata dalla nostra parte e le fotografie di rito hanno testimoniato l’evento emozionante. Inizio elettrizzante di questo viaggio natalizio. Dopo la parentesi Pàvana, abbiamo deciso di dirigerci verso Lucca per concludere e gioire della giornata. L’impatto è stato sorprendente ed è facile restare affascinati da come questa città si sia conservata così bene nel tempo. Lucca è racchiusa all’interno di una cerchia muraria; si presenta come un piccolo scrigno, bisogna solo aprirlo e scoprirne i suoi tesori. Chiese, vicoli, torri, piccole piazze, campanili, botteghe artigianali dove prevalgono quelle con prodotti di pelletteria. Lucca è un concentrato di arte, storia e cultura dove la sua piazza simbolo, quella dell’Anfiteatro, per la sua singolare forma ellittica, ne diventa il suo ombelico. Sorta sulle rovine dell’antico teatro romano, oggi è completamente circondata da una schiera di case che le fanno da cornice. In serata, dopo aver vagato alla ricerca di angoli e vedute particolari, ci siamo fermati per cena a base di calde zuppe locali. Il mattino seguente dopo aver dato una “ripassata” di Lucca con la luce del giorno abbiamo proseguito per arrivare all’ora di pranzo a Badia al Pino in provincia di Arezzo dove ci attendevano i colleghi-amici di Edoardo della compagnia Butterfield and Robinson che opera nel settore delle vacanze attive itineranti di prestigio. Dopo le presentazioni e il pranzo insieme, la visita della loro struttura operante in Toscana ha suggellato l’incontro con i saluti e gli auguri in vista del Natale. La parte restante della seconda intensa giornata, tra uliveti e vigne, l’abbiamo trascorsa prima a Bagno Vignoni località ubicata nella splendida Val d’Orcia, famosa per la sua piazza principale che è una grande vasca termale e in seguito a Montepulciano in provincia di Siena, borgo medioevale arroccato su un colle dal quale la vista si perde tra le stupende colline toscane. Il centro storico si snoda lungo ripide stradine in salita che portano fino alla cima del borgo. Qui abbiamo consumato un’ottima cena annaffiata dal vino nobile di Montepulciano. Terzo giorno : la vigilia di Natale. Giornata all’insegna dell’emozione passando dalle rive del lago Trasimeno al bellissimo borgo umbro di Spello, dove abbiamo pranzato in modo eccelso con una scelta a base di baccalà (arrosto e in zuppa) e di gnocchi di patate al profumo di tartufo nero di Norcia. La distanza verso la nostra destinazione “principe” del Natale è di soli quindici minuti di strada. Assisi ci stava aspettando. Il tempo di riporre i nostri bagagli all’hotel da Angelo ci siamo diretti per la missione/sorpresa/incontro con Padre Mario, il nostro affettuoso pro-cugino francescano una vera istituzione ad Assisi. Il suo nuovo rifugio è alla Basilica di Santa Maria degli Angeli di Assisi, famosa per la “Porziuncola” la piccola chiesetta situata all’interno della stessa. La Porziuncola è annoverata tra i luoghi francescani più importanti: tra le sue  mura San Francesco comprese la sua vocazione, accolse Santa Chiara e i primi frati, e ricevette il cosiddetto Perdono di Assisi. Dopo aver cercato in ogni angolo della Basilica la minuta ma illuminante figura di "Mario", quasi fosse una caccia al tesoro, ecco finalmente l’incontro all’uscita della stessa. Mario è rimasto emozionalmente sorpreso della nostra venuta e noi abbiamo provato le sue stesse sensazioni raccontandocele poi a un tavolo all’aperto, visto il clima mite di questi tempi, davanti un aperitivo frizzante. Dopo esserci dati appuntamento con Mario per il pomeriggio del giorno di Natale noi abbiamo iniziato a vivere il “Natale” di Assisi con una doppia visita con le luci e le luminarie artificiali, prima e dopo la pizza della vigilia. Assisi a Natale si presenta e si veste di luce e di colore dove le rievocazioni della Natività sono le protagoniste con i presepi di tutti i generi. Bellissime le proiezioni artistiche sulle principali chiese di Assisi. Assisi ci è apparsa come un presepe naturale e il Natale qui si fa sentire in maniera importante e suggestiva. Le camminate del giorno si faranno sentire fino a notte inoltrata e il rientro in hotel sarà davvero ristoratore. Quarto giorno : è Natale. Dopo la prima colazione, immersi in una nebbia avvolgente, abbiamo fatto visita prima alla piccola chiesa di San Damiano e poi con un’ennesima camminata in salita ci siamo diretti verso la Rocca Maggiore che domina Assisi e la valle sottostante. Bellissimo lo scorcio sulla Basilica Superiore di San Francesco d’Assisi dove le istantanee fotografiche si moltiplicano. Si ritorna all’Hotel da Angelo per il pranzo di Natale tradizionale con specialità umbre e un graditissimo piatto di cappelletti in brodo di cappone che replicheremo in serata insieme a Mario dopo il pomeriggio trascorso al “suo” convento di Rivotorto costellato di racconti francescani intervallati da quelli familiari. Quinto giorno : Santo Stefano. Si parte in direzione della Piana di Castelluccio di Norcia, una piana meravigliosa che incanta la vista e richiama a paesaggi da cinema. Da ritornarci nel periodo della Fioritura (delle lenticchie), tra fine maggio e la metà di luglio, dove la magia prenderà maestosamente forma e visione. Uscendo dalla Piana si incontra il cartello del passaggio dall’Umbria alle Marche e noi ci prodigheremo per arrivare ad Ascoli Piceno per l’ora di pranzo. Durante il percorso transiteremo anche davanti a strutture letteralmente devastate come conseguenza dei terremoti passati. Eccoci ad Ascoli Piceno, novità per tutti. Passeremo per il salotto buono della Piazza del Popolo con il Palazzo dei Capitani del Popolo e poi ci perderemo tra i vicoli alla ricerca di una buona tavola per il pranzo di Santo Stefano. Vivremo una splendida pausa ristoratrice presso l’osteria “il Vinattiere” con un pasto a base di specialità marchigiane-abruzzesi di ottima qualità e gusto presentato e descritto in maniera eloquente dal proprietario Piero. Superbi anche i vini e l’olio della zona. All’uscita ci dirigeremo nella Piazza antistante la Cattedrale di Sant’Emidio per una un’occhiata finale della città. Non c’è sosta in questo viaggio emozionante in questa parte dell’Italia Centrale e quindi si riparte verso il mare adriatico. Con il mare sulla destra dei finestrini continuiamo il nostro viaggio in direzione Ravenna, altra novità per tutti. Ci arriveremo giusto in tempo per una passeggiata serale pre-cena. La città capitale dei mosaici ispirò il sommo Dante Alighieri durante gli ultimi anni di vita e lungo le vie del centro storico si succederanno le luminarie con i versi della Divina Commedia. Troveremo ristoro in serata per una cena all’enoteca Ca’ de Vèn nel cuore di Ravenna, in un palazzo quattrocentesco nei pressi della tomba di Dante e dei principali siti legati alla figura del Sommo Poeta. La Ca’ de Vèn costituisce un punto di ritrovo per ravennati e viaggiatori di passaggio, trasmettendo un fascino d’altri tempi e un atmosfera di convivialità. Dal menù sceglieremo : cappelletti ripieni di parmigiano in brodo di cappone, pappardelle ai funghi porcini, piadina allo squacquerone, cicoria ripassata, zuppa inglese e ciambella romagnola abbinati al Lambrusco di zona. Sesto giorno : il rientro. Come a Lucca rivedremo Ravenna con la luce del giorno. Decidiamo di dare lustro ai famosi mosaici bizantini. Vedremo quelli bellissimi delle Basiliche di Sant’Apollinare Nuovo e di San Vitale intervallandoli con una visita a un piccolo laboratorio  adiacente la nostra base al Palazzo Galletti Abbiosi, un tempo residenza di un Conte ravennate per poi diventare un orfanotrofio femminile che sarà infine convertito a hotel. La conclusione del nostro viaggio di Natale avverrà a Modena come citato a inizio racconto, davanti a un leggerissimo e squisito gnocco fritto. E’ stato un viaggio ricco di emozioni, di panorami, di racconti, davanti a primi piatti gustosi, eccellenze dello scenario gastronomico regionale italiano. Più che un racconto ho descritto questa vacanza con appunti di viaggio. Le emozioni che si vivono non sono facili da raccontare e scrivendo mancano tutte quelle sfumature, quei profumi, quelle sensazioni che si provano giorno dopo giorno. Si arriverà in un futuro prossimo ad avere un dispositivo con queste caratteristiche ? Chi vivrà vedrà.

Post's song : "Everyday I write the book" performed by Elvis Costello

12/22

mardi, octobre 26, 2021

Emozioni francescane

Padre Mario, ottant’anni appena compiuti, è una vera e propria istituzione francescana ad Assisi. E’ cugino di mamma Pupella e già in altre circostanze avevano avuto l’onore di avvalerci della sua immensa cultura riguardo la città del Santo della Pace. Visitare la Basilica con la sua supervisione è un regalo per pochi eletti e noi lo siamo stati. Lui non soltanto ha le chiavi di ogni porta segreta della Basilica ma lui stesso è la chiave per esplorare con esperienza e dedizione il mondo di San Francesco. Nelle ore trascorse insieme ci ha deliziato con pillole di saggezza e di sapienza; stargli accanto è stato un prezioso dono. Padre Mario, nelle nostre passeggiate nei pressi della duplice Basilica e nelle vie della città, ha dispensato parole confortanti a chi lo salutava, ha benedetto persone e rosari, ci ha fatto sentire le sue guardie del corpo speciali. Quanta tenerezza ma anche quanta energia nel suo corpo esile e “non più giovane” nutrito da una mente ancora lucida e sveglia. Sto scrivendo al plurale in questo post in quanto il viaggio è stato in compagnia di Vito e Betty. Un viaggio autunnale, con tempo meteo primaverile, sulla dorsale appenninica dello stivale italico. Soste culinarie, culturali e di piacere. E così dopo il pranzo ormai divenuto tradizione da Tony a Bologna (tortellini in brodo e tagliatelle al ragù), ci siamo diretti percorrendo le dolci colline del Chianti con la Nissan Micra di Vito a Figline Valdarno nella Tenuta Palagio di proprietà del cantante britannico Sting. Piacevole e interessante lo scambio di informazioni con l’addetta al bancone dello “shop farm” dove sono in vendita vini, olio e altri prodotti del suo territorio; ci siamo ripromessi di ritornare per una sosta ristoratrice in primavera. Proseguendo siamo poi arrivati ad Arezzo ed è stata una piacevolissima sorpresa, una novità assoluta per tutti e tre. Lasciati i nostri bagagli all’Hotel Continentale abbiamo dato una prima occhiata al centro storico per poi ripeterla l’indomani con la luce del giorno. Nel bel mezzo dello spazio-tempo delle due occhiate, una cena dove ci hanno letteralmente coccolato, con un servizio impeccabile, al Ristorante Lancia D’Oro nell’incantevole Piazza Grande. Un vino rosso del Chianti a km zero e un filetto di manzo di carne chianina con ristretto di Brunello e cascata di fagioli zolfini sono state le nostre scelte. Noi abbiamo pranzato all’interno, arredato in stile provenzale, affacciati alla piazza ma molti astanti erano seduti ai tavoli sotto i portici (logge del Vasari). Le luci della sera unite alle architetture della città hanno reso il tutto speciale e suggestivo. Il giorno dopo all’ora di pranzo siamo arrivati ad Assisi dove ci aspettava Padre Mario e da quel momento siamo entrati nel mondo di San Francesco come riportato a inizio racconto. Per concludere “francescanamente” questo lungo weekend, giusto il tempo di una pausa relax domenicale, mi sono recato insieme al cugino Giacomo all’Osteria Francescana a Modena dal pluristellato chef Massimo Bottura, per un tavolo per due prenotato da mesi. Altra promessa mantenuta. Almeno un giorno nella vita bisogna provare qualcosa di esageratamente fuori dalla quotidianità; l’eccezione alla regola fa pensare a molte cose. 12 meravigliose portate, personale omaggio di chef Bottura a una generazione di cuochi che ha cambiato l’Italia dal punto di vista gastronomico, abbinate a ottimi vini. Durante il pranzo  lo chef è venuto anche al nostro tavolo e gli ho consegnato le mie creature miniature della Nutella col suo nome e cognome con tanto di gioiose fotografie a testimonianza. Emilia, Toscana e Umbria, tre regioni bellissime dell’Italia, tre regioni confinanti l’una con l’altra, con identità diverse ma unite nello spirito di cordialità, cultura e buona cucina. Il pretesto è stato l’incontro con Padre Mario, promessogli da tempo e su questo motivo speciale abbiamo elaborato un lungo weekend per poter respirare, anche solo per poche ore, l’atmosfera di questi splendidi territori dell’Italia centrale.
 

Post's song : "EAA" performed by Edoardo Bennato

10/21

samedi, janvier 01, 2011

Open for the holidays

Per me non esiste un solo Natale o un solo fine/inizio Anno. Questo post è un piccolo resoconto di questo periodo dell’anno nel quale ho messo insieme le tavolate, le passeggiate, i brindisi con parenti e amici attraverso un itinerario italiano che si è srotolato da Cermenate fino ad Assisi, passando da Gubbio, Gorgonzola, Bologna e Modena. Le mie “festività invernali” sono un perfetto amalgama “family-friendly“, talvolta con vera difficoltà a scinderlo. Voglio bene alla mia famiglia ma anche ai miei amici. Riuscirò un giorno incredibilmente a unirli tutti attorno a una lunga tavolata ? L’unica soluzione sarebbe un secondo matrimonio … Ho iniziato questo periodo di feste il 21 dicembre con la cena a casa del mio amico Lucio per il consueto scambio di regali “ a prezzo fisso convenuto” e con la nostra partita a “scala 40” che contraddistingue il dopo cena di tutti i nostri incontri (21 dicembre). Il giorno dopo (22 dicembre) ho partecipato alla ormai tradizionale cena natalizia a casa di Patrizia e Umberto insieme al loro figlio Daniele e all’amico Luca. Ed eccoci finalmente al Natale, quello tradizionale, che ho trascorso ad Assisi con il Nick, Vito, Betty ed Edoardo. Sistemati i bagagli e i pacchetti di Natale nella stanza dell’agriturismo “Country House Il Roseto” che ci ha ospitato ad Assisi ci siamo diretti nel buio invernal-pomeridiano verso le porte del Convento di Rivotorto che è stato inserito dall’UNESCO nell’anno 2000 fra i Monumenti “Patrimonio dell’Umanità” e dove ad attenderci c’era Padre Mario che subito ci ha guidato nei segreti dell’ordine francescano. Al rientro all’agriturismo ci aspettavano prima la cena della vigilia (24 dicembre) e a seguire, con il ritorno al Convento di Rivotorto, la Messa di Natale. Un Natale suggestivo soprattutto per l’incontro con Padre Mario Lionetti, cugino della mia mamma, che “opera” da quasi dieci anni al Convento di Rivotorto, alle pendici di Assisi. Il Natale ha assunto un significato davvero profondo, perché l’incontro con Padre Mario ha sempre un valore spirituale; le sue parole sono un continuo stimolo alla meditazione. La mattina di Natale (25 dicembre) Padre Mario ci ho portato alla volta della Basilica di San Francesco di Assisi (Superiore e Inferiore) aprendoci tutte quelle porte che il normale turista non può oltrepassare, quasi fossimo sul set del remake del film “In nome della rosa”. Poi, come tutte le pause di lavorazione sul set, ci siamo seduti tutti insieme attorno al tavolo rotondo, magistralmente addobbato dal patron Massimo del “Roseto”, per il pranzo di Natale nella vera tradizione umbra. Menù superlativo con trionfo di tutta la materia prima della zona sia nel mangiare (tartufo e porcini) che nel bere (vino rosso da favola). Dopo una breve pennichella susseguente il pranzo di Natale abbiamo effettuato una breve visita alla Basilica Papale di S.Maria degli Angeli costruita intorno la famosa Porziuncola dove San Francesco vi sostava per pregare e dove morì nel 1226. Nel dopocena per smaltire le calorie guadagnate con i menù dei due giorni (vale anche la splendida sosta del pranzo della vigilia all’Osteria del Teatro di S.Piero in Bagno) insieme a Vito Betty ed Edoardo ci siamo cimentati in una passeggiata notturna ricca di fascino, non solo religioso, sull’asse della strada mattonata che collega la Basilica di S.Maria degli Angeli con quella di Assisi. Questa strada è storicamente il percorso degli itinerari francescani e mette in relazione fra loro i due massimi luoghi di devozione del Santo (le due Basiliche), unendoli in un unico tragitto di pellegrinaggio. La mattina di Santo Stefano (26 dicembre) dopo un breve saluto con i parenti romani della mia mamma (sua cugina Tina e famiglia) ci siamo diretti a Gubbio dove abbiamo tranquillamente passeggiato tra i monumenti della città. Nei giorni seguenti il Natale eccomi prima a casa di Flo, Leo e Stefano insieme a Cinzia, Patrizia, Luca, Umberto e Daniele (29 dicembre) e poi di nuovo a casa di Patrizia, Daniele e Umberto insieme a Luca per il brindisi anticipato per noi “che siamo sempre avanti” (30 dicembre). L’ultimo giorno dell’anno sono partito alla volta di Bologna con Betty e Vito a Bologna per vedere all’opera l’amico Stefano Bicocchi (in arte “Vito”) nella sua piece teatrale “Se perdo te 2“. La visita pomeridiana antecedente lo spettacolo mi ha fatto apprezzare la bellissima Bologna che non vedevo da tempo. Bologna dalle sue molteplici definizioni : Bologna la Dotta, Bologna la Grassa, Bologna la Rossa. Appellativi con cui si suole definire la città che derivano dall'antico studio, dalla cucina e dal colore dei mattoni con cui sono costruiti i suoi palazzi. Aggiungerei senza ombra di dubbio quello che forse maggiormente la caratterizza: Bologna dei Portici. Non sottovaluterei anche quella gastronomica e quindi ecco che non posso far mancare la Bologna dei tortellini (rigorosamente in brodo). In merito ai portici, Bologna può vantare quello più lungo del mondo che ho percorso in qualche breve tratto il primo giorno di questo nuovo anno 2011 in compagnia di Betty e Vito; ben 3 chilometri e 796 metri che vanno da Porta Saragozza fino al santuario dedicato alla Madonna di San Luca eretto sul Colle della Guardia. Insieme a Vito ci siamo ripromessi di percorrerla tutta alla prima occasione (magari in concomitanza di altro spettacolo del grandissimo “Vito); primo giorno dell’anno nel quale ci siamo fermati per un pranzo ben augurante a base di zampone, lenticchie e Lambrusco, nella città di Modena simbolo per eccellenza di questo piatto. Piatto che dovrebbe portare, secondo tradizione, tanti bei soldini (prendendo così alla lettera anche l’sms di inizio anno del buon Andrea Fantonelli).

Post's song : "Angels from the realms of glory" performed by Annie Lennox
Periodo : dicembre 2010 - gennaio 2011

lundi, septembre 24, 2007

Cartoline d'Italia

Settembre. Meraviglioso settembre.
Sarà perchè è il mese in cui sono nato ma scegliere di fare una piccola vacanza tour proprio in questo periodo è impagabile. Tempo stupendo e come potete constatare dalle cartoline collage locations superlative. Sono partito il giorno del mio compleanno con treno Eurostar con prima destinazione Roma. Prima di addentrarmi nella descrizione dei vari soggiorni spendo qualche riga a favore del mezzo di trasporto treno : niente code, niente bagaglio da pesare, niente liquidi da tenere a parte e ben in vista, niente posti a sedere piccoli o stretti, niente cinture, niente spiegazioni pre-partenza, niente attese almeno per le cinque tratte che hanno contraddistinto il viaggio. Nonostante abbia già superato da poco la soglia dei 100 voli nella mia vita, ho deciso di festeggiare il mio ennesimo compleanno e i giorni seguenti con un viaggio itinerante in treno alla volta di quattro fra le più belle città d'arte della nostra penisola : Roma, Assisi e dintorni, Firenze e Venezia. Arte e non solo come scoprirete. Sono stato turista un po' straniero in terra natia, un englishman (o forse per gli accenti sentiti durante le varie visite ... an american man) in Italy. Roma mi ha di nuovo stregato. E' fantastica a mio modesto parere, che per altro condivido direbbe il buon Bergonzoni. C'è la storia del mondo, anche se poi sogno di vivere a Parigi la mia vera città. Sono partito nel primo pomeriggio da Piazza S.Pietro : dopo aver consegnato i nuovi documenti al Papa (vedi foto a destra il suo benvenuto al mio arrivo), entrato in Brasile nella sua recente visita senza il passaporto, sono ritornato all'ora del tramonto per visitare le Tombe dei Papi e la Basilica internamente. Con camminata svelta e decisa, ho visto in circa 5 ore quasi quanto il turista medio lo fa in più giorni : oltre alla Basilica di S.Pietro, Castel S.Angelo, Piazza Navona, Pantheon, Montecitorio, Piazza Colonna (M.Aurelio), Via Condotti, Piazza di Spagna, Fontana di Trevi, Piazza Venezia, Vittoriano e Altare della Patria (Monumento al Milite Ignoto), Colosseo, Fori Imperiali, Bocca della Verità, Piazza del Popolo, Via del Corso e Via Veneto in notturna. Che dire ? Eterna è il suo aggettivo doc e in effetti tornandoci dopo molti anni non ha perso il suo incredibile fascino ... e non lo perderà mai. Le altre volte il mio soggiorno a Roma era durato una settimana, il tempo perfetto per visitarla bene, ma anche in poche ore e di corsa si respira esattamente l'atmosfera di quello che ti aspetti da questa sublime città. Sarebbero troppi gli aggettivi per accostarla. La sera, per concludere la degna visita e per festeggiare il mio compleanno, cena alla Trattoria da Antonio dietro Montecitorio con menù classico romano a base di spaghetti alla carbonara (ottimi e abbondanti) e costolette d'abbacchio con patate (più che tipici) il tutto innaffiato da un ottimo vino bianco della casa de li Castelli. Dopocena a rivedere la Fontana di Trevi sempre affollata di turisti e immortalata a più non posso dai flash delle fotocamere digitali. La mattina seguente, dopo aver inzuppato l'ottimo cornetto (maritozzo) in un buon cappuccio in una pasticceria vicina alla Stazione Termini, risalita verso Assisi con treno regionale. Alla stazione della città francescana ad attendermi ... un vero padre francescano ... Padre Mario Lionetti, cugino della mia mamma (vedi foto a destra il suo benvenuto al mio arrivo) che con la sua Fiat Panda Young azzurro-verde mi ha condotto verso il convento presso il quale lui opera e dove io avrei soggiornato : si tratta del Convento Santuario di Rivotorto con all'interno il Sacro Tugurio luogo dove S. Francesco dimorò con alcuni discepoli, all’epoca semplice capanno abbandonato con il tetto di frasche, usato come riparo provvisorio dai contadini.. Qui S. Francesco sperimentò i primi elementi di vita in fraternità, alla base della Regola dell’Ordine Francescano. Le giornate passate in compagnia di Padre Mario si sono rivelate di alta intensità sia spirituale che morale : ho vissuto francescanamente quei momenti, pranzando e pregando in compagnia degli altri Padri presenti in convento tra i quali il Superiore, l'Economo e un Padre cinese che a breve andrà a Roma per missione "di stato". Padre Mario è una persona stupenda, unica, intelligente, simpatica al quale ho posto mille domande e di contro ho detto la mia su varie questioni di vita. Padre Mario mi ha preso per mano e mi ha fatto visitare la Basilica di S.Francesco (Superiore e Inferiore) ad Assisi come nessun turista, nessun pellegrino, nessun viaggiatore potrebbe fare. Quanti episodi, quante storie, quanti sorprendenti aneddoti. Padre Mario ha la chiave passepartout del mondo francescano. Prima di assistere alla messa che lui stesso doveva officiare (era la sua settimana) abbiamo fatto una scappata all'Eremo delle Carceri dove San Francesco ed i suoi seguaci vi si "carceravano" nella solitudine e nel silenzio per dedicarsi alla contemplazione e alla preghiera, in posizione invidiabile verso il Monte Subasio. La sera Padre Mario e io abbiamo cenato in un ristorante del posto con un antipasto enorme e delizioso che ha sostituito l'intero pasto. Un buon bicchiere di vino rosso della zona ci ha permesso di arrivare felicemente al riposo notturno in convento non prima di aver visto dalla Rocca sopra Assisi l'intero panorama luccicante. Dopo aver dormito in convento nella stanza numero 27 (ero l'unico ospite oltre ai Padri Francescani) e letto il librettino sulla Regola Prima di San Francesco donatomi da Padre Mario, il mattino seguente abbiamo proseguito con la visita alla Cattedrale Duomo di S.Rufino, alla Basilica di Santa Chiara, alla Chiesa Convento di San Damiano dove San Francesco sentì parlare il crocefisso tappa fondamentale nel suo cammino religioso e infine alla Basilica di Santa Maria degli Angeli con la cappella della Porziuncola dove S.Francesco morì : racconti su racconti, visioni speciali. In pratica ho fatto le stesse soste del Papa durante la sua visita da queste parti il 17/6/2007. Una veloce fuga a Spello a pochi km. da Rivortorto per ammirare un affresco del Pinturicchio nella chiesa maggiore ma soprattutto il pranzare con una focaccia farcita di mortadella sulla panchina della piazzetta. Il mio soggiorno in Assisi e dintorni era giunto al termine. Sono stato bene e sono stato veramente felice per la visita decisa all'ultimo minuto. Sono momenti che resteranno indelebili nella mia mente e che soprattutto mi hanno facilitato a rilassarmi quanto meno psicologicamente. Un'esperienza unica che lascia il segno. Grazie Padre Mario ... di cuore. Il treno regionale che mi portava a Firenze nel primo pomeriggio non solo mi ha permesso di riguardare con gioia tutte le foto scattate a Rivotorto e Assisi ma mi fatto riflettere su molte cose. Il tempo meteorologico si manteneva eccezionale con sole, cielo terso e aria fresca, mentre quello dell'orologio trascorreva veloce. Eccomi a Firenze, il tempo di depositare il piccolo bagaglio in hotel e via verso il Duomo, Battistero e Torre. Tutte e tre molto imponenti nell'architettura d'insieme della città. Da lì una bella camminata fino alla Piazza della Signoria prima (con il David di Donatello in bella mostra insieme a tutte le altre innumerevoli statue fiorentine della piazza) e al Ponte Vecchio poi. Bellissimi panorami sull'Arno a seguire. Rientro in hotel per prendere il maglioncino della sera ed eccomi a cenare in un ristorante con veranda veramente da consigliare : il Caminetto (proprio dietro al Duomo). Shopping serale con acquisto di maglietta DOC del Chianti Classico, passeggiata lungarno e di nuovo a vedere i famosi monumenti illuminati. La mattina seguente un altro treno, questa volta l'ottimo Eurostar, mi portava a Venezia dove sono arrivato intorno a mezzogiorno. Uscito dalla stazione eccomi nella corrente di turisti che sciama chi in direzione Rialto e chi in direzione S.Marco. Io ho optato per la seconda tenendomi la visione del ponte di Rialto e relativa passeggiata per la parte finale del viaggio. Arrivato in San Marco dopo un susseguirsi di sali e scendi dai canali che si incrociano a ogni giro d'angolo, ho cercato immediatamente la visione dell'Isola di San Giorgio Maggiore per ricordarmi di quando sono andato a Cardiff a vedere "la fotografia al tramonto della stessa" dipinta in modo straordinario da Claude Monet. Il ponte dei Sospiri è lì vicino e scattata la fotografia di rito di nuovo di corsa verso Rialto. Il mio viaggio si è concluso lì e durante il tragitto in treno (Eurostar) che mi riportava a casa ho pensato di quanto affascinante è ogni tanto rispolverare la visita di queste uniche città che tutto il mondo ci invidia e che il nostro paese ha in eredità eterna. Meraviglioso settembre meraviglioso soggiorno meravigliose città.

Colgo l'occasione per ringraziare tutti quelli che mi hanno festeggiato via SMS o telefonicamente il 18 di settembre : Sarah anche quest'anno per prima seguita in una manciata di secondi da Luca che in genere se ne dimentica e poi Cinzia (anche lei nata il 18/9), Francesca, Roberto, Donatella, Vito, Gabriel, Lucio, Anna, Nick, Claudio "Claude", Antonia e Bobo, (B)Umby, Sara la mia parrucchiera (anche lei nata il 18/9 e in attesa di due gemelli), Clara, Betty, Steffe, Patty, Rita Russo, Flo, Daniela, Giacomo, Melvin, Gigliola, Edoardo, Rita, Irenina, Antonietta, Lucia, Tizy da Formentera via Daniela, Lele Cappe, Graziella e Michelino, Monica, Momon, Lilly, Deborah (anche lei nata il 18/9), Antonio Mafrica, Ivano, Cristina, Cinzia, Manu Vitagliani e Luca Balan allo scadere del giorno ma pur sempre in tempo. Padre Mario me li aveva fatti in anticipo di un giorno durante la telefonata che annunziava il mio arrivo. Insomma una bella schiera anche quest'anno, qualcuno in più e qualcuno in meno dell'anno precedente (vedi post di Madrid). Milva che durante l'anno si ricorda di chiamarmi tutti i venerdì per augurar"ci" un buon weekend si è dimenticata. Eppure sa che ci tengo ... Che dire ? Mi pagherà almeno un paio di cene ...

Post's song : "Back to life" performed by Giovanni Allevi
9/7