"Voyager vous laisse d'abord sans voix, avant de vous transformer en conteur."

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samedi, décembre 28, 2024

Natel n'cumpagnij

Dopo una Pasqua a New York nel 1989 e un Thanksgiving a Chicago nel 2007, eccomi alle prese con un Natale nel sud d'Italia, in parte americano grazie alla presenza di Melanie, la ragazza di Edoardo, nativa di Long Island nello stato di New York. Chissà magari un giorno festeggeremo le festività natalizie proprio negli Stati Uniti all’insegna del “Christmas with the yours and Easter what you want” di maccheronica traduzione citato nella canzone di Elio e Le Storie Tese. Oltre a Melanie la compagnia cui ho fatto riferimento nel titolo del racconto è stata composta da Edoardo, Betty, Vito e io. Partenza ancor prima dell’alba nel giorno dell’antivigilia per il volo mattiniero da Orio al Serio in direzione dell’aeroporto di Pescara. Volo di soli cinquanta minuti, ma molto turbolento per via del forte vento in prossimità dell’atterraggio. Sani e salvi e con la consegna di una Volkswagen T-Cross nera  presa a noleggio (noi volevamo una Peugeot 208 color senape), abbiamo dato inizio a questa settimana “lavorativa” dal lunedì al venerdì attraverso il passaggio di tre regioni che si affacciano sul Mar Adriatico, l’Abruzzo, il Molise e la Puglia. Prima tappa : Termoli nel Molise. La località e la regione italiana erano per tutti un’autentica novità. Il tempo meteo non è stato dalla nostra parte in questo primo giorno, ma nonostante il vento forte, la pioggia, il nevischio e la temperatura bassa siamo riusciti a mettere nel nostro carnet un assaggio piacevole della città. Ad arricchire questo inizio viaggio sono stati però un arcobaleno sul lungomare e un pranzo sorprendente al ristorante Sottovento basato su una cucina semplice, con prodotti di qualità elaborati con innovazione e inventiva rispettando la tradizione culinaria molisana. Antipasto in condivisione con un piatto di polpette rosse cacio e ova con l’aggiunta del tonno, in abbinamento con bicchieri di Malvasia del Moline per un brindisi benaugurante. A seguire una pasta mista con cozze, fagioli borlotti, spuma di gorgonzola dolce e polvere di pomodoro e una chitarrina (pasta locale simile agli spaghetti) alle vongole, prezzemolo e zest al limone. Conclusione per il terzo atto di questa sinfonia enogastronomica con un tiramisù e una millefoglie scomposta corredata dal tris finale di amari locali. Gli inizi dei nostri viaggi in ambito culinario sono sempre sfolgoranti. Sarà per la novità, sarà per l’emozione, sarà perché, in questo caso, nel sud d’Italia la cucina regionale è di un livello superiore per qualità e varietà. Con tanto ben di Dio in corpo riprendiamo il nostro itinerario, come da programma, in direzione della città di Bari dove avevamo prenotato una favolosa casa in pieno centro. Lasciati i piccoli bagagli (borse trolley e zaini) nel rispetto delle normative dei viaggi Ryanair ci siamo subito inoltrati nel quartiere di San Nicola, altrimenti detto Bari Vecchia. Italo Calvino descrisse il mondo attorno all'antico San Nicola come "… un formicaio ebbro di vitalità. con vecchi cortili che sembrano stanze e con vecchie cappelle come magazzini …". Col preannunciarsi della sera, la luce “giallo oro” che filtra nel cuore dei vicoli regala un’atmosfera senza tempo, dove passato e presente si mischiano per dare vita a un presepe urbano vivente. E’ uno spettacolo che incanta sempre e così tra locali e negozi storici ci imbattiamo nella rosticceria “da Zazzà”, dove tra panzerotti classici, riso patate cozze e braciola (involtino) di cavallino col sugo di pomodoro ci siamo subito immersi nella gastronomia tradizionale pugliese. E’ facile accettare i consigli allettanti di chi cucina queste prelibatezze e così è stato per gran parte delle pause ristoro dell’intero viaggio. Infinito ed emozionante questo primo giorno di vacanza suggellato dalla visione a casa di un classico della cinematografia natalizia, il film “National Lampoon's Christmas Vacation” con Chevy Chase e famiglia. Il secondo giorno, quello della vigilia, lo abbiamo iniziato dirigendoci verso il porto vecchio dove purtroppo, causa tempo avverso, non c’è stata la “rappresentazione” dei pescatori che puliscono i frutti di mare o sbattono i polipi per offrirne poi un assaggio ai turisti di passaggio. Decidiamo quindi di rivedere la Bari Vecchia del giorno precedente questa volta con la luce del giorno. L’appetito incombe su di noi e cosa c’è di meglio per spezzare la mattinata di una bella fetta di focaccia barese (fcazz) fragrante e profumata da condividere ? La proveremo nel locale storico “Panificio Fiore”. Olio, pomodorini tagliati, olive intere e origano rendono questa delizia un’autentica eccellenza dello “street food” pugliese insieme al panzerotto classico. Due pietanze semplici con un gusto incredibile. Le mangeresti tutti i giorni, a tutte le ore compresa la colazione del mattino. Ma noi siamo già arrivati all’ora di pranzo e scegliamo di provare le orecchiette al ristorante “La locanda dell’elfo”. Le orecchiette (pasta tradizionale locale) è un’altra indiscutibile gemma preziosa della cucina pugliese e noi le gusteremo nelle due versioni classiche, quelle con le cime di rape e quelle al sugo di pomodoro con l’involtino (“brasciola” di cavallino) dove la scarpetta di pane è un atto doveroso. Ogni volta penso al turista straniero che assaggia per la prima volta il tesoro della cucina tradizionale e regionale italiana e di quanto siamo fortunati noi ed essere ancora sorpresi di tanto gusto. Anche per Melanie è la stessa cosa in quanto vive in Italia da tanti anni, ma è sempre bello vedere il nostro stupore di fronte a tanta ricchezza del cibo e naturalmente del bere il buon vino. Si intravedono i primi raggi di sole all’orizzonte e così dopo pranzo riprendiamo il cammino sulla Muraglia della Bari Vecchia. Torneremo a casa nel tardo pomeriggio per un po’ di relax e seduti sulle comode poltrone dei due divani vedremo altri due altri film cult di Natale, “Una poltrona per due” con Dan Aykroid e Eddy Murphie e quello di animazione con il “Canto di Natale di Topolino”. La nostra cena della vigilia sarà a base di panzerotti e focaccia barese prenotati in corsa al Panificio “La Pupetta”. Terminato lo spuntino, con la temperatura meteo è ancora bassa, ci incammineremo avvolti nei nostri caldi piumini in direzione Bari Vecchia per la messa di mezzanotte nella Basilica di San Nicola, il clou del nostro programma della vigilia di Natale. Missione compiuta con tanto di “musica di sottofondo” per gli immancabili botti e spari nelle vicinanze. Siamo così arrivati al giorno di Natale. La pioggerellina ci accompagnerà in questo inizio di giornata. Una scappata e fuga a Polignano a Mare era nel nostro programma, per far vedere a Melanie il centro storico di case bianche posizionate su una suggestiva scogliera e per immortalarci tutti insieme per un autoscatto con lo sfondo della statua dedicata a Domenico Modugno. La scultura è un abbraccio del grande Mimmo al suo paese d’origine; la statua è infatti rivolta verso il borgo con le braccia aperte come intento a intonare la famosa “Nel blu dipinto di blu”, nota anche come “Volare”, brano con cui raggiunse un successo planetario. E’ arrivata l’ora di risalire la costa per dirigerci a Molfetta dove avevamo prenotato il pranzo di Natale, tutto a base di pesce, nel ristorante “I due Foscari”. Nel tardo pomeriggio saluteremo lo skyline di Molfetta illuminato dalla luce di un tramonto con nuvole rosa nel cielo azzurro e proseguiremo lungo la strada costiera verso Vieste. Vedremo Vieste con il buio della sera e poi il giorno seguente finalmente con il sole del mattino. Vieste per la sua posizione è un ottimo punto di partenza per scoprire la meravigliosa terra del Gargano. Ammireremo il centro storico, un borgo antico con le sue caratteristiche viuzze irregolari e le piazzette/belvedere (aperte alla vista del mare) con viste sul Faro, sul Castello, sulla Cattedrale e sulla spiaggia dove c’è il Pizzomunno. Il Pizzomunno è un imponente monolite in pietra calcarea alto 25 metri ed è situato all’inizio della spiaggia a sud del centro abitato; è diventato il simbolo stesso della cittadina garganica e osservarlo da vicino è davvero impressionante. Al Pizzomunno sono legate alcune leggende tra le quali quella di Pizzomunno e Cristalda, due giovani innamorati. La leggenda del bianco monolite è anche rappresentata sui gradini della “scalinata dell’amore, con parte del testo della canzone “La leggenda di Cristalda e Pizzomunno” presentata alcuni anni fa al Festival di Sanremo da Max Gazzè. Alla scalinata hanno legato anche un significato simbolico e magico : si dice che percorrendola insieme alla persona amata si rimarrà uniti per sempre. Edoardo e Melanie hanno tenuto fede a questa leggenda e noi li abbiamo fotografati per l’occasione. Si riparte con il sole pieno in direzione Monte Sant’Angelo per arrivarci all’ora di pranzo e mettere le gambe sotto il tavolo della “Osteria del corso”, un tipico ristorante con una cucina sana e genuina che rispecchia le antiche tradizioni. Il dopo pranzo lo abbiamo speso per visitare Monte Sant’Angelo. Il borgo situato nella parte sud del Gargano, a circa 800 metri di quota ed è noto soprattutto per il Santuario di San Michele Arcangelo, patrimonio Unesco. Oltre al santuario sono degne di nota le bianche case a schiera, con tetto a spiovente. Il Santuario è un luogo di culto antichissimo legato alle apparizioni dell’arcangelo Michele. San Michele, venerato anche tra gli ebrei e i musulmani, è il simbolo della lotta del bene contro il male. La Basilica, luogo mistico, è disposta su due livelli, quello superiore e quello inferiore. Il livello superiore include il portale romanico e il campanile, mentre il livello inferiore invece include la grotta, che si può raggiungere direttamente tramite la scalinata angioina, un museo devozionale e delle cripte. La parte più misteriosa del Santuario è proprio la grotta, dove la tradizione vuole sia apparso l’arcangelo Michele. Nonostante i secoli, l’atmosfera del luogo mantiene ancora la sua forza e la sua sacralità. Anche oggi il Santuario di San Michele Arcangelo continua a essere un luogo di grande importanza spirituale e culturale, un’esperienza unica da non perdere. Il Santuario fa parte della “sacra linea di San Michele”, talvolta nota come “spada di San Michele”, una linea immaginaria che collegherebbe 7 dei principali luoghi di culto dedicati a San Michele Arcangelo in Europa e in Terra Santa. La “sacra linea di San Michele” passa per lo Skellig Michael in Irlanda, il St Michel's Mount in Cornovaglia, le Mont Saint Michel in Bretagna, La Sacra di San Michele in Piemonte, il Santuario di San Michele in Puglia, il monastero di San Michele Arcangelo a Panormitis in Grecia e il Monastero di Stella Maris sul Monte Carmelo a Haifa in Israele. L’appuntamento per l’ultima notte e l’ultimo giorno di vacanza ci porterà a Vasto in Abruzzo. Prima di sederci al tavolo del ristorante il “Posticino” daremo una veloce "infarinatura" serale della cittadina. Nonostante il pranzo sostanzioso di Monte Sant’Angelo, la voglia di provare i veri arrosticini d’Abruzzo era così tanta che non potevamo esimerci dal testarli sul posto. Gli arrosticini sono vanto e patrimonio della gastronomia abruzzese, sono una vera prelibatezza. Originariamente noti come “rustell’, rustelle o arrustelle", gli arrosticini sono formati da pezzetti di carne di forma cubica, dello spessore di circa un centimetro per lato, infilati su uno spiedino di legno lungo al massimo venti centimetri. I classici sono preparati con carne di pecora o castrato. Gli ultimi arrivati sono gli arrosticini di fegato di vitello, in cui ogni pezzettino è intervallato da una fettina di cipolla. Noi li abbiamo provati entrambi abbinandoli al pane bruschettato (tostato e spennellato di olio di oliva extravergine) : una vera delizia. L’indomani abbiamo visitato con calma, con la luce del giorno e con il sole accecante, la città di Vasto. Affacciata su quello che viene chiamato il Golfo d’Oro, un’estesa baia a forma di mezzaluna, è uno dei luoghi più caratteristici dell’Abruzzo. E' una storica e affascinante città che si trova nella parte meridionale dell’Abruzzo al confine con la regione Molise. Oltre al suo splendido centro storico che sorge su un promontorio dal quale si può godere di un meraviglioso belvedere, Vasto è famosa come località marittima in virtù delle sue bellissime spiagge e alla presenza della suggestiva Costa dei Trabocchi. I trabocchi, o trabucchi, sono una testimonianza del passato, delle tradizioni e di un'antica civiltà legata al mare. Si tratta di palafitte usate dai pescatori che si possono vedere lungo la costa dell'Abruzzo, sul Mare Adriatico. Noi abbiamo visto da vicino quello di Trave, adiacente la statua della Bagnante, o come la chiamano molti vastesi “la sirenetta”, un monumento dedicato alla bellezza femminile, che si erge elegante ed imponente su di uno scoglio a dominare il golfo di Vasto. Vasto ci ha regalato anche l’ultimo pranzo prima del rientro per festeggiare la bellissima vacanza natalizia. Pallotte (polpette) cacio e ova, cozze ripiene alla vastese, spaghetti alla chitarra nella versione al sugo di carne e allo scoglio, e arrosticini classici sono state le nostre scelte al tavolo preparato sulla veranda della “Trattoria Toscana” (nonostante il nome è una vera cucina abruzzese doc). Nel dopo pranzo percorreremo l’ultimo tratto di litorale per arrivare all’Aeroporto internazionale d’Abruzzo di Pescara per il volo di rientro, non prima di ammirare, all’ora del tramonto, la sagoma della Bella Addormentata visibile a occhio nudo, lungo il profilo della Majella. La Bella Addormentata è il profilo di una donna che guarda il mare che si sviluppa lungo il massiccio montuoso della Majella, con tante storie di credenze popolari. E’ stata una vera vacanza di famiglia per festeggiare il Santo Natale : cinque gli interpreti (Betty Vito Edoardo Melanie e il sottoscritto), quattro le stagioni che hanno contrassegnato il tempo meteorologico, tre le regioni del Sud d’Italia attraversate, due i voli che hanno azzerato la distanza da casa e una è stata la gioia di vivere tante emozioni di viaggio. Un grazie a tutti per la buona riuscita dell’evento, in particolare a Melanie che ha saputo integrarsi facilmente nel gruppo e che ci ha regalato nel finale di viaggio una piccola storia in rima che leggerete qui di seguito. 


“Vi racconto la storia di una splendida vacanza,

cinque giorni saporiti come il miglior fritto di paranza.

Vito, Betty, Lele, Edo, viaggiatori professionali,

hanno preso un’americana proprio sotto le loro ali.

Abbiamo visto film, monti, spiagge e chiese

e pure assaggiato l’arrosticino abruzzese.

E quante cose buone poi che abbiamo mangiato,

tra orecchiette, cime di rapa e un panzerotto infuocato.

A Lele tante foto e a Betty tante stelle,

a Vito le avventure di Cenerina e Cofelle.

Ricordatevi che tutto è cominciato con gli arcobaleni,

una promessa dal cielo alla terra di stare più sereni.

Se incontri pioggia, vento, nevischio o nuvoloni,

il sole brilla sempre nelle belle emozioni.

Non potrò mai esprimere quanto vi voglio ringraziare,

per questi giorni magici e un bellissimo Natale.”


Post's song : "Have yourself a merry little Christmas" performed by Ella Fitzgerald


12/24

mercredi, décembre 27, 2023

I panzerotti di Natale

A distanza di cinque anni, rieccoci per questo Natale nel Sud d’Italia. Allora c’era anche il nostro Nick il “filantropo” di famiglia. Questo Natale è stato un vero e proprio omaggio ai miei splendidi genitori. Il Nick era nato a Bari ed è proprio nel capoluogo pugliese che abbiamo scelto la base della nostra prima notte. “Nostra” perché a condividere insieme a me questa piccola splendida vacanza c’erano anche Vito, Betty ed Edoardo. Il tempo giusto di lasciare i nostri effetti personali nello splendido B&B che Vito aveva prenotato vicino alla Cattedrale di San Sabino e abbiamo dato inizio al tour all’inseguimento dei “panzerotti perduti” in tutti questi anni, da quando la mamma non c’è più. Il ricordo di quelli che ci faceva mamma Pupella si è scatenato al primo morso di questa meraviglia gastronomica, tipica dello street food barese, alla panetteria “La Pupetta”. Per chi non lo sapesse il panzerotto, a forma di mezzaluna, è un piccolo calzone fritto fatto con l’impasto della pizza e riempito con mozzarella e sugo di pomodoro nella versione tradizionale. Mamma Pupella era bravissima nel prepararli, leggeri e deliziosi. Ne gustavamo in gran quantità e addirittura li mangiavamo anche freddi il giorno dopo. Sì perché il panzerotto va mangiato bollente e ci sono delle tecniche per evitare di scottarsi e di sporcarsi. Il siparietto sulla tecnica di consumarlo è nato proprio dopo il primo morso di Vito che si è sporcato il maglione. Vista la bontà ne abbiamo preso subito un altro e in serata abbiamo replicato lo stesso numero in una friggitoria nella Bari Vecchia con una “birretta” fresca come giusto abbinamento per tradizione. Alla fine della vacanza saranno sette i panzerotti degustati e tutti e sette ci hanno ricordato il sapore delle serate in casa col fritto che inondava meravigliosamente locali e indumenti. In questa vacanza natalizia abbiamo finalmente visitato con tranquillità e bel tempo le splendide città della Puglia e della Basilicata. La prima intensa giornata a Bari l’abbiamo trascorsa ripassando il “passato” immergendoci nella parte vecchia. I vicoli erano stati allestiti con tavoli dove erano presenti per la vendita le orecchiette nelle varie forme, i taralli nelle tante versioni e le “carteddate” (piccoli dolcetti tipici del Natale), il tutto preparato dalle donne di casa locali. Immancabili la visita alla Basilica di San Nicola e la degustazione di un piatto di orecchiette con una purea di cime di rape  accompagnate da un rosso amabile. Nel pomeriggio per rilassarci dalle camminate per la città siamo andati al cinema a vedere l’ultima straordinaria opera di Woody Allen “Un colpo di fortuna” girata a Parigi. Inizio  vacanza col botto ( … e col panzerotto). Il giorno dopo la destinazione principe era Matera. Sulla strada abbiamo fatto una piccola sosta culinaria ad Altamura per assaggiare il famoso pane, con un piatto di capocollo, sfornato dall’Antico Forno di Santa Caterina (anno 1391). Eccoci a Matera, finalmente tutta a nostra disposizione. Alloggio in un incredibile “affittacamere” praticamente sul Duomo con una vista sui “Sassi” da togliere il fiato. I Sassi di Matera sono due quartieri di Matera, Sasso Caveoso e Sasso Barisano, formati da edifici e architetture rupestri scavati nella roccia della Murgia materana e costituiscono il centro storico dichiarato patrimonio dell’Umanità Unesco nel 1993. Un autentico presepe e visto il periodo di visita direi la perfetta location.  Matera è stata anche l’occasione per conoscere Cristina, l'amica di Edoardo che lavora in un hotel scavato nella roccia, con camere allestite in grandi grotte. Suggestivo ai massimi livelli e con un’atmosfera che riporta al passato. A proposito di “passato” la mia citazione di questo viaggio per via di molte circostanze di vita è stata “il futuro è il passato”. Bisogna tornare indietro, dare meno credito alle nuove tecnologie e ai nuovi comportamenti di vita. E’ l’unica via di uscita per non farsi prendere e soggiogare dalla superficialità e dalla sottocultura. Tornando al presente eccoci tutti e cinque (si è unita a noi Cristina) seduti al tavolo all’aperto sulla terrazza panoramica del ristorante Conzato. Qui ci hanno coccolati e deliziati con prelibatezze tipiche lucane, passando dai peperoni cruschi all’insalata di pane, dalle fave e cicoria alla salsiccia zampina, dai salami tipici ai dolcetti della tradizione. Due bottiglie di Primitivo Doc hanno accompagnato il tutto prima del rituale brindisi con l’amaro Lucano. Che dire ? Straordinario pranzo con i racconti e i consigli di Gaetano sulle note dei piatti preparati da Nicola. Non sembra nemmeno Natale viste le temperature. Il locale è un posto incantevole da tornarci e ritornarci, cosa tra l’altro che faremo nell’ultimo giorno qualche ora prima del rientro. Il pomeriggio è stata una passeggiata a perderci nei vicoli dei Sassi di Matera, mentre la serata si è conclusa all’Osteria Malatesta, seppur “pieni” del pasto di mezzogiorno, con il contorno di un duo jazz con cover di canzoni di Natale. Da tornarci a stomaco vuoto perché i piatti che “giravano” davano l’idea di una buona cucina locale. Il giorno dopo, salutata temporaneamente Cristina e sempre baciati dal sole e dalla splendida temperatura, abbiamo raggiunto dapprima il Parco Regionale della Murgia  delle chiese rupestri con splendido affaccio sullo skyline di Matera  e poi siamo partiti alla volta di Taranto dove siamo arrivati per l’ora di pranzo. Pranzo a base di pesce alla Trattoria della Zia Franca. nel cuore della Taranto Vecchia. Fantastici anticipasti a base di impepata di cozze “settembrine”, di insalata di polipo, di un piccolo fritto misto e di coccioli di mare (murici). A seguire due primi piatti tipici della cucina tarantina, i cavatelli e i tubettini con cozze e vongole. Il pane caldo (il migliore di questo viaggio) ha fatto sì che ogni piatto è stato concluso con una “scarpetta” di una bontà indescrivibile. Rapporto qualità-prezzo davvero unico. Il post pranzo lo abbiamo consumato nel vedere alcune attrazioni di Taranto, dal famoso ponte girevole al Castello Aragonese, dalle colonne doriche al Palazzo del Governo con un’architettura di “regime”. Lasciata Taranto all’ora del buio subito dopo il tramonto ci siamo diretti alle Tenute “Al Bano" Carrisi di proprietà del cantante dove Vito aveva prenotato per la terza notte. Il luogo è incredibile, una masseria immersa tra uliveti e vigneti, un autentico villaggio resort completo di tutto. Il tempo di una perlustrazione di orientamento nella tenuta e siamo pronti alla cena al ristorante Don Carmelo per una grigliata di carne anticipata da polpettine di manzo al sugo e da un carpaccio di angus. SI prosegue nel giorno della vigilia per il sud ionico del Salento transitando attraverso due cittadine di mare. La prima è stata Gallipoli girandola a piedi costeggiando le mura panoramiche affacciate sul mare e inoltrandoci nel suo centro storico. Qui abbiamo assaggiato la “puccia salentina” (pane tipico) farcita di pomodorini e mozzarella. La seconda è stata Santa Maria di Leuca dove l’Ionio incontra l’Adriatico, per un pranzo a base di pesce (alici fritte e un primo piatto fatto con pasta locale, le sagne ritorte con gamberi e cozze) annaffiate da un bianco fresco frizzante della casa. I panorami lungo la strada per Lecce (notte della vigilia) saranno bellissimi e vedremo in sequenza gli scorci di Tricase e Santa Cesarea Terme. Proseguiamo verso Lecce. Arriveremo nel tardo pomeriggio, con tanto di luminarie e di canti natalizi in Piazza Duomo, e il mattino seguente godendo delle decorazioni del riconoscibile “barocco” leccese e con i colori dei suoi edifici che vanno dal bianco al giallo ambrato. La sera della vigilia, per restare leggeri, un panzerotto mozzarella pomodoro (qui si chiama calzone) e un pasticciotto, dolce della zona fatto con pasta frolla e farcito con crema pasticcera e una punta di amarena, hanno certificato le tradizioni culinarie della Puglia e del Salento. Finalmente è arrivato il giorno di Natale. L’appuntamento clou è per il pranzo a Martano al Ristorante Armonia del Sapore dove opera lo chef Roberto Cornacchia, amico di Edoardo, conosciuto durante il suo lavoro stagionale con la Butterfield & Robinson. La Butterfield & Robinson si occupa di viaggi con pacchetti con tour a piedi e in bicicletta con sistemazioni di lusso ed esperienze enogastronomiche. Prima di arrivare a Martano ci siamo concessi una bellissima sosta a Otranto addentrandoci nei suggestivi vicoli del centro storico nel borgo che prima degli altri vede il sole tutte le mattine, essendo il punto più a est dello stivale italiano. E’ veramente molto bella, circondata dalla sue mura e affacciata sul bellissimo mare del Salento. Il pranzo di Natale è stato all’altezza del suo chef cui ho regalato, commissionatami da Edoardo, la mia Nutella nel formato classico da 450 gr. Come si conclude una bellissima vacanza in Puglia ? Dormendo in trullo, questa è la risposta. Ci ha pensato Vito prenotando in corsa a Locorotondo. Trullo formato da tre coni con tutto l’occorrente per star bene, dalla bottiglia di vino rosso come benvenuto, alla dotazione di prodotti dolciari per la prima colazione. Per chi non lo conoscesse il trullo è un tipo di costruzione conica in pietra tradizionale della Puglia (vedi Alberobello). In serata abbiamo visitato la cittadina di Locorotondo, a un chilometro e mezzo dal trullo, con le tradizionali luminarie del Natale, con le luci e gli addobbi che creano una magia unica e inimitabile in un’atmosfera di incanto nel “borgo delle meraviglie”. I “due” panzerotti a testa seduti all’aperto hanno festosamente suggellato la giornata di Natale. Sarà invece il pranzo di Santo Stefano a Matera a regalarci l’ultima “chicca” al ristorante Conzato per festeggiare la vacanza con un menù “veloce” a base di involtino al sugo di pomodoro (in pugliese si chiama braciola) e una zuppa lucana (fagioli, funghi e salsiccia con crostoni di pane tostato) il tutto annaffiato da un vino rosso della Basilicata (moro) lo Spaccasassi con un blend straordinario di vitigni : Cabernet, Merlot e Primitivo. Matera ci ha stregato e abbiamo salutato Edoardo che sarà ospite fino ai primi giorni del nuovo anno in compagnia di Cristina. E ora via verso l’aeroporto di Bari con la “nostra” Panda color cemento per il volo di ritorno, la vacanza è terminata. Una vacanza, per chi ha letto fino in fondo questo racconto, all’insegna delle bellezze di questa parte d’Italia in perfetto connubio con le delizie dell’enogastronomia locale. Più che un racconto di viaggio ho scritto una recensione su ciò che abbiamo mangiato e bevuto, ma tant'è. Avevo messo in preventivo almeno due chilogrammi in più per il mio peso e invece la bilancia mi ha premiato con solo 200 grammi. Questa è vita. Visitare la Puglia con un tempo meteo primaverile significa ammirare i suoi paesaggi nel massimo del loro splendore e della loro bellezza. Il cuore del Salento, tra terra e mare, regala autentiche perle tra i profumi delle distese di uliveti, di vigneti, e di quelli dell’aria salmastra provenienti dalle rive che lo bagnano. Il ritorno in queste terre è doveroso.

Post's song : " Viva la mama " performed by Edoardo Bennato

12/23

jeudi, décembre 27, 2018

La "felicità" del bianco Natale in Puglia

Bianco Natale in Puglia, come da richiesta esplicita del Nick durante la degenza ospedaliera di fine maggio.. Era bastato l’input del “Cavaliere” che Vito si era messo in moto per organizzare al meglio i giorni da trascorrere nel periodo natalizio. E il tutto, ora che si è ultimato, è andato oltre le aspettative nonostante le “stravaganze” del capostipite stanco per gli acciacchi dovuti all’età. Mete prestabilite e mete in corso d’opera, locations spettacolari e locations storiche, il tutto condito da un’enogastronomia tipica e rivisitata. Cos’altro di meglio ? Un altro Natale trascorso insieme al gruppo storico, quello di Copenhagen, della Toscana, di Napoli e di Roma. Il Nick, il Vito, la Betty, Edoardo e il sottoscritto. Affiatati nelle scelte e negli orari, sfrecciando per le strade di Puglia costeggiando il mare con la Kia Carens presa a noleggio all’aeroporto di Brindisi. Natale in famiglia nella terra di famiglia da parte paterna. Bianco Natale non per la neve ma per via del colore delle abitazioni dipinte di calce di alcune meravigliose località che abbiamo visitato, in primo luogo quella che ci ha ospitato nelle prime due notti, Ostuni. Ostuni è stata un’autentica sorpresa e dalla terrazza del Relais dove abbiamo soggiornato si poteva ammirarne lo splendore nella sua interezza. Ostuni è in provincia di Brindisi ed è caratterizzata da un labirinto di stradine e vicoletti che abbiamo percorso su due “ape-car”  (piccolo veicolo a tre ruote) sulla stregua di quelli a noi familiari dell’Isola d’Ischia. Un “tour” divertente e istruttivo grazie a due giovani intraprendenti guide. L’ape-car, viste le sue piccole dimensioni, si infilava facilmente in ciascuna strettoia svelando ogni angolo nascosto del borgo della città antica. Costruzioni spesso scavate nella roccia, unite da archi o semiarchi di sostegno, palazzi signorili, portoni colorati a seconda dell’attività del padrone di casa e chiese, come la splendida cattedrale con un rosone stupendo, con il loro color ocra dorato da far contraltare all'abbagliante luminosità delle semplici abitazioni bianche. Dopo il bianco di Ostuni, come da programma, sarà la volta del giallo-beige di Lecce. Lasciata l’auto appena fuori Porta Napoli ci siamo immersi alla scoperta del prestigioso patrimonio artistico della gemma del Salento, la culla del barocco. Lecce è elegante e a misura d’uomo. Camminando sulla lunga via Palmieri è tutto un susseguirsi di splendidi palazzi fino ad arrivare alla Piazza Sacra che racchiude il Palazzo Vescovile, il Campanile e il Duomo, edifici realizzati in pietra leccese secondo i canoni artistici del periodo barocco. Percorrendo poi via Vittorio Emanuele siamo giunti in Piazza Sant’Oronzo, dedicata al patrono della città e all’adiacente Teatro romano, specifico dell’arte romana. L’ora di pranzo è perfetta per provare due piatti della tradizione salentina : ciceri e tria (ceci e pasta cotta e fritta) e il pasticciotto nella versione torta (guscio di pasta frolla farcito con golosa crema pasticcera). Nel ritorno a piedi verso Porta Napoli la mia fedele Canon Ixus 275 HS in un ardito autoscatto per immortalare Vito, Edoardo e il sottoscritto in versione musicanti … ci ha lasciato le penne. Il Cavaliere ha provveduto prontamente a finanziare l’acquisto, sempre devoto alla Canon, di una economica sorella minore in variante “rossa” in attesa di una mia scelta futura e ponderata su Amazon. Le prime nuove istantanee ci immortaleranno nel centro storico di Otranto e al tramonto con lo sfondo del Faro di Palascia, il lembo di terra salentina che rappresenta il punto più a est d’Italia. Domani è un altro giorno, domani è la vigilia di Natale, la destinazione è Bari. Lasciamo definitivamente il Relais e la “cartolina” panorama a tutte le ore di Ostuni e risaliamo costeggiando il mare. Vedremo da fuori l’esclusivo Borgo Egnazia, caro alla cantante Madonna, e ci sorprenderemo durante la prima sosta nell’affascinante borgo marinaro di Monopoli. Il pittoresco porticciolo, punteggiato da tante barchette colorate, è costeggiato da palazzine storiche semplici interrotte dall’eleganza di una abitazione in stile veneziano con un loggiato bianco ad archi. Si supera la “porta dell’antico porto” e si entra nel centro storico dove attendendo un buon caffè fermeremo il momento con una immagine del gruppo seduto sulle scale in un cortile che ricordava quello già vissuto nelle nostre escursioni nelle Cicladi. Si risale ancora verso Polignano a Mare che si eleva sull'orlo di una scogliera. La statua di Domenico Modugno ci accoglie a braccia aperte il tempo esatto per mettere le gambe sotto il tavolo sulla terrazza a picco sul mare del panoramico ristorante “il Bastione” dall’atmosfera elegante con piatti gourmet di pesce. Ultimo felice “sforzo” e saremo finalmente a Bari, alloggiati come due anni fa al Palace Hotel. Sistemiamo nelle camere i nostri cinque trolley, tutti di colore diverso, e in taxi ci facciamo portare alla Basilica di San Nicola, quasi come un sopralluogo prima della messa di mezzanotte per venerare il Santo. Nel ritorno a piedi in albergo transiteremo per l’affascinante città vecchia dove ci sembrerà di far parte di un Presepe vivente. Buffet in hotel, riunione in camera davanti al televisore e poi di nuovo in taxi (andata e ritorno) per la messa di mezzanotte nella Basilica. Funzione accompagnata, nei primi venti minuti, da una colonna sonora di fuochi d’’artificio e botti liberi in puro stile Beirut. 
E’ Natale ! Il giorno di Natale scopriremo un altro gioiello di questa meravigliosa terra di Puglia. E’ Trani. Affacciata su di un suggestivo porto e dominata dallo scenario mozzafiato del suo simbolo più emblematico, quello della splendida slanciata Cattedrale romanica. Fotografie a più riprese anche grazie a un cielo aiutato dal vento con mille nuvole di passaggio. Vito aveva prenotato un tavolo per il pranzo di Natale al ristorante Le Lampare al Fortino. Un luogo che racconta una lunga storia per riportare allo splendore un’opera sacra, la ex Chiesa di S. Antuono, e il fortino a essa inglobata. Menù alla carta all’altezza della meravigliosa location. Scelta più che azzeccata. Nel ritorno a Bari sarò io stesso a guidare la Kia Carens per dare un po’ di “fiato” a Vito che ha macinato chilometri su chilometri per tutti i nostri spostamenti di questo tour pugliese. Il giorno di Santo Stefano ci riserverà l’ennesima sorpresa come fosse un regalo aggiunto al Natale. Bagagli in auto in attesa del volo di rientro a casa da Brindisi in serata e di nuovo si costeggia il litorale riscendendo verso il sud. Ci fermiamo di nuovo a Polignano a Mare per deliziare i nostri occhi dalle terrazze a strapiombo sul mare. L’ultima sosta sarà per il pranzo nella Tenuta Carrisi nel verde della campagna di Cellino San Marco. La Tenuta è di proprietà del “maestro” Al Bano, il celebre cantante pugliese. La Tenuta (hotel, ristorante, spa, enoteca) è nel cuore del Salento ed è stata costruita come un borgo antico tra boschi, vigneti e uliveti, a pochi km dal mare. A fine pasto, come annunciatoci da Elsa (collaboratrice del Ristorante Don Carmelo), il “maestro” è venuto a salutarci al nostro tavolo. Fotografie di rito, racconti di musica e di vita e scambio di auguri per le festività. Il nostro “tour” pugliese si è concluso con la piccola ciliegina sulla torta. Un plauso all’organizzatore Vito, dove tutti abbiamo avuto un ruolo importante e insieme abbiamo goduto delle bellezze di una terra meravigliosa.

Post's song : "Felicità" performed by Al Bano & Romina
12/18

vendredi, décembre 30, 2016

La "reunion" di Natale a Bari

Dopo tre anni consecutivi nella cornice dello splendido Natale napoletano insieme al Nick, Vito, Betty ed Edoardo quest’anno abbiamo deciso di addentrarci nelle radici della nostra famiglia paterna. Sempre al Sud ma questa volta non sulla sponda tirrenica ma su quella adriatica : destinazione Bari e luoghi circostanti. Vito aveva preparato un itinerario meraviglioso, una assoluta novità per noi figli che in questa terra c’eravamo stati solo una volta nell’ormai lontano 1970. A questa “bellissima” novità si è aggiunta quasi all’ultima ora anche quella “inconsueta” della richiesta di trascorrere il Natale insieme a noi da parte dell’altro mio fratello Roberto, con la moglie Rita, il nipote Daniel e la fidanzata di quest’ultimo Valentina. Erano più di trent’anni che non si verificava questo evento in quanto Roberto ha sempre festeggiato il Natale in Liguria con la famiglia di Rita. In pratica quest’anno c’è stata una “reunion” familiare straordinaria e visto il numero dei participanti (9) abbiamo dovuto modificare leggermente il programma per adeguarci ai ritmi di tutti. Noi, il gruppo storico, siamo arrivati nel primo pomeriggio dell’antivigilia di Natale a Bari e nell’attesa del ricongiungimento, in tarda serata, con il secondo drappello, su richiesta esplicita del comandante Nick, abbiamo cercato la casa dove lui aveva visto la luce in Via Quintino Sella nel 1929. Salendo e risalendo la strada il Nick cercava di ricordarsi la facciata, il portone, un piccolo cortile ma non c’è stato niente da fare, non si ritrovava. Abbiamo girovagato fino all’ora del tramonto puntando poi verso il centro storico ed entrando nello straordinario mondo della Bari Vecchia dove, sotto la meravigliosa illuminazione giallo-oro dei lampioni, si vive la vera essenza della città. Abbiamo conosciuto alcuni abitanti dei bassi, le tipiche piccole abitazioni di uno o due vani poste al piano terra con l'accesso diretto sulla strada e con loro abbiamo conversato felicemente sul Natale e sulle tradizioni. Dalla donna seduta su una seggiola sull’uscio di casa mentre preparava le “carteddate” (dolce tipico pugliese a base di vin cotto) al “poeta”, con tanto di libro nascosto nel giubbino, che raccontava alcuni aneddoti della Bari Vecchia. Sembrava di essere entrati in un mondo diverso, quasi un presepe vivente visto l’avvicinarsi del Natale. E’ stata un’esperienza meravigliosa. Nei bassi si intravedevano le tavole con le orecchiette preparate per i giorni di festa e così veniva ancor più esaltata la tradizione di questo cuore pulsante di Bari. Continuando a camminare, passando gli archi e imboccando le vecchie viuzze, si arriva prima alla Cattedrale di San Sabino e poi alla Basilica di San Nicola, luoghi mistici, bellissimi nell’architettura d’interno. Il Natale è cominciato. L’atmosfera è entusiasmante. L’indomani tutto il gruppo Bottalico’s si è messo in moto con il sole forte e con le due station wagons prese a noleggio all’aeroporto di Bari Palese. Destinazioni della vigilia di Natale : Alberobello e Matera. Un’oretta di bellissime strade che costeggiano distese di uliveti e masserie da film ed eccoci tutti insieme ad Alberobello, l’incantevole cittadina della provincia di Bari celebre per le sue caratteristiche abitazioni chiamate “trulli” (case costruite con pietre di origine calcarea con tetti a forma di cono e pinnacoli decorativi) patrimonio dell'Umanità dell’UNESCO. Una passeggiata in mezzo ai trulli nei vari rioni è di un’autentica bellezza. E dentro alcuni trulli ci sono negozietti artigianali che propongono prodotti della zona e che spaziano dalle ceramiche pugliesi ai liquori tipici, dalle bottiglie d’olio ai famosi fischietti di Alberobello, fatti di coccio, colorati e di innumerevoli forme. La corsa all’ultimo regalo di Natale diventa quasi frenetica. Il tempo scorre veloce e dobbiamo arrivare fino a Matera con un’altra ora di macchina per il pranzo della vigilia di Natale prenotato in un’Osteria (dei Sassi) con preparazioni di piatti gourmet rielaborati con materia prima della Basilicata. Ottima scelta con una cucina mista tra tradizione e innovazione creativa. Matera è famosa in tutto il mondo per i suoi “sassi”, il nucleo urbano originario, sviluppatosi a partire dalle grotte naturali scavate nella roccia e successivamente modellate in strutture più complesse all’interno di due grandi anfiteatri naturali che sono il Sasso Caveoso e il Sasso Barisano. Il pranzo si è prolungato fino al tardo pomeriggio e quindi siamo riusciti a vedere questo presepe vivente di città con le luci del passaggio dal tramonto alla sera. Si resta affascinati dalla visione d’insieme. Matera è una città tra le più antiche del mondo e meriterebbe una visita almeno di un weekend. CI dovrò ritornare e l’idea è veramente allettante. All’ora di cena si rientra alla base del Palace Hotel di Bari per un breve riposo nelle camere. Spendiamo poi l’attesa della messa di mezzanotte di Natale tutti insieme intorno al lungo tavolo del Palace Café per un ricco buffet e per un autoscatto a immortalare l’evento. Si avvicina la mezzanotte e ci incamminiamo in gruppo verso la Basilica di San Nicola. Il tempo di riempire la “nostra” panca in mezzo alla Basilica del Santo Patrono di Bari che dall’esterno si sentono i fragorosi martellanti fuochi d’artificio.  E’ l’annuncio della mezzanotte : che la funzione abbia inizio. Alla fine risulterà altamente suggestiva per i rituali e per le musiche ma decisamente mediocre nella predica. Fuori dalla Basilica lo scambio degli auguri è di rito. Siamo arrivati al giorno di Natale. Al mattino nella sala delle colazioni, in attesa che il Daniel sia dei nostri, consegnamo come i Tre Re Magi i doni per il veterano capo guida Nick. Partiremo poi alla volta di Minervino Murge dove, a detta di indiscrezioni non confermate, ci sono le radici del casato Bottalico. Tempo perso in quanto, per via della posizione a dominio della valle noto come Balcone delle Puglie, l’abitato non permette di parcheggiare le nostre due “navette” e riusciamo soltanto a fare una fotografia, riuniti sotto il cartello stradale, che raccoglierà insieme i sei i portatori del cognome Bottalico. Non ci perdiamo d’animo e proseguiamo in direzione di Castel del Monte nella provincia di Barletta-Andria-Trani. Castel del Monte è una fortezza del XIII secolo a pianta ottagonale fatta costruire dall’Imperatore e sovrano del Regno di Sicilia Federico II. La sua posizione sulla sommità di una collina a più di 500 metri sopra il livello del mare è assolutamente scenografica. L'edificio, oltre a essere un esempio di costruzione precisa, è carico di simbolismi che hanno appassionato numerosi studiosi e talvolta viene utilizzato come ambientazione per riprese cinematografiche (vedi a esempio per il film “Il Nome della Rosa” e recentemente per il “Racconto dei Racconti-Tale of Tales”); è anche fonte di ispirazione di giochi di strategia. La fotografia del post eseguita in autoscatto con lo sfondo della fortezza è stata rielaborata graficamente da Edoardo. Con l’aiuto dei navigatori di bordo copriamo velocemente la litorale adriatica per raggiungere Polignano a Mare dove nella Locanda dell’Abbazia di San Vito ci aspettano per il Pranzo di Natale con un menù che ci delizierà con una proposta di piatti a impronta marinara dal gusto delicato. Il dopo pranzo nella cittadina di Polignano a Mare lo andremo a consumare visitando, ancora al crepuscolo, il nucleo più antico che sorge su uno sperone roccioso a strapiombo sul mare. La fotografia di rito, sempre in autoscatto, sarà un omaggio al più celebre concittadino di Polignano a Mare il cantautore e attore Domenico Modugno. La statua a lui intitolata è proprio sul lungomare della cittadina e tutti insieme riproduciamo il suo gesto a braccia aperte. E mentre Edoardo, con il suo inseparabile ukulele, intona le note di “Nel blu dipinto di blu (Volare)” ci dirigiamo verso il centro storico che si presenta come un altro incredibile presepe. Questi posti sono davvero meravigliosi e meritano tutti una “visita di controllo” o “successiva alla prima” tanto per utilizzare il gergo del mio posto di lavoro. Cosa manca come ciliegina sulla torta di questi giorni di festa natalizi : il panzerotto pugliese. Quando abitavamo tutti insieme e anche dopo, in occasione di ricorrenze o veglioni, mia mamma la Pupella, nonostante le sue origini napoletane, ci preparava in maniera sublime una quantità impressionante di panzerotti fritti pugliesi, nella versione classica, con pomodoro e mozzarella. Per noi era un’autentica gioia, una festa e grazie alla  freschezza degli ingredienti facevamo a gara per chi ne avesse mangiati di più e talvolta quando avanzavano era consuetudine consumarli il mattino dopo a freddo. Mi ricordo anche quando rubavamo, per assaggiarli, piccoli pezzetti di pasta lievitata nonostante le raccomandazioni della mamma. Sia d’inverno che d’estate erano una vera e proprio delizia che purtroppo in questi anni non ho più provato. E così nella serata del Natale, con la sola defezione dell’appisolato Daniel, ci siamo riuniti intorno ai tavoli fuori dalla rosticceria di Piazza del Ferrarese a Bari dove per l’irrisorio prezzo di un euro al pezzo friggono al momento i panzerotti nella versione classica. Buoni, leggeri e gustosi. Si avvicinano molto ai panzerotti che preparava Pupella, ma quelli erano fatti con l’amore di mamma. E come nei migliori programmi turistici l’ultima mattinata a Bari era a disposizione libera. Chi (Nick, Vito, Betty, Edoardo e Lele) a cercare la tomba di famiglia nel Cimitero Vecchio Monumentale di Bari e chi (Roberto, Rita, Daniel e Valentina) a vedere gli sbattitori di polpi a “nderra la lanze” che sarebbe il porticciolo della piccola pesca di Bari. E mentre Edoardo trovava la tomba dove riposano i nonni del Nick (i miei bisnonni), Roberto faceva man bassa di pesce crudo (dai polpi ai ricci di mare, dalle cozze pelose alle ostriche). L’ultima riunione vedeva anche Edoardo mangiare con Roberto, Daniel e il Nick (che al rientro ne ha pagato le conseguenze) quei frutti tipici del mare di Bari. E ancora tutti insieme per un ultimo giro di rito nella Bari vecchia con la luce del sole accecante e caldo. Dall’odore intenso di mare a quello invitante del fritto dei panzerotti della rosticceria della sera precedente il passo è proprio dietro l’angolo. Ultimo grande vassoio per tutti e ultimi saluti prima del rientro nelle rispettive case a Milano e a Sesto San Giovanni. Natale singolare con la visione di posti bellissimi nella terra del Nick. Mancava solo mamma Pupella, ma i suoi “panzerotti” in fondo ci hanno riunito e nell’immaginario comune lei era a tavola con noi.

Post's song : "La prima cosa bella" performerà by Nicola di Bari
12/16