"Voyager vous laisse d'abord sans voix, avant de vous transformer en conteur."

lundi, novembre 18, 2013

El mundo excéntrico y loco de Salvador Dalì

Un viaggio sopra le righe in tutti i sensi, per aver seguito le tracce geniali di Salvador Dalì e quelle altrettanto talentuose dell'alta gastronomia catalana. Sopra le righe perché mi sono goduto ogni istante senza pensare troppo al "vil danaro” sull'onda del “si vive una volta sola” e del “prendersi i giorni buoni”. Forse avrei dovuto intitolare il post “El món excèntric i boig de Salvador Dalì” nella lingua della Catalunya (Catalogna) perché in tutto l'itinerario che ho seguito per questo fantastico viaggio si parla, si scrive, si legge (ahimè), si mangia, si beve e si trae godimento (ben venga) in catalano. In alcuni casi sembra l'esilarante dialetto usato dai doppiatori italiani nel film francese “Giù al Nord”. Mettiamo subito in chiaro che qui non è Spagna e lo noti subito dalle bandiere appese alle finestre e ai balconi delle case con la chiara dicitura di manifesta indipendenza “Catalunya, Nou Estat d'Europa” (nuovo stato d'Europa). In questa zona che ruota attorno a Girona, base azzeccata del mio viaggio, siamo nella contea dell'Empordà, che a sua volta si divide in alta e bassa (Alt i Baixa). Per dirla tutta siamo anche sulla Costa Brava visto che il litorale sul Mediterraneo è a un tiro di acceleratore. Il mio è stato quasi un “pellegrinaggio omaggio” al genio sregolato, stravagante, discusso, anticonformista, snob, eccentrico, irriverente, sognatore e per certi versi capriccioso (chi più ne ha più ne metta) di uno degli artisti più importanti del novecento vero re mito del surrealismo (il surrealismo sono io diceva ...) : Salvador Dalì. Mi limiterò a descrivere i posti dove ha vissuto e qualche piccola curiosità del suo mondo. Su Salvador Dalì si può dire tutto e il contrario di tutto, sopra le righe nel bene e nel male ma una cosa è certa : era un vera e propria mente creativa dotata di grande immaginazione. Ho seguito passo dopo passo i Musei della Fondazione Gala-Dalì : Casa, Teatro e Castello. Ho incominciato dalla casa sul mare di Port Lliagat a pochi minuti da Cadaques, piccolo golfo abitato da pescatori, dove Dalì conobbe la futura moglie russa Gala, sua musa, vero dolce motore di ispirazione. I due si rifugiavano in questo angolo selvaggio, quasi isolato dal mondo, dove vivere d'arte e di quel sentimento che li aveva uniti, stimolati e influenzati reciprocamente all'insegna dell'anticonformismo e dell'eccesso. Un rifugio che si contrapponeva alla frenetica esistenza trascorsa in giro per il mondo a stretto contatto con artisti ed esponenti del jet set internazionale. Un rifugio vero, fulcro delle loro vite artistiche e reali fuse insieme, una costruzione surrealista bianca ampliata su disegno dello stesso Dalì, a pochi passi dalla costa e formata da irregolari stanze comunicanti quasi fosse un labirinto con aperture con viste sul mare. Qui si trova di tutto e ci si meraviglia di tutto. Oggetti surrealisti di tutti i tipi, dipinti, attrezzature varie per le sue creazioni d'arte, specchi posizionati per visioni particolari, animali imbalsamati come il gigantesco orso all'entrata o i cigni collocati sulla libreria, fotografie, ritagli di giornali e altro ancora. In fondo nell'arredamento delle nostre case c'è un po' di Dalì dappertutto.
Dalì visse e lavorò abitualmente in questa dimora fino a che, nel 1982, alla morte di Gala fissò la residenza nel Castello di Pubol. Dalla costa si rientra all'interno fino alla città natale di Salvador Dalì : Figueres. Qui c'è il grande Teatro Museo di Dalì. Già la parte esterna fa capire l'originalità del suo mondo. Una piccola fortezza rossa con uova giganti bianche a circondare la cinta. E all'interno la più grande collezione di opere d'arte dell'artista Salvador Domènec Felip Jacint Dalí i Domènech, marchese di Púbol. Pittore, scultore, scrittore, designer, cineasta, sceneggiatore, personaggio indiscusso del novecento. Oltre alla collezione di dipinti, fra i quali quelli dedicati a Gala, modella insostituibile è da apprezzare la stravagante stanza ritratto di Mae West con il divano rosso al centro che riprende la forma delle labbra della celebre attrice. Originali anche le creazioni di alta gioielleria che si possono ammirare nello spazio dedicato (Joies) all'interno del museo. Meraviglioso il soffitto del Palazzo del Vento che rappresenta Dalì e Gala visti dai piedi in su, in una sorta di trompe-l’oeil di ascensione al cielo. Dalì amava tutto ciò che è dorato ed eccessivo oltre alla sua passione per il lusso, per lo sfarzo e per l'Oriente. Ultima tappa è stata il Castello Gala Dalì di Pubol, che divenne il suo l'ultimo atelier e il mausoleo della sua musa. Qui materializzò un incredibile sforzo creativo pensando a Gala. Dalì ci visse alla morte della moglie e qui sono sepolte le spoglie della stessa in una cripta.
Tra le curiosità che ho letto o visto in questo viaggio … una su tutte quella sui celeberrimi baffi. Tratto inconfondibile della sua figura, li portò arricciati all'insù fissati con la brillantina ed erano ispirati a quelli del pittore del '600 Diego Velasquez che servivano per captare le idee (in francese erano chiamati moustaches radar (baffi antenna). Salvador Dalì creò anche il logo della Chupa Chups, la famosa azienda dolciaria produttrice di lecca-lecca. Celebre la sua frase “ogni mattina, appena prima di alzarmi, provo un sommo piacere : quello di essere Salvador Dalì”. 
Di questo prolifico eccentrico folle artista non si vorrebbe smettere di scrivere dopo aver letto tanti aneddoti nella sua biografia. Nonostante sia stato definito anche arrogante, arrivista, disgustoso essere umano (Orwell) le sue opere hanno comunque un’anima quasi mistica, esplosiva, luminosa, signorile. Dal genio assoluto dell'arte a quelli contemporanei della gastronomia qui il passo è breve. Ristoranti, piatti e curiosità del mondo dell'alta cucina catalana sono a portata di coltello e forchetta.
A Girona, dove avevo fissato meravigliosamente la mia base e dalla quale mi sono mosso nelle zone circostanti nel raggio massimo di settanta chilometri grazie alla Skoda Fabia noleggiata all'aeroporto El Prat di Barcelona, c'è il ristorante che ha vinto nel 2013 lo speciale premio di migliore del mondo. Si tratta del El Celler de Can Roca (tre stelle Michelin). Purtroppo per accedere a un tavolo ci vuole una prenotazione di oltre dodici mesi, ma sembra che la vicinanza a questa affermata istituzione culinaria abbia galvanizzato la creatività anche degli altri ristoranti della città. Io ne ho provati tre, uno dei quali stellato dalla Michelin, con una fantastica esclation di gusti e di sapori e non solo. Nel primo che ho provato, il Divinum, ho scelto a cena il menù Gastronomico. Composto da 9 portate nove con altrettanti bicchieri di vino d'accompagnamento ho apprezzato il foie-gras scottato, il maialino disossato e  il piccolo assaggio di formaggi artigiani locali. Strepitoso il Pinot Nero alsaziano del 2006 ad accompagnare l'altrettanto straordinaria tartare di tonno. Piccole delizie di gusto dove i 9 assaggi di vino hanno lasciato il segno. Nel secondo ristorante il Cal Ros sempre a cena ho scelto tre portate dal menù alla carte. Come entrata le crocchette di carne presentate bollenti croccanti in una teglia simil friggitrice, come portata principale un piatto degna di segnalazione per l'azzardo azzeccato di accompagnare a una tartare di manzo un bicchiere di gin da 70 gradi all'acqua tonica e come finale una crema catalana diversa da quelle classiche. Per concludere in bellezza questo viaggio itinerante nella gastronomia catalana ho scelto il ristorante Massana, una stella Michelin. Qui a pranzo ho scelto il menù degustazione di Pere Massana. Un trionfo di nove piccole creative portate  anticipate da altre sette eleganti e originali tapas. Con nove bicchieri di vino ad accompagnare un crescendo di bontà. Un delizioso Sauternes del 2010 abbinato a un originale  yogurt di foie gras, un Gran Claustro (rosso di questa zona) del 2006 accostato a un eccezionale taglio di carne di maiale iberico laccato e un dolce fatto di cocco, guacamole di platano, spugna di zucchero di canna e gelato di pina colada da leccarsi i finali baffi (quasi fossi Dalì) accoppiato da un Gewurztraminer del 2010 della zona tra Barcelona e Tarragona. Queste sono state le mie preferenze in assoluto. Tra i due itinerari di viaggio, quello d'arte e quello gastronomico, mi sono concesso due soste per vedere sulla Costa (Brava) le località di Tossa de Mar col suo castello in bellavista sul mare e la graziosa Calella de Palafrugell un tempo villaggio di pescatori e una finale a Barcelona solo per scattare una foto alla Sagrada Familia capolavoro di Gaudi, perennemente in fase “ultimazione” con il contrasto visivo delle gru mischiate alle guglie. Un viaggio sopra le righe in assoluto. In autunno la penisola iberica è diventata la mia meta preferita in virtù del tempo meteorologico e del lento muoversi della quotidianità, quasi per fissare al meglio gli istanti per ammirare il cospetto di cotante bellezze di vita. Penso che ci tornerò in bella compagnia per saggiare e godermi delle delizie del menù degustazione del El Celler Can de Roca dei fratelli Joan Jordi Josep Roca. Quando sarà … sarà, visti i tempi di prenotazione (ma sarà poi vero ?). 

Post's song : “Lover come back to me“ performed by Lily Frost

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