"Voyager vous laisse d'abord sans voix, avant de vous transformer en conteur."

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mercredi, novembre 23, 2011

Wien und der Streit um den Begriff "Original Sacher-Torte"

Una battaglia legale conosciuta come la guerra dei "dolci sette anni". Fu l'hotel Sacher a vincerla e ad attribuirsi la paternità della torta originale. Era il 1875.
Per noi golosi amanti del cioccolato era doveroso assaggiare le due versioni, quella appunto dell'Hotel Sacher e quella della Pasticceria Demel, l'altra contendente. Ne avevo già parlato nel post del giugno del 2008 sull'asse Bratislava-Vienna. Allora fu una prova solitaria mentre questa volta mi sono cimentato in una performance a due. Non ci vuole molto per mettersi nei panni dei Viennesi e dilettarsi nelle loro dolci abitudini. I Viennesi sono da sempre grandi habitués delle Kaffeehaus. Qualcuno sostiene che “bere caffè” sia il loro principale sport praticato al coperto. Senza distinzioni tra le classi sociali, ritrovarsi in questi locali è un rito quotidiano. E non solo per bere il caffè ma anche per leggere libri o giornali oppure conversare in tranquillità. Il motto che identifica da sempre i frequentatori viennesi dei caffé, e noi con loro, é : “Dio ci diede il tempo, ma della fretta non ci ha parlato”. L'idea del viaggio a Vienna, e il conseguente invito per un viaggio in coppia è venuta una sera a conclusione di una cena di inizio estate. Al momento dei desserts lei chiese la loro sachertorte. Io non conoscevo questa antica osteria a conduzione familiare situata in una cascina dell'ottocento sperduta nella campagna. Colpito dal suo immenso piacere nell'assaporare quella soffice torta di cioccolato e inebriato forse dal profumo dell'ottimo cacao o perso nell'azzurro dei suoi occhi le dissi che era giusto farle provare l'originale che poi ha dato vita a migliaia di imitazioni e varianti. Le parlai di Vienna e di quei due locali storici che diedero vita alla famosa disputa. La invitai senza indugi. Lei mi disse addirittura che le avevano accostato Vienna come “la sua città”, ma che non l'aveva mai visitata. A quel punto non ci restava che prenotare un city break nella capitale austriaca. “Wien, now or never”. “Vienna, ora o mai più" dice il titolo del sito del turismo della capitale austriaca. Quasi un invito perfetto a scappare dal quotidiano nel pieno di questo nebbioso autunno. Ed eccoci pronti alla sfida. Meglio quella proposta dall'Hotel Sacher che ha il diritto di venderla come Original Sachertorte o quella quasi omonima prodotta dalla pasticceria Demel conosciuta come "Ur-Sachertorte” (torta Sacher d’origine) ? Un bel dilemma ! Un piccolo assaggio dell’una e dell’altra è un cedere senza rimorsi a peccati di gola e di dieta. E noi abbiamo ceduto e non solo a quei peccati. E quindi cosa c’è di meglio che regalarsi una pausa durante il pomeriggio, meglio se in piacevole compagnia, seduti sorseggiando naturalmente una tazzina di caffè o una tazza di té gustandoli insieme a una fetta di torta, volesse il cielo al cioccolato ?. Ma quale scegliere fra le tante torte offerte nelle pasticcerie di Vienna ? Chi non conosce la “Sachertorte (*)” ?. Già … "la Sachertorte … Cosa ? La Sachertorte. Cos'è ? Cioè lei praticamente non ha mai assaggiato la Sachertorte ?! ... No. Va be' continuiamo così facciamoci del male"Il dialogo tratto dal film “Bianca” di Nanni Moretti è da sempre il mio primo riferimento quando parlo di questa meraviglia di cioccolato. La torta Sacher, o Sachertorte come si dice in tedesco, è la torta al cioccolato per antonomasia, sicuramente la più conosciuta e apprezzata al mondo. Torta di cioccolato con la farcitura di un sottile strato di marmellata di albicocche e il rivestimento di glassa al cacao : una vera goduria, meglio se accompagnata da un ciuffo di panna montata non zuccherata. Alla fine, anche se per lei la migliore rimane quella che ordina e assapora nell'osteria sperduta nella campagna lombarda, abbiamo preferito quella del caffè Demel con la sua storica pasticceria. Caffè elegante che ha mantenuto oculatamente negli anni integri i suoi arredi di altri tempi e lo stesso hanno fatto col il servizio molto curato. Vastissima scelta di torte, con la viva e costante indecisione sulla scelta.Assolutamente da provare il loro meraviglioso e delizioso strudel di mele o apfel-strudel, irresistibile nel suo perfetto equilibrio tra la croccantezza della sfoglia al burro, l’acidità delle mele e la delicata dolcezza dello zucchero. Wow ! Vienna per fortuna non è solo sachertorte. In questo periodo dell'anno che si avvicina al Natale i mercatini dell'avvento sono una tappa obbligata per il loro fascino la loro eleganza e colore, dislocati nelle varie piazze della città. Si va da quelli della piazza del Municipio (Rathaus) a quelli della Maria Theresien Platz tra i due grandi musei, da quelli della piazza Am Hof o a quelli retrostanti il Belvedere. Il fascino e l'eleganza li abbiamo anche riscontrati nell'esibizione spettacolo della Scuola di Equitazione Spagnola, famosa in tutto il mondo. Immersi nell’ambiente barocco dell'Hofburg abbiamo assistito domenica mattina alla dimostrazione dal vivo del celebre balletto dei cavalli Lipizzani dove l’arte dell’equitazione viene esercitata nella sua forma più completa, dalla piroetta alla capriola. E poi la passeggiata sulla pedonale della Kartner strasse diretti verso l'imponente StephansDom, che finalmente dopo anni stanno cercando di ripulire dal nero della fuliggine. E ancora il prolungamento di camminata sull'elegante Graben dove d'incanto si affaccia la chiesa Peterkirche. Come dei piccoli puntini perfettamente distanziati sulle linee di queste stradine centrali i chioschi di marroni e patate arrosto la fanno da padroni in questo periodo dell'anno, in genere affiancati da quelli che vendono wurstel e punch caldi. Intorno all'Hofburg, maestosa residenza dell'impero asburgico, si respira l'atmosfera di altri tempi e si passeggia all'imbrunire sulle tracce della Principessa Sissi. Noi all'imbrunire ci siamo infrattati per tre sere di fila, sotto i portici (passage) del Palais Ferstel, nel bistrot/bar à vin "Beaulieu" dove ci siamo letteralmente scolati bicchieri di Beaujolais Nouveau appena prodotto. Il Beaujolais Nouveau est arrivé è lo slogan di ogni anno e perché farselo scappare ? Il deblocage "stappatura" avviene in tutto il mondo il terzo giovedì di novembre e noi eravamo proprio in quella settimana. Rigorosamente marca Georges Duboeuf, il migliore in assoluto di questa annata che al primo assaggio si è rivelata eccezionale. Io avevo già captato questa sensazione di ottimo gusto con Vito e Betty a Brugherio proprio il giorno del deblocage. Ad accompagnare i nostri bicchieri del prezioso giovane nettare di vino rosso francese sono stati piatti di formaggi misti transalpini e soprattutto del divino foie gras scottato. Non avremmo chiesto di meglio. Rimanendo in tema culinario abbiamo provato al ristorante Pachuttas Gasthaus Opera in pieno centro cittadino i due classici piatti tradizionali di Vienna : il tafelspitz (bollito) scelto da lei e la croccante wiener schnitzel (cotoletta di vitello impanata) da me prediletta. Notevoli i vini rossi austriaci, ottimi con i loro sostanziosi piatti. Il viaggio a Vienna è stato anche una fuga d'amore e quindi la visita al museo del Belvedere (principesca residenza composta da due splendidi palazzi) per ammirare da vicino il capolavoro di Gustav Klimt "il bacio" e altre opere dello stesso pittore austriaco era dovuta. La parola "dovere" è un termine che lei usa spesso per me ... Abbiamo anche dato un'occhiata da vicino alla Hundertwasserhaus, un complesso residenziale pubblico, realizzato da Friedensreich Hunderwasser che sovverte tutte le regole della simmetria e del colore. Un edificio come spettacolo architettonico variopinto. Da vedere anche la vicina Kunst Haus che ospita il museo dell'egocentrico artista. Prendendo spunto dall'arte merita una citazione l'hotel che ci ha ospitato il "Le Meridien" sull'Opernring di fronte all'Opera di Vienna. Hotel modernissimo con stanze arredate con gusto minimalista. Splendida la zona bagno dove la vasca staccata dalla parete ha fatto da sfondo e da protagonista ai nostri originali autoscatti fotografici d'autore. Un city break fantastico, una fuga a due all'insegna della "joie de vivre" con allegria e sensualità. Unica nota dolente è stata la mancata esibizione allo Stadthalle del concerto sinfonico di George Michael annullata due ore prima per l'improvvisa malattia del cantante. Diagnosi : polmonite acuta. Abbiamo fatto gli auguri di una completa guarigione all'istrionico George con due bicchieri di Beaujolais la sera stessa ...

(*) Da Internet : questa prelibatezza al cioccolato è stata inventata da Franz Sacher il 9 luglio 1832 a Vienna. Erede di una ricca famiglia di albergatori e giovane panettiere di corte, nel 1832 Klemens von Metternich gli chiese di preparare un dolce per un ospite speciale, dato che il pasticciere di corte era in quel momento malato. L'appena 16enne apprendista cuoco aguzzò l'ingegno e dopo aver a lungo pensato decise di combinare tra loro elementi semplici e tradizionali come il cioccolato e la marmellata per creare un dolce delicato e gustoso. Realizzò uno dei dolciumi più famosi della storia, e pare che Metternich dopo aver assaggiato la "Sacher" abbia esultato, 

Il successo di questa torta di cioccolato fu enorme e ben presto divenne famosissima in tutta l’Austria. Il giovane Franz Sacher dovette darsi un gran da fare per preparare questa torta che prese anche il suo nome: la Sacher torte. Ma col successo nacque una disputa legale che durò sette anni: la guerra dei "dolci sette anni". Il litigio verteva su chi aveva il diritto di fregiare questa torta col nome Sacher, l’albergo Sacher o il pasticciere Demel che aveva comprato da Eduard Sacher, nipote di Franz, il diritto di mettere nella sua torta di cioccolato, leggermente modificata da quella di Franz, il sigillo " originale Sacher torte". Dopo ben sette anni l'albergo Sacher vinse la causa. Ancor oggi i segreti della torta Sacher sono gelosamente custoditi dalla pasticceria dell'Hotel Sacher di Vienna. La Sacher torte originale è protetta da un marchio di fabbrica e, a oggi, non esistono al mondo licenze per la rivendita di questo prodotto.
Esistono invece centinaia, forse migliaia di imitazioni.

Post's song : "Radetzky March Op.228" performed by London Symphony Orchestra
11/11

lundi, juin 23, 2008

Bratislava e Vienna : spirito mitteleuropeo

Altro giro, altro regalo.
Girando la mia personale ruota dei viaggi la freccia si è fermata nuovamente sul Danubio per concludere, in modo degno e importante con Bratislava e Vienna, il trittico delle tre capitali bagnate dal fiume blu iniziato il mese scorso con Budapest. Bratislava capitale della Repubblica Slovacca e Vienna capitale dell’Austria distano l’una dall’altra circa un’ora di treno (65 km. circa) Bratislava, scelta come base per un lungo weekend di fine primavera-inizio estate, è stata davvero una piacevole sosta e le "dritte" inviatemi da Umberto in primis, da Patty e dal Cappe si sono rivelate perfette : me l'avevano decantata e le aspettative sono diventate realtà.Ho alloggiato all’Hotel Kyjev residuo del periodo comunista. Un casermone di 15 piani (io ero al 14°) con vista sulla città nuova (Nove Mesto). Pensavo sempre mi venisse a prelevare qualcuno del Kgb per chissà quale missione : in fondo io sono di estrema sinistra. Il centro storico è un vero gioiello. Camminando per l'odierna Bratislava (la più giovane delle capitali europee) si sente comprensibilmente che le strade sono cariche di storia. Il centro storico della città (Stare Mesto) offre diverse bellezze storiche: i numerosi palazzi in stile barocco e rococò donano a tutta la città un'aria particolarmente romantica; un'atmosfera che viene enfatizzata dalla musica che in ogni periodo dell'anno pervade la capitale. (queste ultime non sono righe mie ma definiscono bene Bratislava). Passeggiando lungo le rive del Danubio si é attratti dalla maestosità del Castello di Bratislava. Oltre all’imponenza del Duomo di San Martino molte sono le altre bellezze architettoniche in città: il Vecchio Municipio, il Palazzo Primaziale (il "palazzo rosa"), il Palazzo Grassalkovich oggi sede del Presidente della Repubblica Slovacca (foto a destra), il neorinascimentale Teatro Nazionale Slovacco e la Porta di S.Michele. Tantissime le chiese sparse nel centro storico, la più originale però è quella di Santa Elisabetta (vicina all'Hotel Kyjev), detta la Chiesa Blu per il color azzurro del suo intonaco all’esterno e all’interno della stessa. E per chi vuole poi assaporare le specialità gastronomiche di questa splendida terra, le possibilità in città sono davvero molte: bar, enoteche, caffetterie e ristoranti sono pronti ad offrirvi il meglio della cucina slovacca. Il piatto slovacco più caratteristico è il "bryndzové halušky" gnocchi di patate con formaggio di pecora, lardini abbrustoliti e siero di latte di pecora. Tra le maggiori specialità della cultura culinaria di Bratislava ricordiamo le zuppe di verdure e i piatti a base di carne, che viene cucinata quasi sempre arrosto o in umido con un largo uso di spezie. Talvolta le carni sono avvolte in una palacinka (crepe) di patate. Pietanze che si alternano alla cucina internazionale. In particolar modo è proposta la cucina ungherese (goulash), ceca e austriaca (wiener schnitzel) che hanno influenzato la cucina originale slovacca. Vasta anche l’offerta di birre slovacche Zlaty bazant e Topvar su tutte. E non solo di quelle bionde è popolata la graziosa Bratislava …
Se siete amanti delle curiosità, non mancate di cercare le originalissime statue sparse nel centro storico della città, che vanno dall’osservatore che sbuca da un tombino, al soldato napoleonico appoggiato a una panchina (vedi foto sopra del post) , al paparazzo che “scatta” all’angolo di una via, all’uomo di strada (esistito veramente nei primi anni venti) che salutava i passanti e si inchinava alle signore. Anche il Novi Most, ponte mono campata alto 80 m, merita una citazione. Un’ora di treno ed ecco che si respira un’imponente ed elegante aria imperiale … sono arrivato a Vienna. Vienna che ti accoglie in maniera maestosa, con lo sfarzo dei suoi palazzi bianchi e di tutta la storia che racchiude. A Vienna ci ero già stato più volte, in genere sotto il periodo di Natale o di Capodanno. L’ultima volta (1999) ci ero arrivato in bicicletta con Silvia (non da Milano …) partendo da Scharding girando a Passau, proseguendo per Linz lungo la ciclabile del Danubio. Volevamo raggiungere anche Bratislava ma 65 km al termine di una settimana in sella (350 km circa se non ricordo male) ci sembrarono davvero troppi per il nostro sellino …
In questi giorni Vienna è ricoperta di loghi, marchi e gadgets dell’Europeo di Calcio 2008 e in molti punti della città, il Rathaus per primo (foto sopra a sinistra) hanno impiantato vere cittadelle per i tifosi con megaschermi e stands culinari di altissima attrazione. Non scriverò però della Vienna turistica con tutti i suoi bellissimi monumenti, chiese, musei, parchi, palazzi (Hofburg, Cattedrale di Santo Stefano, il Graben, il Rathas (municipio) , il Parlamento, il quartiere dei musei (bellissimi), il Belvedere, la “casa matta” coloratissima e particolare nella costruzione, il castello di Schonbrunn, il Prater, ecc.ecc.) ma vi racconterò della mia personalissima prova da cultore della Sachertorte, più comunemente chiamata Sacher. Ho voluto provare la stessa porzione tradizionalmente accompagnata con panna montata (mit schlag) non dolce e una tazza di caffè macchiato (kleiner brauner) nelle due pasticcerie viennesi la Sacher e la Demel che con due ricette ufficiali si contesero la causa per stabilire a quale delle due fosse permesso di vendere la Sacher “originale“ (Sachertorte che consiste in due strati di pasta di cioccolata leggera con al centro un leggero strato di marmellata di albicocche mentre sopra e nei lati è ricoperta da una glassa di cioccolata nera. Vinse la pasticceria Sacher. Ancor oggi i segreti della torta Sacher sono gelosamente custoditi dalla pasticceria dell'Hotel Sacher di Vienna, che ne produce artigianalmente oltre 270.000 pezzi all'anno). La Sacher torte originale è protetta da un marchio di fabbrica e non esistono al mondo licenze per la rivendita di questo prodotto. Esistono invece migliaia di imitazioni. Ordunque siamo al dilemma : ho trovato quella della Demel più leggera e meno pastosa (secca) sia alla gola che al taglio con forchetta rispetto a quella della Sacher che di contro ha un inconfondibile sapore e profumo di eccellente cioccolato. Il caffè macchiato del Cafè Sacher e la panna montata sono risultate più buone per il mio palato. Che dire ? Provatele sempre tutte e due per una piacevole sosta a mezza mattinata o a metà pomeriggio; il costo è più o meno lo stesso. Non si può lasciare Vienna senza nemmeno però aver assaggiato la Wiener Schnitzel (cotoletta impanata) rigorosamente di vitello (quella di maiale è meno costosa e per i palati alla buona va bene comunque). Come avrete capito in questa vacanza mitteleuropea ho preso un altro bel kg. che per uno che fa poco sport ultimamente questo aumento ha un certo peso ! Per lo spazio cultura ho visitato la mostra "da Monet a Picasso" all’Albertina Museum dove ho apprezzato non solo una una nuova versione di ninfee del mio prediletto Claude ma anche alcuni quadri di Paul Klee. Ho visitato al Mak la rassegna dei “recent Works” di Julian Opie (un artista contemporaneo della pop-art che mi piace molto) con opere in movimento davvero sorprendenti per semplicità e coloreMentre ero a Vienna sul metrò linea 6 (U6) in direzione Schonbrunn alla fermata di Gumperdorfer Strasse tutto di un colpo mi è sembrato di essere a Parigi sulla linea 6 subito dopo aver passato la Tour Eiffel in direzione Nation. Tutte e due le linee in sopraelevata, tutte e due le linee col n. 6, tutte e due con lo stesso paesaggio intorno. Mi piacerebbe un giorno prendere un metrò in una città e ritrovarmi all’improvviso in un’altra. Ah il dono dell’ubiquità …

Post’s song : “Dicono di me” performed by Cesare Cremonini
6/8