"Voyager vous laisse d'abord sans voix, avant de vous transformer en conteur."

Affichage des articles dont le libellé est Colmar. Afficher tous les articles
Affichage des articles dont le libellé est Colmar. Afficher tous les articles

dimanche, août 04, 2024

Radio Jeannala et Seppala

Il titolo del racconto prende spunto da due piccoli personaggi Jeannala e Seppala (la piccola Jeanne e il piccolo Joseph in alsaziano) nati sotto l’ispirazione, e poi plasmati dalla sua matita, del designatore autodidatta francese David Grandmaire. Idealmente ci hanno dato il benvenuto nel loro mondo il giorno del nostro arrivo a Riquewihr, un incantevole borgo tra i più affascinanti dell’Alsazia, regione dell’est della Francia. Il grafico li ha disegnati con il costume tradizionale alsaziano che riflette il territorio, l’accoglienza e la generosità di questa grande regione. Attraverso la loro sorprendente semplicità invitano a far parte delle loro avventure infondendo la gioia di vivere e il buon umore. Questo viaggio condiviso con Anna e Umberto detto Bumby ha racchiuso proprio la gioia di vivere e il buon umore. Il pretesto del viaggio era il concerto dei Toto, storico gruppo musicale americano formatosi a Los Angeles alla fine degli anni settanta con uno stile apprezzato da un pubblico variegato. Anna e Umberto lavorano insieme a radio LatteMiele, lei come conduttrice e lui come regista. Sono passato nel giro di pochissimi giorni dalla regia televisiva della Grecia con Andrea a quella radiofonica della Francia con Umberto. Bumby è il mio grande amico di vecchia data (dal 1987) con il quale condivido lo storico scambio di sms mattutini con l'augurio di buona giornata. Con Anna, Umberto e Luca ci ritroviamo quasi mensilmente a quelle cene all’insegna del nostro universo di buon umore. Ridere fa bene e anche in questo viaggio ne abbiamo avuto conferma con tanti piccoli divertenti aneddoti. Prima tappa di questa “fuga musicale” di tre giorni è stata proprio Riquewihr di cui sopra. Il villaggio sembra uscito da un libro di favole con le sue viuzze strette e acciottolate, le pittoresche e colorate case a graticcio tonalità pastello, la torre e la fontana. Riquewihr ha ispirato gli illustratori Disney per disegnare il villaggio di Belle, la protagonista del lungometraggio animato “La Bella e la Bestia". Questo minuscolo villaggio è uno scrigno di meraviglia e bellezza, immerso in un incantevole paesaggio collinare ricoperto di vigneti. All’arrivo all’ora di pranzo, dalla lista del menù, abbiamo gustato, condividendola,  la immancabile “tarte flambée alsaziana" (Flammekueche) accompagnandola con la dissetante birra locale e nel caso di Anna con una fresca Coca-Cola. La Flammekueche non è nient’altro che una torta salata (spianata di pasta di pane leggerissima) a metà tra una pizza e una focaccia: molto gustosa e saporita e farcita, nella versione base, da formaggio, cipolle e pancetta. Nel dopo pasto, dopo che Anna ha cercato insistentemente un “ninnolo” nel negozio di Natale aperto tutto l’anno, ci siamo recati a Eguisheim, già da me visitata con sorpresa nel viaggio “Tour de France” con Vito e Betty (Edoardo ci aveva appena lasciati per partire per il Perù). Eguisheim è un altro borgo gioiello nominato tra “Le Plus Beaux Villages de France” (i villaggi più belli di Francia). È il tipico villaggio da fiaba, con le case color pastello a graticcio dette colombages, le botteghe tradizionali con le insegne pendenti in ferro battuto e le cicogne bianche appollaiate sui tetti (nonostante il caldo di questo periodo siamo riusciti ad avvistarne due). Al termine del giro concentrico del villaggio ci siamo imbattuti nel primo temporale con conseguente corsa all’auto in dotazione, la Mercedes nera del Cappe (il figlio di Umberto) per trovare rifugio. Da qui in poi, ogni giorno a venire, l’acqua ha fatto capolino sulle nostre teste e sui nostri indumenti. Il concerto dei Toto era previsto per le ore 21 preceduto dalla performance di Nena (cantante tedesca degli anni ottanta) e quindi abbiamo cenato velocemente a Colmar con un piatto di würstel e patatine e naturalmente tre boccali di birra (piccoli per Anna e per me e grande per Bumby). Ci siamo. Il concerto dei Toto è alle porte. Lo scenario del Theatre de Plein Air di Colmar diventa una vera e propria Scala della Musica. Ognuno di noi sceglie la sua canzone preferita e per un’ora e mezza assistiamo a un’esibizione straordinaria dove i Toto dimostrano la loro grandezza e professionalità che solo delle leggende della musica possono offrire. Nel cielo ci sono i lampi del temporale che non vuole smettere ma la musica li surclassa e non fa sentire il rumore dei tuoni. La mattina seguente il concerto, dopo una colazione alla boulangerie-patisserie Kouglopf & Cie di Riquewihr dove abbiamo gustato un croissant al burro che ha rasentato la perfezione per freschezza e bontà, ci siamo diretti, attraversando distese di vigneti, verso Kaysersberg un altro villaggio tra i più caratteristici dell’Alsazia sulla strada dei vini. Purtroppo arrivati a destinazione, fermi al parcheggio, un forte temporale ci ha fatto desistere dal visitarlo. La decisione unanime, dopo aver aspettato una ventina di minuti giusto il tempo di vedere una cicogna sul tetto di una torre, è stata quella di proseguire il viaggio verso Strasburgo dove avevamo prenotato per la seconda notte alsaziana. Dall’hotel al centro storico la distanza è di soli quindici minuti che abbiamo coperto a piedi con i nostri zainetti con all’interno piccoli ombrelli e giacchette impermeabili. Il tempo meteo sembrava aver fatto giudizio e invece, arrivati sotto l’imponente cattedrale, ci siamo dovuti arrendere all’ennesimo acquazzone cercando di ripararci con quanto in nostro possesso. Nonostante avessimo accelerato il passo verso il ristorante adocchiato per il pranzo ci siamo naturalmente inzuppati a dovere i pantaloni e le scarpe. Pranzo con pietanze particolari come il rosti di patate e gli spatzle (gnocchetti) abbinandoli alla birra artigianale locale. Terminato il lungo temporale siamo ritornati nelle nostre stanze per una piccola sosta decisi a riprendere, da dove eravamo rimasti prima della grande ondata di pioggia, la visita di Strasburgo, questa volta con il sole a farci compagnia. Perfettamente asciutti eccoci finalmente di nuovo sotto la Cattedrale di Nostra Signora di Strasburgo. La cattedrale è un magnifico esempio di costruzione in pietra arenaria dei Vosgi (grès rouge des Vosges)Questa pietra, tipica delle zone renane, le conferisce il colore rossiccio che caratterizza anche altre costruzioni situate in città. Oggi si distingue da molte altre cattedrali gotiche data che è particolarmente evidente la mancanza di una delle due torri campanarie. L’effetto della sua imponenza, anche grazie all’altezza (142 m.), è dovuto all’effetto contrasto con le case a graticcio che la circondano. Continuiamo nella zona pedonale per dirigerci verso la Petite France il quartiere storico di Strasburgo. Petite France è un vivace polo turistico, noto per le strade lastricate, i canali, le case a graticcio ben conservate e i ristoranti tradizionali. Stanchi delle camminate della giornata (undici i km percorsi registrati con l’ausilio del mio iPhone) siamo ritornati, questa volta senza essere spinti dalla necessità di trovar rifugio dalla pioggia, nelle nostre stanze in hotel non prima però di “litigare” divertendoci con i totem dei parcheggi adiacenti le strade intorno all’hotel. Provare per credere avrebbe detto qualcuno. Il prezzo segnato sullo schermo ci segnalava un determinato orario che però non corrispondeva con la stampa della ricevuta da esporre in auto. Abbiamo fatto almeno una decina di tentativi, cambiando postazioni ma niente da fare. Tra una sosta e l’altra doveva passare almeno un’ora ma questo lo schermo non l’ha mai accennato. Premere il tasto verde per accedere al servizio, premere il tasto col numero uno per inserire la targa dell’auto (GS814SS), inserire le monete per il tempo necessario e via dicendo. Conclusione : ci hanno fregato un po’ di soldi e lo stesso avverrà il giorno dopo in Germania esattamente a Friburgo in Brisgovia. Strasburgo si trova in un punto strategico, al confine con la Germania e vicino alla Svizzera. La destinazione per le ultime ore del nostro piccolo ma intenso viaggio era quella di Friburgo in Brisgovia soprattutto per provare la schnitzel (cotoletta impanata) con accompagnamento di patatine fritte e annaffiando il tutto con la birra locale sempre nelle quantità ormai conosciute (piccolo boccale per Anna e per me e grande per Bumby). Gli ultimi km di un viaggio di rientro in auto sono sempre quelli più tristi e lunghi e percorrerli sul territorio svizzero ha reso il tutto ancora più scoraggiante. Ma non tutto è perduto si direbbe e la cena finale in territorio di Bregnano, al ristorante Il Maestrale, ci ha restituito quel buon umore e quella gioia di vivere che hanno contraddistinto il bellissimo viaggio. Il viaggio col pretesto di un concerto è sempre buona cosa, ma la condivisione dello stesso in buona compagnia vale più di qualsiasi biglietto di uno spettacolo. Alla fine, tornando all’incipit del racconto, i nostri nomi sono diventati Annala, Bumbala e Michala, piccola Anna, piccolo Umberto e piccolo Michele. Sul mio piccolo non c’erano dubbi.


Post's song : "Hold the line" performed by Toto

7-8/24

samedi, octobre 29, 2022

Champagne et Paris, un voyage pétillant

Il periodo migliore per visitare la storica regione della Champagne è il mese di settembre, ma visto che l’estate non vuol finire e l’autunno latita per i cambiamenti climatici ottobre lo sostituisce in maniera egregia per questa nuova vacanza itinerante in tema di vino effervescente. Lo “champagne” da sempre è considerato un prodotto di lusso, uno status symbol d’élite proprio per via anche della sua caratteristica distintiva così stravagante, le bollicine di colore dorato. E così con la Micra di Vito decidiamo (Vito, Betty e io) di seguire le sue tracce. Con tanto di bollino autostradale svizzero buchiamo il San Gottardo grazie al suo tunnel e ci ritroviamo, come prima tappa francese, nella graziosa cittadina di Colmar in Alsazia. Con le sue pittoresche case con le facciate a graticci, i suoi canali romantici, le sue finestre fiorite e con una gastronomia gustosa (vedi la leggerissima Flammkuchen, una specie di pizza con cipolle e pancetta) Colmar ci dà il benvenuto con un bicchiere di bianco Gewurztraminer alsaziano quasi fosse un invito ad assaporare la “joie de vivre” francese. Arrivare all’ora del tramonto ti permette di vederla romanticamente con le meravigliose luci della sera e rivederla anche al mattino colorata lungo la “petite Venise” sembra uscire da un racconto fiabesco dei fratelli Grimm. Con Colmar abbiamo inaugurato i soggiorni in appartamenti in pieni centri storici con deliziose camere a prezzi incredibilmente vantaggiosi. Carburati dai croissant tutto burro riprendiamo il viaggio in direzione Champagne fermandoci all’ora di pranzo per una sosta gourmet a Nancy dove ero già stato a maggio in solitario. Imprescindibile prima del pasto la visita alla Piazza Stanislas, elegante gioiello architettonico. Avevo prenotato un tavolo per tre nella grande sala decorata Art Nouveau della storica Brasserie Excelsior (monumento storico) in un contesto di atmosfera unica. Pranzo a base di specialità della Lorena scelte dalla carta degli antipasti come le uova pochés (in camicia) gratinate all’emmental e la tradizionale quiche Loraine (torta salata) abbinate a una bottiglia di leggero Pinot Noir della zona. Lo spirito di questa brasserie ti fa vivere un’esperienza unica, un luogo di vita senza tempo, fatto di scambi e di storia e quando te ne vai, quell’ambiente, quei colori, quei rumori, quell’atmosfera ti fanno vagare con la mente e nel nostro caso ci hanno fatto riprendere il viaggio verso Reims, capoluogo storico della regione Champagne. Anche qui arriveremo nelle ore antecedenti il tramonto e quella luce e quei colori si rifletteranno sulla facciata della bellissima Cattedrale, sede di incoronazioni di Re francesi tra le quali anche l’ultimo Re di Francia  Carlo X. All’interno troverete anche le vetrate di Chagall. Una piccola camminata ci porterà prima verso la Place Royale e poi nella Piazza du Forum, teatro del nostro primo bicchiere di champagne (alla fine del viaggio saranno undici i bicchieri di produttori differenti) a festeggiare l’inizio in questa regione vinicola dove le uve Pinot Noir, Chardonnay e Pinot Meunier, sono coltivate in un clima mite su un terreno ricco di minerali e gesso. La tradizione vuole che lo champagne venga utilizzato per il battesimo di una barca o addirittura considerato una forma di “acqua santa” in alcuni rituali religiosi, nel nostro caso il brindisi di buon augurio per il viaggio. Seconda notte in appartamento, in questo caso un loft moderno al piano terra. Il giorno dopo visiteremo le cantine di una Maison storica dello champagne, la Veuve Clicquot Ponsardin. A Madame Clicquot, rimasta vedova alla giovane età di 27 anni, si devono le innovazioni del primo champagne millesimato e della prima “table de remuage", una tavola che inclina le bottiglie, facendo gradualmente scivolare i sedimenti verso il collo della bottiglia, rendendo così lo champagne limpido e considerevolmente più nobile. Da Reims a Epernay il tragitto in auto è di solo mezz’ora. Epernay è tutta circondata da vigneti e con le sue splendide facciate di ville e case borghesi che ospitano alcuni grandi marchi, l’ Avenue de Champagne, rivendica a pieno diritto il titolo di capitale dello “champagne”. Ci arriveremo all’ora di pranzo e sarà una deliziosa scaloppa di foie gras ad accompagnare l’ennesimo bicchiere di champagne. Nel dopo pasto ci dirigeremo verso le piccole collinette adiacenti la cittadina e praticamente saremo immersi nei vitigni. Faremo tappa anche in una cantina di un piccolo produttore dove degusteremo altri tre bicchieri (brut, millesimato e rosè). Le fotografie di rito, vigne e bicchieri, suggelleranno e fermeranno questo imperdibile momento. Terza notte in un appartamento al secondo piano, arredato splendidamente e accogliente sotto tutti i punti di vista. Il nostro soggiorno itinerante nella zona dello champagne è al termine. Petit déjeuner con gli immancabili croissant tutto burro e via in direzione “ville lumiere”, il nostro appuntamento annuale con Parigi diverrà realtà. In contemporanea al  nostro arrivo ci sarà anche quello di Edoardo, il nipote prediletto, che ci ha raggiunto in treno da Beaune. Saranno tre giorni di vero godimento alternando le corse con le biciclette a pedalata assistita a pranzi in ristoranti famosi per sorprendere Edoardo, Le Grand Colbert e Le Train Blue. I due locali hanno ospitato location di film grazie all’architettura che desta stupore, dalla sala di una elegante brasserie tradizionale del primo ristorante adiacente il Palais Royale alle due ampie sale decorate in stile Belle Epoque del secondo alloggiato all’interno della Gare de Lyon. Splendidi menù e ottimi vini per entrambi i ristoranti, la giusta consacrazione delle due locations. Oltre alla scorribande  in bicicletta i tre giorni a Parigi saranno ricordati dalle soste a base di crêpes dolci, galettes salate e sidro bretone, dalle tappe a luoghi storici visti e rivisti nelle precedenti trasferte nella capitale d’oltralpe, dalla visione di due film francesi in camera d’hotel e da new entry come gli arredi del grande magazzino Samaritaine dopo anni di completa ristrutturazione. Alla fine degli splendidi giorni parigini prima accompagneremo in aeroporto Edoardo destinazione Copenhagen mentre noi proseguiremo il rientro facendo sosta alla città medievale di Troyes, situata sulla Senna. Il cuore della città ha la forma di un “tappo di champagne”, particolarità curiosa a suggello del nostro viaggio in questo straordinario territorio. Le strade di Troyes sono fiancheggiate da case a graticcio dalle facciate color pastello spento purtroppo; sembra una cittadina incompiuta, le manca quel “quid” per renderla più appetibile al viaggiatore di passaggio. E’ circondata da grandi chiese tra le quali l’imponente la cattedrale di San Pietro e San Paolo. Abbiamo festeggiato la fine del nostro viaggio in un’enoteca con piccola cucina con l’ultimo bicchiere di champagne e uno di rosso Bordeaux per accompagnare un tagliere di formaggi francesi e sei escargots (lumache). Ultima notte nel quarto appartamento a cui si accede dopo una serie di scale ripide. La Francia è la mia seconda casa anche se il mio sogno rimane sempre quello di poter essere la prima. Io non mi sento italiano, per niente. Ho sempre elogiato la Francia e i francesi in tutte le loro sfaccettature e anche questo viaggio me ne ha dato conferma. Pregi e difetti ma sempre di classe superiore grazie al loro “savoir faire” e alla loro “joie de vivre”. Non vedo l’ora di andare in pensione per iniziare un percorso francese, in primis l’imparare la lingua anche grazie alla visione dei film che adoro. Chiudo il racconto con una citazione di Madame Lily Bollinger che sosteneva : "Bevo champagne quando sono felice, e quando sono triste. A volte lo bevo quando sono sola. Ma quando sono in compagnia lo considero indispensabile. Mi ci diverto quando non ho fame, e lo bevo quando ne ho. Altrimenti non lo tocco, a meno che non abbia sete”. Ça va sans dire, non c’era bisogno di scriverlo.

La chanson du Post : "Tu me fais turner la tete " interprétée par Edith Piaf
10/22

lundi, juillet 15, 2019

Tears for Beers

Un concerto come pretesto di un viaggio. Era già accaduto altre volte, da solo o in compagnia, ma il connubio viaggio-concerto è sempre un successo. La musica come colonna sonora, la musica per rinverdire i ricordi, in questo caso grazie alle note dei Tears for Fears. Quando erano uscite le tappe del tour dei Tears For Fears, uno dei gruppi più acclamati della scena musicale degli anni ottanta/novanta, cercavamo la location giusta per l’evento e alla fine si era deciso di puntare verso il Castello di Bruchsal nella verde Germania sud occidentale. A quel punto eravamo già in viaggio con Bumby (Umberto) alla guida della Twingo, per la sua grazia col pedale dell’acceleratore, verso il Nord d’Europa al confine tra Francia e Germania. Si fugge dalla rovente Milano, si fugge per vivere un’esperienza speciale mischiando la scoperta di luoghi sconosciuti con melodie, parole e suoni. E poi che estate è senza un concerto ? E quindi via alle danze per creare la ricetta giusta per il viaggio perfetto; per renderlo tale e gustarselo a pieno è necessario scegliere gli ingredienti con cura, selezionare i migliori. Il pilota dal piede leggero, capace di guidare per ore e condurci a destinazione, l’esperto di viaggi con mille cose da raccontare e la elegante novità che ha alimentato quell’entusiasmo senza il quale non si compiono grandi cose, come da doverosa citazione. E sulle ali di quell’entusiasmo qualunque imprevisto si trasforma nel momento perfetto. Per esempio può accadere che i due collaudatissimi viaggiatori, pilota e navigatore, decidano di fare km in cerca di un rifornimento di benzina, in terra straniera, col rischio di rimanere senza … e con qualche minuto di panico, poi dissolto tra grandi risate e la cortesia di due belle signorine tedesche. Può accadere di ritrovarsi a cantare le canzoni dei Tears For Fears sotto una pioggia battente e non avere l’ombrello perché lo hai lasciato in macchina: “c’è il sole, ti sembra tempo da pioggia questo?” Le ultime parole famose (in effetti il sole c’era, appunto c’era). Ma che importa la musica era bellissima, la compagnia divertente e poi è bastato un poncho in plastica trasparente per ripararsi. Di questo incredibile viaggio ricorderemo ogni frammento, i colori della romantica Colmàr, la schnitzel gustata all’aperto a Baden-Baden e le birre, immancabili nelle nostre soste ristoro. Un’altra meravigliosa esperienza condivisa ! Ottima l’organizzazione e le istantanee scattate dall’esperto di viaggi, splendida la guida del pilota che ha condotto la “nostra” Twingo a destinazione, appassionanti le righe traccia scritte da una fresca penna e un grazie particolare a Kate, Silvia e Simona (le voci elettroniche del navigatore) senza le quali non saremmo mai finiti dove non volevamo. E naturalmente la musica dei Tears For Fears nel castello di Bruchsal. La band entra in scena, Roland Orzabal e Curt Smith si impossessano del palco e si inizia proprio con «Everybody wants to rule the world» la canzone che ha dato il nome al tour. Il concerto sposta le lancette sugli anni Ottanta, una sorta di omaggio a un’epoca. Un pop di pregio, dalla formidabile sonorità melodica, che è stato parte della colonna sonora di chi è cresciuto negli anni ’80.

Post's song : "Everybody wants to rule the world" performed by Tears for Fears
7/19

dimanche, septembre 12, 2010

Breakfast in Breisgau

Breakfast in America è il titolo dell’album del 1979 dei Supertramp, un disco pop per eccellenza. Per noi de “Le Matte Risa” (Umberto, suo figlio Daniele e io) un ottimo pretesto per un altro viaggio insieme, il quarto per l’esattezza della serie “musicale” (Police 2007 Amsterdam, Billy Idol 2008 Amburgo, Depeche Mode 2009 Monaco di Baviera). La località scelta per il concerto dei Supertramp è stata quella di Friburgo (Freiburg im Breisgau) in Germania. Qui ci siamo arrivati bucando il massiccio svizzero del San Gottardo per mezzo della omonima galleria non dopo aver applicato il bollino autostradale elvetico e sfrecciando nel verde della campagna tedesca con la Twingo di Umberto (da lui definita Buondì) e con il suo aiutante, il mio navigatore Tom Tom. Ci siamo insediati nello splendido Hotel Schwarzenberg di Glottertal (a pochi km dia Friburgo in piena Foresta Nera con una veduta splendida sui vigneti circostanti e anche sul ristorante di fronte ...) dove Frau Nadine e Frau Astrid Pinkowsky (la nostra preferita) ci hanno dato il benvenuto (nel tipico italiano tedesco) con un’ottima wiener schnitzel accompagnata da simpatici cubetti di patate fritte. Con il pieno di birra si parte alla volta di Colmar superando il confine francese. Colmar è una perla della splendida regione di Alsazia. Camminando per le vie della città sembra di essere sul set di una fiaba della Walt Disney con le case tipiche a graticcio e i tetti appuntiti. Da vedere la Maison des Tetes e la Maison Pfister, due belle e antiche abitazioni del 1500 e la romantica Petite Venice con le case affacciate al fiume. Tipiche dell’Alsazia sono le cicogne e la “route des vins” con le sue cantine e i suoi famosi vini. E proprio inseguendo la strada dei vini giungiamo nel borgo pittoresco e caratteristico di Riquewihr (una decina di km. da Colmar). Anche qui ci accolgono le coloratissime casette a graticcio che fanno la loro bella esposizione percorrendo la via centrale lambita dai meravigliosi vigneti. Come antipasto alla cena abbiamo assaggiato la “tarte flambé” una sorta di pizza bassissima con crema di formaggio ricoperta di cipolle e pancetta cotta al momento con forno all’aperto. Nel ritorno verso la nostra base in Germania percorrendo le strade indicateci dal navigatore ci sembrava di vivere ai tempi della seconda guerra mondiale e tanté che abbiamo anche superato la linea Maginot. Nonostante non fossimo inseguiti dai nazisti abbiamo rischiato di non tornare a Friburgo in quanto avevamo pochissimo carburante nella Twingo e l’assenza totale dei distributori di benzina nella zona ha reso il nostro rientro palpitante. Ci siamo salvati nel tratto finale autostradale quando ormai le risorse erano allo strenuo. Per festeggiare l’avvenimento ci siamo inoltrati nella Friburgo notturna dove ci siamo rimpinzati di salsicce varie e di crauti alla birra nell’ottimo ristorante con cucina a vista della birreria Martinbrau. Inevitabile l’accoppiata con la loro birra prodotta all’interno. Umberto ha sempre una riserva in più nel suo “delicato” stomaco o probabilmente deve costantemente innaffiarlo di birra. Devo parlare con la sua Dottoressa. Beato lui. 
Eccoci finalmente al giorno del grande evento. Prima di assistere al concerto dei Supertramp nel cortile della Birreria Gantner ci siamo permessi il lusso di fare una bella visita alla città di Friburgo e anche una scappata all’ora di pranzo nel villaggio di Triberg in piena Foresta Nera. Immergendoci nella città di Friburgo si resta subiti colpiti dalla magnificenza della Torre Campanaria della Cattedrale (Munster) capolavoro gotico. Nelle vicinanze si ammira anche la piazza del Municipio Rathausplatz nel cui erge una bella fontana con la statua di Berthold Schwarz (Bertoldo il nero a cui probabilmente si deve l’invenzione della polvere da sparo) e dove sorgono i due Municipi rinascimentali (il vecchio e il nuovo). Ancora da vedere affacciato sulla piazza della Cattedrale il rinascimentale Historisches Kaufhaus lo splendido palazzo rosso originariamente dazio e magazzino del mercato pubblico. Sessanta km ci dividono da Triberg e noi li percorriamo inseguendo il nostro pranzo quotidiano con una matta voglia di wiener schnitzel e birra locale. Triberg, circondata da un paesaggio ricoperto di pini e abeti, è conosciuta principalmente per i suoi orologi a cucù e per le sue cascate. Nella parte del villaggio ci si imbatte in un sacco di negozi che vendono i famosi orologi e altri oggetti di legno intagliati a mano. Si rientra finalmente in hotel e dopo una sosta “propizatoria” abbiamo affrontato felicemente il concerto dei Supertramp. Daniele (il Cappe) era preoccupato per l’eventualità di essere il più giovane (16 anni) ad assistere al concerto del gruppo inglese che festeggiava i suoi 40 anni di attività. Tutto era tranquillo e c’erano anche tanti bambini e ragazzi sicuramente figli dei fans Rick Davies e compagni. Lo stile “choppato” al piano elettrico Wurlitzer, che rende immediatamente individuabile una canzone dei Supertramp, trova in “Breakfast In America” la sua massima esaltazione e consacrazione e tra i pezzi più noti dei Supertramp nel corso del concerto abbiamo ascoltato hit come “Breakfast in America”, “Goodbye Stranger”, “Take the Long Way Home”, “It’s Raining Again”, The Logical Song”, “Dreamer”, “Give a Little Bit” e “Cannonball” (tutti pezzi che avevamo assaporato durante il viaggio di andata grazie a un cd propedeutico appositamente preparato dalla nostra enciclopedia musicale vivente in arte Bumby). Come spesso accade, un tempo fantastico con sole e temperatura gradevolissima ha accompagnato le nostre giornate. Nel ritorno sotto il tunnel del San Gottardo la Twingo di Umberto ha “festeggiato” i suoi 115 mila kilometri !
.
Per il 2011 siamo già a caccia dei biglietti di ...
.
Post's song : "Goodbye stranger" performed by Supertramp..
9/10

dimanche, décembre 10, 2006

Hors d'oeuvres de Noël

Antipasti di Natale.
Molte volte andando al ristorante a fine pasto si conviene che l’antipasto è stato il piatto più delizioso del menù. Tutto questo vale anche per questo viaggio appena trascorso in terra d’Alsazia nel ponte di S.Ambrogio-Immacolata con mio fratello Vito (l'uomo a destra nella foto) e famiglia (mia cognata Betty e mio nipote Edoardo). Partiti con la Micra di Betty e Vito abbiamo raggiunto prima Colmar, splendida cittadina alsaziana dove l’atmosfera natalizia è veramente suggestiva. Nei giorni seguenti abbiamo toccato tra le altre l'autentica scoperta del pittoresco borgo di Kaisersberg, la "grande" Strasburgo (capoluogo della Regione vedi foto a sinistra), la piccola Obernai, il paese di Montbeliard (France Comté) con le sue tradizionali "luminaries de Noel" e Mulhouse. L'Alsazia è una splendida regione francese situata al confine con la Germania e contesa per qualche secolo da queste due nazioni. Passando sotto il dominio dell’una e dell’altra mostra oggi usi e costumi di entrambi i paesi. Le sue originali costruzioni a graticcio (maison à colombage), architettura utilizzata dal Medio Evo al Rinascimento, derivano dalla dominazione tedesca (fonte Wikipedia francese) e caratterizzano gran parte della regione. Tipiche dell'Alsazia sono, oltre alle case suddette, le cicogne, simbolo della regione, che nidificano nei paesini della zona di Colmar, i vigneti che dominano il paesaggio dalle dolci colline e i minuscoli borghi con le colorate case a graticcio con i tetti a punta che sembrano quasi finti o disegnati dalla Disney per le sue fiabe. In tutte queste località i mercatini di Natale sono splendidi con le loro luci, i loro colori e profumi. Questi viaggi turistici diventano vere e proprie escursioni cultural-gastronomiche e quindi al rientro il chilo in più è d’obbligo e con gli imminenti pranzi natalizi difficile da smaltire. In questa trasferta birre di Natale e beaujolais nouveaux hanno annaffiato con vera goduria patè in crosta, pommes de terre al gratin e formaggi vari tutti rigorosamente francesi. Per fortuna in terra di Francia non si spende molto per il dormire in quanto le varie catene di hotel (dai meno cari Villages Hotel fino ai leggermente più cari Campanile) permettono di contenere la spesa giornaliera e quindi il soggiorno risulta essere oltre che piacevole anche non dispendioso dal punto di vista economico.
Quando si viaggia in auto si ascolta molta musica e la colonna sonora di questo itinerario sono stati il nuovo CD di Yusuf Islam (Cat Stevens) "An other cup" e l’album di Natale di James Taylor datato 2004. Il Natale è alle porte e il prossimo "antipasto" a Cermenate di sabato prossimo a casa del mio amico Umberto e famiglia per la tradizionale cena annuale sarà un altro momento importante di quello che io considero il vero Natale. Che sia un viaggio o che sia una cena l’importante è avere vicino le persone che ti vogliono bene e a cui vuoi bene. Gli antipasti in genere sono molti e vari e quindi so che saranno piacevoli anche gli incontri con Lucio, con Cinzia, con Steffe, con Sarah. Da qualche anno il Natale non è più lo stesso per me. Intanto non ha più l’emozione di quando bambino attendevo la mezzanotte nella speranza che la mia lettera a Gesù Bambino fosse esaudita; e mi ricordo ancora della felicità nello scartare il regalo desiderato che fosse il trenino elettrico della Lima, l’organo elettrico della Bontempi o qualche nuovo accessorio del Subbuteo. Negli anni poi ho scoperto di quanto fosse importante trascorrere il Natale insieme alle persone che ami e in questa occasione essere generoso soprattutto con loro e pensare a loro. Per me dare è sempre stato più emozionante che ricevere. Ora che non ci sono più, per cause diverse, le donne più importanti della mia vita cerco di far passare velocemente i giorni "di festa" e questi piacevoli antipasti mi aiutano per qualche ora a non pensare alle cose tristi.

Post’s song "Midday (Avoid city after dark)" performed by Yusuf Islam (Cat Stevens)
12/6