"Voyager vous laisse d'abord sans voix, avant de vous transformer en conteur."

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jeudi, septembre 23, 2021

"Sesenta" con alioli y sangría en Ibiza y Formentera

Un altro traguardo di vita raggiunto. Gli anni passano troppo velocemente e il mio cuore negli ultimi venti ha dovuto affrontare momenti non sempre felici pagandone probabilmente per le sofferenze, il dispiacere e le arrabbiature. Questo primo viaggio di settembre era stato programmato da mesi e la meta di Ibiza era, per tutti, una novità assoluta. Festeggiare i miei sessant’anni al mare e in buona compagnia è stato semplicemente appagante. Al trio storico settembrino di Mykonos e Parigi (Vito, Betty e io) si era aggiunto Giacomo, mio cugino figlio di Vincenzo fratello del Nick. L’impatto con l’accogliente Ibiza è stato subito elettrizzante. “Calda e verdeggiante” sono state le prime impressioni. La base era stata scelta a Sant Antoni de Portmany a nord dell’isola e la stessa si è dimostrata perfetta come punto di partenza per le sortite quotidiane e per la tranquillità del luogo. L’hotel Osiris si è rivelato una vera sorpresa per bellezza e qualità dei servizi. Dalla grande finestra con terrazzino della camera la vista sulla piccola baia “Platja Es Pouet” era proprio invitante e così non abbiamo perso tempo per immergerci nella sue calde acque. Una piccola dose di sole e poi via a rifocillarci al Chiringuito Ristorante Es Pueto per un pre-cena “con i piedi praticamente nell’acqua”. Fiumi di sangria “tinta e blanca”, fritto di tenerissimi calamari, gamberi all’aglio e la sbalorditiva salsa alioli (a base d’aglio) che in seguito avrebbe creato una vera dipendenza. Splendido benvenuto enogastronomico sull’isola. Una doccia rigenerante e una passeggiata sul lungomare di Sant Antoni giusto il tempo di vedere il tramonto arancione intenso e prendere posizione al tavolo che avevo prenotato per il mio compleanno. I festeggiamenti sono iniziati alla grande. I giorni a seguire hanno seguito una trama “scritta” al momento sulla base del meteo e delle calette da vedere sull’isola. La traccia quotidiana improvvisata prevedeva però una colazione abbondante con prodotti freschi di ottima qualità e poi le scorribande con la “nostra” confortevole Seat Arona che ci ha portato in giro per Ibiza. Tutte le scelte che si sono succedute giorno dopo giorno sono state degli autentici regali per gli “occhi” e per la “gola”. Spiagge con panorami meravigliosi e acque calde, ristorantini vista mare e relax per tutti tranne che per Vito e la sua energia positiva e sempre attiva. Splendide sono risultate la mattutina Cala Comte con le sue rocce vista isolotti adiacenti e la serale Cala Llonga dove abbiamo cenato praticamente sul mare nel locale “Amante”. Sorprendente anche la visita serale della parte vecchia di Ibiza ricca di localini ristoratori uno dietro l’altro con fiumi di persone liberate dai primi respiri delle restrizioni della pandemia. Così come emozionante la cena al Restaurante S’Illa des Bosc con il contorno di un acquazzone che ha reso unica l’atmosfera che ci circondava. L’ultima giornata di vacanza alle Baleari l’abbiamo trascorsa a Formentera (chiudendo per me il cerchio delle quattro isole) sulla bianchissima spiaggia Platja de Ses Illetes che si affaccia sulle acque che, a seconda delle sfumature cielo, assumevano colori incredibili che spaziavano in una gamma di turchese, celeste, azzurro e blu intenso. Il viaggio è stato una bellissima parentesi settembrina, in amorevole compagnia, con incantevoli perle per la vista e per il gusto. Un viaggio da ripetere per poter cogliere altri gioielli che per i pochi giorni trascorsi abbiamo dovuto tralasciare. Al rientro mi sono ricordato di un frammento del film “About a boy” dove il protagonista Will (Hugh Grant) citava : “… secondo me ogni uomo è un’isola e per di più questo è il momento giusto per esserlo. Questa è l’epoca delle isole. Cento anni fa era diverso, dovevi dipendere da altre persone. Nessuno aveva la TV, o i CD, o i DVD, o i video, o la macchina per farsi il caffè espresso in casa. A dire la verità non avevano niente per divertirsi. Oggi invece puoi crearti da solo una piccola isola paradiso. Con gli accessori giusti e, cosa ben più importante, con l’atteggiamento giusto, puoi essere assolato, tropicale, una calamita per le giovani turiste bionde. E a me piace pensare che io potrei proprio essere un’isola del genere, mi piace pensare di essere molto fico. Mi piace pensare di essere Ibiza …”. Non male come scelta direi.
Post's song :"Ci vuole orecchio" performer by Enzo Jannacci
9/21

mercredi, septembre 18, 2019

Vacaciones V.I.P. en Menorca

Un’attesa durata due anni e finalmente Minorca. Già, perché in quel settembre del 2017 rinunciammo (Vito Betty e io) alla vacanza sulla piccola isola del Mediterraneo per un mio “problema di salute”. L’attesa però è stata premiata con una vacanza da VIP. Villa bianca a due piani con piscina nei pressi della cala di Santandria, prestigiosa auto a noleggio, pranzi e cene in locations vista mare nella cornice delle più belle calette dell’isola. Che altro ? Il mese di settembre offre sempre le soluzioni migliori. Che siano le Cicladi greche o le Baleari spagnole il risultato è sempre impagabile. Minorca è una bellissima isola, un’isola delle meraviglie. Ci sono calette incantevoli con spiagge per tutti i gusti, attrezzate o libere; a Minorca c’è solo l’imbarazzo della scelta. Con i suoi oltre duecento chilometri di litorale, Minorca ha più di ottanta spiagge e calette, tutte caratterizzate da splendide acque turchesi. Ciò che le contraddistingue è la ricchezza di scelta : si va dalle spiagge di sabbia fine bianca con acque poco profonde, alle calette più rocciose che si affacciano su un mare blu e profondo. ostentando quasi timidamente dei veri e propri beni preziosi nascosti in questa piccola perla del Mediterraneo. Messa in secondo piano dalle più celebri Ibiza e Maiorca, negli ultimi anni Minorca è cresciuta di popolarità. È l’unica isola delle Baleari che si difende dalle trasformazioni del turismo di massa, preservando attentamente la propria identità e la sua fisionomia. Nel nostro “breve” soggiorno non ci siamo allontanati troppo dalla nostra speciale base VIP in quanto la spiaggia di Santandria e quella vicina di Sa Caleta (dieci minuti a piedi) sono piccole gemme incontaminate, attrezzate però per un relax con lettini e ombrelloni. Le uniche evasioni, pur sempre a breve distanza d’auto, sono state Cala Galdana di giorno e la Ciutadella di sera. Cala Galdana è una grande spiaggia dalla sabbia bianca riparata dal vento e attorniata dalle pinete, dove il prode Vito, che non sta mai fermo, si è inoltrato nelle sue escursioni diurne. E’ una delle più rinomate e bazzicate spiagge di Minorca, per la sua bellezza in un esteso e incontaminato paesaggio. Per la sabbia chiarissima, l’aspetto celestiale e l’eccellente clima, è considerata una delle più belle dell’isola. La Ciutadella invece è l’antica capitale dell’isola di Minorca, prima che gli inglesi la traslocassero nella città di Mahon. Il caratteristico mix tra architettura medievale e architettura araba della configurazione cittadina, rende davvero elettrizzante il passeggiare tra le piccole stradine della città. Meraviglioso è l’impatto visivo (vedi foto del post) nell’incontro con la Cattedrale di Santa Maria, uno dei monumenti principali e più attrattivi della città. La Cattedrale venne costruita su quella che un tempo era la grande moschea musulmana. Es Born invece è il principale transito di passeggio che termina nell’omonima Piazza dove il Palazzo comunale è il più importante tra gli edifici che qui potrete trovare. Ai piedi della antiche mura, si estende il porto di Ciutadella dove ristoranti, bar, caffè e piccoli negozi tradizionali contribuiscono alla vivacità del luogo, sia di giorno che di notte. I ritmi dei giorni trascorsi sull’isola erano scanditi al mattino dalla colazione sul terrazzo della “nostra” villa con prodotti freschi acquistati quotidianamente nel vicino piccolo supermarket, tra i quali la calda e fragrante ensaimada (dolce da me già celebrato a Maiorca dove ha origine) e da una prima dose di sole e bagni. La sosta pranzo nel ristorante vista mare dell’Hotel Bahia segnalava il picco di metà della giornata. Nel pomeriggio breve pennichella sui lettini, seconda razione di sole e bagni e aperitivo a base di sangria in attesa del tramonto. Le cene poi le abbiamo suddivise tra il belvedere del ristorante dell’Hotel Bahia e la ricerca di locali a la Ciutadella. Come detto Minorca è più piccola di Maiorca, meno caotica di Ibiza e più comoda da raggiungere di Formentera : tra tutte le isole Baleari probabilmente Minorca risulterà la più gradevole, per il mio gusto, anche se devo ancora testare Ibiza e Formentera. Minorca è un’isola meravigliosa, dove per ponderata buona sorte è stato messo un freno all’espansione frenetica del turismo a difesa dell’ambiente. Per le sue incantevoli spiagge bagnate da un mare azzurrissimo, è perfetta per una vacanza di mare da sogno, fatta di sole, bagni e relax.  E’ un piccolo paradiso con qualcosa per tutti e per tutte le tasche. E poi un buon ristorante di pesce si trova praticamente dappertutto per cui una cena deliziosa, in un contesto spettacolare, è sempre garantita ! E’ una meta esclusiva per cui valga la pena di ritornare. Ora abbiamo una decina di giorni per riordinare le idee, preparare un piccolo trolley con dentro un piacevole programma enogastronomico, indossare le camicie variopinte e goderci lo spettacolo di Jimmy Buffett e di Parigi. Ça va sans dire …

Post's song : "La Isla Bonita" performed by Madonna
9/19

mercredi, février 27, 2019

Mallorca y el clima templado de las Baleares

Nel nostro vecchio e caro continente, anche in pieno inverno, ci sono luoghi che ci offrono la certezza di un clima mite, soleggiato, dolce. Il sud della Spagna e le isole delle Canarie e delle Baleari ne sono un esempio. E dopo l’inizio dell’anno di due anni fa alle Canarie e quello dell’anno scorso a Malaga avevo bisogno della novità delle Baleari. E così, grazie alla comodità e buona frequenza dei passaggi aerei, la scelta della grande isola di Maiorca e del suo capoluogo Palma di Maiorca era quasi “obbligata”. Un’ora e un quarto di volo e si passa dalla frenesia di Milano alla deliziosa calma di un’isola del Mediterraneo. Altri dieci minuti di taxi e  dai finestrini con vista lungomare sei accolto dal fiore all’occhiello di Palma di Maiorca, la sua mastodontica cattedrale gotica illuminata con le luci della sera. Il mio hotel è praticamente a ridosso della cattedrale e il panorama dalla terrazza al quinto piano è impareggiabile : una piccola piscina, i tetti delle case confinanti e la maestosa facciata con tanto di rosone della “Seu” (così è detta comunemente la cattedrale). La mia nuova e immacolata Canon G9X in stile vintage immagazzina le prime istantanee del viaggio. Il ritmo di vita in Spagna è da sempre “rallentato” e gli orari per consumare i pasti sono di un paio d’ore più avanti dei nostri. Me la prendo comoda e liberatomi dal caldo piumino invernale milanese mi dirigo verso il Mercato Gastronomico di San Juan aperto fino a notte fonda. Avevo letto su Internet della sua peculiarità in linea con i mercati gastronomici di altre grandi città europee, da me già testati, come Madrid, Barcellona, Londra o il “mio” di Rotterdam. E’ un luogo dove si vive la passione per la gastronomia ogni giorno dell’anno, una vera esperienza culinaria di piatti maiorchini, spagnoli e internazionali. Uno accanto all'altro, sono stati allestiti vari "stand" con specialità preparate al momento. La mia prima scelta è caduta su un buon bicchiere di rosso Rioja che ha accompagnato una selezione di calde deliziose crocchette miste a cui ho fatto seguire un pintxos (tapas) basco e un piatto di prosciutto iberico rigorosamente tagliato a mano. Per fortuna l’edificio che ospita questo “ben di Dio” gastronomico è a un paio di chilometri di camminata dalla mia camera d’albergo e così le prime calorie in corpo le ho assimilate nel tragitto. In ascensore sono segnalate le previsioni del tempo per i giorni a seguire con il disegno del sole pieno che avrebbe accompagnato il mio soggiorno maiorchino. E così è stato. La mattina seguente mi sono diretto subito ai piedi della cattedrale e poi sul lungomare alla ricerca di un buon punto luce per realizzare, con l’aiuto di uno sfondo superbo, i miei primi appunti visivi di “Palma”. Avevo prefissato un piccolo programma domenicale e mi ero messo sulla direzione giusta per compierlo. E così, di buona lena, mi sono incamminato verso il porto. Lì mi sono fermato per provare una specialità dell’isola di Maiorca, la ensaimada. Il dolce tipico di Maiorca, con la sua forma a spirale è da provare a colazione e/o a merenda accompagnandolo con un cappuccino o una cioccolata calda. La ensaimada, cosparsa di zucchero in polvere, è deliziosamente leggera e squisita. Dopo il break in zona porto sarà la volta della Fondazione Museo Pilar e Joan Miró. E’ un'istituzione “omaggio” culturale che permette di scoprire l'arte di Joan Miró e di studiare il corso creativo nel luogo in cui l'artista ha vissuto e lavorato per quasi trent’anni. L’edificio è posto sopra una collina dalla quale è possibile scrutare lo splendido panorama offerto dall’isola. Lo scopo della fondazione, voluta proprio dai coniugi Miró, è quello di mostrare le opere come se fossero all’interno di un’abitazione e non di un museo. Merita davvero una sosta questo museo. A breve distanza si arriva al Castello di Bellver che domina con la sua posizione collinare tutta la zona ovest di Palma. Il castello “fortezza” é l’unico a forma circolare in Spagna ed è un vero punto di riferimento dell’architettura gotica catalana. Il castello è perfettamente conservato, con un fossato con ponte levatoio e torri. Il cortile circolare centrale è su due livelli dove quello inferiore è costituito da archi romanici catalani. La vista dalla cima è spettacolare e quindi la visita al Castello di Bellver di Palma è doverosa. Vola il tempo e il mio ritorno al porto sarà per “spendere” in tutti i sensi la pausa pranzo. Calamari fritti, tartare di tonno rosso e un San Pietro alla piastra il tutto accostato a un buon bicchiere di leggero vino bianco di Maiorca. Nei programmi dei grandi cataloghi dei viaggi c’è sempre il tempo libero a disposizione e così sarà il mio pomeriggio. Passeggiata lungo la “rambla” e sui “passeig" fino ad arrivare all’ora del tramonto che colora di rosa il centro storico. Uno spritz e un paio di crocchette chiuderanno il mio piccolo buco allo stomaco e la mia intensa giornata a Palma di Maiorca. E intensa sarà anche la giornata seguente, quella di lunedì. Dopo la colazione in hotel mi sono diretto verso Plaza de Espana dove c’è la stazione degli autobus. Da qui ho proseguito verso Port de Soller (una trentina di chilometri di distanza) l’incantevole località balneare sulla costa occidentale di Maiorca. Port de Soller è un pittoresco paesino situato in una grande baia a ferro di cavallo circondato da un paesaggio collinare. Port de Soller è una delle poche città che vanta magnifici paesaggi di montagna che controbilanciano le viste mozzafiato sul mare dell’isola. La baia è delimitata da una spiaggia sabbiosa ed è fiancheggiata da una passeggiata pedonale con tanto di meravigliose palme (vedi foto del post) e dove i visitatori si affollano per ammirare la bellezza vivace del porto. Port de Soller ha tutti gli ingredienti per essere una base perfetta per una vacanza sull’isola. Per me sarà un ottimo punto di partenza per vivere un’esperienza magica per il “ritorno” a Palma, grazie a un tram d’epoca che mi porterà a Soller e a il treno storico che mi guiderà fino a destinazione. Il centro storico di Soller ha un fascino particolare, con una raccolta e ombreggiata piazza centrale, Plaza de la Constitución, con una grande chiesa gotica. L’esperienza “tram-treno” è come se fosse una gita dai cinque sensi. Un viaggio autentico attraverso la natura incontaminata di questa magica isola che trasporta i suoi passeggeri in un pittoresco itinerario tra agrumeti e uliveti. Si percorre la meravigliosa Sierra de Tramuntana e si godrà di una diversità di paesaggi e di scenari unici. Rientro a Palma in orario di pranzo e lo consumerò, come da incarico commissionatomi dall’amico collega Alessandro “Cipo”, in un locale italiano regno della mozzarella, il Mozz’art. Qui, dopo aver provato una gustosa “caprese sbagliata” (burrata, pane carasau e pomodorini), ho portato i saluti di “Cipo” al proprietario Johnny che è rimasto sorpreso e lusingato della mia missione. Ritornerò in hotel sempre di buon passo per “smaltire” la gastronomia nostrana e mi rilasserò su una sdraio della terrazza panoramica godendo dei raggi del magnifico sole caldo delle Baleari. Nel pomeriggio inoltrato prenderò un autobus per dirigermi verso l’ex villaggio dei pescatori di Portixol alla periferia di Palma. Portixol è un punto strategico, lontano dal trambusto del centro città. Seduto in un tavolo all’aperto di uno dei tanti locali del meraviglioso scenario costiero, sorseggiando una coppa di Sangria, attenderò l’arrivo del tramonto. Il rientro a Palma lo effettuerò camminando attraverso la passeggiata pedonale. Mi ritroverò fianco a fianco con persone che pedalano, pattinano e monopattinano. E’ una bellissima passeggiata sul lungomare che mi riporterà alla visione della gigantesca e prestigiosa Cattedrale di Palma di Maiorca. La cena della sera la consumerò in un locale che propone tapas creative e piatti singolari e gustosi. La mia scelta è caduta su un classico piatto d’entrata di chorizo (salame iberico), su una tartare di manzo insolita nella preparazione e impiattamento e su un’ensaimada fritta alla crema. Vino rosso maiorchino in abbinamento. Anche la seconda giornata è al termine. Le ultime ore del giorno seguente a Palma di Maiorca mi permetteranno  di visitare i Bagni Arabi, uno dei pochi monumenti che restano dell’epoca araba con un edificio formato da una cupola appoggiata su otto colonne che formano archi rialzati e con aperture che permettono il passaggio della luce. Davvero suggestivo. Come è altrettanto interessante la visita interna della Cattedrale con un gioco di luci proveniente dai mosaici dei rosoni. Prima del pranzo a base di paella vegetariana ho visitato il moderno museo “Es Baluard” con installazioni particolari e opere di artisti contemporanei. Il titolo del mio racconto riporta al clima mite metereologico al quale si aggiunge quello della qualità di vita di Palma di Maiorca. “Svernare” da queste parti è un ottimo consiglio per chi non ama le temperature fredde invernali del resto dell’Europa e per chi ama le bellissime attrattive culturali e i paesaggi contrastanti della natura. Mia mamma molti anni fa era passata da queste parti e in fondo ho visto anche con i suoi occhi questa isola che per la sua grandezza non lo sembra affatto.

Post's song : "It's my life" performed by Talk Talk
2/19