"Voyager vous laisse d'abord sans voix, avant de vous transformer en conteur."

mardi, juillet 29, 2008

Мичаиловскы проспецт : summer days in St.Petersburg and Helsinki

Michailovsky Prospect cita la scritta in cirillico. Prospettiva Michele.
Naturalmente non avrei potuto intitolare il post in altro modo così influenzato come sono stato dalla Prospettiva Nevsky (citata anche dal Battiato cantautore) di San Pietroburgo dove alle undici di sera con il sole ancora vivo cenavo beatamente.
Questo viaggio era iniziato con il tempo stretto necessario per il cambio del piccolo trolley blu usato ad Amburgo con il medio trolley rosso (per le vacanze oltre i 4 giorni) ed eccomi ad Helsinki (arrivato in treno via Tampere volando con Ryanair). Helsinki (Helsingfors) capitale della Finlandia è una bella città sul golfo omonimo (della Finlandia …)
Al primissimo impatto assomiglia a Oslo ma poi passandoci le ore e ritornandoci l’ultimo giorno del viaggio si rivelerà indubbiamente più carina, forse per via delle passeggiate a bordo mare nella zona sud, per il centro storico dominato dal Duomo (Luterano) con le sue cupole celesti, per la cattedrale Uspenski la più grande chiesa ortodossa d’Europa e per il mercato all’aperto sul porto (frutta del sottobosco, prodotti tipici artigianali e souvenir locali). Tutto è a misura d’uomo. La si può visitare comodamente a piedi o al massimo utilizzare i tram per le zone non centrali. I prezzi sono sopra la media (il doppio almeno) e lo noti subito visto che la Finlandia (a differenza di Svezia Danimarca e Norvegia) ha adottato l’euro. Come prelibatezze culinarie ho assaggiato il loro salmone, il filetto di renna (ottimo quello preparato dal Ristorante Sattola in Piazza del Senato), il burro salato accompagnato da pane bianco o scuro e se proprio uno vuol provare ci sono anche l’orso e l’alce ad apparire nei menù. Nei negozi in aeroporto al rientro ho comprato i patè sia d'orso che di alce per provarli con Umberto & Co. in una delle nostre cene a tema. Ho "pasticciato" anche al caffè Engel dalle cui vetrate si specchia il Duomo.
Il tempo (meteorologico) per tutto il mio soggiorno nelle tre nazioni è stato splendido; quando prenoto da solo voli e hotels aggiungo sempre l’opzione “bel tempo/sole”, così le fotografie vengono meglio e il mio viso si abbronza senza andare ai Caraibi. Ho trascorso anche un pomeriggio soleggiato a Tallin, capitale dell'Estonia a due ore di traghetto da Helsinki (si trova proprio di fronte nel golfo finlandese. Bella la zona “old town” medioevale. Mi sono ripromesso di ritornarci per visitarla con più calma.
Lascio Helsinki di ritorno da Tallin come scrittura di post per ritornarci nel finale per via di una bellissima esperienza marinaro-gastronomica.
Il breve volo (40 minuti) che porta a Санkt Петeрбург (San Pietroburgo si scrive così) ti permette di vedere le piccole isole dell’arcipelago : meraviglioso panorama. Controllo passaporti con visto e finalmente St.Petersburg (uso l’inglese lingua ufficiale della vacanza). Quando arrivi in Russia indossi il grembiulino nero con fiocco azzurro delle elementari e cominci a leggere ogni scritta scandendo le lettere cirilliche con l’aiuto dello schematico translitteratore presente anche nella mia Cartonville e cerchi di dare un senso alle parole (se inglesismi) ma il più delle volte non ci riesci nemmeno. La gioia arriva quando realizzi qualche scritta. Tutto è scritto in cirillico o quantomeno al 90% : insegne dei negozi, fermate della metropolitana, indicazioni stradali, nei menù dei ristoranti (a proposito si scrive “ресторанb” che fa anche una bella coppia col “ravintola” finlandese), ecc.ecc. Nel 10% c’è qualche scritta in inglese che compare e tra l’altro loro lo parlano meglio di noi (l’inglese ovviamente). Al quinto e ultimo giorno del mio soggiorno qualche parola era diventata familiare (vedi caffè, stop, ristorante, uscita, hotel, w.c., museo …).
San Pietroburgo è stupenda. I suoi palazzi così in armonia architettonica, con i colori (pastello su tutti) e con la simmetria anche realizzata dagli italiani (Carlo Rossi italo-russo tra gli altri). L’impatto visivo è affascinante soprattutto nel finale di giornata (il sole in questo periodo cala intorno a mezzanotte) : è una città che ha solo 300 anni in fondo. Appena arrivato ho preso il primo battello (uno dei tanti) che attraversa i vari canali così per orientarmi al meglio e con la fortuna di colori imperdibili nel panorama mi sono subito innamorato. C'è un battello alla una di notte che porta a vedere l'apertura dei ponti sulla Neva. Ho cenato sempre sulla Prospettiva Nevsky, con tanto di vodka iniziale per aprire lo stomaco e rallentare il cervello : tutto sembra così tranquillo. Ho mangiato i pelmeni (ravioli ripieni in tante versioni), i blinis (crepes salate e dolci) ripieni di salmone e uova di caviale rosso, ho assaggiato la zuppa borsh (a base di barbabietole con una punta di panna acida), il pollo alla Kiev (di impronta ucraina) e spiedini di carne di maiale (sasliki) accompagnati (garnish) da riso, verdure, funghi e patate e ovviamente i loro cetriolini che compaiono fin dalla prima colazione.
La città è grande, i viali (prospettive) lunghissimi, le donne bellissime. Tutti i monumenti, le chiese, le cattedrali, i palazzi, i musei, le piazze, le prospettive, i ponti, i canali, i giardini, i teatri, le statue sono assolutamente perfetti, belli da vedere e per questo vi lascio alla visione delle mie fotografie personali che troverete nel link apposito in alto a sinistra. Le posso nominare rileggendole nella mia guida : la Chiesa del Salvatore sul Sangue, la Cattedrale di Sant'Isacco, la Cattedrale della Madonna di Kazan, la Cattedrale di San Nicola dei Marinai, la Cattedrale della Trinità, la Cattedrale dei Santi Pietro e Paolo, il Monastero di Smol'nyj, la Moschea, l'Ammiragliato, il Palazzo d'Inverno, l'Hermitage, il Museo Russo, il Museo di Storia Politica della Russia, il cimitero degli artisti, il teatro Mariinskij, la Kunstkamera, il castello Michailovskij, le colonne Rostrate, la Fortezza di Pietro e Paolo, la Piazza del Palazzo, la Piazza del Fieno, la Piazza delle Arti, la piazza Ostrovskij, la via dell'architetto Rossi, il Giardino d'Estate, la statua del Cavaliere di Bronzo, l'incrociatore Aurora e ovviamente la Prospettiva Nevskij. Nella città che durante la Rivoluzione si chiamava Leningrado ci sono due statue di Lenin, una nel piazzale davanti la Stazione Finlandia e l'altra nel cortile dell'Istituto Smol'nyj. Ora cerco di raccontare cose futili e utili della mia permanenza in terra russa. La metropolitana va in sotterranea di ben 60 metri e pertanto le scale mobili che salgono e scendono sono lunghissime. Le stazioni sono monumentali (marmo, lampadari) come forma e un po' meno nei vagoni. Ogni fermata dista circa 2 km. dall'altra. Ci sono 4 linee di metrò.
Gli autobus (vecchissimi e malconci) hanno le insegne solo in cirillico e pertanto sconsigliabili (io ho preso solo quello che fa da spola con l'aeroporto di Pulkovo). Ci vogliono delle buone scarpe comode per visitarla. Ho fotografato a tutte le ore la Chiesa (ortodossa) del Salvatore sul Sangue versato (vedi in grande nel post) veramente da rimanere senza respiro per la bellezza e l’originalita. Ho visitato anche il famosissimo museo dell’Hermitage. Per fortuna avevo prenotato il biglietto online e ho evitato una coda di almeno un’ora e mezza/due. Prendete un hotel vicino alla metropolitana ( io ho scelto il Dostoevsky di buona struttura e due linee di metrò adiacenti). Usate il meno possibile il cellulare (gli sms costano quasi 90 centesimi di euro e le telefonate qualcosa come un euro ogni dieci secondi). Grazie al sole ben alto le giornate sono lunghissime e pertanto potete anche rimanere a dormire qualche ora in più (orario del breakfast permettendo). C’è tanta polizia in giro ma è cordiale col turista tantè che sono riuscito a fare un autoscatto con uno di loro. Fuori dalle chiese e dalle uscite della metropolitana ti attendono donne anziane che vendono fiori e frutta. Anche nei musei donne per noi in pensione controllano le sale (qualcuno l’ho vista anche dormire). Così come ho visto tanti festeggiamenti di matrimonio in giro per la città per via delle locations invidiabili e tanti gruppi di marinai in buonauscita.
Per entrare in Russia ci vuole il visto sul passaporto ottenibile prenotando un hotel, a seguire la richiesta via fax all’hotel stesso di un voucher e un invito che si presentano insieme a una fotografia in una agenzia che si occupa di visti consolari che nel giro di una settimana ti fa la pratica con l’aggiunta di un’assicurazione.
C’è tanto da visitare a San Pietroburgo anche grazie alle giornate lunghe di questo periodo (post notti bianche) : la luce del crepuscolo si confonde col sole che rinasce.
Tornando all’ultimo giorno (o meglio all’ultima serata) l’aereo partito da San Pietroburgo alle 19.31 atterrava dolcemente alle 19.11 a Helsinki. Non mi era mai successo di tornare indietro nel tempo anche solo di venti minuti e in due posti diversi. Di corsa all’hotel (Helka, con stanze moderne e una prima colazione eccellente) lascio il mio trolley rosso, scendo in strada, prendo al volo un taxi e mi faccio portare all’imbarco del battello cha fa spola tra la terraferma e il ristorante Saari sull’isola di Sirpalessari. Cena sublime con lo spettacolo del panorama del sole che cala e luci meravigliose nel cielo. Ristorante aperto da maggio a settembre dove addirittura i tavolini sono sulla roccia davanti l’entrata. Cena a base di pesce della nouvelle cuisine.

Ma come faccio a sapere tutte queste cose ? Sono un uomo di mondo no ?

Di nuovo a prendere il battello (2 minuti di navigazione …) e ricerca di un altro taxi per riportarmi all’Hotel : il taxista Sergey era russo e precisamente di San Pietroburgo.
Il mondo è veramente piccolo.
.
Post's song Helsinki : "With or without you" performed by U2
.
Post's song St.Petersburg : "Allentown" performed by Billy Joel
.
7/8

samedi, juillet 19, 2008

Rebel yell in Hamburg

Trascinati dall’entusiasmo della precedente missione del concerto dei Police ad Amsterdam del settembre 2007, Umberto (Bumby), Daniele (Lele) e il sottoscritto (Mich) quest’anno non abbiamo voluto esser da meno e siamo volati ad Amburgo via Lubecca Airport per assistere al live di uno dei miei cantanti preferiti da sempre : Billy Idol.
Avevamo prenotato (biglietti concerto, voli e hotel) con un mese di anticipo e all’arrivo ad Amburgo non eravamo ancora in possesso dei biglietti del concerto acquistati online dal sito ticketbande.de. Per fortuna ci attendeva in hotel la busta contenente i preziosi documenti.
La data del concerto era per il giorno dopo : ore 20 allo Stadtpark.
Per tutte le ore precedenti l’evento, mentre allegramente visitavamo la città anseatica (da Hansa potente alleanza di comunità che nel tardo medioevo e fino all’inizio dell’era moderna mantenne il monopolio dei commerci su gran parte dell’Europa Settentrionale e del Mar Baltico con ben Sette città che tengono alta la memoria rinnovandone gli antichi fasti, tanto da aggiungere anche un' "H" alla loro targa automobilistica) cercavamo invano la vista di un poster o di una piccola locandina raffigurante il grande Billy e la certezza del concerto della serata. Nulla di tutto ciò ed eravamo veramente preoccupati anche per il fatto che mentre ci si recava allo Stadtpark non c’era un minimo di seguito di fans sulla metropolitana e nella zona circostante. Lo Stadtpark è un grande parco cittadino e l’entrata all’NDR Open Air Freilichtbuhne non era nemmeno segnata nelle vie attorno. Per farla breve abbiamo dovuto prendere un taxi e a un quarto d’ora dall’inizio del concerto siamo arrivati a destinazione. Ancora dubitanti, per via che davanti l’entrata non c’erano le solite bancarelle di merchandising con magliette e CD e nessun manifesto che certificava l’avvenire del concerto siamo entrati con la speranza che il buon Billy ci fosse (pensavamo fosse stato sostituito da qualche altro artista per via di un qualsiasi problema del quale non eravamo a conoscenza).
Alle ore 20 precise … siamo stati premiati e le note di "Cradle of love" erano già nell’aria. Un concerto fantastico, trascorso totalmente con il ritmo che oscillava tra la testa e le gambe e con i virtuisismi incessanti dell'ottimo chitarrista Steve Stevens (da sempre con Billy Idol) e la precisione e l’energia del batterista a farla da padrone oltre ovviamente al carisma alla carica trasmessa e alla straordinaria performance del biondo cinquantatreenne inglese che incarna veramente l’anima del rock e dell’animale da palcoscenico. L’apoteosi si è raggiunta, prima dei meritatissimi bis con la canzone “Rebel yell” (che adoro e che è stata la colonna sonora delle mie prime uscite con Silvia) cantata a squarciagola dalle migliaia di spettatori che riempivano il catino (stile Piazza della Torre a Siena il giorno del Palio) dello Stadtpark Freilichtbuhne Stadium.
Un successo davvero incredibile almeno per chi come a noi piace la musica di Billy Idol.
Il concerto ci ha permesso di visitare con calma e spensieratezza la città di Amburgo. Seconda città della Germania, secondo porto con maggior traffico di merci d’Europa. E’ stata davvero una gradevole sorpresa scoprire che non è una città industrializzata e grigia come viene descritta e citata.
Zone eleganti vicino il Rathaus (Municipio), bellissimo palazzo che ricorda quello di Monaco di Baviera, punto nevralgico della città e attorno al quale si visitano il laghetto Binner Alster, le chiese di St.Michaelis, St.Petri, St.Jacobi, la zona del porto sul fiume Elba con il suo Landunsbrucken come punto cruciale fino al Fishmarkt. Anche la camminata lungo il fiume è uno spettacolo (noi l’abbiamo vista anche dall’alto del bus del City Tour) con i quartieri-magazzini sul fiume : vecchi granai e depositi nel vecchio stile, alti e stretti di mattoni rossi che scendono sul fiume vicino a nuovi e moderni palazzi con vetrate. E’ una parte di Amburgo molto affascinante: i nuovi palazzi di vetro stanno benissimo accanto ai vecchi edifici, tutti riflessi su un canale tranquillo. Oltre che a piedi e dal bus si può anche vedere questa zona montando sulla metropolitana (sopraelevata).
E poi la statua dell’Hummel Hummel (simbolo della città) nelle più di cento versioni ridipinte da artisti contemporanei a ripresa della vera fontana in pietra che riporta la storia di un portatore d’acqua l'amburghese Michel Johann Willhelm Bentz (1787-1854). Storia datata 1800 quando ad Amburgo non esistevano condutture d’acqua e la maggior parte dei cittadini andava a prenderla dai Fleeten (Canali) e dall'Alster, perché particolarmente buona e pulita (cosa impensabile ai giorni attuali).
I nobili ovviamente non facevano questa fatica e si facevano portare l'acqua dai "portatori".
Amburgo anche come luogo d’esordio dei giovanissimi Beatles (abbiamo visto la location del primissimo club dove suonarono all’epoca ora chiamato Indra) e come luogo di “perdizione” con il suo famoso quartiere (St.Pauli) a luci rosse.
Notevole l'organizzazione dei trasporti con la metropolitana che con linee moderne che ti porta in ogni punto della città.
Belli anche gli scorci dai canali attraversati da più di 2000 ponti.
Una bellissima grande città della Germania del Nord.
E alla fine noi … il trio dei viaggi/concerto … con le nostre battute segnate dai dialoghi dei film in cui ci riconosciamo e attraverso le quali abbiamo riso per due giorni di fila. Il ruolo di spalla e di attore portante ce li passavamo senza colpo ferire … e dove il ministro Brunetta, il trasformista Brachetti (Daniele per la sua rapidità non gli è da meno quando va in bagno a lavarsi) e il Charlie Chaplin del Grande Dittatore hanno avuto un ruolo rilevante nelle conversazioni quotidiane ovviamente il tutto condito dalle citazioni dell’Abatantuono di Marrakech Express.
Un soggiorno speciale, disteso, tranquillo, divertente con il solo patema d’animo della non visione/ascolto del concerto di cui sopra rivelatosi poi fortunatamente infondato.
Ultima annotazione : la crema più venduta al mondo, la Nivea, è prodotta ad Amburgo.
.
Post’s song : “Rebel yell” performed by Billy Idol
.
7/8
.