"Voyager vous laisse d'abord sans voix, avant de vous transformer en conteur."

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mardi, novembre 22, 2022

Le sud de la France au temps du Beaujolais Nouveau

Amo la Francia e nei miei racconti di viaggio in terra transalpina l’ho sempre dichiarato apertamente. Proprio dieci anni fa, nella mia esplorazione nel Sud della Francia, scrissi del mio amore spassionato per questa nazione meravigliosa e ne dipinsi un ritratto del mio personale legame di amore con ipotesi e dati di fatto. In questi giorni novembrini, con la “collaborazione” di temperature meteo quasi estive, sono ritornato proprio in questa parte della Francia insieme a Betty, Vito, Edoardo e naturalmente la Micra che ci ha permesso di raggiungerla. La prima tappa, superato il confine autostradale di Ventimiglia, è stata Nizza. Lasciamo i nostri piccoli bagagli nelle camere dell’Hotel du Centre, che si è rivelato come il miglior albergo per rapporto qualità prezzo (irrisorio) di tanti viaggi finora effettuati, e consoliamo il nostro fabbisogno calorico con un ottimo “croque monsieur” pomeridiano. La Promenade des Anglais ci sta aspettando e noi non possiamo farla aspettare. La raggiungiamo superando Place Massena, ristrutturata e arricchita da sette statue che si illuminano di notte. Arrivati sul suolo di questo splendido lungomare, immagine di Nizza nel mondo, veniamo rapiti dai colori e dalla luce del sole ed è piacevole passeggiare guardando il mare in attesa del suo cambio d’abito con il colore del tramonto. Questo luogo è il perfetto rendez-vous dei runner, dei ciclisti e naturalmente di chi ama passeggiare. Il nostro obiettivo saranno le panchine adiacenti l’Hotel Negresco. Giusto il tempo di qualche autoscatto fotografico di gruppo ed ecco il signor tramonto in forma smagliante. In questo periodo dell’anno arriva presto e l’intensità dei colori riflessi sulle onde del mare si esprime in maniera esultante. La luce del sole cui facevo riferimento, e la fortuna di esserne baciati, ha sedotto gli artisti che passavano di qui. Scrittori, scultori, pittori, cineasti. Qui si trova l’ispirazione giusta grazie al sole e ai colori che sprigiona. Matisse, Renoir, Modigliani e tanti altri hanno avuto come musa ispiratrice la città di Nizza. Matisse diceva “… quando ho capito che ogni mattina avrei rivisto questa luce, non riuscivo a capacitarmi della mia fortuna, decisi di non lasciare Nizza …”. In ogni viaggio si spera sempre di essere baciati dal sole e ci si appassiona ai colori del cielo e nel nostro caso anche alla dolcezza del clima. Le ore della sera le trascorreremo nella parte vecchia di Nizza spulciando nelle carte dei menù esposti alla ricerca dei piatti della tradizione. Il mattino seguente dopo esserci lustrati gli occhi davanti alle cupole della Cattedrale Russa di Saint-Nicolas abbiamo provato la socca, uno dei piatti più celebri del Sud della Francia. È un piatto semplice, una farinata di ceci molto sottile col marcato contrasto tra la parte croccante esterna e la parte morbida dell’interno. Cotta nel forno a legna e servita a rombi. E’ lo street–food per eccellenza di Nizza. Il sole che ci accompagnerà per tutto il soggiorno del nostro viaggio ci ha coccolati anche all’ora di pranzo nel tavolo all’aperto del ristorante Café de France di Sainte-Maxime. La Costa Azzurra è già ai nostri piedi: Pomeriggio a Saint-Tropez con la sua storia all’ombra del jet set. Famosa per la sua intensa vita mondana, animata dagli innumerevoli locali e ristoranti del porto con i suoi colori pastello che sfumano dal rosa all’arancione. Qui proveremo, come spuntino del pomeriggio, la “Tarte Tropeziénne” un delizioso dolce soffice realizzato con due dischi di pan brioche farciti con una crema pasticcera mista a una meringa. Pare che il nome di questa torta fu dato da Brigitte Bardot, durante le riprese del film “E Dio creò la donna” girato proprio a Saint Tropez. Nacque così la leggenda della Tarte Tropeziénne che divenne simbolo della spensieratezza che caratterizza la dolce vita di questa città. Il secondo nostro giorno nel Midi (meridione) de la France sarà caratterizzato dalla cena-concerto all’enoteca La Grange di Croix-Valmer per celebrare il Beaujolais Nouveau (vino novello francese) proprio nel giorno del suo arrivo, il "deblocage" annuale. Finalmente una festa tipica con l’allegria della musica popolare e inebriati dai bicchieri di Beaujolais Nouveau 2022. Chapeau ! Il nostro viaggio prosegue il giorno seguente con la sosta ad Arles. Arles sorge sul fiume Rodano nella regione della Provenza-Camargue ed è celebre per aver ispirato i dipinti di Van Gogh. Arles è conosciuta anche per le numerose tracce legate al predominio romano, tra cui l'Anfiteatro, dove si tengono spettacoli teatrali, concerti e corride. La nostra sosta è arrivata all’ora di pranzo e l’abbiamo consumata al popolare e tradizionale Café Bistrot du Pitchounet con il piatto del giorno a base di pesce e aioli (salsa provenzale a base di aglio e uova). Ad Arles di respira un fascino gitano dai colori provenzali. L’omaggio doveroso a Van Gogh lo abbiamo poi onorato davanti al Ponte di Langlois, alle porte di Arles. Il celebre pittore olandese lo immortalò con una serie di dipinti, noi con scatti fotografici contemporanei in tutte le angolazioni. Tra Arles e Avignone c’è un tragitto che percorreremo in meno di un’ora e ci arriveremo esattamente con gli ultimi raggi del sole che si specchiano sullo skyline della città. L’effetto è di emozione pura. Il rientro all’interno delle mura con le luci della sera ci consentirà di fare il primo giro di perlustrazione di Avignone, già vissuta da tutti in precedenti viaggi ma sempre così affascinante da risultarne quasi una novità. Il sole del giorno dopo sarà accompagnato da una leggera brezza di vento fresco. La nostra passeggiata ci regalerà angoli particolari della città transitando per la Piazza de l’Horloge, davanti al Palazzo dei Papi fino ad arrivare al Ponte di Saint-Benezet, il ponte di Avignone reso famoso dalla popolare canzoncina francese e leggendario per la sua troncatura per causa delle piene del fiume Rodano che hanno portato via nel tempo alcune arcate. Ad Avignone ci resteremo fino all’ora di pranzo dove avevamo prenotato un tavolo al ristorante L’Epicerie attirati dalla scaloppa di foie gras inserita all’interno del suo ricco menù. Piatto divino accompagnato questa volta da una bottiglia di rosso Châteauneuf-du-Pape al posto dell’inseparabile Sauternes. La conclusione del nostro splendido viaggio, in questo autunno vestito da estate, sarà sulla strada del ritorno prima in serata a Grenoble con l’aria frizzantina generata dalle montagne che la circondano e  poi suggellata dal pranzo “italiano” di domenica a Susa con un piatto di agnolotti al sugo d’arrosto, da un piatto di polenta concia e da una toma alla griglia. Viva la France, toujours. Chiudo il racconto scrivendo ancora le prime tre parole scritte all’inizio “Amo la Francia”. Ogni volta è una conferma e una sorpresa. "Au revoir et à bientot".

La chanson du Post : "Always on my mind " interprétée par Elvis Presley
11/22

mardi, avril 17, 2012

En plein cœur de la Provence

I conti tornano. Non mi sento attaccato alla patria natia e non ho assolutamente spirito nazionalista, che lascio tranquillamente agli ignoranti e ai provinciali. Io sono un europeo convinto o come diceva Einstein per istinto e per inclinazione. Questo viaggio ha chiarito però alcune cose. Io amo la Francia. Amo Parigi, dove vorrei vivere se fossi ricco e sarei ulteriormente felice se potessi trascorrere meravigliosi weekend in primavera e in estate in quella deliziosa terra che si chiama Provenza (Costa Azzurra compresa). Ho la erre moscia tipica dei francesi, mi piace il foie gras e quasi tutta la cucina d'Oltralpe, adoro la loro “joie de vivre” estremi inclusi, mi piacciono i films e i vini e i formaggi francesi e i loro croissant tutto burro. Cos'altro ? O la mia carta d'identità è sbagliata o è stato un caso io nascessi a Milano in Italia. A questo punto, anche se voglio un mondo di bene al Nick, potrei supporre che Pupella avesse un amante francese probabilmente calciatore che in due circostanze (mesi antecedenti la nascita di Vito e mia) si presentava a render conto. Detto ciò le righe che seguiranno vi porteranno all'interno di quella regione del sud della Francia. che mi fa impazzire, nel cuore della Provenza. Nelle settimane antecedenti la partenza, per la quale non avevo scelto la meta, l'Air France pubblicizzava le nuove destinazioni da Milano Malpensa a prezzi ragionevolissimi (45 euro a tratta) : Marsiglia e Tolosa. Avessi scelto la seconda mi avreste detto che allora davvero prevedo le tragedie (serial killer in questo caso), ma io non avevo dubbi sulla scelta. E quindi Marsiglia e Provenza … Provenza, la regione dei “colori” : dall'azzurro del cielo, al blu del mare, al verde delle vallate e delle foreste fino al viola (che arriva nel periodo estivo) dei campi di lavanda. Terra di “profumi” da quelli delle essenze a quelli del mare a quelli della gastronomia locale. Insomma un vero territorio dei “sensi” dove è ovunque il trionfo del gusto per la nouvelle cuisine di grandi chef e per il piacere nell'assaporare il vino della zona. Regione che comprende, come detto, anche la mondana Costa Azzurra e i meravigliosi piccoli borghi da me già visitati in altre stagioni. Prima tappa ad Avignone che ho raggiunto in treno dall'aeroporto di Marsiglia. Resa celebre nel passato dai Papi (sette più due AntiPapi ??) per settant'anni dall'inizio del 1300 e località che da sempre ha come primo istintivo ricordo lo storico ponte reso celebre dal motivetto musicale che tutti almeno per l'aria conoscono (Umberto e Vito anche nella lirica). Ponte che scavalcava il Rodano per entrare nella città circondata dalle mura che proteggevano i Papi, in tempo di intrighi. Dell'antico ponte restano solo quattro arcate delle 22 originarie e questo lo fa ancora più interessante. Per chi non lo sapesse il ponte di chiama St.Benézet. Assolutamente da non perdere la visita al Palazzo dei Papi, imponente dimora dei pontefici che qui si stabilirono, come detto, per circa settant'anni e la trasformarono in un centro raffinato di letterati e artisti. Centro pulsante della vita locale è invece la Place de l'Horloge. un'ampia piazza rettangolare ombreggiata da platani, piena di tavolini di caffè e ristoranti e di turisti su cui si affacciano il municipio e il teatro. Avignone è una vera città contenitore di storia e cultura (famoso il festival estivo). A pochi km, e nel mio caso a venti minuti di treno, si trova Arles. Van Gogh scelse questa città pensando che il sole della Provenza potesse sconfiggere i suoi mali interiori. Chissà se avrà fatto bene a me in questo periodo sentimental-surreale che sto vivendo. Al ritorno l'ardua sentenza. Celebre il quadro dell'eccentrico Vincent che ritrae il ponte di Langlois; il luogo è a circa cinque km fuori città e ci si arriva o col taxi (cosa che ho fatto all'andata) o a piedi (al ritorno con tanto di autostop a mezzo tragitto). Piccoli negozi e facciate colorate della case sfilano nel centro di Arles dove il maestoso Anfiteatro Romano (Les Arenes) è il monumento di riferimento. E' praticamente intatto e ancor oggi si tiene la corrida, quella non cruenta. Adiacente l'anfiteatro c'è il Teatro Antico dove davanti a colonne romane potete sedervi su una gradinata e respirare l'atmosfera senza tempo. Bellissima anche la facciata della Cattedrale. Ho provato per voi … lo spezzatino di carne di toro, molto saporito, grazie … ma preferisco quello di manzo. Il sole (che porto in valigia da sempre, giusto Umberto ?) ha riscaldato e colorato tutte le mie giornate in Provenza ed ecco che quindi che l'arrivo a Marsiglia, dove ci sono piccole spiagge cittadine, era più che dovuto. La nuova Marsiglia oserei dire. La nouvelle Marseille direbbero loro. La sua cattiva nomea da romanzi polizieschi o da malavita sono ormai solo un ricordo. Mi ha conquistato subito. Marsiglia si sta facendo ancor più bella per via che nel 2013 sarà la capitale europea culturale e lo noti dai cantieri in alcuni punti della città. Ho trovato splendide locations in questa città, la più antica di Francia e seconda per grandezza dopo Parigi. Il mare qui fa il buono e il cattivo tempo (più buono visto che la pubblicità reclamizza 300 giorni di sole) e il leggendario vecchio porto è il perfetto luogo di incontro e di vita. Le centinaia e centinaia di aste bianche delle imbarcazioni caratterizzano il Vecchio Porto (Vieux Port) dove all'entrata dello stesso c'è anche una fortezza (resa celebre dal romando di Dumas “Il Conte di Montecristo). In alto e a far da sorvegliante d'onore la basilica di Notre Dame de la Garde dalla cui sommità si gode un esteso panorama, da una parte il mare col porto e dall'altra le colline rocciose che circondano e proteggono la città. Altre istituzioni cittadine sono il mercato del pesce, la leggendaria Maison du Pastis, il noto aperitivo a base di anice e la Savonnerie La Licorne dove si produce e si vende il famoso “sapone di Marsiglia” e naturalmente il mitico Fernandel. A ridosso del Vieux Port, coi i suoi vicoli stretti, con le case abbracciate l'una con l'altra e con le vecchie botteghe artigianali (saponifici compresi) c'è il Panier che è il quartiere più antico della città. Un buon sano people watching (a me piace molto specie se in compagnia di Umberto) è il catturarne l'anima popolare seduti sulle panchine delle piccole piazzette. Percorrete la Canebiere, l'arteria principale che in discesa arriva al porto. Un po' di shopping ogni tanto non fa male, un po' di più al portafoglio ma … c'est la vie. Da vedere anche il capolavoro barocco della Charitè sempre nel quartiere di Panier. Da visitare invece il nuovissimo Memoriale della Marsigliese nell'edificio dove i rivoluzionari marsigliesi intonarono per la prima il canto dell'Armata del Reno che più tardi sarebbe diventato l'inno nazionale francese. Non si può lasciare la capitale della Provenza senza provare la vera bouillabaisse, onnipresente zuppa di pesce marsigliese. Confesso che io non l'ho provata … non si sa mai per la mia allergia, anche se mi sono piegato al rito pre-serale del Pastis (l'anice non mi piace molto ma allungato, 2 cl. di Pastis e 10 cl. d'acqua, ha il suo bel perché) ! Per un weekend questa città potrebbe riservarvi davvero una piacevolissima sorpresa. E' un gioiello tutto da scoprire. Clima seducente, luogo rifugio di artisti d'altri tempi, e dintorni meravigliosi.

Post's song: "Dancing with myself" performed by Billy Idol
4/12