"Voyager vous laisse d'abord sans voix, avant de vous transformer en conteur."

lundi, juillet 21, 2025

Milano-Cortina via Koufonissi ...

...  il nostro piccolo villaggio olimpico aveva il mare davanti e il sole addosso. A Koufonissi ci si arriva quando si smette di avere fretta. È un’isola piccola, dove il tempo si allunga, si dilata, ti accoglie. Sapevamo bene da dove venivamo: Milano (Cinzia, Andrea e io) e Cortina (Paola). Questo briciolo d’estate di luglio non chiedeva altro di essere vissuto in questo piccolo paradiso delle Cicladi. Io non conoscevo Paola. Lei è una grande amica di Cinzia e si erano incontrate ai tempi dell’università, facoltà di architettura; a quanto ho capito da quel momento, tra loro, le risate e le confidenze non sono mai venute meno. Paola, di origini napoletane, arriva da Cortina, con la sua instancabile energia alpina. Cinzia e Andrea, veronesi trapiantati a Milano, sono i padroni di casa : ospitali, generosi, con quella grazia naturale di chi sa rendere qualsiasi luogo una casa. Io sono stato il tassello nuovo in questo puzzle estivo già ben rodato. Ma sono bastati pochi giorni, addirittura poche ore, perché tutto trovasse il suo posto. Io e Andrea eravamo partiti da Milano in piena notte, diretti al volo dell’alba. Arrivati a Mykonos, ci siamo lasciati trasportare per ore dal dedalo abbagliante della “chora”, camminando tra i vicoli splendenti e assolati. Solo una breve sosta, in una panetteria, per assaporare una spanakopita (sfoglia con spinaci e formaggio greco), ha interrotto quel nostro andare curioso tra i vicoli animati, prima che nel pomeriggio salpassimo verso Koufonissi. Siamo approdati sulla piccola isola, con il cuore già leggero e gli occhi che cercavano l’orizzonte. Il tempo delle mie presentazioni con Paola e nell’immediato io e Andrea ci siamo concessi un bagno rigenerante sulla piccola spiaggia di Ammos adiacente la loro casa. La casa di Cinzia e Andrea è un vero gioiello arredato con gusto da Cinzia, una vera comfort-zone, un nido bianco accogliente con le imposte azzurre provvisto di tutto il necessario. La vera regina della casa però è Luna, la loro gatta dal soffice manto bianco, detta affettuosamente Luly. Io, allergico ai gatti, non l’ho mai toccata, ma lei proprio per questo, mi sceglieva nel suo muoversi silenzioso nella notte; un piccolo miracolo che mi ricordava quanto la vita sappia sorprendere nei modi più inattesi. La “prima risata d’insieme” è arrivata a cena sulla terrazza della taverna di Captain Dimitris con piatti tipici greci e vino rosè. La sua taverna ha tutto ciò che serve per sentirsi in porto : una terrazza affacciata sul blu e un menù con la tradizione gastronomica greca. Il sole stava tramontando, tingendo di rosa l’aria, mentre ci servivano piatti che sembravano quadri : trionfo di salse tzatziki (yogurt greco e cetrioli) e melitzanosata (melanzane) e un quadrato di saganaki (formaggio greco fritto saltato in padella) che promettevano felicità. A seguire due pesci alla piastra sempre in condivisione. La terrazza si è trasformata nel nostro primo punto d’incontro, il nostro piccolo palcoscenico di complicità. Quella sera ho capito una cosa semplice e profonda. Bastano pochi ingredienti per cucinare un ricordo : amici, cibo sincero, brezza marina, tramonto... e una risata che rompe il ghiaccio come un brindisi improvviso. Dal secondo giorno, dopo una colazione preparata con cura da Andrea sulla terrazza di casa e condivisa tutti insieme, io e lui iniziavamo la nostra lunga camminata verso il tratto di spiaggia dove ci davamo appuntamento con le ragazze. Chilometri percorsi chiacchierando di tutto, con leggerezza e intesa, mentre le ragazze ci raggiungevano sfrecciando sorridenti sulle biciclette elettriche. A quel punto Cinzia Paola e Andrea si tuffavano per lunghissime nuotate mentre io restavo a riva, con la mia maglietta termica a protezione 50, godendomi il dolce far nulla e il canto del mare. Quel momento semplice, quasi rituale, segnava l’inizio di una nuova giornata di esplorazioni, risate e piccoli attimi di felicità condivisa. Il primo giorno è stata la spiaggia di Fanos a ospitarci, con la sua struttura perfetta per mangiare, bere e rilassarsi. La serata, invece, è stata dedicata a una cena speciale, preparata da “Chef Fanto”, già menzionato lo scorso anno come il mio cuoco personale. Il menù era tutto a base di prodotti locali e vegetariani: una cotoletta di melanzane, resa croccante grazie alla friggitrice ad aria (una new entry nella cucina di casa), un piatto di scordalia, una ricetta tipica greca con patate e aglio, un’insalata greca classica con pomodori, formaggio locale, cipolla e olive, e infine delle rondelle di zucchine al forno, semplici ma irresistibili. Il sole calava piano e l’atmosfera era quella giusta per assaporare la semplicità delle cose buone. Al termine della cena, la perfetta convivialità ha portato, tra le risate generali, i miei tre amici a insegnarmi il gioco del burraco, del quale conoscevo solo la nomea, ma non le regole. Con pazienza e qualche battuta, mi hanno guidato attraverso le prime mani, trasformando rapidamente la tavola in un piccolo campo di battaglia allegro e spensierato. Le giornate a seguire hanno mantenuto un ritmo tutto loro, fatto di camminate per noi maschi e pedalate per le femmine, con le lunghe nuotate dei miei tre amici e il mio dolce sollazzo in riva al mare, immerso nel nulla più piacevole. I pranzi si sono consumati nei bar/taverne affacciati sulla spiaggia, dove il profumo del mare si mescolava a quello del cibo, mentre per le cene abbiamo alternato le taverne locali a momenti più intimi tra le mura di casa, tra risate, aneddoti e ricette da condividere. Il terzo giorno siamo andati a cena da Aneplora, una taverna che si trova in fondo alla lunga passeggiata che dalla Chora di Koufonissi porta verso ovest, passando davanti a due vecchi mulini a vento colorati dalla luce del tramonto, e abbiamo provato tanti piatti tradizionali da condividere.
La cena del quarto giorno, invece, si è trasformata in una vera e propria sfida culinaria in casa. I due chef, Fanto e Paola, si sono sbizzarriti in creazioni diverse. Andrea con una deliziosa pasta integrale alla “Norma” e Paola con polpette di zucchine, aglio e formaggio. Il tutto condito dall’immancabile sfida a burraco, dove i ragazzi hanno “massacrato” le ragazze, per citare con tono affettuoso e ironico il sergente Lorusso (Diego Abatantuono) nel film "Mediterraneo", tra sberleffi e battute degni delle più accese rivalità sportive. Una serata di gusto, gioco e risate, che ha cementato ancora di più il legame tra di noi. Nei giorni trascorsi insieme ci siamo conosciuti più a fondo, scambiandoci racconti di vita, acciacchi, allergie e intimità. Quei momenti hanno alimentato la nostra affinità, trasformando la vacanza in un’esperienza di vero scambio umano. Tra un sorriso e una riflessione, abbiamo lanciato il nostro “j’accuse” verso il mondo contemporaneo : abbiamo celebrato i piccoli piaceri della vita, quei momenti di pace che il tempo moderno tenta di soffocare. Abbiamo sognato che se fossimo nati solo dieci anni prima, avremmo già potuto godere di altri dieci anni meravigliosi, sempre con la buona salute come compagna fedele. Per tutti i giorni, io e Fanto abbiamo guardato lo smartphone solo al mattino e alla sera, d’accordo nel voler vivere il presente senza distrazioni. Ci siamo ripromessi che, al ritorno nella metropoli milanese, avremmo rispolverato i nostri vecchi iPod, per restare lontani dal rumore incessante di messaggi, telefonate, email e notifiche varie, e respirare finalmente un po’ di pace lontano dal mondo del web. Koufonissi è una piccola gemma nascosta che non ha nulla da invidiare alle più famose Mykonos o Santorini, rivisitate di sfuggita solo nei due scali del viaggio. E per ora, nelle nostre recensioni, parleremo sempre male di Koufonissi solo per proteggerla, per tenere il suo segreto lontano dalla massa, quell’onda che potrebbe spezzare la fragile bellezza che Madre Natura ha plasmato con amore. E infine, il cuore di tutto: il mio grazie infinito a Cinzia e Andrea, per l’ospitalità e la cura, per avermi coccolato in un momento di fragilità dovuto alla salute e per aver creato un’isola dentro un’isola, un rifugio di allegria e spensieratezza. Per avermi fatto incontrare Paola, una persona bella e autentica, e per aver confermato l’insostituibile valore dell’amicizia, quella vera, che si costruisce con i gesti piccoli ma profondi. Dopo cinque giorni speciali trascorsi insieme, tra risate, scoperte e momenti di sincera condivisione, ho capito una cosa fondamentale : quello che ho vissuto a Koufonissi è stato molto più di una vacanza. È stata un’esperienza di vita, un invito a rallentare, a sentire davvero il presente, a coltivare i legami che ci fanno sentire davvero a casa.

Post's song : "Dancing Queen" performed by ABBA

7/25

jeudi, juillet 10, 2025

Nuances de lilas au pays de la lavande

Quattro anni fa durante il mio viaggio in Provenza, nei primi giorni di agosto, mi ripromisi di ritornarci per vedere i campi di lavanda nel pieno della loro fioritura per godere dei sorprendenti colori. Tra metà giugno e la metà di luglio la Provenza si trasforma in un incanto che rapisce gli occhi e il cuore. In questo magico periodo, la terra si ricopre di sfumature viola, dall’indaco più profondo al lilla più delicato, con punte di rosato al tramonto e all’alba. Tutto appare come un dipinto che si stende a perdita d’occhio. È la lavanda, regina silenziosa dei campi, che colora e profuma l’aria fresca degli altopiani, diffondendo un’armonia di fragranze; i paesaggi di questo angolo meridionale della Francia si vestono di fascino poetico, stregando i visitatori di tutto il mondo. Scelte le due basi operative, una per vedere l’alba e l’altra come punto strategico a poco distanza dai borghi e dai campi di lavanda, ho dato inizio al mio piccolo “Tour de Provence”. Attraversato il confine dal valico del Monginevro ecco che si apre la porta all’incanto evidenziato nelle righe precedenti. Punto subito da Manosque (prima base) verso Valensole sulla statale D6 e all’altezza dei campi di lavanda affiancati a quelli di girasole (Terraroma e Angelvin) mi fermo per la prima sosta fotografica. Non sono solo, e non lo sarò nemmeno al tramonto e all’alba. I turisti, per lo più giapponesi, si perdono a camminare nei filari assaporando ogni colore che si trasforma con il movimento del sole. Valensole è il cuore pulsante della lavanda provenzale e penso che sia anche un racconto che varia da persona a persona. Davanti a ciò che li circonda, i visitatori non guardano soltanto : sentono, ricordano, vivono. Ogni passo è un’emozione da custodire nel cuore. Dopo la prima panoramica del luogo, vista l’ora e un po’ di fame in corso d’opera, mi dirigo verso il piccolo borgo di Riez per un hamburger “riezien” impreziosito dal formaggio di capra e dalla cipolla caramellata. Ad affiancare l’hamburger ci sarà la prima razione delle immancabili “frites” (patatine fritte) e della fresca insalata. Un bicchiere di rosso della zona sarà il giusto complemento a questa pausa ristoratrice. Il tramonto è imminente e subito dopo pasto mi dirigo verso la statale D56 per assistere alla meraviglia dei campi di lavanda a quest’ora del giorno. La macchina fotografica cerca di immortalare ogni sfumatura, ma sono convinto che l’occhio umano rimanga sempre l’obiettivo migliore. Rientro velocemente in hotel perché le ore di sonno, sebbene da quasi quattro mesi si siano ridotte drasticamente, saranno poche e io dovrò rivedere il tutto con la luce dell’alba. Sveglia alle 5 e nel giro di tre quarti d’ora sono di nuovo sul palcoscenico della natura. La scena accarezzata dal sole calante del giorno prima, ora si apre al tocco gentile dell’alba e dove il tramonto ha posato il suo ultimo sguardo ora il primo respiro del giorno rinnova la promessa. I due momenti per vedere, fotografare ed emozionarsi davanti ai campi di lavanda li ho certificati e la fortuna di aver avuto dalla mia parte il tempo meteo perfetto è esattamente quello che avevo sperato e sono stato accontentato. Il meteo mi ha sorriso per tutto il viaggio, ora sogno che anche la salute, un giorno, si lasci convincere a fare lo stesso. Da Valensole, dove ho fatto la mia prima colazione “croissant e café au lait”, mi sono diretto prima a Forcalquier per esplorare il vivo e colorato mercato settimanale e poi verso Banon e Simiane-la-Rotonde per visitare questi due splendidi borghi nel dipartimento delle Alpi dell'Alta Provenza, immersi in paesaggi collinari, campi di lavanda e storia medievale. Sono tappe ideali per chi cerca autenticità, bellezza e un ritmo di vita più lento. Ah i piaceri della vita … Quanto ho pensato in viaggio su questo argomento. I semplici piaceri della vita, nient’altro. Il lento trascorrere le giornate. Rallentare perfino guidando per godersi la bellezza naturale che ci circonda. Ascoltare la musica francese come colonna sonora per il viaggio. Bere un bicchiere di vino (rosso, bianco o rosato che sia). Inzuppare un croissant tutto burro nel caffelatte seduto al tavolino di una piazzetta di un piccolo borgo. La complicità con gli amici nelle lunghe serate trascorse tra risate e racconti o le telefonate scambiandoci confidenze. Chiedo molto ? Non credo. Sono rientrato poi a Banon per il pranzo al Restaurant des Voyageurs nella piazza centrale a base di noix d’entrecote (taglio di carne bovina tenero e saporito) accompagnato dalla coppia quasi imprescindibile di “frites” e “salade” e un buon bicchiere di vino rosato. Nel pomeriggio ho finalmente preso possesso della mia stanza alla Fattoria “Domaine du Bas Chalus” di Forcalquier come base per i due giorni a seguire. Si viene accolti calorosamente dagli agricoltori-padroni di casa in un ambiente agricolo, il tutto circondato da una varietà di animali tra i quali i cerbiatti, i mufloni, le caprette, gli asini e tanti altri ancora. E’ una vera e propria azienda agricola biologica. Stanza spartana e colazione per lo più dolce con freschi prodotti locali. La mattina seguente mi sono spostato verso la zona di Sault, la seconda capitale della lavanda dopo Valensole. Anche qui si è circondati da onde di "lavanda" in un paesaggio senza tempo. Ho scelto poi di pranzare a Gordes memore del viaggio nel Luberon di quattro anni fa sugli itinerari del film “Un’ottima annata” di Ridley Scott con interpreti principali Russell Crowe (Max) e Marion Cotillard (Fanny). Il ristorante dove lavorava Fanny e dove avviene il primo loro incontro è il “Le Renaissance” nella piazza alberata dove c’è un piccola fontana. E’ la mia scelta. Ho ordinato un piatto di formaggi (tre tome diverse), un bicchiere di vino bianco e un “moelleux au chocolat” per concludere. Questo periodo dell’anno, rispetto al precedente viaggio di agosto, è molto più popolato di turisti perché la piena fioritura della lavanda è un’esperienza da non perdere. Così come in serata non ho perso la “galette complete” (crepe salata con formaggio, prosciutto e uovo) a Forcalquier. Questa delizia è da sempre il benvenuto quando arrivo a Parigi insieme a Betty e Vito. Il mio viaggio “immersion totale dans la lavande” è giunto al termine. L’indomani, dopo la prima colazione in fattoria e un rinforzo di croissant e café au lait al tavolo all’aperto del “Le Café de L'Hôtel de Ville” ho iniziato il rientro verso casa.  Passato il Monginevro, mi fermerò per la sosta pranzo in territorio italiano alla “Cantina degli Alpini” di Cesano Torinese. Dopo tre giorni di croissant, caffelatte, patatine fritte, insalate, carne rossa e crepe salate (tutta materia prima buonissima e freschissima) un piatto di vitello tonnato e un altro di Ghenefle alla Mollieres (morbidissimi gnocchi locali a base di patate, conditi con burro fuso e formaggio) era il giusto modo di riabituarsi alla nostra impareggiabile cucina. Ottimo anche il bicchiere di Nebbiolo in accompagnamento ai piatti. Il tempo e i semplici piccoli piaceri della vita mi hanno accontentato alla grande: sole, cielo limpido, temperature perfette, pause relax enogastronomiche ecc. ecc. Ora, se anche la salute volesse collaborare, potremmo parlare seriamente di vacanza permanente. Considerazione finale : i cinque sensi, le emozioni che si provano in viaggio, sono il sentiero che conduce all’essenza della vita e vanno percorsi con cuore aperto e leggerezza. Aggiungerei … ancor meglio in buona salute.


Chanson de voyage : "Douce France" interprétée par Charles Trenet

7/25