"Voyager vous laisse d'abord sans voix, avant de vous transformer en conteur."

Affichage des articles dont le libellé est Danimarca. Afficher tous les articles
Affichage des articles dont le libellé est Danimarca. Afficher tous les articles

lundi, décembre 16, 2019

Santa Lucia's "trip" in Copenhagen

E’ tempo di novità a Copenhagen. Quest’anno Edoardo, il mio nipote certificato, è stato in viaggio per gran parte dell’anno, grazie anche al suo lavoro alla Butterfield & Robinson, una società con base in Francia che da oltre 50 anni progetta e gestisce viaggi di lusso coinvolgenti, stimolanti e a legger loro … indimenticabili. Itinerari nel mondo che vengono realizzati con i migliori ingredienti (vedi alloggi eccezionali, cibo e vino stellari), combinando l'avventura con un'immersione culturale seguendo il motto “slow down to see the world” (rallenta per vedere il mondo), ritenendo che il mondo meriti di essere scoperto lentamente. Questo incipit l’ho scritto per evidenziare il DNA del viaggiatore itinerante che è nel mio sangue e anche in quello di Edoardo. Edoardo ha la sua base a Copenhagen e in questo  periodo di fine anno lo abbiamo raggiunto (Betty, Vito e io) per vivere insieme gli eventi collegati alla Festa di Santa Lucia e al Natale imminente. Da un anno con l’altro Copenhagen si è rifatta il volto e la nuova linea metropolitana, la circolare rossa M3,  ha una fermata, Skjolde Plats, a poco più di centometri dalla casa di Edoardo. E dalla casa di Edoardo al centro di Copenhagen ora il passo è più breve. Così ci ritroviamo in poco più di dieci minuti nella piazza davanti il Municipio, anch’essa rinnovata e per noi un autentico vernissage visivo a 360 gradi. Dalla piazza del Municipio, percorrendo lo Strøget, la strada pedonale più lunga d'Europa, si raggiunge, al suo estremo, l’altra piazza principale Kongens Nytorv, appena ristrutturata. Lungo il corso dello Strøget, intervallati da un'infinità di negozi, di grandi magazzini e di boutique alla moda, ci imbattiamo in un primo assaggio del Natale grazie a due mercatini decorati e luccicanti. Qui lo spirito natalizio si sente ed è facile calarsi nei costumi locali. Una prima passeggiata ci porta, superando il ponte Inderhavnsbroen, esclusivamente per pedoni e ciclisti, nel locale dove lavora Mischa, grande amico di Edoardo. Seduti al bancone con veduta sul canale alziamo i calici di vino rosso e fissiamo la prima istantanea, che darà il volto al post che sto scrivendo. Un quarto d’ora a piedi ci separa dal primo appuntamento culinario al Bistrot Royal, già addobbato a festa, proprio nella grande piazza Kongens Nytorv. Un abbondante taglio di carne alla griglia da condividere insieme a croccanti patatine fritte saranno il nostro piatto principale di benvenuto a Copenhagen. Nel post cena andremo ad ascoltare in un locale prettamente jazz un gruppo che fa musica ska-reggae. La prima mezza giornata è volata, è tempo di rientrare nel caldo appartamento di Edoardo : il domani ci aspetta. Colazione in casa con vettovaglie cariche d’energia per affrontare le scorribande in bicicletta che ci porteranno come primo itinerario a Copenhill, doveva nuova installazione che brucia rifiuti ha dato alla luce una pista da sci artificiale. E’ uno degli impianti di termovalorizzazione più tecnologicamente avanzati al mondo. che potrebbe ridefinire la sostenibilità urbana a livello globale. Per i danesi, è il fiore all’occhiello della spinta della loro capitale a diventare la prima città al mondo a emissioni zero entro il 2025. E mentre l’impianto brucia la spazzatura, noi bruciamo il tempo e le calorie della prima colazione. Ci fermiamo per una sosta a pranzo sulla terrazza (rooftop) del grande magazzino Illum, la più cool di Copenhagen con la migliore vista sul centro della città. Dal menù del ristorante Skagen scegliamo la zuppa di pesce, le cozze al vapore da condividere, il fish and chips e la grappa locale di Natale. Una conversazione telefonica con la mamma di Mischa ci porterà nel pomeriggio nel magico mondo di Tivoli, illuminato e ornato a festa. Nelle giostre senza tempo scegliamo l’attrazione delle divertenti montagne russe dove il piccolo vagone del treno custodirà gelosamente le nostre urla liberatorie durante la corsa. L’evento speciale che ci ha portato a Copenhagen sta quasi iniziando e quindi ci portiamo con le nostre biciclette a ridosso del canale dove partirà la colonna di canoe illuminate che festeggeranno Santa Lucia. Il giorno di Santa Lucia, il 13 dicembre, centinaia e centinaia di kayak pagaiano nei canali di Copenhagen in una parata spettacolare. La partenza avviene alle ore 17 e la parata passa per Nyhavn, Christianshavn e Højbro Plads prima di fare ritorno al punto di partenza alle 19 circa. Alla testa della parata c'è una ragazza vestita di bianco e ogni partecipante sorregge a bordo le candele simbolo della luce portata da Santa Lucia nel cuore dell’inverno. La festa di Santa Lucia è molto sentita in tutti i paesi scandinavi e la Danimarca e Copenhagen non sono da meno. Santa Lucia è simbolo di pace, di buona novella e di purezza e speriamo lo sia davvero. Purezza ed emozione che ritroveremo all’interno della Chiesa barocca del Nostro Redentore famosa per la sua guglia a spirale, con i canti natalizi legati al rito di Santa Lucia interpretati da bambini danesi. Il Natale a Copenhagen, da noi vissuto in modo speciale nel 2009, è considerato un’eccellenza nel mondo. Si addobba in ogni sua singola parte con bellissime luminarie, e i mercatini di Natale, spuntano nelle piccole e grandi piazze e lungo le strade del porto vecchio. Persino a Christiania, la città libera di Copenaghen, si tiene un mercatino di Natale "alternativo". Un biscotto di Natale a Christiania vale il “viaggio”. E poi ci sono le birre di Natale da assaggiare in tutti i locali, in tutti i ristoranti. Pronti all’assaggio ? Noi siamo pronti per il nuovo giorno che ci porterà inizialmente nel cimitero dove riposano le spoglie di H.C.Andersen e poi nella piazza dell’Amalienborg, la residenza invernale della famiglia reale danese. Residenza con quattro edifici disposti attorno a un ampio cortile ottagonale al centro del quale si trova l’imponente statua equestre di re Federico V. Qui alle 11,30 assisteremo alla suggestiva cerimonia del cambio della Guardia, accompagnata dalla musica della Banda del Corpo Reale. Le guardie sono vestite di blu col copricapo di pelliccia d’orso. All’ora di pranzo ritorniamo sulla terrazza del grande magazzino Illum, per un pasto all’italiana da Rosso Pomodoro ordinando tre pizze veraci e una fritta. Si ritorna a casa per una jam-session (il grande soggiorno è zeppo di strumenti musicali) in attesa dell’evento pre-serata. Ma ancor prima dell’evento, avviandoci a piedi verso la chiesa anglicana di St.Alban, ci viene proposta dal buon Edoardo una assoluta novità : l’esperienza del monopattino elettrico per arrivare in tempo alla destinazione preposta. Sembrava quasi la scena del film E.T. dove volavano magicamente con le biciclette, mentre noi sotto i piedi avevamo i monopattini elettrici a noleggio che si trovano sparsi sui marciapiedi e negli angoli della città. L’effetto sospesi nell’aria abbinato alle luci della sera hanno rallegrato la serata. Nel mezzo i nostri canti, insieme ad altri partecipanti, all’interno della bellissima e affascinante chiesa anglicana di St.Alban. Poesie e carole di altri tempi, avvenimento emozionante. Chiuderemo la serata “magica” con una cena sempre sul “rooftop” dell’Illum allietata dalle musiche di una band con cover di musica rock. Le ultime ore del nostro soggiorno a Copenhagen, visto il tempo meteo avverso, saranno spese con un pranzo in casa a base di salmone al vapore, paté danese e frittelle preparate al momento. Una bottiglia di champagne rallegrerà l’evento. Quante novità quest’anno a Copenaghen. Un vero trip. 

Post's song : "Santa Claus is coming to town"
performed by Bruce Springsteen & The E Street Band
12/19

lundi, décembre 03, 2018

Copenhagen Station

Seconda casa. Considero Parigi la mia seconda casa per eccellenza perché la conosco più di tutte le altre e la sento più vicina al mio stile di vita, al mio carattere e come ho detto più volte è quella che gioiosamente associo, sognandola, a un eventuale mio trasferimento futuro. Posso altrettanto asserire che anche Londra, per via della mia fede calcistica, in qualche modo lo sia diventata in quanto soggiorno sempre nella stessa zona e la “sfrutto” per ricaricarmi quando ho le batterie scariche. Ma c’è una città dove effettivamente “ho” realmente una seconda casa, anche se è di proprietà di mio nipote Edoardo che ci vive da ormai dieci anni. Naturalmente sto scrivendo di Copenhagen e l’ho sempre vissuta in compagnia e mai nei miei viaggi in solitario. Potrei affermare che Copenhagen è la mia casa di famiglia. Il titolo del post prende spunto dall’ultimo concept album (Egypt Station) di una vera leggenda vivente della musica : Paul McCartney. Il musicista e compositore di maggior successo nella storia della musica pop, durante il suo tour mondiale “Freshen up”, aveva scelto anche Copenhagen come location e noi (Vito, Betty, Edoardo e il sottoscritto) non ci siamo fatti sfuggire l’occasione dell’abbinamento “concerto-città”, il tutto caldeggiato dall’atmosfera dell’inizio del clima pre-natalizio. E questo meraviglioso “clima” lo abbiamo ritrovato subito dopo l’arrivo cenando nella centralissima piazza di Kongens Nytorv, proprio nel cuore di Copenhagen, al Bistrot Royal già agghindato con le luci del Natale alle porte. Carne alla griglia impareggiabile accompagnata dalla birra di Natale in un contesto davvero suggestivo. Partenza col botto si direbbe …e anche i giorni a seguire avranno la stessa lunghezza d’onda. Nonostante il clima, in questo caso meteorologico, non fosse dalla nostra parte non ci siamo persi d’animo e abbiamo sfidato il grigio, il vento, la pioggia e il freddo inforcando le nostre biciclette seguendo itinerari e piste ciclabili che solo Copenhagen ti offre. Tutte le volte che ritorno da un viaggio appena trascorso nella capitale danese mi “parte” la voglia di acquistare una bicicletta in piena regola e con il prestigio di quella appena utilizzata a noleggio (vedi il trittico sella-manubrio-cambi). Dalla “nostra” casa al centro della città ci separano solo una ventina di minuti di tranquilla pedalata e ogni giorno, dopo la prima colazione consumata tra le quattro mura, quello sarà il nostro allenamento per arrivare nei posti che avevamo programmato. Ed eccoci subito in uno dei luoghi più affascinanti di Copenaghen, il pittoresco canale di Nyhavn, la zona del vecchio porto della città, da sempre rifugio di marinai, scrittori e cicloturisti come noi. Lo sfondo è una location perfetta per gli amanti della fotografia grazie alla combinazione magica delle caratteristiche abitazioni colorate, le luci e le barche che punteggiano le acque del canale, alle quali in questo periodo si aggiungono le bancarelle natalizie. E’ lo scorcio di Copenaghen più caratteristico ed è un’irrinunciabile passeggiata e un punto di ritrovo sia per gli abitanti che per i turisti. Il tempo di questa piccola incursione ed è arrivata l’ora di pranzo che ci porterà in cima ai tetti del “rooftop” del grande magazzino Illum. Sarà ancora la birra di Natale a rallegrare il pasto questa volta a base di cozze e fish & chips in versione mista. Di nuovo in sella, anche per smaltire qualche caloria, e ci presentiamo davanti all’hotel d’Angleterre nella speranza di intravedere la sagoma del grande Paul McCartney illudendoci sulla stregua dell’incontro reale di Vito e Betty con Bruce Springsteen di qualche anno fa. Attesa disillusa (ahinoi). Il buio arriva presto in questa parte dell’anno e quindi torniamo nella “nostra” casa per prepararci all’evento musicale serale. La Royal Arena la raggiungeremo con l’autobus e la metropolitana. Il luogo è un'arena moderna multifunzionale con una capacità di 16.000 ospiti, dal design accattivante (Danimarca docet). Scopriremo poi all’interno, durante il meraviglioso iconico concerto di Paul McCartney, anche una buona acustica, un buona visione e buon comfort sugli spalti. Noi, con l’aggiunta di Mischa, amico di Edoardo, lo vedremo in piedi da buona posizione e con l’aiuto dei grandi schermi laterali al palco. Paul McCartney 76 anni “suonati” nel vero senso della parola, manda in visibilio il pubblico dell’Arena alternando pezzi famosissimi dei Beatles ad altrettanti conosciuti degli Wings e alla promozione dell’ultimo lavoro da solista  “Egypt Station” uscito a settembre. Una performance durata quasi tre ore per il nostro stupore e la nostra gioia, letteralmente estasiati dall’esibizione di un vero mostro sacro del panorama musicale mondiale, con una chiusura senza fine cantando tutti insieme "Hey Jude”. Un concerto che entra in grande stile negli eventi da vedere almeno una volta nella vita. Ma c’è ancora Copenhagen da vivere in questo lungo weekend di fine novembre inizio dicembre. Ancora in bici e ancora in centro. Questa volta incontreremo Mischa sul luogo dove lavora sempre al “Rooftop” dell’Illum in un punto gourmet con un’ottima scelta di bottiglie di vino internazionali (alcune gelosamente custodite in una cantinetta a vista). Mischa ci coccolerà con un pre-pranzo con salumi e formaggi, birre, vini e gløgg, una sorta di vin brulé con uvetta, mandorle, cardamomo e arancia rinforzato da una buona dose di brandy. Il tutto verrà suggellato dall’istantanea di gruppo scattata sulla terrazza con vista impagabile sui tetti della città. Il pranzo in zona Nyhavn sarà a base di smørrebrød, preparazione tipica della cucina danese. In pratica un sandwich aperto visivamente accattivante per via degli ingredienti (carne, pesce, formaggi, uova chi più ne ha più ne metta) che accompagnano la fetta di pane, in genere, di segale di color marrone. 
Viene accompagnata oltre che dalla birra anche dalle snaps (grappe). Si riprende la bicicletta e, con le luci della sera sebbene sia pomeriggio appena iniziato, ci dirigiamo verso i Giardini di Tivoli, il parco divertimenti, vera istituzione a Copenhagen. Ci aspetta la mamma di Misha che ci “regala” letteralmente l’ingresso. All’interno sono splendide le decorazioni natalizie e l’atmosfera (attrazioni ed eventi musicali) è davvero unica. L’ultimo sforzo sui pedali verso casa sarà ricompensato dalla pizza ordinata a domicilio. La mattinata di domenica verrà consumata al Tolboden che si trova vicino all'acqua del vecchio terminal dei traghetti nel porto di Copenaghen. La posizione incantevole, aggiunta alla varietà e alla qualità del brunch del fine settimana e alla piacevole compagnia di Lorenzo (amico di Edoardo) e della sua fidanzata ci ha regalato il giusto finale a una piccola vacanza nella “nostra” casa in terra danese.

Post's song : "A Hard Day's Night" performed by The Beatles
11-12/18

mardi, mai 31, 2016

Edoardos nye liv i København

La nuova vita di Edoardo a Copenhagen. Appena poco più di anno, sempre di maggio, e sono ancora a Copenhagen. Quante cose possono cambiare in un solo anno. Per mio nipote Edoardo il corso della vita è stato “stravolto” e si è ritrovato “travolto” da nuove belle sensazioni, dalla “sua” nuova casa nel piacevole colorato multiculturale quartiere di  Nørrebro, dal nuovo lavoro nel cuore della città nell’ostello Copenhagen Downtown Hostel e dal vivere al presente la tormentata, ma quanto mai appassionatamente forte, storia con Alexandra. Si passa dai sogni, alle speranze, alle preoccupazioni ma anche alle certezze. Nelle ore che abbiamo trascorso insieme prima dell’arrivo di Betty e Vito (io avevo preso l’aereo di mattina presto) abbiamo allegramente conversato spaziando tra i settori della vita comune, intervallandoli dall’accendere sigarette danesi e bere un caffè, e arrivando raffrontandoci a considerazioni simili nonostante la differenza di età. Ci siamo ritrovati a esaminare tematiche comuni dove la psicoanalisi può aiutare sicuramente nelle risoluzioni delle stesse. Tanto è che alla fine ci si sente un po’ professionisti del settore anche se in questo caso sembravamo entrambi pazienti in sala d’attesa a confrontarsi sulle dinamiche della mente e del carattere prima della seduta dal terapeuta. Tante cose ci accomunano nel carattere e tante altre ancora saranno le azioni da intraprendere per far fronte positivamente alle prove che la vita ogni tanto ci presenta sotto la forma del biglietto del conto salato del tavolo, in alcuni casi, … vicino al nostro. Tre giorni di vacanza a Copenhagen vogliono dire diventare un tutt’uno con la tua bicicletta, parlando al sellino, al manubrio e ai freni quasi fosse il tuo destriero personale. La vita quotidiana della capitale danese è imprescindibile dalle sue piste ciclabili (si arriva ovunque) e i negozi di noleggio vendita riparazione delle biciclette si contano a ogni blocco di strada. Ecco il perché molti cittadini usano raramente l’auto di famiglia o addirittura non ce l’hanno nemmeno. Probabilmente lo faremmo tutti. Da casa di Edoardo in venti minuti puoi scegliere tra l’andare in centro o l’andare al mare. Stessa distanza, pista interamente ciclabile, dislivelli quasi piatti. Che meraviglia. E non ti devi stressare nemmeno nel trovare un parcheggio, basta la tua catena con il lucchetto a combinazione e naturalmente una bicicletta con l’aria “usata”. Dopo l’arrivo di Betty e Vito nel pomeriggio tutti insieme in fila indiana pedalando piacevolmente ci siamo diretti verso il Toldboden Restaurant, patrocinato dal Ministero dell’Ambiente, in una location da piccolo porticciolo sul fiume nei pressi di Kastellet. Un posto incantevole dove si può mangiare all’aperto (tempo permettendo) scegliendo dal menù eco-sostenibile un ottimo fish & chips o un salmone alla griglia godendo della vista aperta sul fiume (vedi The Opera House); alla fine ci si può rilassare su una sdraio gratuita (insieme a una piccola copertina in caso di leggero venticello) scegliendo tra la penicchella pomeridiana o il degustare un caffè catturando i raggi del sole diretti al viso. La stanchezza aveva preso il sopravvento di tutti e il risveglio sulle sdraio ha regalato un colorito fucsia per Vito e il sottoscritto. Di nuovo bici alla mano passando davanti ai soldati della Guardia Reale della piazzetta del palazzo di Amalienborg, dirigendoci verso le casette colorate del vecchio porto Nyhavn, punto centrale del turismo cittadino, a cercare di intravedere nei fondali la bicicletta con la quale Vito si inabissò nel dicembre scorso per colpa del connubio freni/ghiaccio. A seguire la sorpresa di Edoardo nel farci visitare l’ostello presso il quale lavora con tanto di ispezione random di alcune camere. Il rientro a casa è all’ora del tramonto, non prima di aver comprato gli ultimi alimenti, per festeggiare la nuova dimora e la nuova vita di Edoardo, il nostro incontro, l’imminente anniversario di nozze di Betty e Vito (30 anni) e chi più ne ha più ne metta, con una bella spaghettata aglio olio e peperoncino preparata da Betty sorseggiando un ottimo Beaujolais d’annata. Non fanno a tempo a filtrare nel soggiorno di casa le luci del mattino che Edoardo fugge per recarsi al lavoro (aveva il turno dalle 7 alle 15). Betty Vito e io ci prendiamo un’oretta ancora di dormiveglia. Mentre Betty prepara il caffè per la colazione Vito e io ci dirigiamo verso il supermarket vicino a fare incetta di croissant, pane, burro salato, marmellata e latte. Serve energia a Copenhagen con tutte le piste ciclabili da percorrere. Decidiamo per un piccolo itinerario centrale prima di rincontrarci  con Edoardo nel pomeriggio : dopo aver lasciato le biciclette nell’attiguo spazio di fronte all’ostello andiamo a piedi verso la piazza del Municipio (Rathaus) per percorrere almeno la metà dello Strøget la lunga via che collega le due maggiori piazze della città, quella del Municipio e quella del Kongens Nytorv; qui si affacciano un'infinità di negozi, boutiques e grandi magazzini e dove facciamo una sosta di ispirazione nel campo del design nel bellissimo store reale di Illums Bolighus. Quando riprendiamo a pedalare è quasi l’ora di pranzo e la scelta comune sarà quella di “spenderla” negli spazi all’aperto del Diamante Nero (biblioteca). La foto di rito dall’altra sponda del fiume è l’esatta immagine del momento. La fredda insalata del self service della biblioteca non ci soddisfa e riprendiamo una dose di sole sulle sdraio post pranzo. Manca poco all’appuntamento con Edoardo e il caffè lo andremo a bere nel bar del suo ostello. Ora siamo di nuovo tutti insieme. Vista la bella giornata l’idea splendida, dopo aver comprato una bottiglia di sidro al sambuco e due cassette di fragole, era quella di gustare il tutto noleggiando una piccola imbarcazione dalla Go.Boat. Non avevamo però fatto i conti proprio con la bella giornata e con l’afflusso di gente : bisognava prenotare. Non ci perdiamo di animo e ci sdraiamo sull’erba del piccolo spazio verde adiacente. Stendiamo la coperta e fiato alle trombe per sidro (ottimo) e fragole (dolcissime). Altra foto di rito eloquente. Per la serata Edoardo aveva prenotato un tavolo per permetterci la visione su schermo tv gigante della finale di Champions League tra le due squadre di Madrid (Real e Athletico) che si giocava a … Milano. Abbiamo ancora un po’ di tempo davanti ed Edoardo ci porta a vedere e ad assaggiare alcuni piatti del Copenhagen Street Food uno spazio dedicato al cibo, aperto un paio di anni fa, per riunire le varie culture gastronomiche del mondo. Una mecca del gusto per tutte le tasche. Bancarelle e chioschi che servono diverse tipologie di cibo da strada racchiuse sotto il complesso industriale in passato dedicato allo stoccaggio della carta situato proprio sul porto di Copenhagen. La nostra piccola sosta ci ha permesso di assaggiare dividendoceli piatti di patatine fritte due volte nel grasso d’anatra, di carne brasiliana e tacos messicani. L’affluenza di giovani in questo spazio, nella giornata di sabato, con il sole ancora alto è incredibile. Un luogo di ritrovo veramente suggestivo. La partita ci aspetta e noi aspettiamo al tavolo anche Lorenzo e Brian (amici di Edoardo). Che il match abbia inizio (noi decidiamo di tifare per l’Atletico Madrid), si stappa una bottiglia di vino rosé australiano e si sgranocchia qualche patatina Pringles. Delusione alla fine. Ha vinto un fortunato e avvantaggiato Real Madrid ai rigori. Il calcio è stato ingiusto : meritavano i colchoneros di Simeone, peccato. Io, Betty e Vito rientriamo a casa in notturna in bicicletta, Edoardo continuerà la nottata con gli amici. E’ domenica, ancora sole e ancora caldo. In venti minuti di bicicletta siamo al mare a Charlottenlund. Ci attende la piccola spiaggia di Bellevue. Relax per tutti, chi all’ombra (il sottoscritto) e chi al sole (gli altri). Il tempo nonostante l’ozio scorre veloce e ci ritroviamo già con le gambe sotto il tavolo all’aperto del Ristorante Mash per un brunch luculliano con tanto di bicchieri di champagne. La parte restante del pomeriggio è ancora a predominanza relax, chi sdraiato sotto gli alberi al riparo dal sole (sempre io), chi sotto i raggi del sole (Betty) e chi impavidamente a immergersi nelle acque del mare (Edoardo e Vito). Nel tardo pomeriggio inforcando nuovamente i pedali dei nostri “cavalli” cittadini rientriamo alla base di Norrebro. La piccola sosta a casa è stata imperniata sulla scelta per cosa mangiare all’ora della cena. Votazione unanime per la pizza e andiamo a gustarcela nel quartiere sui tavoli comuni all’aperto da Stefanos guardando in alto il cielo grigio e pregando affinché la pioggerellina non guastasse la bellezza della serata. Siamo stati ancora una volta fortunati e l’istantanea con l’autoscatto ne è la riprova. Ultime ore a Copenhagen, ultime ore insieme a Edoardo. Ancora in bicicletta nel piacevole quartiere con tanto di scorribanda nei vialetti del cimitero dove riposano le spoglie di grande Hans Christian Andersen, poeta e scrittore danese famose per le sue fiabe. Pranzo finale al Cafè 22 sui tavolini all’aperto in riva al laghetto del quartiere di Norrebrò vicino casa. Hamburger di classe e patatine fritte impeccabili nella preparazione e nel gusto. Perfetta conclusione a un lungo weekend che ha suggellato felicemente il nuovo corso di vita di Edoardo. Lunga vita al nipote e lunga vita anche a noi che potremo sempre andare a salutarlo in questa meravigliosa città del Nord Europa.Sarà un caso che il mio appartamento è arredato in stile danese e che dal 1991 custodisce gelosamente il Beosystem 2500 della Bang & Olufsen ? Direi proprio si no. La bellezza e la classe del design di questi posti è di altissima ispirazione e anche lo stile di vita è sulla stessa lunghezza d’onda. Mi immagino con il mio MacBook, seduto a un tavolino di una caffetteria con vista lago a scrivere di viaggi e di sentimenti, trascorrere parte della mia giornata. Prendere poi la mia bicicletta percorrendo senza fretta la pista ciclabile, sorridendo alla vita e alla gioia del momento. Non vedo l’ora di fotografarne l’evento. 
Post's song : "This is how it feels" performed by Richard Ashcroft
5/16

mercredi, mai 06, 2015

Kære København ...

All’arrivo in aeroporto a Copenhagen una pubblicità luminosa della Carlsberg, birra danese, ci accoglie dandoci il benvenuto nella “nazione più felice del mondo”. Secondo un recente report di una università americana, Copenaghen è ufficialmente la città più felice del mondo. Sinceramente per me questa ufficialità è un solo un dettaglio; basta soltanto trascorrere qualche giorno nella capitale danese con la fortuna di avere come passe-partout un nipote che ci vive da più di cinque anni e la felicità diventa realtà. Non è la prima volta che “vedo” Copenhagen (since 1990), ma in ogni occasione che ci rimetto piede ho questa raggiante conferma. Questo ennesimo ritorno l’ho vissuto insieme a Vito e Betty, naturalmente assistiti da mio nipote Edoardo. Il taxi dall’aeroporto Kastrup ci porta direttamente davanti al portone della casa che abbiamo affittato per condividere tutti insieme l’esperienza Airbnb (condivisione di alloggi) per quattro giorni. Appartamento luminoso che si affaccia sulla Østerbrogade con pavimento in parquet di legno chiaro a un prezzo convenientissimo. Edoardo è lì che ci aspetta. Non ci resta altro che lasciarci andare e farci trasportare nel mondo gioioso di Copenhagen, senza l’assillo del turista classico. Copenhagen come la nostra tradizionale Parigi di settembre. E’ il Primo maggio ed è il giusto pretesto per sentirsi piacevolmente coinvolti nel Concerto musicale organizzato dal Kommunistisk Parti nel parco Faelledparken adiacente lo stadio. Edoardo con il suo cellulare comunica con i suoi inseparabili compagni di avventure (ragazze e ragazzi di ogni parte del mondo che vivono, studiano e lavorano a Copenhagen) e in breve tempo ci ritroviamo tutti insieme appassionatamente a ballare a tempo di ska sulle musiche del gruppo “amico” Larica. La capitale danese è sicuramente la città più vivibile del mondo sia per l’assoluto equilibrio vita-lavoro che per soddisfazione di vita. Sembra tutto perfetto percorrendo le strade di Copenaghen. A piedi o meglio ancora in bicicletta si gode una sensazione di spensieratezza, di una realtà in pace con se stessa. Perlustrandola ci si imbatte in un’alternanza di genitori a spasso con i piccoli figli, di ciclisti (i veri dominatori della città), di giovani coppie, di gruppi di amici. Sembra quasi non esista la vecchiaia. La mia impressione è quella di fiducia. Fiducia tra le persone, nei confronti delle regole, nel futuro. Qui tutto sembra funzionare benissimo. E’ una vera piccola oasi felice del vecchio continente. Città verde con i suoi parchi rilassanti, città ecologica, avveniristica, innovativa e a completa tutela dell’ambiente. Sicuramente non ci saranno solo pregi, ma girando per Copenaghen si ha la netta sensazione di godere delle piccole cose, dei piccoli piaceri quotidiani della vita. Edoardo aveva organizzato per noi ogni minimo dettaglio. Due velocipedi di proprietà (Edoardo e Betty), altre due meravigliose biciclette prese a noleggio (Vito e il sottoscritto), piste ciclabili che arrivano in ogni angolo della città e dei dintorni e il godimento è servito. E poi ancora … Cosa c’è di meglio di deliziose cene in ristoranti trendy e di design ? Cosa c’è di meglio di rilassanti pennichelle sulle sdraio a bordo mare baciati dal sole dopo aver pranzato a base di fish & chips ? Cosa c’è di meglio di provare l’esperienza di un brunch all’aperto dopo aver pedalato nel parco dell’Hermitage Palace in mezzo a branchi di cervi ? Per chi non è abituato a vivere questo tipo di realtà è una vera estasi. Estasi che diventa paradiso grazie alla visione delle “bionde” donne locali. Per me che ho un debole da sempre … Mi sono chiesto più volte durante il soggiorno : “ma non sarà troppo ?”. Nei giorni precedenti il  viaggio Edoardo ci aveva anche precettato (Vito e il sottoscritto) per una partita a calcetto. “Portate scarpe, maglietta e pantaloncini“ … questo era il messaggio. Detto e fatto. Degna di nota è stata la nostra prestazione sul campo sintetico del Faelledparken. I commenti post partita dei compagni e degli avversari ci hanno ringiovanito. La classe non è acqua. Peccato per l’infortunio nel finale del match per Vito con una ricaduta, nel vero senso della parola, del suo ginocchio già lesionato. Parchi, sport, eventi culturali, tanto divertimento e altissima qualità della vita.  Vastissime anche le proposte gastronomiche con ottima birra ad accompagnare cozze o fish & chips o con magnifici vini rossi provati da Mash, il ristorante dove lavora Edoardo, da abbinare all’impeccabile foie gras scottato e alla gustosa Tomahawk steak australiana e infine l’assoluta goduria nel degustare l’apoteosi di dessert con miniature di cioccolato de Le Sommelier. Il fiore all’occhiello della capitale della Danimarca ? La ciliegina sulla torta della felicità ? Le biciclette e le piste ciclabili. A ogni blocco di strada c’è almeno un negozio che vende, ripara o noleggia biciclette. “Non sarà troppo ?” Un lungo weekend a Copenaghen è come un forziere ben custodito di sorprese. La nostra chiave per aprirlo è stata come sempre la piacevole compagnia di Edoardo, oltre alle “dritte” di esperienza vissuta in questi anni di Vito e Betty. Tante le foto di rito con l’autoscatto : da quella con lo sfondo della celebre Sirenetta, la statua rivolta verso il mare ispirata alla favola di Hans Christian Andersen a quella con la scenografia delle case colorate del Nyhavn seduti sulla chiatta di una nave, da quella di gruppo con gli amici di Edoardo al Faelledparken a quella con lo sfondo dell’Hermitage Palace con le biciclette. E che dire di quella sul piccolo pontile prima di immergere i piedi nelle rigeneranti acque gelide del mare del Nord ? Di tutto, di più. Cara Copenhagen … non vedo l’ora di poterti riabbracciare. 

Post’s song : “One step beyond” performed by Madness
5/15

mardi, décembre 03, 2013

Den smukke oplevelse igennem en gastronomiske tour de force med Copenhagen Concepts

Ogni promessa è debito e così, dopo averne sancito il patto con Edoardo nella hall del Crowne Plaza Hotel di Londra nella nostra performance di fine ottobre, sono atterrato a Copenhagen con la gioia di onorarla.  La mia promessa era quella di andarlo a trovare entro l'anno e la sua quella di “pagarmi” in questa occasione una cena in un ristorante giapponese del gruppo dove lui lavora.  Primo secondo e terzo giorno di dicembre. Tre giorni insieme a Edoardo, il mio nipote prediletto, col quale da più di dieci anni condivido le stanze d'hotel  in tutti i viaggi insieme a Vito e Betty (Svezia, Francia, Danimarca, Irlanda, Portogallo, Spagna, Scozia, Olanda, Germania e Italia).. Questa volta è stato lui a ospitarmi nella sua stanza-casa nella città della Sirenetta e con lui ho dato vita a un tour de force enogastronomico di alto livello avventurandoci all'interno del Copenhagen Concepts di cui lui fa parte come cameriere nel centralissimo ristorante steak-house Mash. Un'esperienza molto particolare potutasi realizzare proprio per il fatto che Edoardo, essendone dipendente, ha lo sconto del 50%;  senza questo “piccolo” dettaglio difficilmente saremmo riusciti a portare a termine questa “escursione culinaria” in tre giorni consecutivi. Sono stati tre giorni speciali, all'interno dei quali ho anche conosciuto Maria la sua nuova fiamma danese che in più di un'occasione ci ha fatto compagnia. Oltre alle cene e ai pranzi del tour enogastronomico le giornate si sono susseguite camminando per la città che si era appena vestita di festa per il Natale imminente. Rivelazioni personali e sentimentali,, memorie di viaggi trascorsi e idee per quelli a venire, gioie e speranze per il futuro raccontate passo dopo passo negli itinerari quotidiani per le vie di Copenhagen. A dare il via a tutto ciò è stata la colorata snap (grappa) bevuta a pranzo al ristorante Told and Snaps che la serve accompagnando dei meravigliosi smorrebrods danesi. Lo smørrebrød (panino aperto), letteralmente pane e burro è la preparazione più diffusa a Copenaghen per una pausa pranzo gustosa. Nella gastronomia tradizionale danese, lo smørrebrød nella sua versione classica consiste in una fetta di pane di segale imburrata e usata come base per diverse guarnizioni. Tra le centinaia di varianti che vengono servite, classiche sono quelle con aringa, salmone, anguilla o maiale, condite con cipolle rosse o rafano e tutte rigorosamente accompagnate da birra o da snap (acquavite), nel nostro caso la seconda opzione. All'uscita dal locale, rimango sorpreso nel verificare che il ponte che dovrebbe collegare la zona centrale con quella del ristorante stellato Noma non è ancora terminato (l'appalto dice con ironia Edoardo è di un'impresa italiana). Siamo finalmente pronti per vivere l'evento del corteo dei folletti e di Babbo Natale che dal Nyhavn, attraversando tutto lo Stroget (la strada pedonale più lunga d'Europa), ci porterà alla Piazza del Municipio per l'accensione del grande albero natalizio. Il buio arriva presto e nel ritorno ci fermiamo nel mercatino di Natale costruito sulla falsariga di quelli austriaci di Vienna. Ad attenderci c'è Maria e insieme a lei beviamo del vino caldo speziato e assaggiamo le frittelle di mele preparate al momento. Dopo i convenevoli di presentazione le nostre strade si divideranno ma solo il tempo di arrivare alla cena dove Edoardo aveva prenotato al “Le Sommelier” ristorante brasserie di impronta francese che fa parte anch'esso del Copenhagen Concepts. Una visita a Le Sommelier significa cucina francese senza compromessi con una una vasta selezione di vini provenienti da tutto il mondo dettagliata da una lista enciclopedica. Cena a tre in un ambiente caldo, romantico, informale ma elegante al tempo stesso. Scelte francesi dall'antipasto al dolce annaffiate da un flute di champagne e da una bottiglia di  Pomerol Chateau de Sales del 2008 (bordeaux).. Ostriche, seppie, capesante, anatra, manzo e formaggi vari in successione fino ad arrivare alla goduria della delizia delle delizie dello straordinario dessert al cioccolato. Sei piccoli gioielli di cioccolato in sequenza paradisiaca. Nella mia valutazione vanno la lode e l'encomio per il dessert di cui sopra. La prima intensa giornata è terminata, e il tutto è suggellato da una sigaretta insieme (io non aspiro) passeggiando verso casa nell'illuminata Copenhagen notturna. Il secondo giorno si apre con la sbirciatina del design danese nello store del Norman Copenhagen, dove ho visto dei divani stupendi e con una lunga passeggiata che costeggia il laghetto e che ci porterà al cimitero dove è sepolto Hans Chrstian Andersen favolista nazionale. Un cimitero molto particolare, verde, conviviale dove i ragazzi si ritrovano d'estate per un picnic o per fumarsi qualcosa di buono. Decidiamo poi di vivere l'esperienza del parco giochi Tivoli vestito anch’esso a festa per l'occasione del Natale. Intervalliamo il giro delle bancarelle natalizie, un po' per il freddo e un po' per passare il tempo, con una sosta al Caffè Retrò, giusto il tempo per rientrare nel parco e assistere allo spettacolo delle luci sull'acqua. Ci avventuriamo anche in qualche attrazione di questo regno delle favole avendone acquistato il pass valido per tutte le attrazioni e non rinunciamo soprattutto a un paio di giri sul vecchio ottovolante (montagne russe). Di ritorno ci aspettano i negozi dello Stroget, ricchi di design e di atmosfera natalizia. E' arrivato il momento della “promessa” e ci dirigiamo verso l'Umami il ristorante giapponese con influenza francese sempre del gruppo del Copenhagen Concepts. Un aperitivo d'attesa e poi via col menù Omakase (お 任せ) termine giapponese che letteralmente significa "Lascio a voi" dove lo chef ha potere assoluto sul cammino culinario che si traduce in una gamma di sei piccole composizioni stravaganti a base di prodotti di stagione, del miglior pescato dal mare e delle specialità della casa. Pertanto è un menù pieno di sorprese, mix tra innovazione e tradizione in perfetta fusione che seduce con un gusto impareggiabile. A questo menù noi abbiamo aggiunto due piccole varianti : la prima in nome e per conto del nostro piatto preferito, il sashimi di salmone, e la seconda per una piccola tempura di gamberi. Arredamento e locali moderni, quasi futuristi. Ottimo il sake (freddo) che abbiamo sorseggiato nella successione dei delicati piatti. Maria ci ha raggiunto per il dessert finale con tanto di foto di gruppo con autoscatto. Al rientro nella stanza-bunker di Edoardo visione in streaming del film Turnè (regia di Salvatores con Abatantuono e Bentivoglio interpreti straordinari). Il perché della visione di questo film è dovuto a un omaggio alla mia prima impressione-espressione della stanza di Edoardo all'arrivo sul canovaccio del dialogo iniziale della pellicola nella quale Abatantuono salito sull'auto di Bentivoglio, guardando l'autoradio installata esclama : “chi te l'ha montata : un elettrauto sciita di Beirut”. Ecco la stanza di Edoardo al primo impatto sembrava una derivazione di un quartiere di Beirut dopo un'esplosione in stile air-bag. Scherzo naturalmente anche perché il soggiorno è stato caldo e accogliente. Ultimo giorno a Copenhagen, Ci aspetta il pranzo da Mash … finalmente sul luogo di lavoro di Edoardo. Ottimi antipasti (tartare di tonno e animelle di vitello leggermente fritte) e il piatto forte del locale : la carne alla griglia ! Scelta danese e americana perfettamente abbinata a due bicchieri di rossi stranieri, lo spagnolo Anima Negra e l'argentino Manos Negras. Ci raggiunge Maria per un assaggio di antipasto e per i saluti finali. Le nostre strade si divideranno alla fermata del metrò dove Maria scenderà per recarsi al lavoro, Noi proseguendo ci dirigeremo verso l'Università di Copenhagen dove Edoardo dovrà “sorbirsi” una lezione individuale di mezz'ora. L'Università è modernissima e tecnologica. Edoardo studia musicologia. Nella visita dei vari ambienti riusciamo anche a ritagliarci il nostro spazio in una sala prove accessoriata dove lui al pianoforte e io al basso ci autofilmiamo in una session sulle note di “Message in a bottle” dei Police. La vacanza ha il giusto termine. Saluto Edoardo all'Università e prendo la metropolitana che mi riporta all'aeroporto per il volo di rientro. E' stato un delizioso antipasto del Natale in tutti i sensi. Wonderful Copenhagen !!! 

PS grazie a Edoardo e a al suo caro amico Mischa per la consulenza sul titolo del post.

Post's song : “That’s all right mama“ performed by Roberto Ciotti

12/13

lundi, mai 14, 2012

Fuld nedsænkning dansk i København

Full immersion danese a Copenhagen. 
Wonderful Copenhagen. E' sempre un piacere ritornare a Copenhagen. Edoardo ci vive ormai da qualche anno, arrivato qui per studio e amore. Parla correntemente danese e inglese e questo gli ha permesso dal mese scorso di trovare anche un'occupazione stagionale come guida turistica presso la società che gestisce i tours nei canali. per mantenersi gli studi universitari, con la speranza di continuità in futuro. Vederlo all'opera descrivendo nelle tre lingue (anche l'italiano …) con aneddoti le bellezze della capitale di Danimarca è stato straordinario : sono fiero di lui. Questo viaggio è stato stupefacente. Le continue sorprese preparateci da Edoardo hanno riempito allegramente le nostre giornate. 24 ore vissute intensamente ogni giorno : in bicicletta a piedi in barca e in kayak … Copenhagen si presta a questo dinamismo fisico e mentale. La Copenhagen di questi tempi è una capitale creativa, tecnologica, accogliente ed ecologista, che combina talento e diversità. Una piccola metropoli a misura d'uomo. Uno scrittore danese contemporaneo cita testualmente che Copenhagen “ affiora gradualmente dalla campagna circostante, le sue dimensioni la rendono facile come una piccola cittadina, ma senza negarle l'importanza culturale di una metropoli”. Insomma, come già detto, una città a misura d'uomo in tutte le stagioni ma soprattutto con l'arrivo della primavera quando il gelo invernale si scioglie sotto un sole tiepido e i cittadini si riversano nelle strade fino a notte fonda abbandonando la loro dimora domestica. Una città giovane, perennemente in movimento, dove tutto funziona a meraviglia e dove ci si stupisce per quanto noi non raggiungeremo nemmeno con la prossima generazione. A esempio durante il giro nei canali si possono intravedere lungo il litorale le pale eoliche che sono sicuramente una scommessa vinta dalla Danimarca. Il nome Copenhagen significa, "porto dei mercanti" e si è sempre distinta per mecenatismo artistico-culturale. Si va dal quartiere del Nyhavn, il nuovo porto come dice Edoardo durante il giro turistico, tutto case colorate affacciate sul canale dove sono ormeggiate barche di stampo antico e da dove partono i nuovi battelli per le visite turistiche della città attraverso i canali a quello di Christiania, "la città hippy" sorta a inizio anni Settanta, coi suoi murales, la sua folcloristica umanità, i suoi mercatini particolari e locali ritrovi anche musicali. Ma tutto senza aggressività, con discrezione. Direi alla danese. Dal punto di vista culturale Copenhagen offre molto. Noi ce la siamo goduta in bicicletta partendo dalla visita al Rosemborg costruito da Cristiano IV (C4 nelle effigi) nel XV secolo. Il castello è colmo di mobili stravaganti, tappeti e ninnoli ed è circondato dal verde meticolosamente curato dei Giardini Reali. Il Rosenborg Slot è stato originariamente costruito come residenza estiva Nel seminterrato, dietro le porte di sicurezza “pesantemente” sorvegliate, ci sono i Gioielli della Corona Danese. Futuro, presente e passato, interagiscono di continuo nella capitale danese.
Torniamo alle sorprese di Edoardo. Intanto immediata dotazione di una bicicletta personale. Questo ci ha permesso di stare quattro giorni all'aria aperta, di fare moto (ce ne è sempre bisogno) e di evitare traffico e parcheggi. Meraviglioso. Utilizzo di studio registrazione (Edo alle tastiere, Vito alla chitarra e all'ukulele e il sottoscritto al basso) per sfogare le nostre velleità musicali (a dire il vero solo le mie visto che gli altri componenti suonano bene). Giro turistico gratuito con guida turistica personale (Edoardo naturalmente) e con la compagnia dell'amica romana Barbara. Biglietto concerto a Christiania del gruppo “Soundtrack of our lives” un'autentica rivelazione per noi. Musiche bellissime anni 70 con performance live incredibili. Non prima, per entrare nella parte come oggetti “vintage”, di aver fumato, legalmente a Christiania, una canna leggerissima “hash” in quattro : la birra fa effetti più “devastanti”. Ma il geniale colpo da teatro è stata la nostra iniziazione al kayak nei canali centrali di Copenhagen rivitalizzata dalle cadute in acqua istruttive (quella di Edoardo e quella mia) e quasi tragiche (quella di Vito raggelato dalla temperatura glaciale del canale. Durante la vestizione sembravamo il Capitano e il Tenente di Star Trek … Acqua passata diremmo … e no invece. Edoardo non ci ha risparmiato della sua ultima sorpresa : un intero tour dei canali su una piccola barchetta noleggiata per l'occasione dove lui e il suo “capo” amico Giuseppe ci hanno deliziato con altri aneddoti di Copenhagen. Divertenti siparietti, in occasione dei passaggi sotto i ponti, con canzoni napoletane e d'opera lirica cantate da tutti e cinque con una buona dose di intonazione canora e un'altra di ilarità tipica italiana. Vacanza splendida sotto tutti i punti di vista, vissuta come detto per ogni istante della giornata, intervallata da pranzi e cene in locations suggestive, aperte sotto la pioggerellina di benvenuto mangiando con poche corone danesi un polse tipico (wurstel) arrotolato nella pancetta … per me una delizia. Dalle poche corone si può passare, per chi riesce a prenotare almeno con sei mesi di anticipo, ai più di duecentocinquanta euro (al cambio) per un pasto al Noma, ristorante che per il terzo anno consecutivo ha vinto il premio quale migliore del mondo. Prima o poi sento che farò una recensione. Edoardo tieniti pronto. Noi abbiamo cenato al Restaurant Ofelia che si trova nel foyer del Royal Danish Theatre's, con la migliore vista sul porto grazie alla gigantesca vetrata. La giornata di sabato è stata allietata, accettando felicemente l'invito di Ulla e Jens a Naestved (vedi post del Natale in Danimarca) da un ottimo brunch familiare con racconti personali e di vacanze. E' sempre molto piacevole la loro compagnia. Capatina anche al Museo del Design per noi un po' deludente vista l'ammirazione da sempre (vedi Bang & Olufsen da arredamento che ho nel soggiorno di casa) per il design minimalista, chiaro, innovativo dei danesi. Appuntamento a settembre per Betty e Vito e chissà se nella circostanza aggiunga la mia presenza all'ultimo momento.

Post's song : "Ten years ahead" performed by Soundtrack of Our Lives"
5/12

mardi, octobre 19, 2010

København og kultur natten

Quattro i buoni motivi per andare a Copenhagen in un weekend d’autunno.
1) riabbracciare Edoardo, mio nipote, che studia all’Università di Roskilde (RUC)
2) assistere al concerto di Andy White, cantautore nord-irlandese amico di Vito
3) vivere l’esperienza della notte della cultura (kultur natten)
4) dormire su una nave rompighiaccio
A questi buoni motivi aggiungerei il design danese, le biciclette, il burro salato e "qualcuno" direbbe anche la vista delle bionde danesi. Questo viaggio ha avuto il prologo il giorno prima al Teatro Dal Verme di Milano dove insieme a Betty e Vito ho assistito al concerto di Andy White songwriter irlandese amico di mio fratello, che agli esordi la stampa britannica definì come il "Bob Dylan" di Belfast. Andy era accompagnato per l’occasione da due musicisti di Correggio, Betty Vezzani alla voce e Lele Borghi alle percussioni. Al termine della session tutti insieme ad addentare, riuniti attorno a un tavolo, una pizza "bufalina" nel mentre si raccontava di aneddoti di concerti, di viaggi, di salute e di vita. La mattina seguente Betty Vito e Andy, quest’ultimo alla guida di una Panda a noleggio dal colore improponibile, sono venuti a prendermi sotto casa per proseguire verso Malpensa dove ci attendeva il volo per Copenhagen.
La macchina era stracolma di valigie, con la chitarra di Andy con custodia sopra le nostre teste e dove a fatica ho trovato posto all’interno sia per me che per il mio trolley arancione. All’arrivo all’aeroporto di Copenhagen c’era ad attenderci Edoardo che col suo fluido parlare danese e inglese ci ha poi guidato per l’intero soggiorno aiutandoci nella comprensione e nella traduzione di qualsiasi accadimento succedeva minuto dopo minuto. Un breve saluto a Andy, che proseguiva in treno per un’altra località danese per l’ennesimo concerto dandoci appuntamento per quello del giorno dopo a Copenhagen ed eccoci alla ricerca del nostro hotel prenotato su Booking.com. Hotel questa volta molto singolare, curioso, incredibile, suggestivo, d’atmosfera soprattutto … su una nave rompighiaccio, che dopo aver lavorato per anni in Groenlandia si sta godendo l’adorata pensione nel canale più grande del porto della capitale di Danimarca. La nostra "stanza" tutta in legno con letti a cuccetta e bagno privato ci è subito apparsa meravigliosa, unica nel genere. Elettrizzati da questa straordinaria sorpresa e con una voglia irrefrenabile di respirare immediatamente Copenhagen ci siamo "pinzati" sui nostri giubbini la spilla badge della "notte della cultura" (kultur natten) che dava accesso libero dalle sei del pomeriggio fino all’alba a tutti i mezzi di trasporto e a tutti i musei sparsi per la città. Il primo nostro "traguardo" è stata la scalata dei 400 gradini della torre a spirale della La Vor Frelsers Kirke, conosciuta come la Chiesa del Nostro Salvatore, che ha messo subito a dura prova i muscoli poco allenati delle nostre gambe. L’arrivo in cima però ci faceva dimenticare lo sforzo e ci regalava una vista panoramica insuperabile della capitale danese al tramonto. Per festeggiare questo evento e la riunione familiare con Edoardo ci siamo premiati con una bella cena a base di gamberi e salmone. A fine cena tanto camminare per la città in notturna. Un vero e proprio fiume di persone si era riversato sullo Stroget, la via principale di Copenhagen. La serata/nottata è poi proseguita con una incursione nei Giardini Botanici, illuminati per l’occasione; questi giardini creati intorno al lago, e un tempo parte del fossato a difesa della città, hanno delle bellissime serre con piante tropicali e subtropicali. Nel finale di questa nostra "kultur natten" non ci siamo persi la visita della mostra dei quadri a tinte forti di Bob Dylan alla Danish National Gallery. Al rientro in hotel-nave tutti insieme a spiluccare arachidi e a bere succhi di guava e birre nel buio della zona vicina al posto di guida del rompighiaccio. Il mare ci ha cullato dolcemente per tutta notte in un sonno ristoratore per meglio affrontare il giorno seguente. Giorno seguente iniziato dapprima con una splendida prima colazione sulla "nostra" nave e proseguito con il trasferimento a nord in auto (con la Micra di Edoardo portata quest‘estate a Copenhagen da Betty e Vito) con destinazione Helsingor e il Castello di Amleto. Rientro in città nel primo pomeriggio, dopo un ottimo pranzo a base di polpette e filetti di pesce accompagnati dall’adorabile pane caldo con burro salato. Qui Edoardo ci aveva riservato un’altra sorpresa : quella del tour con uso di biciclette per le piste ciclabili delle vie centrali di Copenhagen. Varie soste tra le quali la visita al modernissimo "Diamante Nero", la nuova estensione della biblioteca reale denominata così per i raggi di luce che si riflettono sulla sua facciata di vetro e granito dello Zimbabwe. Qui all‘esterno seduti sulle sdraio a livello del mare, sorseggiando un buon caffé pomeridiano, si rimane rapiti dal colpo d’occhio della bellezza di un’architettura così elegante che unisce in modo armonioso vecchio e nuovo, passato e presente. Tante sono le architetture moderne che si affacciano sul porto di Copenhagen e di qualcuna ne parlerò più avanti. Un’altra sosta davanti alla rassegna delle case colorate del Nyhavn con tanto di foto cartolina sempre speciale. Prima del rientro a casa di Edoardo (vive insieme a quattro danesi, due maschi e due femmine … intendo ragazzi naturalmente) per lasciare le biciclette, un’altra sosta sulla riva del porto Amaliehaven , immortalandoci sulle due ruote sullo sfondo di una tramonto rosa meraviglioso. Il resto della serata è tutto dedicato al concerto di Andy White ospite del cantante locale Junkers nel piccolo spazio del Bartof Café. Col risveglio aiutato dal sole accecante che filtra attraverso gli oblò della nostra dimora rompighiaccio, il Janus Artic Hotel, e sempre con il supporto della deliziosa prima colazione danese siamo pronti ad affrontare l’ultima giornata del nostro soggiorno. Giro mattutino con visita di varie chiese di orientamento religioso diverso, un salto per vedere il cambio della guardia davanti alle quattro palazzine racchiuse nella piazza ottogonale del palazzo dell’Amalienborg (sede della residenza reale) e il passaggio nel quartiere di Christiania, piccola cittadella occupata e autogestita da hippy che ha saputo darsi un'organizzazione e si è distaccata dal mondo che li circonda. Qui è anche permessa la vendita e l’uso di droghe leggere (erba).
A seguire, come anticipato qualche riga sopra, la visione dall'esterno a un altro esperimento architettonico d’avanguardia, la modernissima nuova Opera House ribattezzata dagli abitanti di Copenhagen "tostapane" (vedi foto grande del post). In questa zona avanzata del porto si respira un’aria di relax incredibile. Grandi spazi e vista sul canale grande del porto. Da qui ci siamo diretti verso lo stabilimento fabbrica della Carlsberg, una delle più importanti società produttrici di birra al mondo. Visita guidata (da noi) all’interno dello stesso con tanto di degustazione finale e di prova olfattiva dei vari aromi che compongono le diverse qualità di birra prodotte. Copenhagen è una bellissima città, giovane, moderna, felice, verde, dove il mezzo di trasporto più usato è la bicicletta, dove c’è il miglior ristorante del mondo, dove la metropolitana è disegnata da Giorgetto Giugiaro e dove il passato e il presente si confondono in questo meraviglioso insieme di mare, cielo e terra. Non nego di invidiare il giovane Holden Edoardo non solo per l’età, l’altezza, la bellezza, il parlare altre lingue e suonare il pianoforte divinamente … ma anche per vivere e studiare in una delle più brillanti città contemporanee. E' la città più verde d'Europa ed è all'avanguardia tecnologicamente (tra l'altro anche sulle linee metropolitane c'è l'accesso wi-fi per Internet). Vi sarete chiesti perché in questo post su Copenhagen non ho parlato della Sirenetta vero ? Non ne ho parlato perché la "nostra" è volata in Cina per l’Expo 2010 di Shanghai. Il vuoto lasciato dalla sua partenza è stato colmato da una videoinstallazione di un artista cinese. Scambi culturali. Con il volo di ritorno della SAS da Copenhagen ho battuto il mio record annuale dei "voli". Sono a quota 25 e Valencia è vicinissima ...
.
Post's song : "If you want it " performed by Andy White
10/10

mardi, décembre 29, 2009

Julens ansigter (faces of a Danish Christmas)

Il giorno di Natale nel piccolo villaggio danese di Hjulebæk a nord di Næstved nonno Karsten, al termine del pranzo luculliano, invitava i commensali a immergersi nella tinozza d’acqua calda a 39 gradi preparata per l’occasione e posta nel giardino della splendida villa. La temperatura esterna era di circa 3 gradi e l’invito era alquanto “inconsueto” per chi come noi non aveva mai partecipato a una simile esperienza. I primi a tuffarsi, dopo il concitato cambio nello spogliatoio, sono stati Edoardo, Vito e il sottoscritto seguiti a ruota da Jens, Karsten, Betty, Ulla, Sofie, Olivia, Pernille e il piccolo Karl Ferdinand. La tinozza attrezzata con bibite fresche e il buio esterno illuminato dalla luce fioca proveniente dalla torcia inserita nel cappellino di Karsten davano la giusta coreografia all’evento. Dopo un breve ambientamento con il corpo riscaldato dall’acqua calda seguiva un tuffo veloce nella piscina d’acqua fredda e il relax finale con la nuova immersione nella tinozza che consentiva al sistema cardiovascolare di adattarsi. Mio fratello e io eravamo elettrizzati da questa esperienza e allo stesso tempo preoccupati della reazione del nostro corpo di fronte a una così singolare novità, ma alla fine il risultato è stato a dir poco entusiasmante. All’interno della casa era rimasti Niels e Grete mentre Nick coperto dal suo montone cittadino assisteva a bordo tinozza da spettatore divertito. Dopo il breve passaggio finale, con i piedi nudi checalpestavano la neve nel giardino, la sauna toccasana e la doccia calda completavano il rito di questo eccezionale bagno scandinavo. L’intera truppa danese-italiana, di nuovo negli abiti di Natale, si stanziava poi, lasciandosi letteralmente andare, sui divani del soggiorno di casa per intonare canti natalizi alternati a canzoni moderne o ad arie tribali africane. Jens vero mattatore trascinava il gruppo con il suo tamburo cajun coadiuvato dall’accompagnamento all’ukulele da Vito e dalla deliziosa voce di Ulla. Il pranzo di Natale danese era stato davvero emozionante con Karsten padrone di casa che, attirando l’attenzione picchiettando sul piccolo bicchiere, descriveva nel dettaglio i vari piatti di portata e incitava gli invitati a bere la snaps (grappa) locale. I piccoli e suggestivi canti danesi intonati durante il pranzo regalavano al tutto un’atmosfera davvero indescrivibile. Alla fine per non essere da meno gli “italiani” intonavano una versione di “Roma nun fa la stupida stasera” in omaggio al viaggio di fine anno nella capitale di Sofie, Edoardo, Betty e Vito. A termine pranzo Ulla ed Edoardo si alternavano al pianoforte invitando al canto la piccola platea e dando all’atmosfera, già calda per la stupenda accoglienza e per l’impeccabile arredamento natalizio, il giusto tocco di perfezione. Questo è stato il mio piccolo racconto dell’incantevole giorno di Natale. Ora torno indietro di solo qualche ora per narrare questa esclusiva vacanza iniziata a settembre con la felice adesione all’invito della famiglia di Sofie. Nei giorni precedenti la partenza verso Copenhagen la neve di Milano aveva messo tutto in discussione per via della cancellazione di molti voli e soltanto quando l’aereo della Easyjet è atterrato si è potuto finalmente tirare un felice sospiro di sollievo. Ad attenderci (Vito Betty Nick e io) all’aeroporto c’erano Edoardo e un pulmino a nove posti della Ford noleggiato per l’occasione. Mio nipote Edoardo (figlio di Betty e Vito) è da un anno a studiare (italiano, danese e musica) a Copenaghen ed è fidanzato con Sofie, conosciuta ai tempi del viaggio nel Bohuslan del 2007. L’invito di Ulla e Jens (i suoi genitori) a trascorrere il Natale in Danimarca era stato accolto con un entusiasmo e curiosità incredibili, ma nemmeno minimamente avrei potuto immaginare come poi si sarebbe sviluppato e credo che difficilmente lo si potrà capire dal mio stesso racconto. Copenaghen aveva appena smesso gli abiti di circostanza, per via della conferenza delle Nazioni Unite sul clima appena conclusa, per indossare quelli tradizionali del Natale. L’Admiral Hotel è stata un’ottima scelta (di Vito) sia per l’indiscussa qualità che per locazione nella zona del porto vecchio di Nyhavn. Il tempo rapido per la sistemazione dei bagagli nelle stanze e via di camminata verso il ristorante prenotatoci da Jens per la cena della vigilia. Per arrivarci abbiamo percorso l’intero Strøget, il caratteristico corso pedonale che attraversa il centro. Lo Stroget è la strada più “in” di Copenhagen dove piccoli negozi si alternano alle boutique più famose e dove il design danese (che adoro … lo stereo a muro che apre le sue antine di vetro con il semplice passaggio della mano della Bang & Olufsen del 1991 è ancora oggi pezzo forte del mio soggiorno di casa) trionfa nel suo stile tradizionale e moderno al tempo stesso evidenziato dall’indiscussa semplicità. La cena all’Heroford Village è stata ottima aperta con il glogg tipico (eccellente versione di vin brulè speziato) e con l’antipasto di morbido e abbondante salmone danese. A seguire poi il piatto forte composto da anatra arrosto e arrosto di maiale serviti con patate lesse, crauti rossi, prugne e mele. A chiudere il dolce danese tradizionale di Natale a base di riso, panna e vaniglia mescolati con mandorle tritate e salsa calda di ciliegia. L’abbondante colazione a buffet del mattino in hotel e la breve sosta alla “Sirenetta” aprivano il nostro giorno di Natale. Con la leggera pioggia che batteva sul pulmino insieme alle musiche natalizie del cd preparato per Natale abbiamo raggiunto Næstved, la città della famiglia di Sofie. Ad attenderci c’erano Ulla, Jens, Olivia e il simpatico cagnolino Aya (batuffolo bianco quasi come fosse un peluche). La loro accoglienza è stata semplicemente fantastica e insieme, dopo il girotondo cantato attorno al bellissimo albero (vero), abbiamo scartato i pacchetti di Natale (talmente tanti che sembravano usciti da un pozzo senza fine) mentre assaggiavamo i dolci preparati dalla famiglia. La casa di Ulla e Jens è veramente molto bella, esattamente vicina al mio gusto, con tanto di parquet di legno naturale, luci soffuse calde, imposte bianche, ampie vetrate e con un grande sotterraneo dove c’è addirittura uno studio di registrazione perché i due genitori oltre a insegnare a scuola musica (canto e percussioni) sono musicisti che fanno concerti tutto l’anno con il loro gruppo chiamato Ulla Abdullas CocobongobandDopo l’apertura dei regali, via tutti insieme (che fortuna avere avuto il pulmino a nove posti … eravamo proprio in nove … oltre a Aya) verso la casa dei genitori di Ulla dove ad attenderci c’erano naturalmente loro Grete e Karsten, oltre a Pernile (sorella di Ulla), il marito Niels e il loro piccolo Karl Ferdinand. Anche qui l’accoglienza è stata sorprendente, sembrava quasi ci conoscessimo da sempre. Ci si trova subito a proprio agio a dispetto della lingua. Per fortuna c’è sempre stato Edoardo ineccepibile traduttore trilingue. Trascorrere con loro il giorno di Natale, il giorno della famiglia, il giorno dello stare insieme è stata una cosa fantastica. Con il passare del tempo tutto sembrava così naturale. Il rientro di sera in hotel, percorrendo col “nostro” pulmino i 90 km. che ci separavano da Copenaghen, ha permesso a tutti noi di pensare, riparlare, ricantare tutto quello che avevamo provato in questo incredibile giorno di Natale. Il mattino di Santo Stefano il meteo ci ha regalato un cielo bellissimo e scorci colorati di Copenhagen. Con Edoardo da Cicerone ci siamo avventurati nella visita del vecchio porto (Nyhavn) con le sue case coloratissime, del centro cittadino con la piazza del Municipio “Rathaus” addobbata con tanto di grande albero di Natale e con la statua di Hans Christian Andersen a fare quasi da “custode”. Via di nuovo verso Næstved dove Ulla, Jens, Sofie e Olivia ci aspettavano con altri ospiti. Ma prima ancora un salto per un saluto a casa di Helle, l’altra sorella di Ulla, a Rønnebæk che ci aspettava insieme al marito Peter, ai loro tre figli Freja, Villads e Lauge e al loro cagnolino Lucca. Un’altra bellissima casa con ampie vetrate e l’accoglienza sempre calda con tanto di pane fumante fatto in casa appena sfornato per l’occasione. Il tempo di andare a comprare il burro salato commissionato dalla famiglia di Sofie ed eccoci pronti per un altro magnifico pranzo questa volta a casa di Ulla e Jens. Gli altri commensali questa volta erano parenti dalla parte di Jens. C’erano sua figlia Katrine col fidanzato Teis, la sorella di Lotte col marito Bent, l’altra sorella Mette con i figli Kristian, Kristoffer e Claes,la moglie di quest’ultimo Patricia e la loro figlioletta tutto pepe Mila. Il pranzo abbondante e squisito, quasi una gustosa replica del giorno precedente, comprendeva tra gli altri antipasti di aringa in varie versioni, il salmone, il patè di fegato con funghi, le uova sode, il burro salato, il pane nero e bianco e i “nostri” salumi e formaggi portati per l’evento natalizio. Il “dopo pranzo”, a pomeriggio inoltrato, si è succeduto con canti e giochi di Natale con Jens che coinvolgeva tutti come solo lui sa fare. Verso sera gran parte della nuova truppa (a pranzo eravamo in 19) si è inoltrata nella foresta cittadina per raggiungere la piazza centrale di Næstved dove tutti insieme, in un lungo girotondo attorno al grande albero, abbiamo intonato il classico canto danese di Natale “Juletræet med sin pynt”. Sulla via del ritorno brevi soste dall’esterno ad alcuni vicini di casa di Ulla e Jens dove a richiesta abbiamo cantato il nostro pezzo forte di origine africana (insegnatoci da Jens). Sembrava di far parte del cast di un film. Nel frattempo all’interno della casa il Nick conversava amabilmente (non riusciamo a capire come abbia fatto visto che sa solo l’italiano e il pugliese) con gli altri ospiti danesi che avevano preferito risposarsi. Prima del rientro nelle stanze all’Hotel Kirstine prenotato per la notte a Næstved, Vito Betty Edoardo e io ci siamo rifugiati in un pub per bere qualcosa di fresco e conversare ancora sulla giornata trascorsa. Purtroppo la vacanza era al termine e dopo la colazione del mattino seguente siamo andati con Ulla Jeans e Sofie ad assistere a una parte della messa cantata nella chiesa adiacente la scuola dove studia Olivia. La loro messa è più coinvolgente delle nostra (anche perché ci siamo persi il sermone) e la loro religione più aperta al mondo moderno. Il rientro a casa di Ulla e Jens per i saluti finali, con qualche lacrima di commozione e la foto finale con autoscatto, ha sancito il Natale trascorso. Emozioni continue ne hanno decretato la bellezza. Nel viaggio di ritorno si sono aggiunti anche Sofie ed Edoardo che come detto passeranno con Betty e Vito l’ultimo giorno dell’anno a Roma.

Un grazie particolare di cuore (mange tak) a Ulla Jeans Sofie e Olivia che con la loro adorabile gentilezza cortesia accoglienza hanno reso così unico e speciale questo Natale,ma anche un grazie enorme a Edoardo per i miracoli verbali compiuti nell’intero soggiorno con le traduzioni (danese, inglese, italiano) in simultanea dei vari commenti dei partecipanti.
E’ stato un Natale indimenticabile e una vacanza straordinaria.


Post’s song : “Love is all” performed by Spandau Ballet
Post's Christmas song : "Juletræet med sin pynt"
12/9


mardi, juillet 24, 2007

Välkommen till Bohuslän

Bohuslän è la regione della Svezia, posizionata sopra Goteborg, famosa per il suo arcipelago roccioso e i caratteristici paesini dei pescatori con le tipiche casette di legno color rosso mattone. Questa era la meta del viaggio. Viaggio contraddistinto dai numeri : 4 i componenti (Vito, Betty, Edoardo e io), 4 le nazioni attraversate (Germania, Danimarca, Svezia e Norvegia), 2 le capitali visitate (Copenaghen e Oslo), 3 le valute estere, oltre all'euro, utilizzate (corone danesi, svedesi, norvegesi), 9 gli hotel (uno diverso per ogni notte della vacanza) in cui abbiamo soggiornato, 9 i traghetti e/o imbarcazioni usati per i trasferimenti sulle isole o per le visite ai canali e/o fiordi delle città, più di 2600 i km. percorsi con l'ottima Ford C-Max noleggiata a Lubecca (Germania) punto di partenza e arrivo del viaggio. Non ho contato i litri di birra, i kg. di patatine fritte, di wurstel, di pesce fritto e di gamberetti che accompagnavano i pasti e la quantità di cibo ingerito in tutte le splendide prime colazioni consumate, ma vi assicuro che i numeri saranno stati veramente alti. Come detto sopra Bohuslän era la meta del viaggio, in realtà tutto ciò che abbiamo visitato poteva essere citato come tale. A partire da Lubecca (Lubeck) bellissima città nell'estremo nord della Germania. Arrivati con volo Ryanair la sera tardi del primo giorno l'abbiamo poi visitata nell'ultimo giorno; città caratterizzata dalle sue chiese gotiche, dalle stradine medioevali, dal rilassante canale che circonda il centro storico con annessi parchi e giardini, dall'Holstentor (porta della città ed emblema della stessa) e dall'incredibile orologio astronomico posto all'interno della St.Marien Kirche. Da Lubecca si percorre il breve tratto di strada che porta a Puttgarden e, attraversando con il traghetto il canale di Ferhmarn (45 minuti) si entra in territorio danese.

Da qui si prosegue verso la capitale Copenaghen (København). Copenaghen è una città influenzata dalle nazioni vicine, ha un aspetto architettonico diverso e particolare al tempo stesso. Si visitano la Piazza del Municipio e percorrendo la passeggiata pedonale/commerciale dello Stroget si raggiunge il Nyhavn (il vecchio porto) con il suo skyline di case colorate. Per concludere la visita lampo si attraversa
l'Amalienburg (Palazzo Reale) e proseguendo sulla costa si arriva alla maggiore attrazione turistica della città ... la statua della Sirenetta (Den Lille Havfrue) posizionata su uno scoglio e fotografata come una star.
Da Copenaghen attraversando il modernissimo ponte dell'Oresund si salta direttamente in Svezia dove ci accoglie la città di Malmoe con le sua grande (Storget) e la sua piccola piazza (Lilla Torg) poste una vicino all'altra. Sulla via pedonale ci si imbatte nella Banda degli Ottimisti curiose statue in bronzo che mimano una sonata di trombe e tamburi. Siamo nella regione svedese della Scania e qui percorrendo qualche decina di km. si arriva nel punto più a sud affacciato sul mare. Visita con sosta alla piccola cittadina di pescatori di Skagor con le sue casette di legno multicolore tutte in fila sulla spiaggia. Pranzo sui tavolini affacciati davanti alla pescheria che "al momento" cucina ciò che il cliente sceglie. Si prosegue ritornando a nord sempre affacciati alla costa ed ecco che la cittadina di Bastad è lì ad aspettarci. Bastad è famosa per il torneo internazionale di tennis. Il piccolo porticciolo e i colori del tramonto fanno da gran contorno. Si prosegue sempre più a nord e dopo aver "perso" quale cellula cerebrale sui giochi del luna park di Liseberg si arriva nel centro di Goteborg seconda città della Svezia con un grande porto commerciale. Goteborg ci ha un po' deluso nonostante i depliant scaricati da Internet parlassero di città viva giovane ecc. ecc. o forse proprio per questo. Sopra Goteborg inizia il Bohuslän citato nel titolo del post. Abbiamo visitato inizialmente i bellissimi villaggi dei pescatori da Fiskebäckskil a Kungshamn passando per Smogen, famosa per i suoi gamberi e per il suo porticciolo colorato che vanta un molo in legno di 600 m. su cui passeggiare con innumerevoli negozi per lo più di abbigliamento sportivo di marca e di ristoranti che servono gamberi e frutti di mare. Da qui proseguendo sempre più a nord arriviamo a Oslo capitale della Norvegia e la più antica di quelle scandinave. Oslo ha un carattere tranquillo e ordinato e date le dimensioni contenute del centro storico può essere visitata a piedi con tutta calma in un week-end. Il centro è un gradevole miscela di architettura antica e moderna ricco di musei, parchi e monumenti tutti a poca distanza l’uno dall’altro. In centro si trova inoltre la maggior parte dei ristoranti, pub, bar e caffè; Karl Johans Gate, la strada principale, ospita bei negozi e i suoi marciapiedi sono il palcoscenico preferito di numerosi artisti di strada. Il giro in barca del piccolo fiordo in prossimità del porto ci permette di vedere la costa della città con le sue piccole isolette punteggiate da casette multicolori. Da Oslo, punto più a nord dell'Europa da noi visitato, si ridiscende in Svezia per permetterci di vedere altri pittoreschi paesini e villaggi della costa sopra Goteborg da Skarhamn a Ronnang e da qui con un traghetto si toccano dapprima Tjornekalv e poi Astol. Tutti questi villaggi hanno il loro piccolo porticciolo, i loro ristorantini con pietanze a base di pesce, le loro tipiche casette di legno color rosso mattone. Sono paesaggi unici, tipici di questa stupenda zona della Svezia e di molte parti di tutta la Scandinavia. Dopo questa scorpacciata di casette di legno color rosso mattone (Edoardo non ne poteva più), di piccoli porticcioli, di gamberi, di scogli ecc.ecc. si riparte per il Sud della Svezia e qui ci siamo imbattuti nella splendida Varberg, nota località di villeggiatura con trattamenti termali di alto livello (il Manchester City di Mr.Ericksson era in ritiro pre-campionato). Alloggiati al Kurort Comwell (scenografica struttura alberghiera con centro benessere), il tempo di sistemare in fretta e furia le valigie, abbiamo indossato l'accappatoio in dotazione e ci siamo diretti al centro benessere interno e immediatamente ci siamo tuffati nella piscina di acqua calda e ci siamo rilassati nella sauna e nel bagno turco balsamico : una vera manna. La prima colazione del mattino dopo era da favola. Siamo agli sgoccioli della bellissima vacanza ... non ci resta che riattraversare il ponte (tunnel) che separa la Svezia dalla Danimarca, fare shopping turistico (a dire il vero mi sono comprato un campanello da abitazione cordless del designer Jensen) a Copenaghen e ripartire verso la meta iniziale di Lubecca. La sosta finale a Karrabæksminde è stata memorabile per concludere in bellezza : incantevole località balneare danese a pochi km. da Næstved cittadina medioevale con due grandi chiese. Cena a base di fish & chips, con panorama su spiaggia e porto, deliziati da un cielo incredibile per la varietà di colori. L'ultimo giorno è stato raccontato all'inizio con la visita di Lubecca attraversando quel tratto di mare che separa la Danimarca dalla Germania. E' stata una vacanza piacevole sotto tutti i punti di vista, dal clima insuperabile alla visione dei pittoreschi villaggi del Bohuslän una delle mete preferite dagli svedesi e da noi e come sottolineato all'inizio del post ... non solo.

Post's song : "Nel covo dei pirati" performed by Edoardo Bennato
7/7