Sto scrivendo della Senna che divide in due Parigi e delle sue due rive. La “rive droite” è elegante, lussuosa, mondana, affascinante, ricca … anche di portici. Tutti quelli che dal Louvre, inseguendo Rue de Rivoli, arrivano fino all’angolo di Place de la Concorde. Quelli che all’interno del Palais Royal circondano i giardini. Quelle delle eleganti gallerie commerciali che si aprono nelle grandi rues. Li ho percorsi tutti, con le mani in tasca, senza fretta. Ogni tanto cercavo con la mia macchina fotografica digitale di catturarne le sfumature, le diverse forme. Cammino sempre tanto a Parigi ed è questo il segreto di come viverla. La mia fortuna è che la conosco bene e quindi ormai me la godo senza stress da turista, anche se in questi giorni per via dei saldi straordinari (quasi tutto al 50% di sconto) avrei voluto avere più tempo a disposizione. Non mi sono fatto mancare nulla sia ben chiaro. Domenica prima di sottopormi al rito di Monet, mi sono “sciroppato” tutti gli Champs Elysèes in un verso e nell’altro. E tutto mi sembrava così normale, così familiare. Nel breve soggiorno ho fatto anche due soste memorabili in prossimità del Palais Royal, cercando di ricalcare le scene di due film. Nel primo, il recente The Tourist, mi sono seduto ai tavolini del Café Nemours in Place Colette come ha fatto Angiolina Jolie nelle scene iniziali della pellicola. Nel secondo, più affascinante e d’atmosfera, ho pranzato (ottimo “croustillant au chevre chaud” e perfetta “tartare de boeuf“) alla storica Brasserie “Le Grand Colbert” dove si incontrano nel finale del film “Tutto può succedere” Diane Keaton e Jack Nicholson. Non mi sono perso nemmeno le capatine da “Maille” per i nuovi accostamenti culinari a base di senape, da “Fauchon” per le incredibili invenzioni dolciarie, da “Lacoste” e “Adidas” per i saldi di abbigliamento. E naturalmente la mia crepe alla Nutella, qui a Parigi davvero speciale. Nella mia passeggiata sotto i portici di domenica ho ammirato (e immortalato) anche l’elegante bellezza di Carole Bouquet … Ormai mi manca all’appello solo Gerard Depardieu. Dovrò a questo punto andare a conoscerlo personalmente con Betty e Vito nel suo Castello di Tigné nella Loira. In questo viaggio ho fatto uso e abuso del nuovo iPod Touch regalatomi a Natale da mio fratello Roberto. Insostituibile o meglio ancora sostituibile solo dall’iPhone4. Arriverà il momento.
variante di quello visto e recensito nel 2006 a Cardiff, di proprietà del museo Bridgestone di Tokyo.
Urge visita nella capitale giapponese.
PS grazie a Paola e Lucio che mi hanno accompagnato domenica all’aeroporto di Linate.
