Ancora Italia per questo quarto viaggio dell’anno, ma è stato l’aereo a condurci a destinazione. Dal 2022 la Sardegna è diventata una nostra (di Betty, Vito e mia) tappa obbligatoria. A maggio i colori e i profumi della primavera di Sardegna ti avvolgono inebriandoti. E’ un’occasione unica poterla vivere. I paesaggi sono più verdi e la flora è in piena fioritura, l’isola è meno affollata rispetto all’estate, permettendo di godersi le spiagge di una bellezza mozzafiato e i borghi in tranquillità. Un altro mese che dovremo provare in futuro sarà quello di ottobre, perché dai racconti dei residenti il sole è ancora caldo per concedersi gli ultimi bagni dell’anno in un contesto magnifico, colorato dalle sfumature accese dell’autunno. Sono proprio in questi due mesi, maggio e ottobre, che il tutto appare esclusivo. Prima di iniziare a scrivere questo racconto sono andato a rileggere quelli delle quattro calate precedenti verso la Sardegna. Belle, entusiasmanti e ricche di sorprese. In questo viaggio abbiamo riprovato le stesse emozioni come fosse la prima volta, goduto dei sapori che questa terra offre e delle meravigliose sfumature del suo mare, fatte di colori incredibili che a seconda dell’ora del giorno e del sole cambiavano le tonalità. Più che lo scrivere di ciò che si prova in viaggi di questo genere, secondo me la fotografia è molto più generosa perché ferma gli attimi vissuti. Ogni scatto è un frammento di un momento unico e custodirlo significa preservare un ricordo prezioso. Le emozioni ti restano dentro. E così è stato in questa settimana di fine maggio. Abbiamo rivisto posti meravigliosi, da Alghero a Stintino, da San Teodoro a La Maddalena con l’aggiunta della novità con l’escursione in barca dell’Arcipelago di La Maddalena. Si ha la netta sensazione di vivere un’esperienza autentica, tra natura, cultura e relax. L’arrivo all’aeroporto di Alghero e la consegna dell’auto presa a noleggio (una Pandina color verde petrolio metallizzato) hanno dato il via a questa ennesima esperienza in terra sarda. Come da tradizione degli ultimi anni, atterrando ad Alghero, sarà la spiaggia di Mugoni ad attenderci. E’ già l’ora di pranzo e decidiamo di provare il Ristobar-Spaghetteria Mugoni con una splendida veranda fronte spiaggia-mare affacciata sul promontorio di Capo Caccia. Fritto misto di calamari da condividere come antipasto e a seguire penne Mugoni al pesto con pesce spada e spaghetti alle vongole, il tutto annaffiato dal bianco fresco frizzante “Aragosta”. Il pomeriggio lo trascorreremo ad Alghero città che vanta un centro storico affascinante e un sistema di bastioni storici, dedicati ai grandi navigatori, che offrono viste mozzafiato sul mare. Il centro storico è un labirinto di strade acciottolate, vicoli e piazzette, con chiese e palazzi antichi che ne testimoniano il passato. Aspetteremo il tramonto proprio affacciati sui bastioni con un bicchiere di rosato sardo e un pecorino arrosto filante su pane carasau e prosciutto crudo (l’immancabile pane carasau è stato sempre presente per accompagnare tutti i nostri pasti sardi). Il tramonto sui bastioni ad Alghero è un evento sempre così coinvolgente ed emozionante. La serata era ormai calata quando siamo rientrati nelle stanze, al limite dell’essenziale, dell’Hotel San Francesco alloggiato in un antico monastero del sedicesimo secolo. Stanchi ma soddisfatti, quando un vento improvviso ha cambiato il ritmo della giornata, quasi fosse un passo incerto, sospeso. Abbiamo sperato che con la notte potessimo ritrovare la quiete. Con la luce del sole del mattino, tutto è tornato sereno e il cammino pianificato del viaggio è ripreso. La destinazione in programma era Stintino. Arriviamo all’ora di pranzo per consumarlo con un trancio di tonno alla griglia, un filetto di pesce bianco e una coppetta di tiramisù al mirto con zabaglione in condivisione a concludere il pasto. La spiaggia della Pelosa è lì che ci aspetta. Qui il mare è uno spettacolo della natura. La Pelosa ha il mare cangiante in mille sfumature dell’acqua che vanno dall’azzurro al turchese con lo sfondo blu intenso. Ha un’abbagliante distesa di spiaggia bianca e finissima e dune punteggiate dalla macchia mediterranea. Lo sfondo della spiaggia è contraddistinto dall’isoletta dove sorge la Torre che ne è divenuta il simbolo. Il fondale qui è molto basso e per preservare la bellezza del luogo l’accesso alla spiaggia è limitato a 1.500 ingressi da metà maggio a metà ottobre e su prenotazione. Noi avevamo prenotato in tempo mentre attendevamo i piatti al ristorante, anche se in questo periodo l’afflusso è tranquillo. L’acqua è fredda ma Vito, come sempre, ha affrontato questo piccolo ostacolo. Verso il tardo pomeriggio, la decisione unanime è stata quella di trasferirci sulla parte opposta sempre a nord dell’isola per raggiungere la località San Teodoro, a noi cara, a sud di Olbia. Un vero e proprio coast to coast. In serata una crepe salata semplice (cotto e formaggio) ha permesso di colmare il piccolo buco rimasto nello stomaco. La mattina dopo si apre con una bellissima giornata di sole. Una splendida colazione rilassante, con tanto di lettura dei giornali, sulla veranda al Punto Zero Café di San Teodoro è la scelta perfetta per affrontare la giornata di mare che ci aspetta. Meno di un’oretta e siamo a Cala Capriccioli, un angolo segreto dove il contrasto tra il turchese del mare, i colori delle rocce granitiche, la sabbia candida e il verde della “macchia” è un vero spettacolo della natura. Dopo un fugace pausa “toast” eccoci alle prese con la seconda spiaggia meravigliosa, quella del Principe dove un arco di sabbia bianca e finissima si apre in due insenature protette da un promontorio di graniti rosa. E’ un altro angolo di paradiso incastonato tra il verde della Costa Smeralda e sembra uscito da una cartolina. Fuori stagione si rivela una vera e propria oasi di tranquillità. Il suo nome originario era Poltu di li Cogghji (ovvero porto delle pelli), ma venne ridenominata quella del Principe in onore dell’Aga Khan Karim IV per il suo grande contributo allo sviluppo turistico di questa zona all’epoca incontaminata e selvaggiamente affascinante. Lui si lasciò conquistare dalle bellissime spiagge della Sardegna e per noi è stato lo stesso. La splendida giornata di mare la concluderemo con una cena al Ristorante “Il Portolano” di Porto San Paolo già testato in due precedenti occasioni. La caratteristica di questo locale, oltre alla carta enogastronomica d’eccellenza, è l’incredibile vista sull’isola di Tavolara dalla sua terrazza o dal giardino circondato da pini marini. Si pranza o si cena godendo della brezza marina. Alla sera, come nel nostro caso, Tavolara si colora di rosso grazie ai magici tramonti sardi e le candele accese creano un’atmosfera ancora più speciale. Dalla carta abbiamo scelto l’uovo frattau con spuma di pomodoro, crema di pecorino e guttiau, i maccarrones (gnocchetti) de punse dal ragù d’agnello, gli spaghetti con zenzero, gamberi e zucchine, i gamberi in crosta di pane carasau con verdure croccanti e chutney e una selezione di formaggi sardi con mostarda di fichi e miele di cardo. Ottima la scelta del vino rosso caduta su un Fradiles Mandrolisai Doc. Se si vuole “far colpo” … questa è la location giusta sulla costa di nord-est della Sardegna. Il mattino seguente ci si sveglia ancora con un bel sole caldo e il cielo terso. Replay della splendida colazione in veranda al Punto Zero Café di San Teodoro e mattinata relax sull’immensa Spiaggia della Cinta sempre a San Teodoro con tanto di noleggio di lettini ed ombrellone. Nell’immediato dopo pranzo è stata una vera e propria corsa contro il tempo prendere il traghetto da Palau per l’isola della Maddalena. Il tempo meteo è ancora bellissimo e lasciati i piccoli bagagli nella bellissima casa prenotata eravamo già pronti per andare a cercare una spiaggia degna di una giornata così stupenda. Puntiamo verso il sud-ovest dell’isola e dopo aver percorso un po’ di strada sterrata ma ben curata ci ritroviamo a Cala Carlotto. La spiaggia, protetta dal vento, è piccola e suggestiva, c'è poca sabbia ma si può stare bene anche sulle rocce perché sono lisce e di grandi dimensioni. E’ un altro piccolo luogo incantevole. Il bagno è d’obbligo vista la buona temperatura dell’acqua e la limpidezza della stessa. In serata cena al Ristorante L’Aragosta che si affaccia sul porto della Maddalena. Fritto di calamari da condividere e la scelta di tre primi piatti come gli spaghetti al cartoccio, gnocchi di patate con cozze e fagioli e culurgiones (ravioli con ripieno di patate e formaggio) al sugo. Ottimo rapporto qualità-prezzo. L’indomani sarà il giorno dell’escursione in barca delle isole incontaminate dell’arcipelago di La Maddalena, una meta fondamentale per la meraviglia e la bellezza dei luoghi. L’Arcipelago di La Maddalena è situato all’estremo nord della Sardegna, vicino alle Bocche di Bonifacio e i colori del suo mare sono un mix di Polinesia, di Caraibi e naturalmente … di Sardegna. Si inizia con la sosta sull’isola disabitata di Spargi e la sua meravigliosa Cala Corsara. Sabbia bianca e mare cristallino con sfumature di colore dell’acqua che sembrano dipinte e si frammentano tra l’azzurro, il verde e il blu intenso. Leggo che ricordano la Polinesia e se uno si trovasse in Polinesia direbbe che ricordano la Sardegna, no ? Il bagno in queste acque “sardo-polinesiane” è d’obbligo per Vito. Betty e io, vista la brezza del vento, preferiamo goderci un po’ di relax in attesa di riprendere la barca. Si prosegue così verso l’isola di Santa Maria. Il mio impatto è fatto di ricordi caraibici per il panorama della spiaggia che si presenta all’attracco. In gran parte disabitata, tranne per alcune ville storiche. L’isola di Santa Maria per le sue acque cristalline, la spiaggia bianca e la vegetazione selvaggia è spesso paragonata per i suoi colori tropicali tipici del mar dei Caraibi. L’ultima isola, senza attracco, è stata quella disabitata e selvaggia di Budelli. L’isola è una delle gemme più preziose dell’Arcipelago di La Maddalena, situata all’estremo nord della Sardegna, vicino alle Bocche di Bonifacio. Famosa per la sua incantevole Spiaggia Rosa, considerata una delle spiagge più belle e protette del Mediterraneo. La Spiaggia Rosa è un tesoro naturale unico e deve il suo caratteristico colore rosato alla presenza di frammenti calcarei di microrganismi marini che vivono tra i fusti della pianta acquatica della Posidonia oceanica. Questi frammenti, trasportati dalle correnti, si depositano sulla sabbia, conferendole la sua tonalità unica. Per preservare questo delicato ecosistema, l’accesso alla spiaggia è stato vietato dal 1994. È possibile ammirarla solo dal mare, mantenendo una distanza di almeno 70 metri dalla riva. La gita in barca per visitare questa spettacolare “porzione” di mare è stata sorprendente, una vera gioia per gli occhi. Concluderemo la bellissima giornata con una cena all’Osteria “U Campu Du Pastori” che propone una cucina tipica casereccia in un ambiente informale e familiare, con piatti della tradizione sarda. La nostra scelta dal menù è andata dritta verso la zuppa gallurese, uno sformato di pane formaggio e brodo di pecora, tipico della cucina contadina sarda e al piatto di carne alla brace da condividere. Il vino rosso della casa, un Cannonau di paese, è stato il perfetto anello di congiunzione con i piatti scelti. L’indomani, dopo una bella colazione all’aperto baciati dal sole, ci siamo diretti verso la piccola deliziosa cala dello Spalmatore, riparata dal vento, per l’ultimo bagno a La Maddalena prima del rientro sulla grande isola con il traghetto per Palau. A Palau, dietro consiglio di Virginio, amico di lunga data di Vito, abbiamo pranzato al Ristorante "Il Porticciolo”. Un piatto abbondante di spaghetti alle vongole con bottarga, dosata personalmente, e un fritto di calamari in condivisione le nostre azzeccate scelte. Il tutto favolosamente buono. Il pomeriggio è stato dedicato al trasferimento di ritorno verso la costa ovest per l’ultimo “movimentato” (booking.com) soggiorno ad Alghero. Alla fine siamo riusciti a trovare una casa in pieno centro storico. Ultima giornata “sarda” l’abbiamo felicemente trascorsa alla spiaggia Mugoni, là dove tutto era incominciato. Ultimi tonificanti bagni nel limpido mare turchese, ultima razione di sole, ultimi deliziosi spaghetti con la bottarga (cozze e vongole) e ultime seadas (tortello grande fritto e ripieno di formaggio pecorino filante e guarnito di miele) per concludere in dolcezza una settimana contraddistinta dal pathos, per le tante avventure vissute su questa magnifica isola italiana incastonata nel cuore del Mar Mediterraneo, una terra di straordinaria bellezza.
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vendredi, mai 30, 2025
Sardegna del Nord "coast to coast"
PS la canzone del viaggio è stata “Let Love Reign” del mio nipote prediletto Edoardo (Edward Fox and The Animal Kingdom) disponibile proprio da oggi 30 maggio 2025, su tutte le piattaforme che distribuiscono musica in streaming e download.
Noi abbiamo avuto la fortuna di ascoltarla durante il viaggio, in anticipo sull’uscita.
Il singolo è un pezzo pop rock stile funky anni ’70, trascinante ed elettrizzante. Complimenti Edo !
Post's song : "Let Love Reign" performed by Edward Fox and The Animal Kingdom
05/25
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vendredi, mai 20, 2022
Ajò Sardinnia - atto secondo
Sardegna, il ritorno. Sfruttando il “momento” meteo favorevole e sull’onda di quanto realizzato ad aprile, ci siamo lasciati spensieratamente trasportare ancora verso le coste della Sardegna, questa volta destinazione nord-est. Nel giro di poche ore ci siamo ritrovati, carta d’imbarco sul cellulare, all’aeroporto di Olbia Costa Smeralda e sembrava quasi non fosse terminato il viaggio di un mese fa. Cambio d’auto come fosse un cambio d’abito; la bianca BWM automatica ha lasciato il posto a una Panda ibrida di un colore scuro indefinito metallizzato ma elegante. Dieci minuti di auto per coprire gli otto chilometri sulla strada che porta al Golfo degli Aranci e siamo sulla spiaggia di Pittulongu, splendida mezzaluna di sabbia candida con vista sull’imponente isola di Tavolara. Vito non perde tempo e si immerge nelle acque gelide mentre io contemporaneamente prenoto un tavolo per tre, vista mare, nel ristorante sulla spiaggia. In quel preciso istante abbiamo capito che l’impatto con questa parte della grande isola sarebbe stato emotivamente forte. Il pranzo con l’impagabile veduta sarebbe stata la classica ciliegina sulla torta ed invece era solo l’inizio, la prima fetta. Una bottiglia di fresco bianco Vermentino, del pane carasau, dell’ottimo pesce da condividere tra frittura di calamari, tagliata di tonno e gamberoni, un piatto di piccoli bocconi di pecorino e il nettare del mirto a fine pasto. Non si può chiedere di meglio. Nonostante l’ebbrezza del mix Vermentino-Mirto mi rimetto alla guida e ci dirigiamo verso l’hotel che avevamo adocchiato nelle ricerche sul web. Prendiamo due stanze, ci vestiamo da spiaggia e proseguiamo a nord in direzione Costa Smeralda dove incontreremo tante “perle” di sabbia bianca e mare cristallino. Ci fermeremo su quella della Marinella per una piccola dose di meraviglioso sole mitigato dal leggero venticello seguita dall’altrettanta razione ridotta di bagno nelle fredde acque. Ogni tratto di strada a seguire avrà una visione incredibile e i panorami che si presenteranno ai nostri occhi saranno di bellezza rara. Decidiamo di fare una sosta aperitivo a Porto Rotondo in attesa di un tramonto che si rivelerà spettacolare. Chiuderemo questa intensa giornata con un’ottima pizza a Olbia e con la musica della festa di San Simplicio patrono della città. Olbia è la porta d’ingresso del nord-est della Sardegna e il suo significato dal greco è “felice”. Saranno proprio dei giorni felici quelli a seguire. Il tempo meteo si manterrà bellissimo, nessuna nuvola all’orizzonte, clima invidiabile per questa parte dell’anno. E così si riparte con la fresca bellezza del mattino verso il regno delle vacanze di lusso nell’esclusivo borgo di Porto Cervo gioiello architettonico incastonato tra le bellezze naturali. Il piccolo porto vecchio risente l’influenza agli anni sessanta del secolo scorso e il centro di Poltu Celvu (in gallurese) è costruito su un piano rialzato rispetto al porto. Il principe Karim Aga Khan IV, affascinato dalla bellezza del tratto di costa gli diede vita creando un’architettura che mantenesse il più possibile la continuità con quella tipica locale, inserendola perfettamente nell’ambiente con un intreccio di arcate, piccoli balconi e boutique dalle firme prestigiose. Dopo Porto Cervo a pochissimi chilometri, vedremo Baia Sardinia, un’altra delle più famose località balneari dell’Isola. Il tempo di bere un buon caffè e proseguiremo sempre a nord verso il paradiso naturalistico dell’Isuledda o Isola dei Gabbiani. In realtà, è una penisola, unita da un istmo di sabbia bianca circondata dal mare turchese con le due spiagge che si aprono a ventaglio. Faremo il bagno, sempre con acqua fredda per me e tiepida per Vito e Betty e poi pranzeremo su quella di Porto Pollo. Piatti di pasta condita col pesce, fresco Vermentino a innaffiarli, seadas e il bicchierino di mirto per la lucidità della nostra mente. Nel pomeriggio ci dirigeremo verso l’isola della Maddalena dove Vito aveva prenotato due bellissime camere con vista mare all’Hotel il Gabbiano adiacente il porto. Porto che si affaccia su Palau da cui dista venti minuti di traghetto. Trascorreremo il pomeriggio sull’Isola di Caprera collegata alla Maddalena da un ponte di seicento metri dove sceglieremo la Cala Garibaldi per l’ennesimo fugace bagno nelle cristalline acque che prendono riflessi turchesi, verdi e azzurri a seconda delle ore della giornata. Concluderemo la giornata con una cena a base di pesce sul porto del centro abitato che prende il nome dell’isola. La giornata di sabato si aprirà con il sole che filtra dalle finestre della camera e con una colazione nella sala incastonata nella terrazza con le grandi vetrate. La Panda ci guiderà poi per la strada che percorre tutto il perimetro dell’isola con panorami mozzafiato immersi nel verde, insenature isolate, calette silenziose, bianche spiagge immacolate e mare turchese con graniti e porfidi che delimitano i tratti irregolari : un paesaggio splendido. Calette fatte anche di dune di finissima sabbia bianca circondate da rocce modellate dal tempo e penso anche dal vento. Bellezze naturali di vero impatto visivo come la spiaggia della Bassa Trinità o come quella della caletta di Spalmatore dove ci aspettava l’ennesimo tocca e fuggi per l’acqua fredda. La sabbia bianca si alterna con quella color crema a far da sfondo alla verde macchia mediterranea e abbellita dalle rocce color rosa. Mi ha ricordato molto la Corsica dell’Isola di Cavallo dove avevo passato una settimana di “passione” cinque anni fa. E’ arrivata l’ora di pranzo e perché non spenderla con un pasto a base di porcetto (maialino al forno con patate arrosto), zuppa gallurese (pane raffermo, formaggio e brodo di carni miste, cotta in forno e servita calda, proprio come fosse una lasagna), formaggi locali, vino rosso e mirto ? L’abbiamo spesa esattamente così. Dopo pranzo di riparte per la grande isola con il traghetto verso Palau. La destinazione della ultima notte sarda sarà Santa Teresa di Gallura. Ci arriviamo nel pomeriggio giusto il tempo di lasciare i piccoli bagagli da Tommaso dell’Hotel Canne al Vento. Santa Teresa di Gallura, ambita località turistica, è un caratteristico borgo che si eleva, con strade stile San Francisco, su un promontorio nell’estremità settentrionale della Sardegna, affacciato sulle Bocche di Bonifacio. A pochi chilometri di distanza troviamo la penisola di Capo Testa, punta settentrionale dell’Isola. Lungo l’istmo che la unisce alla terraferma si distendono due bellissime spiagge che con qualsiasi condizione di vento, godranno del mare calmo. Noi ci siamo soffermati su quella bianca e tranquilla dopo aver scattato qualche foto di rito con il grande Faro il cui panorama abbraccia la Corsica, le piccole isolette delle Bocche di Bonifacio. Le ultime ore di questo secondo atto in Sardegna le abbiamo respirate domenica prima sulla strada panoramica sopra Palau con l’arcipelago della Maddalena in bellavista, poi a Port Rafael, altra ricca ed esclusiva località, poi sulla spiaggia della “barca bruciata” per ritornare da dove tutto era incominciato sulla spiaggia di Pittulongu. Un ultimo piccolo fresco bagno prima dell’ennesimo pranzo con Vermentino, paccheri con pomodori gamberi e granella di pistacchio, un assaggio di pecorino e come ormai di rito un bicchierino di mirto per sorridere alla vita. Se vorrete lasciarvi conquistare ed essere cullati dal rumore delle onde questa parte della Sardegna è il posto giusto. La Costa Smeralda e il territorio circostante sono un paradiso esclusivo. Un paradiso che invita a meditare e a seguire sempre la linea dell’orizzonte. Visitare la Sardegna in questo periodo dell’anno con il tempo meteo perfetto è stata una vera fortuna. Un tesoro anche per i pochissimi turisti, senza lo stress per trovare un posto ai parcheggi e lo stesso vale per un tavolo nei bellissimi ristoranti affacciati sul mare. La Sardegna ti resta dentro e vorresti già scoprire altri lidi dove godere di tutto ciò. Ajò Sardinnia … to be continued …
Post's song : "Everybody's Changing" performed by Keane
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