"Voyager vous laisse d'abord sans voix, avant de vous transformer en conteur."

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samedi, mars 08, 2025

Dal lago al mare ... in treno

Proseguo il mio viaggio, il nostro viaggio, tra le bellezze paesaggistiche e le tradizioni enogastronomiche italiane. Le bellezze italiane delle nostre città, dei nostri borghi e dei nostri paesaggi naturali sono un patrimonio inestimabile unico al mondo. Il nostro paese è da sempre celebre per la sua cultura, la sua storia e la sua arte, ma lo è altrettanto per l’eccellenza della sua cucina. E così anche i nostri tesori culinari e la loro varietà regionale sono autentiche opere d’arte che, trasformate in piatti deliziosi, rispecchiano la ricchezza di una terra baciata dal sole dove l’armonia dei sapori, dei profumi e dei colori diventa una vera e propria esaltazione dei sensi. Ne deriva che anche il nostro patrimonio gastronomico è unico al mondo. Oltre alla premessa sullo splendore italico del binomio paesaggio-cucina devo menzionare gli aspetti positivi del “lavoro della pensione” che incide in maniera forte e che ha un potere decisionale sulle scelte anche dei viaggi. La pensione è una condizione nuova di vita. L’andare in pensione vuol dire riguardare il proprio impiego del tempo, anche se avere più tempo libero non significa inevitabilmente vivere meglio. Bisogna considerare il nuovo tempo disponibile come un’opportunità. Oltretutto, ogni cambiamento è problematico e sostituire una condizione nota, come nel mio caso quella lavorativa, con una ignota è tutt’altro che facile. Per certi versi la pensione può essere interpretata come la possibilità di prendersi cura di sé, meglio ancora lo definirei come mantenersi attivi e non mettere a riposo cuore e cervello. Uno strumento importante per questa manutenzione della vita attiva è il desiderio e va nutrito con cura. Non dover andare ogni giorno al lavoro significa avere del tempo libero a disposizione per poter organizzare e gestire la giornata, e nel caso dei miei scritti sono le vacanze, i viaggi. Avere il potere di scelta sul tempo, poter controllare il meteo, il poter partire da un giorno con l’altro, deciderne la durata anche in corso d’opera, risparmiare economicamente scegliendo periodi quando i prezzi sono meno cari, è indubbiamente una fortuna da coltivare. Aggiungerei a tutto ciò, per chiudere il discorso pensione, due altri elementi che sono sicuramente grandi piaceri della vita e che aiutano la nostra salute e il nostro benessere : la lettura e l’ascolto della musica. Nel mio caso anche la scrittura aiuta a mantenermi attivo oltre naturalmente al movimento che metto sul mio contachilometri vitale per le pedalate e le passeggiate abituali verso il centro di Milano in compagnia di Vito e Betty. Dopo aver certificato che il tempo meteo della settimana in questione (primi di marzo) sarà dalla nostra parte io, Betty e Vito (il Club Pensionati) siamo andati alla ricerca di costruire due piccoli viaggi “feriali” dal lago al mare per fuggire dal quotidiano utilizzando il treno come mezzo di trasporto. Il treno ha dei vantaggi incredibili (rispetto dell’ambiente, efficienza in termini di tempo e comfort) e per questi primi viaggi dell’anno è stata la nostra scelta azzeccata. In effetti rispetto all’aereo che si pensa più veloce, il tempo totale di viaggio in treno può essere più breve se si tiene conto del trasferimento verso l’aeroporto, dei controlli di sicurezza e degli eventuali ritardi del volo oltre al fatto che offre più spazio per le gambe e più libertà di movimento che contribuiscono a rendere più piacevole l’esperienza di viaggio. Il primo viaggio è stata una vera e proprio “toccata e fuga” verso la città di Como. L’avevamo testata lo scorso anno a febbraio e alla prima occasione ci erano ripromessi di ripercorrerla. E’ stato un concentrato di piacevoli emozioni racchiuse in meno di dieci ore vissute. Tempo meteo meraviglioso, un’occhiata all’app di Trenord per verificare gli orari dei treni in partenza dalla vicina Stazione di Greco Pirelli e i “giochi sono fatti” traducendo l’espressione francese. La discesa a piedi dalla Stazione di Como (S.Giovanni) è stata una rilettura dell’itinerario del centro storico. La nostra passeggiata è poi proseguita verso la sponda orientale di Como spingendoci fino alla enorme fontana collocata di fronte a Villa Geno. Ma come sempre, e per fortuna per il nostro appetito, arriva l’ora di pranzo e la trascorreremo all’aperto al tavolo del Ristorante La Darsena affacciato sul lago. La scelta del piatto era tassativa, categorica, inderogabile e tutti i sinonimi del caso : il risotto con i filetti di pesce persico. Tradizione rispettata con la mantecata perfetta del risotto e la leggera croccantezza dei filetti di pesce persico impanati e fritti nel burro. Il piatto lo abbiamo accompagnato con un calice di prosecco. Il dopo pranzo è stata una lunga passeggiata sulla riva occidentale di Como in direzione Cernobbio. Oltre un’ora per arrivare a piedi in questo incantevole borgo. Il riposo su una panchina, in attesa di prendere un traghetto che ci riportasse in città, è stato però interrotto dalle riprese di una serie TV ambientata negli anni ’30. Come se non bastasse ci hanno fatto saltare l’utilizzo del traghetto e la possibilità di vedere il lago sotto la prospettiva più piacevole. Il ritorno a Como lo abbiamo poi effettuato in autobus. Vedremo di nuovo il centro storico transitando davanti al Duomo e faremo una pausa “carnevalesca” con un dolce tortello e un caffè. L’ultima occhiata all’app di Trenord ci permetterà di prendere con calma il treno per la via del ritorno a casa. Gita più che piacevole dove l’incanto della location si è perfettamente amalgamato a quello del piatto tradizionale consumato in bella vista. Un giorno di pausa e si riparte. Mentre eravamo sul treno di ritorno da Como avevamo prenotato in contemporanea i treni e la casa, per soggiornarci una notte, per la destinazione di Genova. Anche per questo secondo viaggio il tempo meteo è stato felicemente dalla nostra parte. Due ore e arriviamo alla Stazione di Piazza Principe. Visto la bellezza del tempo (meteo) non abbiamo perso tempo (orario). Il taxi all’uscita ci porterà in meno di venti minuti al colorato Borgo Marinaro di Boccadasse. E’ un luogo incantato del Comune di Genova ed è una tappa imprescindibile tra le cose da vedere nel levante genovese. La sua particolare conformazione, con le sue case colorate arroccate sul mare e la piccola spiaggia, è una cartolina meravigliosa. Non ci siamo fatti perdere l’occasione del rito della “striscia” di focaccia accompagnandola a una tazzina di caffè al tavolo all’aperto del Ristorante Dindi. Il tempo si ferma. Il sole ci scalda. Via i maglioni e rimaniamo in maglietta. Non ci alzeremo da quel tavolo fino all’ora di pranzo. Betty e Vito metteranno i piedi in acqua in una piccola pausa. La spiaggia sarà invasa gradualmente dai turisti e dai genovesi. E’ un angolo di terra che non stanca viverlo. Col passare dei minuti le persone lo popolano, parlano, ascoltano, giocano, osservano, si rilassano e … mangiano e bevono. Ora sarà il rumore delle posate a far da contraltare a quello cadenzato delle onde del mare. Ci spostiamo di tavolo e ordiniamo una serie di piatti fritti da condividere : acciughe, merluzzo e totani impanati. Un boccale di birra fresca sarà l’ideale accompagnamento visto il tempo meteo. Il ritorno in “città” lo effettueremo in autobus. Dal momento della discesa dai gradini del bus abbiamo cominciato la nostra lunga camminata per la città. La nostra base è una bellissima casa in pieno centro dove ci aspettano le due stanze per la notte. La raggiungeremo transitando per tutta la via XX settembre e per la grande piazza dove si affacciano il Palazzo Ducale e il Teatro dell’Opera Carlo Felice. Depositati gli inesistenti zainetti, in pratica li abbiamo solo svuotati dei farmaci al seguito, abbiamo dato inizio al nostro personale tour di Genova. Abbiamo percorso l’adiacente Via Garibaldi, dove si affacciano palazzi nobiliari (rolli) e musei per poi raggiungere "Via del Campo”.  A metà di Via del Campo, c’è una piazza che porta lo stesso nome. A Genova, il Vico, la Via e la Piazza, vicine tra loro, si chiamano alla stessa maniera. In questa piazzetta, oltre alla famosa targa dedicata a Fabrizio De Andrè con una frase storica di una sua canzone “dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior … “, c’è il negozio fondazione “Via del Campo 29 rosso", una sorta di museo. Qui s’incontra simbolicamente Fabrizio De André e forse si sente la sua presenza più che altrove. Siamo nel cuore della parte vecchia di Genova quella dei “carruggi” o “caruggi”, gli stretti vicoli e porticati. De André è Genova. La voce profonda di Fabrizio De André è la voce di Genova. Qui vive nel ricordo, nella memoria dei liguri che lo portano nel cuore. Quando vi troverete nella multietnica Via del Campo respirerete quel microcosmo di mondi diversi. Qui il sacro e il profano si sovrappongono e la piccola Piazzetta intitolata a Don Gallo, il prete di strada con gli ideali comunisti, è l’esatta rappresentazione. Scendiamo verso la via di Sottoripa, la strada pedonale porticata, per poi dirigerci verso la Cattedrale di S.Lorenzo con la facciata a fasce bianco e nere in stile gotico. Visiteremo l’interno e poi all’uscita ci inoltreremo per i carruggi dove proveremo un’altra striscia di focaccia. Testare le focacce a Genova è un gioco meraviglioso. Sta arrivando l’ora del tramonto. I nostri piedi iniziano a gridare vendetta. Dove farli riposare ? Sulle banchine del Porto Antico di Genova con il panorama della Grande Lanterna a fare da sfondo. Il colore del calar del sole rende la fotografia quasi fosse un quadro di Monet. A me ha ricordato il tanto famigerato San Giorgio Maggiore al tramonto e la somiglianza era davvero incredibile. Dopo aver scattato le istantanee di rito e dopo aver fatto riposare i nostri veicoli di trasporto personali andremo alla ricerca del primo piatto tradizionale di Genova : le trofie al pesto. Lo troveremo in una deliziosa rappresentazione all'Antica Trattoria Maria Del Porto. Perfetta cottura della pasta e pesto di ottima fattura. La nostra giornata non è ancora terminata. Ci penserà un concerto dell'Orchestra Paganini a Palazzo della Meridiana, (salita San Francesco) con musiche di Mozart, Paganini, Mendelssohn ed Ernst Bloch a concluderla in maniera meravigliosa. Quante emozioni in un solo giorno. E il giorno a seguire sarà una replica bellissima per le location. Treno da Brignole e fermata alla Stazione di Santa Margherita Ligure-Portofino. Con noi l’immancabile piccolissimo zainetto, il sole caldo e il cielo terso. Da Santa Margherita prenderemo il 782 l’autobus che porta fino a Portofino (mentre scrivo noto il calembour di scrittura). Noi scenderemo a Paraggi, la splendida baia col il suo mare color smeraldo e l’incantevole spiaggetta. Una piccola sosta relax prima di inoltrarci sulla pedonale Paraggi-Portofino (la passeggiata dei baci) che costeggia la strada sottostante immersa nel verde con continui saliscendi ricchi di scorci panoramici. In una quarantina di minuti si raggiunge il famoso borgo di Portofino col termine del percorso di fronte alla chiesa di San Martino. Eccoci a Portofino. dove la baia è popolata da lussuosi yacht. Decidiamo di inoltrarci dall’iconica piazzetta sulla parte sinistra, la Calata Marconi. Sulla piazzetta avverrà l’incontro inaspettato con Memo Remigi, il cantante compositore e personaggio televisivo, con tanto di fotografia a testimonianza insieme al suo cagnolino Lucio. Citando la sua più famosa canzone “Innamorati a Milano” Vito ha poi cercato di modificarne il testo pensando a Portofino. Dopo aver curiosato nelle righe dei menù e soprattutto in quelle dei prezzi dei ristoranti affacciati sulla baia abbiamo ripreso l’autobus per il ritorno a Santa Margherita Ligure. Prima di pranzare ci siamo tolti lo sfizio di testare anche una focaccia nel Panificio Pinamonti con una “slerpa” divisa in “strisce”, I termini si riferiscono alla grandezza di questa leggenda gastronomica “a fügassa”. Per assaggiare la focaccia genovese ogni momento è quello giusto : a colazione, a pranzo al posto del pane, come spuntino di mezza mattinata e pomeridiano o durante l’aperitivo. Il pranzo che suggellerà questo viaggio lo consumeremo alla Trattoria da Pezzi di Santa Margherita Ligure. Lasagna al pesto con patate e fagiolini, salame al cioccolato e un’ottima caraffa di rosso ricavata da una miscela di vitigni tra i quali il Pollera Nera. Saranno ancora due le “fatiche” che ci riserverà questo viaggio scelto dal taccuino del Club Pensionati : la pausa relax sulla spiaggia di Santa Margherita Ligure prima di riprendere il treno per Brignole e l’ennesima (alla fine ne conteremo sette) sosta a base di focaccia presa al Panificio Mario di Genova adiacente la stazione. Tutto è filato alla perfezione dal tempo meteo alle locations, dalle spese contenute alle attrazioni tra le quali molte gratuite, dalla puntualità dei treni alla gentilezza e affabilità, davvero invidiabile, da parte delle persone incontrate.  Questi angoli di terra caratterizzati dalle casette colorate, una accanto l’altra, che si rifrangono nelle acque delle baie sono incantevoli. C’era già stato in altre occasioni, ma ogni volta questi posti li senti nuovi. Così sarà per gli altri borghi tipici del Tigullio e delle Cinque Terre che metteremo nella nostra lista dei viaggi futuri in questa parte così affascinante della Liguria. Questi contrasti tra raffinatezza e autenticità credo siano il vero punto di forza di questi luoghi, che regalano loro quella attrattiva e seduzione irresistibile. I due viaggi di questo racconto sono stati anche inevitabilmente l’elogio al "lavoro della pensione”, al treno come alternativa di mezzo di trasporto e ai primi piatti della cultura gastronomica italiana oltre naturalmente alle bellezze dei luoghi.

Post's song : "Crêuza de mä" performed by Fabrizio De André

03/25


Ho chiesto all’intelligenza artificiale sottoponendole il mio racconto “Dal lago al mare … in treno” di farmi un riassunto per capire quanto sia possibile concentrare in poche righe un viaggio. Ecco il risultato ottenuto in più riprese.

Temi centrali : La bellezza dell’Italia tra natura, borghi e gastronomia. Il valore del tempo in pensione, visto non come ritiro, ma come rinascita. Il treno come mezzo ideale per viaggiare con comodità e consapevolezza. La cultura, il cibo e la musica come nutrimento dell’anima.

Due viaggi feriali, due piccole grandi avventure tra bellezze naturali e sapori autentici. Dalla quiete del lago di Como al fascino marinaro di Genova e Portofino, io, Betty e Vito – il nostro “Club Pensionati” – abbiamo scoperto quanto sia prezioso il tempo in pensione: un tempo da riempire di emozioni, camminate, piatti tipici e incontri inaspettati. Il treno è stato il nostro compagno di viaggio, comodo, sostenibile e puntuale. Con lo zainetto leggero, il cuore aperto e la musica di De André come colonna sonora, abbiamo assaporato ogni passo e ogni boccone. Perché in pensione non si va in pausa: si riparte, ogni volta, con più gusto.

Dal lago al mare… in treno è un diario vivido e poetico di due viaggi in Italia intrapresi da un gruppo di amici in pensione, il “Club Pensionati” (tu, Betty e Vito), tra paesaggi incantevoli, sapori autentici e momenti di serenità. Il tempo libero della pensione diventa un’occasione preziosa per coltivare il desiderio, la curiosità e la vitalità, esplorando il territorio italiano con lentezza e gusto

mercredi, mars 20, 2013

Des vues privilégiées sur les lacs

Secondo viaggio dell'anno sempre in compagnia della mia Twingo. Questa volta però a guidarla è stato il mio amico Umberto. Già … io ho il piede pesante, meglio risparmiare di questi tempi.  L'anteprima al nostro viaggio, che leggerete in seguito, è stata la mia prima volta di volo a bordo di un idrovolante. Invitato da Daniele, il figlio di Umberto e da Marco un pilota esperto eccomi all'Aero Club di Como sul lungolago. Il tempo di firmare il foglio di liberatoria al volo e con il Cessna 172 “hawk XP” (anfibio e idrovolante) siamo già sopra il lago di Como. E' emozionante decollare e atterrare sull'acqua, così come è assolutamente entusiasmante il privilegio di ammirare dall'alto, quasi fossi sospeso sulle nuvole, lo splendido panorama dei piccoli paesini che costeggiano il perimetro del Lario. Un'esperienza nuova, in fondo inaspettata. Avevo preso contatti con l'Aero Club di Como un mese fa tramite Daniele per realizzare un abbozzo di progetto grafico per uso esclusivo dei piloti idro. Quel giorno la giornata era splendida ma il vento che spazzava non ci aveva permesso di volare. Ora tutto è filato via liscio, compresa la brillante chiacchierata degustando un té al bar dello Yacht Club di Como in compagnia dello stesso Marco e del capo istruttore del club Cereda. E' appassionante entrare a far parte, anche solo per un giorno, del mondo dell'aviazione idro nel club che proprio quest'anno compie i 100 anni di attività. Ringrazio di cuore Daniele per l'opportunità.  Il giorno dopo Daniele avrebbe dato l'esame per l'abilitazione al volo anfibio e idro (superato brillantemente) mentre Umberto e io eravamo in viaggio verso il lago Lemano (Ginevra) destinazione Yvoire (Francia) dove avevamo prenotato una stanza al Vieux Logis come base solo per una notte. Il viaggio è stato semplicemente piacevole con il panorama dei monti imbiancati e degli scorci verdi delle vallate della Val d'Aosta e dopo il transito dal tunnel del Monte Bianco della magnifica e luccicante veduta del ghiacciaio dovuta al bianco della neve e ai raggi del sole di alta quota. All'arrivo nella piccola cittadina medioevale sulle rive francesi del lago Lemano, l'insegna fuori dall'arco di entrata ci avvisa che Yvoire si gira a piedi e noi non ci lasciamo sfuggire l'occasione camminando fra le piccole stradine insieme ad altri gitanti del turismo domenicale. Il piccolo villaggio medioevale si visita facilmente e il tutto è estremamente rilassante, così come il tour pomeridiano in auto nei paesi limitrofi sempre sulle rive in territorio francese del lago Lemano: Evian e Thonon. Evian-les-Bains è famosa nel mondo per l'acqua minerale, mentre Thonon.les-Bains è una deliziosa cittadina termale. Il rientro in serata a Yvoire ci ha permesso di scoprire uno dei caratteristici piatti locali della gastronomia dell'Alta Savoia, la fondue di formaggio, anzi dei tre formaggi (Comtè, Vacherin e Beaufort) sciolti nel tegame tipico con fondo di vino bianco secco insieme ad altri ingredienti, alcuni segreti, elencatici dal cameriere. Il ristorante scelto, la “Traboule” è caldo e d'atmosfera e si trova nel cuore del villaggio di Yvoire. Un piatto di charcuterie (salumi locali) e un “pichet” da mezzo litro di vino bianco di Savoia il “Chateau Ripaille” ad accompagnare il rito di inzuppare il pane di campagna nella casseruola mantenuta calda dal fornelletto sotto pentola. Gustoso. Lo scopo del nostro viaggio era però la visita al celebrato Salone dell'Auto di Ginevra in Svizzera dove siamo arrivati la mattina seguente dopo “non” aver saltato, nonostante la mia dieta ferrea, il rito de “le petit dejeuner” francese con il croissant di rigore, tutto burro e sfoglia. Il Salone dell'auto è in prossimità dell'aeroporto di Ginevra e quindi non ci stupiamo del continuo ed eccitante via vai di aerei in decollo e atterraggio. Il Salone presenta l'anteprima europea di tutte le novità dell'industria automobilistica mondiale. Bolidi di prestigiosi marchi si affiancano a quelli delle vetture che generalmente incontriamo nella nostra quotidianità. Il pezzo forte di quest'anno è stato caratterizzato dalle macchine elettriche presentate da quasi tutti i marchi e per noi dal perfetto connubio “donne e motori”. Sempre per noi l'imbarazzante scelta della macchina più bella e più brutta dell'esposizione. Per quanto riguarda “il meglio” la scelta è caduta sulla splendida linea della Porsche 901 blu dei bei tempi andati (anni '60 … i nostri), mentre la palma de “l'orribile” è andato al concept Disco Volante sul telaio dell'Alfa Romeo della Carrozzeria Touring Superleggera, vettura monca della parte posteriore … a dispetto del bellissimo frontale : una rivisitazione (ma non era meglio l'originale ?) di un modello avveniristico del 1952 in occasione del 60° anniversario. Bah. Non mi sono fatto sfuggire però di essere immortalato al volante e accanto a una delle mie auto preferite, il coupè MX5 della Mazda, mentre Umberto cercava, senza riuscirci, di aprire il bagagliaio delle auto con l'ausilio del piede come da spot pubblicitario in voga di questi tempi. La mia macchina ideale è quella che sta perfettamente all'interno del piccolo box di proprietà : peccato che ultimamente la produzione è alimentata da design anche futuribili ma ingombranti. Questo viaggio è stata soprattutto l'occasione per cementare sempre più l'amicizia con Umberto ravvivata dai nostri racconti di vita sentimentale e professionale, conditi con i ricordi adolescenziali delle nostre “prime” col mondo dei motori a due (Ciao) e quattro ruote e non solo ... Racconti ispirati fortemente dal rilassante fumare di una sigaretta Gitanes senza filtro (da veri francesi) sulla banchina in riva al lago nella parte francese a Publier-Amphion. Fumando una Gitanes siamo entrati di diritto nel club dei fumatori celebri che ha annoverato fra gli altri Serge Gainsburg, Gerard Depardieu, Alain Delon, Coco Chanel, Arsenio Lupin, George Harrison e Jim Morrison. Un'altra celebrità, Freddy Mercury, scelse questa zona del lago nella parte svizzera, per gli ultimi mesi della sua vita e noi abbiamo insinuato il dubbio sull'autentica causa di morte, per noi “irriverentemente” dovuta anche alla depressione di certi luoghi lacustri nelle grigie giornate di inverno. La primavera è alle porte, anche se, a sentire il freddo di questi giorni, non sembrerebbe.

PS mi è capitato qualche volta, nello spazio finale di un post, di ringraziare o dedicare lo stesso a persone a me care. Oggi, mentre sto per pubblicare l'ultimo racconto di viaggio appena effettuato, la mia “amica” Cherie si è laureata a pieni voti con lode in Scienze Pedagogiche all'Università Bicocca dietro casa mia. Uno 0,00000001 di quella laurea lo sento tutto mio. Sono davvero felice per lei, fiero di lei. Glielo dedico di cuore. Le mie più grandi felicitazioni. Chapeau Dottoressa.

Post's song : “Drive my car” performed by The Beatles
3/13