"Voyager vous laisse d'abord sans voix, avant de vous transformer en conteur."

lundi, décembre 31, 2007

Goodbye 2007

Anche il 2007 è sgattaiolato via e speriamo si sia portato nella sua scia quantomeno tutti i malanni relativi alla salute. Il 2007 è stato un anno ricco di viaggi, sicuramente l’anno nel quale ho stabilito dei record personali. Sono stato via per 51 giorni e ho dormito fuori per 42 notti di cui 33 in 19 hotel diversi, 1 in un suggestivo convento francescano, 6 a Chicago nella bellissima casa di Giulia, 1 a Cermenate nell'accogliente villetta di Umberto e Patrizia in ritiro pre-Amsterdam e 1 in aereo ospitato dalla Swiss(air) nel tragitto Chicago-Zurigo.
Ho effettuato 18 voli per 17.625 miglia con 4 compagnie aeree diverse (Ryanair, Easyjet, Aer Lingus e Swiss) e 14 aeroporti in transito (Linate LIN, Orio al Serio BGY, Malpensa MXP, Dublino DUB, Praga PRG, Beauvais BVA e Orly ORY per Parigi, Lubecca LBC, Amsterdam AMS, Stansted STN per Londra, Chicago ORD, Zurigo ZRH, Newcastle NCL e Prestwick Ayr PIK). Ho utilizzato la macchina nei 3 soggiorni con Vito, Betty ed Edoardo (la Micra di Vito in Toscana e a noleggio la Ford C-Max in Scandinavia e la Vauxhall Vectra in Scozia). Ho visitato 12 nazioni estere (Irlanda, Repubblica Ceca, Francia, Germania, Danimarca, Svezia, Norvegia, Olanda, Città del Vaticano, Inghilterra, Stati Uniti d‘America e Scozia) oltre ovviamente all'Italia, 9 capitali (Dublino, Praga, Parigi, Copenaghen, Oslo, Amsterdam, Roma, Londra e Glasgow), 19 città importanti oltre a quelle citate (Siena, Pisa, Lubecca, Malmoe, Goteborg, Assisi, Firenze, Venezia, Chicago e Edimburgo) e poi gran parte della Toscana, del Bohuslan e dell'Ayrshire. Ho visto i mari del Nord e il grande lago Michigan nell'Illinois. Ho viaggiato da solo e in compagnia (Vito, Betty ed Edoardo in Toscana, Bohuslan e Scozia, con la mia amica Anna a Parigi, con il mio amico Umberto e il figlio Daniele ad Amsterdam oltre ovviamente a Giulia a Chicago, a Padre Mario ad Assisi, a David a Glasgow e a Gary a Londra). Considero viaggi anche tutte le cene trascorse a Cermenate a casa di Patty & Umberto (sempre adorabili nei miei confronti) suggellate dai personalissimi segnaposti per ricordarne l'evento. Anche quest’anno non ho visto solo Parigi e Londra. Insomma non male per un anno nel quale la salute non è stata proprio dalla mia parte. Cosa mi auguro per il 2008 ? Meno viaggi se ciò volesse dire più salute, anche se quando viaggio poi sto veramente bene. Auguro a tutti o a quasi tutti le quattro "esse" in ordine di importanza salute, sentimenti, serenità e soldi … per i viaggi e non solo. Il 2008 per l’oroscopo cinese sarà l’anno del topo, e visto che il più famoso al mondo (Topolino) si chiama come me “Mickey” il tutto è di buon auspicio.

Post's song : "Won't go home without you" performed by Maroon 5

lundi, décembre 10, 2007

A Scottish Christmas

Appetizers for Christmas. Il Castello ritratto dietro di noi nella foto è quello di Culzean. Noi siamo da sinistra a destra Betty, Edoardo, io e Vito … insomma quelli del Bohuslan di luglio. Quest’anno abbiamo scelto per il ponte di Sant’Ambrogio una mini fuga in ScoziaIl Castello di Culzean, a 10 miglia a sud di Ayr, è stato la sede del concerto “Carols in the Castle” di sabato 8 dicembre 2007 ore 6.30 p.m. dove il Coro dell’Abbazia di Paisley (30 elementi per lo più giovanissimi) ha deliziato la platea cantando una ventina delle più celebri "carole" di Natale. Ebbene sì, anche noi abbiamo partecipato, insieme alla parte restante di pubblico, ad alcune parti di quattro canti con un inglese sicuramente “maccheronico” ma intonato. Ci siamo fatti valere soprattutto su questi versi : “I saw three ships come sailing in, On Christmas Day, on Christmas Day; I saw three ships come sailing in, On Christmas Day in the morning.” Che dire ? Una serata emozionante, particolare, unica nella cornice di un bellissimo castello scozzese che ha avuto come ospiti illustri la famiglia Kennedy ed Eisenhower. L’inizio di questa trasferta nel Regno Unito è avvenuto atterrando in serata in territorio inglese, precisamente all’aeroporto di Newcastle, dove ci attendeva il ritiro della macchina a noleggio e dove Vito, nostro autista ufficiale sulle strade anglosassoni, si è messo subito al volante (a destra) e alla guida (a sinistra) dell’enorme Vectra nera della Vauxhall. Ci siamo inoltrati nel buio della sera nelle Lowlands scozzesi diretti verso Melrose, prima tappa del viaggio, dove ci aspettava la signora Helen della Braidwood Guest House, un eccellente e splendido Bed & Breakfast. Il mattino seguente dopo un delizioso e benedettamente sostanzioso full scottish breakfast (bacon, egg, sausage, mushroom, black pudding, toast con burro salato e marmellata di arance) e con la luce del giorno, abbiamo visitato velocemente ed esternamente la famosa Abbazia medioevale di Melrose in un contesto molto suggestivo con il verde del prato e il giallo dei campi di grano mischiati insieme in una tonalità quasi accecante. Sempre vicino a Melrose, proseguendo in direzione di Edimburgo sulla A68, ci siamo imbattuti in uno scenografico acquedotto. Ancora qualche miglia ed eccoci a Edinburgh (Edimburgo). C’è il sole anche se fa un po’ freddino. La città è disposta in maniera particolare su diversi livelli. Intorno alla città si scorgono le colline e il mare. E’ sovrastata dal Castello posizionato sopra una collina (vulcano spento) dal quale il colpo d’occhio sulla città è straordinario. Si vedono nitidamente Calton Hill, un‘altra splendida collina, la New Town con la Princes Street a farla da padrona e i verdissimi adiacenti giardini omonimi (un vero e proprio parco) in questo periodo occupati dai mercatini di Natale e dalla pista di pattinaggio su ghiaccio. E’ una città molto viva ed elegante al tempo stesso. Abbiamo pranzato a base di fish & chips e del gustoso haggis (piatto tradizionale degli highlander) fatto con interiora di pecora macinate finemente. La sera ci siamo spostati nell’Ayrshire, nella cittadina di Ayr affacciata a viso aperto sul mare. Il mattino seguente il variabile tempo scozzese si presenta con una pioggerellina insistente che ci farà compagnia per quasi l’intera giornata. Il nostro obiettivo era l’incontro nel centro città di Glasgow con David William Crichton, un bravissimo violinista conosciuto ed ospitato da Vito in un tour dell’amico nord-irlandese Andy White. David ci ha fatto da Cicerone, rischiando la salute con il suo abbigliamento leggero sotto la pioggia tamburellante. Glasgow è la capitale economica della Scozia nonché la terza città britannica per numero di turisti stranieri dopo Londra ed Edimburgo. La città più grande della Scozia si è re-inventata negli ultimi quindici anni in veste di centro per il commercio, la cultura e l'arte. In effetti, nonostante il tempo grigio, mi è apparsa migliore rispetto alla visita precedente del 1994 insieme a Silvia. Tanta gente e tanti magazzini già pronti per il Natale. In uno di questi abbiamo assistito alle “carole” di gruppi di studenti collegiali, mentre in giro per le vie della città suonatori di cornamuse e i gruppi della Salvation Army rallegravano i passanti con musiche natalizie.  Al rientro in serata si ritorna a quanto descritto all’inizio del post col concerto al Castello di Culzean che abbiamo visitato il giorno dopo con tranquillità e soprattutto luce e del quale abbiamo apprezzato la splendida posizione sul mare con vista addirittura fino alle terre d’Irlanda. Le ultime carezze in terra scozzese le abbiamo fatte ai cervi che vivono e pascolano nel parco adiacente il Castello. Avremmo accarezzato anche le innumerevoli pecore che invece abbiamo dovuto intravedere dai finestrini della Vectra durante gli spostamenti del viaggio, puntini bianchi su sfondo verde delle vallate; viaggio che ci ha fatto ricordare il battesimo con l’autocaravan di nostra proprietà, dove ci eravamo spinti fino alle Highland, alle meravigliose isole di questa terra, ai paesaggi collinari e ai laghi scuri. Proprio dal nome del lago Loch Ness avevamo deciso di chiamare Hotel B&B Nessie il nostro fantastico camper.

Post's song : "Christmas with the Yours" performed by Elio e le Storie Tese
11/7

mercredi, novembre 28, 2007

ThanksGiving, ThanksGiulia !

Autumn in Chicago.
Lo spirito e l’input di questa vacanza oltreoceano sono racchiusi nelle due email che ci siamo inviati agli inizi di novembre Giulia e io. Io le scrivo : “… mi hanno consegnato il nuovo passaporto elettronico pertanto aspettami che prima o poi arrivo. Di sicuro nel 2008 ovviamente stando ai tuoi impegni a alla voglia di vedermi. Ti abbraccio. Lele” a cui è seguita la risposta di Giulia che mi scrive : “Perché 2008 ? Vieni adesso no ? Potresti venire per ThanksGiving (festa del ringraziamento) così fai esperienza della più grande festa in America, poiché non è una festa religiosa, è celebrata da tutti. ThanksGiving è alla fine di novembre … fatti un bel biglietto e vieni che mi fa piacere ! Ciao Giulia”. Detto e fatto, nel giro di pochi giorni ho prenotato on-line con la Swiss il volo per Chicago (via Zurigo) e sono partito arrivando il giorno prima del ThanksGiving (quest’anno il 22 novembre).
Giulia è stata una mia vera “passione” nell’estate ischitana del 1980. Ritrovarla dopo 27 anni è stata semplicemente e affettuosamente una cosa fantastica. Giulia vive a Chicago da 12 anni dopo aver vissuto anche nel Maine e a New York. Giulia è una persona straordinaria con una spiccata personalità tipica dei napoletani “buoni“ (lei lo chiama caratteraccio), molto elegante nel vestire e molto di classe come donna. Ho trascorso dei giorni bellissimi in sua compagnia e dei suoi adorabili figli Thomas (15) ed Elena Sofia (9). Avere una “suite” nel pieno ed elegante centro di Chicago non è cosa da tutti. Giulia abita sopra il ristorante franco-vietnamita “Le Colonial” del quale il marito è uno dei soci proprietari. E’ un ristorante di alto livello con una cucina impeccabile per gusto e colori e con un arredamento davvero affascinante per bellezza e spirito d'atmosfera, quasi da film (mi ha raccontato Giulia che hanno cenato tra gli altri anche gli attori John Cusack che abita a un isolato da lì e Brad Pitt). Le Colonial ha anche altre due sedi a New York e a San Francisco. Tornando al nostro incontro, che la mia collega Cinzia ha coniato come una “carrambata”, Giulia mi aveva invitato per il ThanksGiving Day da trascorrere in famiglia e con amici e il cui piatto principale è il tacchino gigante (in questo caso era di 17 libbre). Ad accompagnare il tacchino vari contorni altrettanto tradizionali fra i quali il butternut squash (una specie di zucca fatta a puré) e il purè di patate. Giulia aveva anche preparato per noi italiani una speciale parmigiana di zucchini e una profumatissima peperonata per respirare un po’ di aria di Napoli. Eravamo in 13 più Lucky il “cucciolo” di famiglia. I presenti oltre a Giulia, il sottoscritto,Thomas ed Elena Sofia erano Joe, il marito di Giulia (che ha preparato alla grande il tacchino immortalato nella foto a sinistra), Ingrid, amica di NY con il figlio Travis, l’amica Anastasia da Chicago con le sue due figlie Lauren e Audrey e il suo boyfriend Jeff da Los Angeles, Barbara (qui a Chicago per lavoro) e Marcella entrambe endocrinologhe da Torino e Ivrea. E’ stata una giornata veramente speciale, baciata con una spruzzata di neve mattutina. La tavola imbandita è stata preparata sulla “terrasse” del Le Colonial : una location fantastica ! Durante questo lungo pranzo ho potuto notare quanto gli americani amano il buon bere : continuavano amabilmente a gustare sorseggiando lentamente i vini rossi presenti in tavola provenienti dalla Francia e dalla Napa Valley Californiana … non ho potuto far altro che seguirli. Il giorno seguente Giulia mi ha portato a vedere i bellissimi sobborghi a nord di Chicago costeggiando il lungolago Michigan (dovrei scrivere lungamare viste le proporzioni). Ogni tanto Giulia, anche per via del freddo che dice di non sopportare ma al quale ormai si è abituata, mi dava ore libere nelle quali ho visitato dal basso prima e dall’alto dei 94 e 103 piani poi i due grattacieli simbolo di Chicago : il John Hancock e il Sears Tower (per anni il grattacielo più alto del mondo). Thomas la mattina del Thanksgiving (per la cronaca il pranzo è iniziato alle 4 PM) mi ha portato a vedere da vicino la “Loop” area con la sopraelevata circolare con i treni sospesi sopra la strada. Chicago mi è sembrata, almeno per quanto riguarda la parte centrale, non caotica e molto pulita sia nell’aria che negli angoli di strada; l’ho trovata di un livello sopra la media per eleganza. Tutto ruota e pulsa intorno al Magnificent Mile, letteralmente dal nome grandioso (“miglio magnifico”) della Michigan Avenue che inizia a nord di Lincoln Park. Questo tratto di strada è il paradiso dello shopping: c’è di tutto, dalle boutique di lusso alla moda alle catene di grandi magazzini, ai nuovissimi stores di alta tecnologia (cito quello della Apple dove per via del buon cambio dell‘euro ho fatto buoni affari e quello della Garmin famosa per i navigatori satellitari utilizzati nel mondo). Il punto di riferimento più famoso è la Tribune Tower, capolavoro neogotico che ospita il Chicago Tribune, il quotidiano vincitore del premio Pulitzer. L'eccentrico proprietario, il colonnello Robert McCormick, ha chiesto ai suoi superimpegnati reporter di portargli delle pietre tratte da famosi edifici e monumenti di tutto il mondo e le ha collocate alla base della Tower. Tra uno shopping e l'altro una pausa caffé e torta da Fox & Obel è la scelta migliore. Qua e là per la città gruppi che cantavano le Carole natalizie e in ogni negozio e grande magazzino di Chicago si sentiva la musica di Natale davvero suggestiva. Ho visto da fuori la House of Blues e ho cercato “inutilmente” scorci delle locations di ER (il mio telefilm preferito girato qui almeno in qualche esterno e ispirato al pronto soccorso del Cock County General Hospital di Chicago). Dal Navy Pier, enorme molo situato sulla sponda del lago Michigan, si vede tutto lo skyline dei grattacieli di Chicago (foto a destra scattata dall'Hancock Observatory).In questa indimenticabile vacanza ho provato anche il tradizionale brunch domenicale americano al The Bongo Room con i favolosi pancakes e le uova alla Benedict molto gustose. Abbiamo anche pranzato al Rockit Bar & Grill dove ho assaggiato il Black Angus Burger, un hamburger enorme cotto alla perfezione. In compagnia di Giulia ho anche fatto altri lunch eccellenti all’Indian Garden e al citatissimo Le Colonial. Tutte le mattine Giulia e io, al momento della colazione, abbiamo cercato con conversazioni divertenti e interessanti di azzerare i 27 anni che ci avevano separato. Ci siamo trovati perfettamente d’accordo su moltissime cose soprattutto per quanto riguarda il gusto dell’arredare la casa e mi ha dato ottimi consigli per eventuali modifiche nei dettagli che vorrei fare nel mio appartamento di Milano. Giulia ha arredato il suo “piccolo” arredamento di Chicago (ho virgolettato il piccolo in quanto è un gran bel appartamento) con gusto, armonia e con accorgimenti perfetti nei dettagli con un misto di etnico e moderno. E’ una casa molto calda. Ci si trova a proprio agio da subito. E’ stata la vacanza più rilassante che io ricordi, mi sono sentito a casa e in effetti lo ero. Mi sono divertito ad ascoltare i colloqui familiari nei quali Giulia parla in italiano e i figli rispondono in inglese. Io cercavo ogni tanto di parlare con inflessione napoletana (nel sangue per via della nonna materna) ed era sorprendente sentire che Thomas quando parla in italiano ha la cadenza tipica dei ragazzi ischitani. Sono stato davvero bene, ho mangiato divinamente. Giulia cucina cibi unicamente biologici (organic) incredibilmente gustosi (come la cena con specialità greche preparata la sera prima della mia ripartenza). Per fare qualche cosa anche io, coccolato dall’intera famiglia per tutta la mia permanenza, ho sistemato organizzandole sul PC di Giulia tutte le foto rimaste “intrappolate” nella memory card della sua Nikon e insegnando qualche trucco informatico. A parte la nevicata mattutina del ThanksGiving le giornate che si sono succedute sono state all’insegna del sole tiepido che cercava di riscaldare le temperature di qualche grado appena sopra lo zero. Ho fatto ottimi acquisti di abbigliamento : qui tutto costa molto di meno che da noi. Sono stato davvero felice di poter respirare per qualche giorno l’aria di Chicago. E’ stata una vacanza davvero indimenticabile : Grazie Giulia.

PS non escludo prima o poi il ritorno, magari d’estate, ed è per quello che mi sono tenuto come promessa : 1) una cena con Elena Sofia in uno dei più grandi Mc Donald del mondo; 2) la visita nel ghetto accompagnato da Thomas e 3) l’assaggio della guacamole di Giulia sempre rimandata al giorno dopo e mai provata. So che Giulia ora si metterà le mani nei capelli …
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Post’s song: “Red red wine” performed by UB 40.
11/7

lundi, octobre 29, 2007

Fantastic Chelsea ... in London

Appuntamento annuale con Londra. Inizialmente volevo intestare il post “In soccorso dei Blues”, ma visto il punteggio (6 a 0) con il quale poi il Chelsea post Mourinho ha battuto in casa il Manchester City di Sven Goran Erickson ho dovuto cambiarne decisamente il titolo. Avevo già ipotizzato i giorni di questo soggiorno quando avevo avuto fra le mani (o meglio sul sito del Chelsea) il calendario della Premier League di calcio. La partita contro l’altra squadra di Manchester (non lo United ovviamente) mi affascinava e quindi ero deciso per quella data (27 ottobre 2007) inconsapevole che il City avrebbe poi cominciato il campionato alla grande, ancora davanti al Chelsea in classifica, e che il match era “sold out” (biglietti neanche a parlarne sia sul sito che ai botteghini). Poi l’esonero di José Mourinho mi ha addolorato e ho deciso, sebbene non in accordo con la dirigenza, di andare come detto sopra in soccorso ai Blues con il mio tifo. Ho messo subito in valigia la nuova seconda maglia della squadra, quella giallo fosforescente per le trasferte, regalatami in occasione del mio compleanno da (B)Umby, Patty e Lele, e sono partito alla volta della capitale d’oltremanica. Per il biglietto, arrivato a Londra, avrei chiamato l’ormai amico Gary Staker sperando non solo che non avesse cambiato il numero di cellulare ma soprattutto avesse un biglietto per me. I miei pretesti per visitare Londra sembrerebbero effettivamente futili ma il Chelsea è la mia squadra e non posso fare a meno di andarla a vedere allo stadio in mezzo ai tifosi “blues“ quando sono in transito a Londra. Londra non mi delude mai. Ogni volta che ci ritorno mi sembra di essere nei giorni precedenti il Capodanno. Sempre piena di turisti in ogni stagione, sempre accesa notte e giorno, sempre viva e colorata. Ho cercato di vedere cose nuove, oltre alla partita allo Stamford Bridge Stadium. Nel post “Monet vs Chelsea” del 2006 avevo pubblicamente dichiarato che alla prossima visita sarei andato da vicino a vedere la costruzione scultura di Norman Foster nella City detta The Gherkin (foto a destra) un nuovissimo avveniristico grattacielo sfondo di recente di film più o meno noti. E così è stato. L’indomani dal mio arrivo mi sono precipitato ad ammirarla e da vicino è veramente formidabile come architettura, lascia col fiato sospeso. Dopo i “giri” di rito di Oxford Street, Regent Street, Piccadilly Circus, Leicester Square, Covent Garden, Hyde Park, Buckingham Palace, St.James Park, Big Ben con Parlamento annesso e Trafalgar Square (sicuramente ho dimenticato qualcosa ma a getto ho ricordato questi) e gli intramontabili Harrods, Selfridges, Hamley's e Fortnum & Mason, in questo piccolo soggiorno ho visto (da fuori) gli Abbey Studios dove i Beatles incidevano i lori dischi, adiacenti al famoso crossing di Abbey Road dopo i Fab Four vennero immortalati sulle strisce pedonali per il LP "Abbey Road" del 1969, lo store della Apple (grandissimo) in Regent Street, la zona lungo il Tamigi (Thames Path) che parte dal London Bridge fino ad arrivare al nuovo ponte il “Millenium” (vedi foto grande all'inizio del post) costruito per il Giubileo del 2000 con la cattedrale di St.Paul esattamente in faccia sullo sfondo, un salto a Notting Hill per il mercato del sabato “Portobello Road" con annessa visita al negozio di libri per viaggi diventato famoso per il film con Hugh Grant e ovviamente allo stadio per la partita Chelsea contro Manchester City. A proposito …. il giorno prima ero riuscito a contattare Gary il quale mi ha trovato il biglietto (gratis) per il match contro il Manchester City. Che felicità che gioia e che risparmio (esattamente 53 sterline). Gary come sempre è stato gentilissimo e per me un posto riesce a trovarlo sempre anche per le partite “sold out” (come l’anno scorso per la partita contro il Newcaste nel turno di Coppa d’Inghilterra). D’altronde Gary, così leggo dalle pagine internet del Chelsea è Player liason officer and first team amministrative manager (credo Direttore Amministrativo), oltre che traduttore ufficiale per i giocatori che parlano Italiano e lingue neolatine. Conosciuto all’epoca dell’ultimo anno in blues del grande Gianfranco Zola (The magic box per gli inglesi) grazie al procuratore di quest’ultimo che conosceva in ambito musicale artisti che conoscevano etc. etc. etc. mio fratello Vito etc. etc. etc. Appuntamento alle due e un quarto p.m. (la partita cominciava alle 15) davanti allo spogliatoio del Chelsea per la consegna della busta contrassegnata dal mio nome “Michelle” (con 2 elle) contenente il biglietto introvabile del match, foto di rito con Gary e via di corsa a prendere posto. Ero vicino al papà di Gary, con il quale durante la partita ho scambiato quelle poche parole d’inglese (le mie) e di italiano (le sue). La partita è stata memorabile. Il risultato incredibile (6 a 0). Il Chelsea fantastico. Che dire : ho portato fortuna ? Sono stato fortunato ? Era destino ? Pensate che addirittura ha segnato anche Shevchenko (l'ultimo della partita e il suo primo goal di questo campionato) …. Gli altri autori dei goals in ordine cronologico sono stati Essien, Drogba (2), J.Cole e Kalou. Una giornata fantastica, avevo i brividi di emozione alla fine con tutto lo stadio che cantava la canzone del Chelsea e le bandiere (ne avevano data una anche a me) che sventolavano a ritmo. Non potevo chiedere altro. Ho aspettato l’uscita dei giocatori e ho fotografato il buon Sheva e anche la moglie perchè no e un giocatore del City che devo ancora cercarne l’identità. La sera ho festeggiato con un buon fish and chips e una piccola Caffrey's al pub O’Neill’s in King’s Cross St.Pancras. Ultimamente questa è la zona dove prendo alloggio e mi piace molto per il contorno di ristoranti e per la buona locazione dei trasporti (importante incrocio di più linee metropolitane e di autobus). Faccio una menzione particolare per le stazioni di Londra che ho transitato e visitato in parte. Tutte e quattro, oltre alla citata King’s Cross, Victoria, Paddington e Liverpool, sono dei gioielli per pulizia, per quantità e qualità di ristorazione, per sicurezza e dintorni. Forse il piano antiterrorismo ha fatto qualcosa ma davvero sono veramente efficienti oltre che belle architettonicamente. Chiare internamente e incredibilmente pulite (forse per via che non ci sono cestini). Se penso che ogni volta che torno a casa arrivo in Stazione Centrale a Milano con le navette degli aeroporti …. Se poi prendo l’autobus 81 a una certa ora ….. Meno male che sono uomo. Lascio tutti i commenti del caso per non infierire sulla civiltà nelle grandi città. Per il “reparto” gastronomia, oltre alla tradizionale colazione all’inglese bacon eggs beans salsicette con toasts imburrati (quello salato) e marmellata d’arancia (che permette una buona carburazione per la giornata), cito il buffet caldo a mezzogiorno con cucina cinese-thailandese (ottima qualità e quanto ne vuoi), il pollo fritto di KFC, il kebab e il supernominato fish and chips. Ci sono le cucine di tutti i paesi del mondo, basta scegliere. A Londra si mangia meglio di quanto si pensi. Dopo questa piccola vacanza londinese torno sull’argomento asse Parigi-Londra e affermo che per una vita ideale dal lunedì al venerdì è d'obbligo la permanenza nella capitale francese e weekend in quella inglese anche per il fatto che gioca la mia squadra : il Chelsea e che il calcio inglese è affascinante ! Questo nel periodo di campionato (Premier League), per gli altri mesi dell’anno che coincidono con l’estate un salto in Grecia e uno intercontinentale. Credo di aver detto tutto. PS la mia prima volta a Londra fu nel 1983 e anche in quella occasione andai a vedere una partita allo stadio. Era Arsenal contro Luton. Allora comprai la maglietta dei Gunners ma poi arrivò Zola …. ed eccomi in Blues.

Post's song : "Word is outside" performed by Ghosts
10/7

lundi, septembre 24, 2007

Cartoline d'Italia

Settembre. Meraviglioso settembre.
Sarà perchè è il mese in cui sono nato ma scegliere di fare una piccola vacanza tour proprio in questo periodo è impagabile. Tempo stupendo e come potete constatare dalle cartoline collage locations superlative. Sono partito il giorno del mio compleanno con treno Eurostar con prima destinazione Roma. Prima di addentrarmi nella descrizione dei vari soggiorni spendo qualche riga a favore del mezzo di trasporto treno : niente code, niente bagaglio da pesare, niente liquidi da tenere a parte e ben in vista, niente posti a sedere piccoli o stretti, niente cinture, niente spiegazioni pre-partenza, niente attese almeno per le cinque tratte che hanno contraddistinto il viaggio. Nonostante abbia già superato da poco la soglia dei 100 voli nella mia vita, ho deciso di festeggiare il mio ennesimo compleanno e i giorni seguenti con un viaggio itinerante in treno alla volta di quattro fra le più belle città d'arte della nostra penisola : Roma, Assisi e dintorni, Firenze e Venezia. Arte e non solo come scoprirete. Sono stato turista un po' straniero in terra natia, un englishman (o forse per gli accenti sentiti durante le varie visite ... an american man) in Italy. Roma mi ha di nuovo stregato. E' fantastica a mio modesto parere, che per altro condivido direbbe il buon Bergonzoni. C'è la storia del mondo, anche se poi sogno di vivere a Parigi la mia vera città. Sono partito nel primo pomeriggio da Piazza S.Pietro : dopo aver consegnato i nuovi documenti al Papa (vedi foto a destra il suo benvenuto al mio arrivo), entrato in Brasile nella sua recente visita senza il passaporto, sono ritornato all'ora del tramonto per visitare le Tombe dei Papi e la Basilica internamente. Con camminata svelta e decisa, ho visto in circa 5 ore quasi quanto il turista medio lo fa in più giorni : oltre alla Basilica di S.Pietro, Castel S.Angelo, Piazza Navona, Pantheon, Montecitorio, Piazza Colonna (M.Aurelio), Via Condotti, Piazza di Spagna, Fontana di Trevi, Piazza Venezia, Vittoriano e Altare della Patria (Monumento al Milite Ignoto), Colosseo, Fori Imperiali, Bocca della Verità, Piazza del Popolo, Via del Corso e Via Veneto in notturna. Che dire ? Eterna è il suo aggettivo doc e in effetti tornandoci dopo molti anni non ha perso il suo incredibile fascino ... e non lo perderà mai. Le altre volte il mio soggiorno a Roma era durato una settimana, il tempo perfetto per visitarla bene, ma anche in poche ore e di corsa si respira esattamente l'atmosfera di quello che ti aspetti da questa sublime città. Sarebbero troppi gli aggettivi per accostarla. La sera, per concludere la degna visita e per festeggiare il mio compleanno, cena alla Trattoria da Antonio dietro Montecitorio con menù classico romano a base di spaghetti alla carbonara (ottimi e abbondanti) e costolette d'abbacchio con patate (più che tipici) il tutto innaffiato da un ottimo vino bianco della casa de li Castelli. Dopocena a rivedere la Fontana di Trevi sempre affollata di turisti e immortalata a più non posso dai flash delle fotocamere digitali. La mattina seguente, dopo aver inzuppato l'ottimo cornetto (maritozzo) in un buon cappuccio in una pasticceria vicina alla Stazione Termini, risalita verso Assisi con treno regionale. Alla stazione della città francescana ad attendermi ... un vero padre francescano ... Padre Mario Lionetti, cugino della mia mamma (vedi foto a destra il suo benvenuto al mio arrivo) che con la sua Fiat Panda Young azzurro-verde mi ha condotto verso il convento presso il quale lui opera e dove io avrei soggiornato : si tratta del Convento Santuario di Rivotorto con all'interno il Sacro Tugurio luogo dove S. Francesco dimorò con alcuni discepoli, all’epoca semplice capanno abbandonato con il tetto di frasche, usato come riparo provvisorio dai contadini.. Qui S. Francesco sperimentò i primi elementi di vita in fraternità, alla base della Regola dell’Ordine Francescano. Le giornate passate in compagnia di Padre Mario si sono rivelate di alta intensità sia spirituale che morale : ho vissuto francescanamente quei momenti, pranzando e pregando in compagnia degli altri Padri presenti in convento tra i quali il Superiore, l'Economo e un Padre cinese che a breve andrà a Roma per missione "di stato". Padre Mario è una persona stupenda, unica, intelligente, simpatica al quale ho posto mille domande e di contro ho detto la mia su varie questioni di vita. Padre Mario mi ha preso per mano e mi ha fatto visitare la Basilica di S.Francesco (Superiore e Inferiore) ad Assisi come nessun turista, nessun pellegrino, nessun viaggiatore potrebbe fare. Quanti episodi, quante storie, quanti sorprendenti aneddoti. Padre Mario ha la chiave passepartout del mondo francescano. Prima di assistere alla messa che lui stesso doveva officiare (era la sua settimana) abbiamo fatto una scappata all'Eremo delle Carceri dove San Francesco ed i suoi seguaci vi si "carceravano" nella solitudine e nel silenzio per dedicarsi alla contemplazione e alla preghiera, in posizione invidiabile verso il Monte Subasio. La sera Padre Mario e io abbiamo cenato in un ristorante del posto con un antipasto enorme e delizioso che ha sostituito l'intero pasto. Un buon bicchiere di vino rosso della zona ci ha permesso di arrivare felicemente al riposo notturno in convento non prima di aver visto dalla Rocca sopra Assisi l'intero panorama luccicante. Dopo aver dormito in convento nella stanza numero 27 (ero l'unico ospite oltre ai Padri Francescani) e letto il librettino sulla Regola Prima di San Francesco donatomi da Padre Mario, il mattino seguente abbiamo proseguito con la visita alla Cattedrale Duomo di S.Rufino, alla Basilica di Santa Chiara, alla Chiesa Convento di San Damiano dove San Francesco sentì parlare il crocefisso tappa fondamentale nel suo cammino religioso e infine alla Basilica di Santa Maria degli Angeli con la cappella della Porziuncola dove S.Francesco morì : racconti su racconti, visioni speciali. In pratica ho fatto le stesse soste del Papa durante la sua visita da queste parti il 17/6/2007. Una veloce fuga a Spello a pochi km. da Rivortorto per ammirare un affresco del Pinturicchio nella chiesa maggiore ma soprattutto il pranzare con una focaccia farcita di mortadella sulla panchina della piazzetta. Il mio soggiorno in Assisi e dintorni era giunto al termine. Sono stato bene e sono stato veramente felice per la visita decisa all'ultimo minuto. Sono momenti che resteranno indelebili nella mia mente e che soprattutto mi hanno facilitato a rilassarmi quanto meno psicologicamente. Un'esperienza unica che lascia il segno. Grazie Padre Mario ... di cuore. Il treno regionale che mi portava a Firenze nel primo pomeriggio non solo mi ha permesso di riguardare con gioia tutte le foto scattate a Rivotorto e Assisi ma mi fatto riflettere su molte cose. Il tempo meteorologico si manteneva eccezionale con sole, cielo terso e aria fresca, mentre quello dell'orologio trascorreva veloce. Eccomi a Firenze, il tempo di depositare il piccolo bagaglio in hotel e via verso il Duomo, Battistero e Torre. Tutte e tre molto imponenti nell'architettura d'insieme della città. Da lì una bella camminata fino alla Piazza della Signoria prima (con il David di Donatello in bella mostra insieme a tutte le altre innumerevoli statue fiorentine della piazza) e al Ponte Vecchio poi. Bellissimi panorami sull'Arno a seguire. Rientro in hotel per prendere il maglioncino della sera ed eccomi a cenare in un ristorante con veranda veramente da consigliare : il Caminetto (proprio dietro al Duomo). Shopping serale con acquisto di maglietta DOC del Chianti Classico, passeggiata lungarno e di nuovo a vedere i famosi monumenti illuminati. La mattina seguente un altro treno, questa volta l'ottimo Eurostar, mi portava a Venezia dove sono arrivato intorno a mezzogiorno. Uscito dalla stazione eccomi nella corrente di turisti che sciama chi in direzione Rialto e chi in direzione S.Marco. Io ho optato per la seconda tenendomi la visione del ponte di Rialto e relativa passeggiata per la parte finale del viaggio. Arrivato in San Marco dopo un susseguirsi di sali e scendi dai canali che si incrociano a ogni giro d'angolo, ho cercato immediatamente la visione dell'Isola di San Giorgio Maggiore per ricordarmi di quando sono andato a Cardiff a vedere "la fotografia al tramonto della stessa" dipinta in modo straordinario da Claude Monet. Il ponte dei Sospiri è lì vicino e scattata la fotografia di rito di nuovo di corsa verso Rialto. Il mio viaggio si è concluso lì e durante il tragitto in treno (Eurostar) che mi riportava a casa ho pensato di quanto affascinante è ogni tanto rispolverare la visita di queste uniche città che tutto il mondo ci invidia e che il nostro paese ha in eredità eterna. Meraviglioso settembre meraviglioso soggiorno meravigliose città.

Colgo l'occasione per ringraziare tutti quelli che mi hanno festeggiato via SMS o telefonicamente il 18 di settembre : Sarah anche quest'anno per prima seguita in una manciata di secondi da Luca che in genere se ne dimentica e poi Cinzia (anche lei nata il 18/9), Francesca, Roberto, Donatella, Vito, Gabriel, Lucio, Anna, Nick, Claudio "Claude", Antonia e Bobo, (B)Umby, Sara la mia parrucchiera (anche lei nata il 18/9 e in attesa di due gemelli), Clara, Betty, Steffe, Patty, Rita Russo, Flo, Daniela, Giacomo, Melvin, Gigliola, Edoardo, Rita, Irenina, Antonietta, Lucia, Tizy da Formentera via Daniela, Lele Cappe, Graziella e Michelino, Monica, Momon, Lilly, Deborah (anche lei nata il 18/9), Antonio Mafrica, Ivano, Cristina, Cinzia, Manu Vitagliani e Luca Balan allo scadere del giorno ma pur sempre in tempo. Padre Mario me li aveva fatti in anticipo di un giorno durante la telefonata che annunziava il mio arrivo. Insomma una bella schiera anche quest'anno, qualcuno in più e qualcuno in meno dell'anno precedente (vedi post di Madrid). Milva che durante l'anno si ricorda di chiamarmi tutti i venerdì per augurar"ci" un buon weekend si è dimenticata. Eppure sa che ci tengo ... Che dire ? Mi pagherà almeno un paio di cene ...

Post's song : "Back to life" performed by Giovanni Allevi
9/7

dimanche, septembre 16, 2007

Call The Police

Amsterdam Arena. Venerdì 14 settembre 2007.
La "reunion" dei Police era l'evento musicale dell'anno ... e noi c'eravamo. I "noi" da sinistra nella foto grande sono Daniele detto "Cappe", Umberto detto "(B)Umby" e Michele detto "Lele". (B)Umby e io siamo amici di vecchia data, Daniele è figlio di (B)Umby ed è chiamato dagli intimi proprio come me : Lele. Come vedete siamo legati da solida alleanza. Il concerto era il grande pretesto anche per una piccola vacanza ad Amsterdam, una quarantotto ore risultata poi semplicemente unica e divertente. Avevamo preparato il ritiro pre-viaggio a Cermenate nella villetta dei Cappellato-Grisanti con una cena frugale ma come sempre ottima preparata da Patty. Poche ore di sonno e via ... ma ne è valsa la pena. Volo EasyJet alla volta di Amsterdam con check-in effettuato online (era la prima volta che lo provavamo). Arrivati all'aeroporto di Schipol in pochi minuti col treno che porta alla Central Station e il tram che ci ha traghettato in Leidesplein siamo giunti a destinazione : Hotel De Lantaerne. 
Ci aspettava, dopo aver scalato verticalmente in cordata il primo piano, una stanza a metà tra lo stile camerata d'ordinanza o lo stile Disney versione "Qui Quo Qua", con fantastica vista sui canali. Subito ci siamo buttati nella vita quotidiana della città di Amsterdam. Le parole che più abbiamo pronunciato inizialmente sono state : occhio bici attento bici, il tram attenti al tram, canali canali. Praticamente il passeggiare per le splendide vie di Amsterdam è altamente a rischio. Ovunque ti giri o cerchi di attraversare o ti sposti di qualche metro irrimediabilmente ti trovi a contatto con una bicicletta o con un tram. C'è veramente da stare attenti. Abbiamo rischiato grosso in una sola occasione ma fortunatamente abbiamo scampato la collisione con una ciclista dotata di cestino che veniva tra l'altro da sinistra. 
Amsterdam è affascinante, con i suoi canali concentrici nel centro città. Abbiamo fatto il Canal Tour classico che ci ha permesso di vedere le tipiche case affacciate sui canali, i mille ponti e gli olmi che costeggiano le vie. In qualsiasi punto ti trovi non manca mai la visione delle biciclette : sono parcheggiate, talvolta in maniera eccentrica (foto sotto a sinistra), e transitano ovunque. Abbiamo scoperto che per la maggioranza non hanno il cambio, che hanno il freno a pedale e che hanno il manubrio alto per permettere una buona postura : insomma le tipiche bici Olanda versione Olanda. Abbiamo visitato il centro storico tutto a piedi con puntatina mattutina (Daniele è 13enne) anche nella zona cosiddetta rossa : il Red District. I famosi coffee shop puntellano i vari angoli della città e nell'aria talvolta arriva la zaffata classica al profumo di cannabis. Abbiamo anche trovato e provato la versione chupa-chups ai gusti di cannabis e hashish molto particolari. Ci siamo anche imbattuti, nella via pedonale del centro di Amsterdam, in una inaugurazione del negozio Lush (saponi in tutte le forme e profumi) dove delle simpatiche commesse spiegavano le caratteristiche dei loro prodotti vestite con un grembiulino bianco o nero chiuso davanti ma aperto di dietro con un risultato piacevole alla vista della clientela di passaggio, noi compresi.

Come detto eravamo ad Amsterdam per il concerto dei Police del 14/9/2007 ed è anche per questo che siamo andati a pranzo all'Hard Rock Cafè dove tutti e tre ci siamo innamorati di una splendida commessa bionda di nome Anna che serviva in minigonna le portate richieste. C'è stata una lunga disquisizione su chi di noi tre fosse veramente innamorata la stessa e alla fine ho vinto io in quanto (B)Umby è felicemente sposato e Daniele è minorenne. Ho talmente perso la testa che ho addirittura lasciato i miei occhiali da vista sul tavolo dove abbiamo pranzato, subito riutilizzati in arredo del locale.

Un'altra parola da noi pronunciata in questi due giorni è stata "patatine". Non giocate sul doppio senso proprio perchè eravamo ad Amsterdam, ma le patatine fritte vengono servite con tutti i piatti (carne, pesce, hamburger, toast, ecc.ecc.) e noi non contenti siamo anche andati a mangiarle "da sole" nella migliore friggitoria della città che le accompagna con ben 20 salse diverse : noi abbiamo scelto la classica maionese per distinguerci. Ci siamo divertiti come matti, abbiamo camminato rischiando come detto sopra la vita, ma poi la musica ha coronato il tutto come da colonna sonora : il concerto dei Police è stato stupendo e ci siamo detti come tre "vecchietti" abbiano ancora tanta energia in corpo. Certo non sono i soli (vedi Rolling Stones ultrasessantenni) ma i Police hanno segnato la nostra storia musicale. Sting è stato incredibile nelle sue performances. Avevamo scommesso con quale pezzo avrebbero aperto il concerto e .... "Message in a bottle" è risultato quello vincente e con lui (B)Umby che l'aveva scelto. In attesa delle righe a integrazione del buon (B)Umby storpio il titolo di una canzone dei Police per sottolineare che "Every little things in Amsterdam is Magic".
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Post's song : "Message in a bottle" performed live by The Police
9/7

mardi, juillet 24, 2007

Välkommen till Bohuslän

Bohuslän è la regione della Svezia, posizionata sopra Goteborg, famosa per il suo arcipelago roccioso e i caratteristici paesini dei pescatori con le tipiche casette di legno color rosso mattone. Questa era la meta del viaggio. Viaggio contraddistinto dai numeri : 4 i componenti (Vito, Betty, Edoardo e io), 4 le nazioni attraversate (Germania, Danimarca, Svezia e Norvegia), 2 le capitali visitate (Copenaghen e Oslo), 3 le valute estere, oltre all'euro, utilizzate (corone danesi, svedesi, norvegesi), 9 gli hotel (uno diverso per ogni notte della vacanza) in cui abbiamo soggiornato, 9 i traghetti e/o imbarcazioni usati per i trasferimenti sulle isole o per le visite ai canali e/o fiordi delle città, più di 2600 i km. percorsi con l'ottima Ford C-Max noleggiata a Lubecca (Germania) punto di partenza e arrivo del viaggio. Non ho contato i litri di birra, i kg. di patatine fritte, di wurstel, di pesce fritto e di gamberetti che accompagnavano i pasti e la quantità di cibo ingerito in tutte le splendide prime colazioni consumate, ma vi assicuro che i numeri saranno stati veramente alti. Come detto sopra Bohuslän era la meta del viaggio, in realtà tutto ciò che abbiamo visitato poteva essere citato come tale. A partire da Lubecca (Lubeck) bellissima città nell'estremo nord della Germania. Arrivati con volo Ryanair la sera tardi del primo giorno l'abbiamo poi visitata nell'ultimo giorno; città caratterizzata dalle sue chiese gotiche, dalle stradine medioevali, dal rilassante canale che circonda il centro storico con annessi parchi e giardini, dall'Holstentor (porta della città ed emblema della stessa) e dall'incredibile orologio astronomico posto all'interno della St.Marien Kirche. Da Lubecca si percorre il breve tratto di strada che porta a Puttgarden e, attraversando con il traghetto il canale di Ferhmarn (45 minuti) si entra in territorio danese.

Da qui si prosegue verso la capitale Copenaghen (København). Copenaghen è una città influenzata dalle nazioni vicine, ha un aspetto architettonico diverso e particolare al tempo stesso. Si visitano la Piazza del Municipio e percorrendo la passeggiata pedonale/commerciale dello Stroget si raggiunge il Nyhavn (il vecchio porto) con il suo skyline di case colorate. Per concludere la visita lampo si attraversa
l'Amalienburg (Palazzo Reale) e proseguendo sulla costa si arriva alla maggiore attrazione turistica della città ... la statua della Sirenetta (Den Lille Havfrue) posizionata su uno scoglio e fotografata come una star.
Da Copenaghen attraversando il modernissimo ponte dell'Oresund si salta direttamente in Svezia dove ci accoglie la città di Malmoe con le sua grande (Storget) e la sua piccola piazza (Lilla Torg) poste una vicino all'altra. Sulla via pedonale ci si imbatte nella Banda degli Ottimisti curiose statue in bronzo che mimano una sonata di trombe e tamburi. Siamo nella regione svedese della Scania e qui percorrendo qualche decina di km. si arriva nel punto più a sud affacciato sul mare. Visita con sosta alla piccola cittadina di pescatori di Skagor con le sue casette di legno multicolore tutte in fila sulla spiaggia. Pranzo sui tavolini affacciati davanti alla pescheria che "al momento" cucina ciò che il cliente sceglie. Si prosegue ritornando a nord sempre affacciati alla costa ed ecco che la cittadina di Bastad è lì ad aspettarci. Bastad è famosa per il torneo internazionale di tennis. Il piccolo porticciolo e i colori del tramonto fanno da gran contorno. Si prosegue sempre più a nord e dopo aver "perso" quale cellula cerebrale sui giochi del luna park di Liseberg si arriva nel centro di Goteborg seconda città della Svezia con un grande porto commerciale. Goteborg ci ha un po' deluso nonostante i depliant scaricati da Internet parlassero di città viva giovane ecc. ecc. o forse proprio per questo. Sopra Goteborg inizia il Bohuslän citato nel titolo del post. Abbiamo visitato inizialmente i bellissimi villaggi dei pescatori da Fiskebäckskil a Kungshamn passando per Smogen, famosa per i suoi gamberi e per il suo porticciolo colorato che vanta un molo in legno di 600 m. su cui passeggiare con innumerevoli negozi per lo più di abbigliamento sportivo di marca e di ristoranti che servono gamberi e frutti di mare. Da qui proseguendo sempre più a nord arriviamo a Oslo capitale della Norvegia e la più antica di quelle scandinave. Oslo ha un carattere tranquillo e ordinato e date le dimensioni contenute del centro storico può essere visitata a piedi con tutta calma in un week-end. Il centro è un gradevole miscela di architettura antica e moderna ricco di musei, parchi e monumenti tutti a poca distanza l’uno dall’altro. In centro si trova inoltre la maggior parte dei ristoranti, pub, bar e caffè; Karl Johans Gate, la strada principale, ospita bei negozi e i suoi marciapiedi sono il palcoscenico preferito di numerosi artisti di strada. Il giro in barca del piccolo fiordo in prossimità del porto ci permette di vedere la costa della città con le sue piccole isolette punteggiate da casette multicolori. Da Oslo, punto più a nord dell'Europa da noi visitato, si ridiscende in Svezia per permetterci di vedere altri pittoreschi paesini e villaggi della costa sopra Goteborg da Skarhamn a Ronnang e da qui con un traghetto si toccano dapprima Tjornekalv e poi Astol. Tutti questi villaggi hanno il loro piccolo porticciolo, i loro ristorantini con pietanze a base di pesce, le loro tipiche casette di legno color rosso mattone. Sono paesaggi unici, tipici di questa stupenda zona della Svezia e di molte parti di tutta la Scandinavia. Dopo questa scorpacciata di casette di legno color rosso mattone (Edoardo non ne poteva più), di piccoli porticcioli, di gamberi, di scogli ecc.ecc. si riparte per il Sud della Svezia e qui ci siamo imbattuti nella splendida Varberg, nota località di villeggiatura con trattamenti termali di alto livello (il Manchester City di Mr.Ericksson era in ritiro pre-campionato). Alloggiati al Kurort Comwell (scenografica struttura alberghiera con centro benessere), il tempo di sistemare in fretta e furia le valigie, abbiamo indossato l'accappatoio in dotazione e ci siamo diretti al centro benessere interno e immediatamente ci siamo tuffati nella piscina di acqua calda e ci siamo rilassati nella sauna e nel bagno turco balsamico : una vera manna. La prima colazione del mattino dopo era da favola. Siamo agli sgoccioli della bellissima vacanza ... non ci resta che riattraversare il ponte (tunnel) che separa la Svezia dalla Danimarca, fare shopping turistico (a dire il vero mi sono comprato un campanello da abitazione cordless del designer Jensen) a Copenaghen e ripartire verso la meta iniziale di Lubecca. La sosta finale a Karrabæksminde è stata memorabile per concludere in bellezza : incantevole località balneare danese a pochi km. da Næstved cittadina medioevale con due grandi chiese. Cena a base di fish & chips, con panorama su spiaggia e porto, deliziati da un cielo incredibile per la varietà di colori. L'ultimo giorno è stato raccontato all'inizio con la visita di Lubecca attraversando quel tratto di mare che separa la Danimarca dalla Germania. E' stata una vacanza piacevole sotto tutti i punti di vista, dal clima insuperabile alla visione dei pittoreschi villaggi del Bohuslän una delle mete preferite dagli svedesi e da noi e come sottolineato all'inizio del post ... non solo.

Post's song : "Nel covo dei pirati" performed by Edoardo Bennato
7/7

jeudi, juin 28, 2007

Les Nymphéas de ... Paris

Le Nymphéas sono di Claude Monet ma visto che la novità del viaggio annuale a Parigi era la visita del Musée de l'Orangerie, bellissimo piccolo museo all'interno del Jardin de Tuileries (Place de la Concorde), ho preferito intitolare così il post parigino. Nelle Ninfee, Monet dipinge le foglie e i fiori che galleggiano sulla superficie dell'acqua, i salici sovrastanti e i loro riflessi che si confondono con quelli delle nuvole di passaggio, come una persona che sembra penetrare in un livello di realtà posto al di là della visione fisica. Nel corso della sua meditazione sulle Ninfee, Monet fu indotto ad altre innovazioni pittoriche. Esiste un'equivalenza tra la superficie dell'acqua e la superficie delle tele di Monet. Egli ampliò lateralmente le dimensioni delle sue tele, fino a far riempire totalmente il campo visivo, incurvando i quadri che, nelle due sale ovali dell'Orangerie a Parigi, ti circondano avvolgendoti completamente e ti ritrovi immerso nel mondo di Monet. Le forme sembrano avanzare fluttuando e allontanandosi dalla superficie del quadro, mentre la barriera tra il mondo del dipinto e il nostro mondo scompare. Le "ninfee" di Monet sono strepitose per la tranquillità e la serenità che trasmettono. Questo museo semplicemente fantastico lo consiglio a tutti gli estimatori del grande Claude, non dopo aver visitato i magnifici monumenti della capitale d'oltralpe. In questo viaggio c'è stato poco spazio per gli autoscatti e le foto seguenti, almeno quelle che mi ritraggono, sono state scattate dalla mia grande amica Anna compagna di questa piccola avventura (era la sua prima volta a Parigi e le ho fatto da gran cerimoniere) insieme a Vito che, dopo aver toccato il suolo di Beauvais è scappato insieme a Betty (auguri per il compleanno del 27 giugno) in splendida luna di miele ventennale (più uno) in Normandia e Bretagna. Loro sono ancora in vacanza al momento della stesura del mio post.
Quest'anno ho anticipato di quasi un mese il mio appuntamento con Parigi : il passato è passato. E' stata una vacanza fantastica, grazie alla compagnia e al contorno della città che più amo (vedi post "Paris toujours (re)visité" dello scorso anno). In onore della zona dove un giorno (è il mio sogno) andrò ad abitare ho intitolato il mio nuovo blog : "Montparnasse Bienvenue". Questa volta ho cambiato hotel ma l'atmosfera è sempre la stessa : inequivocabilmente ... unica ! Torniamo al viaggio. Oltre alla visione paradisiaca delle "Nymphéas" e delle altre bellissime opere impressioniste dell'Orangerie ho visto nuovi angoli della città (dall'intera passeggiata sotto i portici di Place des Vosges alla prospettiva attraverso l'Arc du Carrousel dell'obelisco di Place della Concorde in linea con l'Arc du Triomphe) e ho assistito, in una delle più vecchie chiese di Parigi (Eglise Saint-Julien-Le-Pauvre), a un concerto voce (soprano) e piano in omaggio a Maria Callas. Facendo da Cicerone ad Anna ho rivisto tutti ma proprio tutti i monumenti, le chiese, i musei, i ponti, i giardini ecc.ecc. più importanti di Paris. Potrei elencarli tutti uno a uno ma è sempre meglio farli vedere. E' bello far conoscere una città come Parigi a chi non l'ha mai visitata; certo il male a piedi e gambe a fine giornata è di "default" ma accidenti quante belle cose ti circondano, si gustano, si respirano. E' stata una vacanza salutare, ottime camminate, mangiare equilibrato (baguettes, moutard, salades au chevre chaud e caraffe d'eau immancabili con un'unica eccezione al conteggio delle calorie per via della degustazione della deliziosa cioccolata calda "all'ancienne" di Angelina in Rue de Rivoli o della salade al foie gras ...) e linfa vitale per gli occhi. La compagnia di Anna (ci conosciamo da quasi trent'anni, prima colleghi e poi grandi amici) mi ha fatto capire che viaggiare da soli non è poi così bello come talvolta ho pensato; ogni tanto fa bene, specie se si è in buona salute, ma alla resa dei conti è troppo piacevole conversare amichevolmente e trascorrere la giornata insieme ad altri. Ma "nouvelle vie" è ricominciata e Paris potrebbe essere il mio futuro.

Post's songs : "Casta Diva" performed by Maria Callas
6/7

lundi, juin 04, 2007

http://montparnassebienvenue.blogspot.com

Dal 4 giugno 2007 il blog ha un nuovo indirizzo : http://montparnassebienvenue.blogspot.com/





























E' un omaggio alla zona di Parigi che amo di più.
E' la che vorrei trascorrere il mio futuro.
E' il mio grande sogno

Post's song : "New shoes" performed by Paolo Nutini

vendredi, mai 11, 2007

Prague. What else ?

Così direbbe il mio coetaneo George Clooney e lascio a voi ogni altro commento su George e il sottoscritto ... Praha, Prague, Prag, Praga è bella, ma veramente bella, straordinariamente bella, sicuramente una delle più belle città al mondo.Pensavo, dopo aver visto moltissime capitali europee, di non stupirmi più nel visitare le grandi città del vecchio continente e invece sono rimasto strabiliato e incantato dalla bellezza della meravigliosa Praga.Ne rimani subito stregato, specie per chi, come me, appena arrivato nel tardo pomeriggio si è inoltrato nei vicoli della zona di Mala Strana. Ti domandi se la magia sarà così per tutta Praga e in effetti sarà ancora meglio. Questo misto di stili architettonici fra i quali il barocco (predominante), il gotico, il romanico, il rinascimentale, l'art nouveau, il cubista è un vero piacere per gli occhi I colori pastello sono di un'armonia unica e ne deriva una totale serenità per ammirare, con il naso per aria, tutto quello che ti circonda. Ho notato che non esistono insegne pacchiane di bar o altre attività mettendo ancor più in risalto balconi, portici, finestre e romantici vicoli. E' una delle rare capitali che si possono tranquillamente esplorare interamente a piedi (sconsiglio vivamente l'uso delle Converse All Star). Poi arriva il tramonto e le luci soffuse dei mille lampioni in stile sparsi dappertutto ti fa capire che questa è la vera città dei romantici e degli innamorati per eccellenza. Parigi lo era un tempo ora è impensabile non attribuire a Praga questo appellativo. Ci sono punti sul fiume (Moldava) in cui il panorama è da mozzare il fiato ed essere single in questo momento non mi ha giovato. Parliamo d'altro. Il punto focale della città è il famoso Ponte Carlo (Karlov Most) che taglia il fiume in due zone dominanti, da una parte quella già citata di Mala Strana (parte piccola) e di Hradcany (Castello) e dall'altra quella di Stare Mesto (città vecchia) e Nove Mesto (città nuova). Il ponte è super affollato a tutte le ore del giorno in quanto il turista fa un percorso obbligato dal Castello alla Piazza della città vecchia. La foto qui a fianco l'ho scattata alle 7 del mattino (la dritta era di Cristina e l'abitudine ad alzarsi presto per via del mio nuovo lavoro mi ha aiutato); di sera quando si illuminano i lampioni prende un colore che ti affascina. Personalmente ho apprezzato di più la zona di Mala Strana col suo fascino molto d'atmosfera (un po' fuori dal tempo, evanescente) con le sue deviazioni romantiche, poetiche da innamorati attraverso stradine scale passaggi multipli costeggiando palazzi meravigliosi e giardini segreti. Bellissima la piazzetta alberata di Na Kampa con il suo piccolo parco adiacente. La parte della città vecchia vede di più l'afflusso del turista medio anche se di indiscutibile bellezza per l'architettura. Tante sono le chiese sparse per la città e lo vedi dai campanili (senza contare torrette e torrioni) e ogni giorno tra le 19 e le 20 diventano teatro di concerti di musica classica (ho assistito nella chiesa di S.Francesco d'Assisi a un concerto per organo antico e tromba con musiche di Schubert, Mozart, Bach, Albinoni, Bellini); non solo nelle chiese ma anche nei palazzi d'epoca, nelle sinagoghe del Quartiere Ebraico, nei musei ogni sera ci sono queste rappresentazioni : si respira l'aria di tempi andati. Nel mio soggiorno ho visitato la zona del Castello (Hradcany) con il palazzo reale e il festoso cambio della guardia delle ore 12, la maestosa cattedrale di San Vito , dove ahimè non sono riuscito a trovate l'immaginetta per mio fratello (vera Mission Impossible ... tra l'altro il primo atto con Tom Cruise è stato girato a Praga), il Golden lane (il vicolo d'oro con le sue variopinte casette dove abitavano i mercanti), il Convento di San Giorgio oltre ovviamente al castello, alla Piazza di Loreto e al Monastero di Strahov. Superato il ponte Carlo ci si inoltra nella viettine strette che portano alla piazza principale di Stare Mesto passando davanti alla Torre dell'Orologio Astronomico dove puntualmente a ogni ora c'è l'animazione musicale e di fronte la chiesa gotica di Nostra Signora Tyn con le sue due torri imponenti veri punti di riferimento (foto a sinistra). Ho visitato anche il Quartiere ebraico (vecchio cimitero incluso) indossando la classica papalina (kippar) distribuita all'ingresso delle varie sinagoghe. Ho apprezzato stilisticamente la Galleria Nazionale (Palazzo delle Esposizioni) dove in un edificio modernissimo (foto a sinistra) ci sono le opere di Klimt e dei miei amatissimi impressionisti francesi oltre a opere di altri artisti europei (fra i quali Picasso) e di esponenti delle avanguardie ceche. Piccola delusione solo per Piazza Venceslao in quanto più che una piazza è l'arteria principale della città nuova, però indiscutibilmente importante e fu teatro di manifestazioni pre-post seconda guerra mondiale.Sono salito, con la funicolare, fino alla collina di Petrin dove una struttura in miniatura della Tour Eiffel ti permette di vedere tutto il panorama di Praga (foto a sinistra). Sono salito e sceso anche sui tram rossi e bianchi della città (ho anche utilizzato un paio di volte la moderna metropolitana con le sue tre linee dello stesso colore di quelle di Milano). Passando alla parte enogastronomica devo dire che nella città ci sono bellissimi ristoranti, taverne, birrerie e cantine tipiche. La birra la fa da padrona e lo noti anche dalle innumerevoli targhette WC sparse ad ogni angolo e dove la Pilsner Urquell e la Budweiser si contendono gli avventori (io ho preferito la prima). Per quanto riguarda il mangiare ho gustato i piatti tipici della cucina boema che vanno dall'anatra arrosto (vedi foto a sinistra) all'arrosto di maiale, tutti e due con contorno di gnocchi di patate e/o di pane (dumpling) e cabbage (crauti rossi o bianchi). Ho provato anche l'ottimo gulash sia nella versione zuppa che in quella elaborata da secondo piatto. Tra le zuppe molto originale quella di patate e funghi servita in una conca di pane. Per i dolci sia l'apfel strudel caldo e la palacinca (crepe) sono preparati molto bene.A proposito di preparazione del piatto e qualità del cibo segnalo il ristorante (Restaurant Vikarka) adiacente la Cattedrale di San Vito dove in un ambiente d'epoca con camerieri in costume tipico vengono serviti piatti tradizionali rielaborati tra i quali un gustosissimo prosciutto di Praga in versione stile "tagliata". Il rapporto qualità prezzo dei ristoranti a Praga è eccezionale, così come per i trasporti (tram e metrò), per le birre e per gli acquisti in genere. Migliaia di marionette, di statuette del Santo Bambino Gesù e di cristalli di Boemia trionfano nelle vetrine dei negozietti della città. What else ? Che altro ? Che mi sia piaciuta lo sì è capito, che la consiglio vivamente va di conseguenza e mi raccomando se volete conquistare qualcuno ci sono un lampione e una panchina che vi aspettano.

Ringrazio mia cognata Cristina per le utilissime dritte della "sua Praga" seguite alla lettera e per la tacita autorizzazione all'uso di alcune sue frasi nel recensire questo post. Non dimentico l'entusiasmo di Milva e di Cinzia "Ci" che essendoci già state erano sicure del mio piacimento e come non poteva esserlo dico io. Ovviamente la mia guida Cartoville, questa volta affiancata anche da quella Routard, mi ha permesso di prendere spunto e informazioni di questa meravigliosa città e la scheda della fedele Casio Exilim Z60, sebbene l'occhio umano è meglio di ogni fotocamera, riempita fino a memoria esaurita con ben 319 foto. Dimenticavo ... Praga è nella Repubblica Ceca.

Post's song : "Everything" performed by Michael Bublé.
5/7

vendredi, avril 13, 2007

"Red red wine" nella verde Toscana

Parto dal titolo del post e dico subito che il riferimento al "red red wine" va al Sassicaia del 2002 della Tenuta S.Guido di Bolgheri che ho assaggiato insieme a Vito e Betty per toglierci un grande sfizio meditato già in altre occasioni : un bicchiere da 5 cl. (praticamente meno di due dita) nell’enoteca Tognoni sempre di Bolgheri (antico borgo citato dal Carducci per i suoi cipressi) da dividerci in tre per assaporare il gusto di un grande vino riconosciuto tra i migliori del mondo. Un vera delizia dei "sensi" … in tutti i sensi. A seguire abbiamo anche sorseggiato un buon Ornellaia e un eccellente Guidalberto autentica scoperta sempre della famiglia del Sassicaia. Per non dimenticare il momento ci siamo portati a casa anche le bottiglie dello straordinario Sassicaia 2002 (grazie alla donazione del Nick) e di un Guidalberto del 2003, che innaffierà la prossima cena a casa di Umberto e famiglia convinto dell’ottima scelta. Vito ha scelto Castiglione della Pescaia come base di partenza per questa piccola vacanza.. All’arrivo in tardo pomeriggio giro di perlustrazione nel centro storico e nella zona adiacente il Castello, cena in un ristorante-pizzeria con vetrate sul mar Tirreno e dopocena a "provare" un improbabile gelato al gusto Chianti Classico e un altro ottimo al gusto di cantucci e vin santo. Il cielo sopra di noi, che più stellato di così poche altre volte avevo visto, lasciava ben sperare per il giorno seguente e quindi eravamo pronti per passare alla grande il giorno di Pasqua. Messa di Pasqua e pranzo in piazza a Massa Marittima, con la maestosa cattedrale a far da contorno e menu’ pasquale a base di pappardelle al cinghiale, agnello al forno e fresco Sangiovese della casa. Nel primo pomeriggio scampagnata senese alla volta di San Galgano, dove ci aspettava in tutto il suo splendore, la suggestiva abbazia a cielo aperto. Poco più in là l'Eremo di Montesiepi dove è custodita la spada nella roccia. Per concludere serata in quel di Siena con passeggiata, alla perfetta ora del tramonto, in Piazza del Campo affascinante più che mai e cena alla griglia a base di filetti e fiorentina (1.400 gr. in due osso compreso). Un ottimo Chianti della casa è stato il giusto abbinamento. Trascorrere la Pasqua in Toscana con la compagnia di Vito Betty Edoardo e di un tempo meteorologico splendido è stato più che un piacevole stacco dalla realtà quotidiana milanese e lavorativo. E ho detto tutto. Il giorno seguente siamo partiti, attraversando dolci paesaggi collinari, per la maremma grossetana, alla volta di Saturnia famosa per le sue terme, armati di costume e asciugamano, per immergerci nelle calde acque solfuree delle Cascatelle. In quei momenti rilassanti ho pensato, e citato, alla frase tratta dal film Marrakech Express pronunciata da Diego Abatantuono : "A noi ci ha rovinato il Cristianesimo, come cultura. Una volta avevamo le terme, i massaggi… Adesso cosa abbiamo? Le pizzerie …" (avviso ai naviganti : il contatto con l’acqua fa sì che i monili d’argento che si indossano cambino colore passando dal dorato al bronzeo per poi ritornare a quello originale dopo qualche giorno … quindi non allarmatevi). Dopo la piacevole sosta termale eccoci di nuovo diretti al mare direzione Argentario. Pranzo a base di spaghetti alle vongole e risotto alla pescatora innaffiati da un fresco bianco della casa a Porto Santo Stefano; occhiatina sul posto a Porto Ercole, sosta pomeridiana a Orbetello con visione dell’ultimo film di Mr.Bean e poi di nuovo all’ora del tramonto a rientrare a Castiglione della Pescaia per cenare a contatto con spiaggia e mare. L’ultimo giorno è quello che ci riporta alle prime righe di questo post, iniziato con il vino rosso di Bolgheri per concluderlo in Piazza dei Miracoli a Pisa (la foto non è stata scattata alla Minitalia di Capriate sia ben inteso). Piazza unica al mondo con tre monumenti da mozzare il fiato : il Battistero, il Duomo e la famosa plurifotografata Torre Pendente. La Toscana è sorprendente e non era la prima volta che la visitavo. Una regione che permette nel giro di pochi km. di passare dal mare alla collina, dalle città d’arte alle deliziose cittadine di provincia tutte immerse nel verde. Un verde continuo, interminabile, che ti entra dentro e ci rimane. Guidare è meraviglioso in queste zone e non solo. Tutto è così gradevole e così da invidiare. Dal buon mangiare all’ottimo bere al deliziarsi gli occhi per il paesaggio e per la storia. Fine prima puntata in Toscana. La prossima in direzione Arezzo ... to be continued.

Post's song : "Way back into love" performed by Hugh Grant & Haley Bennett
4/7


vendredi, mars 30, 2007

Il cielo sopra Dublino

Questa piccola vacanza nella capitale d'Irlanda l'ho decisa proprio all’ultimo minuto. E' la prima volta che mi succede. E’ stato un vero tira e molla sul partire in questo periodo, per via della mia sintomatologia psico-fisica ancora non risolta che mi trascino da circa tre mesi. Invitato con fermezza dal sostituto del mio medico di base a cambiare aria per qualche giorno, alla fine ho prenotato al "volo" le due tratte con Aer Lingus e Ryanair e lasciandomi la sorpresa della scoperta di un B&B o di un hotel una volta atterrato sul suolo dublinese. Non ricordandomela bene, ci ero stato di sfuggita nel 1996 con Silvia Betty e Vito, ho comprato di corsa la mia fedele guida Cartonville a prezzo pieno (non me ne voglia l’amica del Touring) e sono partito alla volta della città degli U2. L’aeroporto dista pochissimi chilometri dal centro ed è servito da varie compagnie di bus senza alcun periodo di attesa. Fortunato per il tempo (sole e niente pioggia) mi sono goduto questa splendida capitale che si visita facilmente a piedi nel centro storico e che col City Tour si completa laddove i posti sono leggermente fuori mano (Phoenix Park e la fabbrica della Guinness). Ho trovato un bellissimo hotel in Dame Street in pieno centro, un po’ costoso come del resto il vivere da turista a Dublino: siamo sulla stessa lunghezza d’onda economica di Londra. Città di letterati (Joyce, Beckett, Wilde, Shaw, Yeats), di artisti del calibro della già citata rock band più famosa al mondo, di birra (Guinness), di whisky (Jameson), nonché di parchi adorabili come il rilassante Saint Stephen Green’s, il Merrion Square e i sorprendenti giardini Iveagh. Più lontano c’è anche il meraviglioso e gigantesco Phoenix Park (il più vasto d’Europa) con i suoi campi da cricket e i suoi boschi popolati da daini. Nella zona dove ho trovato alloggio c’è sempre grande vivacità lungo le strade pedonali comprese tra Grafton Street, con i suoi negozi eleganti e l’animato quartiere di Temple Bar. Sempre lì vicino c'è il Trinity College che è la più antica università dell’isola. Studenti famosi ne hanno percorso gli ampi cortili e altrettanti ne stanno respirando l’atmosfera di un tempo. Non posso dimenticare la celebre cattedrale di San Patrizio (la più vasta d’Irlanda) e la Christ Church Cathedral. La città è divisa in due dal fiume Liffey che taglia l’elegante zona sud (che ho menzionato finora) da quella più popolare a nord che ha nel lungo viale di O’Connel Street il suo cuore pulsante. I negozi di Henry Street e Talbot Street rendono vivacissimo questo quartiere trasformandolo in un vero e proprio bazar. Sempre a nord si può visitare l’antica distilleria di whisky della Jameson. Un discorso a parte merita la fabbrica della birra più famosa d’Irlanda (Guinness) dove c’è il museo e lo store plurivisitato ogni giorno. All’ultimo piano al Gravity Bar si può gustare una pinta della scura Guinness (compresa nel prezzo di entrata) affacciati a una vetrata con vista spettacolare sulla città. Piccola considerazione personale : la Guinness non mi piace a parte il colore che mi ricorda tanto l’adorata Coca-Cola. Che altro ? Che ho mangiato fish’n’chips, sia nella versione fresh che in quella smoke (affumicato) seduto a un tavolo di un ristorante o al volo in mezzo alla gente nel classico cartoccio. La prima sera in un ottimo e sempre affollato ristorante di Temple Bar, il Gallagher’s Boxty, ho gustato il classico e tradizionale Irish Stew (spezzatino con patate carote e cavolo). Da soli si ha più difficoltà nel trovare posto nei ristoranti, questo è il prezzo che ho dovuto pagare. Ricordo con particolare piacere la pausa torta e caffè all’interno del Powercourt Centre : posto davvero rilassante e luminoso per il grande lucernario. Al mattino (per fortuna compreso nel prezzo della camera) ho provato sia il Full Irish breakfast che il Vegetarian breakfast … si può fare per i giorni giusti della vacanza in quanto non sono abituato a uova, salsicce, funghi, pudding, patate e pomodori come primi alimenti del mattino. Al pane tostato spalmato di burro salato e di marmellata di arance non potrei però rinunciare specialmente se inzuppato nel caffè stile americano colorato dell’amatissimo latte. Da ricercare come una caccia al tesoro le statue sparse per la città, le più fotografate sono quelle di James Joyce (Talbot Street), Oscar Wilde (all’interno del Merrion Square) e la Molly Malone Statue (inizio di Grafton Street) la pescivendola simbolo degli ambulanti che ha dato ispirazione alla più celebre canzone di Dublino, come mi aveva accennato l’amica Donatella. Mi stavo dimenticando del ponte sul fiume Liffey che ho fotografato a tutte le ore, l’Ha’penny Bridge, battezzato così perché un tempo per attraversarlo bisognava pagare mezzo penny. Pub, caffè, librerie, negozi di antiquariato, bar, ristoranti, musica, balli, parchi, giardini e ancora le coloratissime porte del tempo georgiano …. Questa è Dublino.

Post's song : Looking for James Joyce's Grave performed by Andy White
3/7