"Voyager vous laisse d'abord sans voix, avant de vous transformer en conteur."

lundi, décembre 31, 2007

Goodbye 2007

Anche il 2007 è sgattaiolato via e speriamo si sia portato nella sua scia quantomeno tutti i malanni relativi alla salute.
Il 2007 è stato un anno ricco di viaggi, sicuramente l’anno nel quale ho stabilito dei record personali.
Sono stato via per 51 giorni e ho dormito fuori per 42 notti di cui 33 in 19 hotel diversi, 1 in un suggestivo convento francescano, 6 a Chicago nella bellissima casa di Giulia, 1 a Cermenate nell'accogliente villetta di Umberto e Patrizia in ritiro pre-Amsterdam e 1 in aereo ospitato dalla Swiss(air) nel tragitto Chicago-Zurigo.
Ho effettuato 18 voli per 17.625 miglia con 4 compagnie aeree diverse (Ryanair, Easyjet, Aer Lingus e Swiss) e 14 aeroporti in transito (Linate LIN, Orio al Serio BGY, Malpensa MXP, Dublino DUB, Praga PRG, Beauvais BVA e Orly ORY per Parigi, Lubecca LBC, Amsterdam AMS, Stansted STN per Londra, Chicago ORD, Zurigo ZRH, Newcastle NCL e Prestwick Ayr PIK).
Ho utilizzato la macchina nei 3 soggiorni con Vito, Betty ed Edoardo (la Micra di Vito in Toscana e a noleggio la Ford C-Max in Scandinavia e la Vauxhall Vectra in Scozia).
Ho visitato 12 nazioni estere (Irlanda, Repubblica Ceca, Francia, Germania, Danimarca, Svezia, Norvegia, Olanda, Città del Vaticano, Inghilterra, Stati Uniti d‘America e Scozia) oltre ovviamente all'Italia, 9 capitali (Dublino, Praga, Parigi, Copenaghen, Oslo, Amsterdam, Roma, Londra e Glasgow), 19 città importanti oltre a quelle citate (Siena, Pisa, Lubecca, Malmoe, Goteborg, Assisi, Firenze, Venezia, Chicago e Edimburgo) e poi gran parte della Toscana, del Bohuslan e dell'Ayrshire.
Ho visto i mari del Nord e il grande lago Michigan nell'Illinois.
Ho viaggiato da solo e in compagnia (Vito, Betty ed Edoardo in Toscana, Bohuslan e Scozia, con la mia amica Anna a Parigi, con il mio amico Umberto e il figlio Daniele ad Amsterdam oltre ovviamente a Giulia a Chicago, a Padre Mario ad Assisi, a David a Glasgow e a Gary a Londra).
Considero viaggi anche tutte le cene trascorse a Cermenate a casa di Patty & Umberto (sempre adorabili nei miei confronti) suggellate dai personalissimi segnaposti per ricordarne l'evento.
Anche quest’anno non ho visto solo Parigi e Londra.
Insomma non male per un anno nel quale la salute non è stata proprio dalla mia parte.
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Cosa mi auguro per il 2008 ? Meno viaggi se ciò volesse dire più salute, anche se quando viaggio poi sto veramente bene.
Auguro a tutti o a quasi tutti le quattro "esse" in ordine di importanza salute, sentimenti, serenità e soldi … per i viaggi e non solo.
Il 2008 per l’oroscopo cinese sarà l’anno del topo, e visto che il più famoso al mondo (Topolino) si chiama come me “Mickey” il tutto è di buon auspicio.
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Post's song : "Won't go home without you" performed by Maroon 5

lundi, décembre 10, 2007

A Scottish Christmas

Appetizers for Christmas.
Il Castello ritratto dietro di noi nella foto è quello di Culzean. Noi siamo da sinistra a destra Betty, Edoardo, io e Vito … insomma quelli del Bohuslan di luglio. Quest’anno abbiamo scelto per il ponte di Sant’Ambrogio una mini fuga in Scozia.
Il Castello di Culzean, a 10 miglia a sud di Ayr, è stato la sede del concerto “Carols in the Castle” di sabato 8 dicembre 2007 ore 6.30 p.m. dove il Coro dell’Abbazia di Paisley (30 elementi per lo più giovanissimi) ha deliziato la platea cantando una ventina delle più celebri "carole" di Natale. Ebbene sì, anche noi abbiamo partecipato, insieme alla parte restante di pubblico, ad alcune parti di quattro canti con un inglese sicuramente “maccheronico” ma intonato. Ci siamo fatti valere soprattutto su questi versi : “I saw three ships come sailing in, On Christmas Day, on Christmas Day; I saw three ships come sailing in, On Christmas Day in the morning.” Che dire ? Una serata emozionante, particolare, unica nella cornice di un bellissimo castello scozzese che ha avuto come ospiti illustri la famiglia Kennedy ed Eisenhower.
L’inizio di questa trasferta nel Regno Unito è avvenuto atterrando in serata in territorio inglese, precisamente all’aeroporto di Newcastle, dove ci attendeva il ritiro della macchina a noleggio e dove Vito, nostro autista ufficiale sulle strade anglosassoni, si è messo subito al volante (a destra) e alla guida (a sinistra) dell’enorme Vectra nera della Vauxhall. Ci siamo inoltrati nel buio della sera nelle Lowlands scozzesi diretti verso Melrose, prima tappa del viaggio, dove ci aspettava la signora Helen della Braidwood Guest House, http://www.braidwoodmelrose.co.uk/ un eccellente e splendido Bed & Breakfast. Il mattino seguente dopo un delizioso e benedettamente sostanzioso full scottish breakfast (bacon, egg, sausage, mushroom, black pudding, toast con burro salato e marmellata di arance) e con la luce del giorno, abbiamo visitato velocemente ed esternamente la famosa Abbazia medioevale di Melrose in un contesto molto suggestivo con il verde del prato e il giallo dei campi di grano mischiati insieme in una tonalità quasi accecante. Sempre vicino a Melrose, proseguendo in direzione di Edimburgo sulla A68, ci siamo imbattuti in uno scenografico acquedotto (foto sopra a sinistra).
Ancora qualche miglia ed eccoci a Edinburgh (Edimburgo). C’è il sole anche se fa un po’ freddino. La città è disposta in maniera particolare su diversi livelli. Intorno alla città si scorgono le colline e il mare. E’ sovrastata dal Castello posizionato sopra una collina (vulcano spento) dal quale il colpo d’occhio sulla città è straordinario. Si vedono nitidamente Calton Hill, un‘altra splendida collina, la New Town con la Princes Street a farla da padrona e i verdissimi adiacenti giardini omonimi (un vero e proprio parco) in questo periodo occupati dai mercatini di Natale e dalla pista di pattinaggio su ghiaccio. E’ una città molto viva ed elegante al tempo stesso. Abbiamo pranzato a base di fish & chips e del gustoso haggis (piatto tradizionale degli highlander) fatto con interiora di pecora macinate finemente. La sera ci siamo spostati nell’Ayrshire, nella cittadina di Ayr affacciata a viso aperto sul mare. Il mattino seguente il variabile tempo scozzese si presenta con una pioggerellina insistente che ci farà compagnia per quasi l’intera giornata.
Il nostro obiettivo era l’incontro nel centro città di Glasgow con David William Crichton, un bravissimo violinista conosciuto ed ospitato da Vito in un tour dell’amico nord-irlandese Andy White. David ci ha fatto da Cicerone, rischiando la salute con il suo abbigliamento leggero sotto la pioggia tamburellante. Glasgow è la capitale economica della Scozia nonché la terza città britannica per numero di turisti stranieri dopo Londra ed Edimburgo.
La città più grande della Scozia si è re-inventata negli ultimi quindici anni in veste di centro per il commercio, la cultura e l'arte. In effetti, nonostante il tempo grigio, mi è apparsa migliore rispetto alla visita precedente del 1994 insieme a Silvia. Tanta gente e tanti magazzini già pronti per il Natale. In uno di questi abbiamo assistito alle “carole” di gruppi di studenti collegiali, mentre in giro per le vie della città suonatori di cornamuse e i gruppi della Salvation Army rallegravano i passanti con musiche natalizie.
Al rientro in serata si ritorna a quanto descritto all’inizio del post col concerto al Castello di Culzean che abbiamo visitato il giorno dopo con tranquillità e soprattutto luce e del quale abbiamo apprezzato la splendida posizione sul mare con vista addirittura fino alle terre d’Irlanda.
Le ultime carezze in terra scozzese le abbiamo fatte ai cervi che vivono e pascolano nel parco adiacente il Castello. Avremmo accarezzato anche le innumerevoli pecore che invece abbiamo dovuto intravedere dai finestrini della Vectra durante gli spostamenti del viaggio, puntini bianchi su sfondo verde delle vallate; viaggio che ci ha fatto ricordare il battesimo con l’autocaravan di nostra proprietà, dove ci eravamo spinti fino alle Highland, alle meravigliose isole di questa terra, ai paesaggi collinari e ai laghi scuri. Proprio dal nome del lago Loch Ness avevamo deciso di chiamare Hotel B&B Nessie il nostro fantastico camper.


Post's song : "Christmas with the Yours" performed by Elio e le Storie Tese
11/7

mercredi, novembre 28, 2007

ThanksGiving, ThanksGiulia !

Autumn in Chicago.
Lo spirito e l’input di questa vacanza oltreoceano sono racchiusi nelle due email che ci siamo inviati agli inizi di novembre Giulia e io.
Io le scrivo : “… mi hanno consegnato il nuovo passaporto elettronico pertanto aspettami che prima o poi arrivo. Di sicuro nel 2008 ovviamente stando ai tuoi impegni a alla voglia di vedermi. Ti abbraccio. Lele” a cui è seguita la risposta di Giulia che mi scrive : “Perché 2008 ? Vieni adesso no ? Potresti venire per ThanksGiving (festa del ringraziamento) così fai esperienza della più grande festa in America, poiché non è una festa religiosa, è celebrata da tutti. ThanksGiving è alla fine di novembre … fatti un bel biglietto e vieni che mi fa piacere ! Ciao Giulia”.
Detto e fatto, nel giro di pochi giorni ho prenotato on-line con la Swiss il volo per Chicago (via Zurigo) e sono partito arrivando il giorno prima del ThanksGiving (quest’anno il 22 novembre).
Giulia è stata una mia vera “passione” nell’estate ischitana del 1980. Ritrovarla dopo 27 anni è stata semplicemente e affettuosamente una cosa fantastica. Giulia vive a Chicago da 12 anni dopo aver vissuto anche nel Maine e a New York. Giulia è una persona straordinaria con una spiccata personalità tipica dei napoletani “buoni“ (lei lo chiama caratteraccio), molto elegante nel vestire e molto di classe come donna. Ho trascorso dei giorni bellissimi in sua compagnia e dei suoi adorabili figli Thomas (15) ed Elena Sofia (9). Avere una “suite” nel pieno ed elegante centro di Chicago non è cosa da tutti. Giulia abita sopra il ristorante franco-vietnamita “Le Colonial” del quale il marito è uno dei soci proprietari.

E’ un ristorante di alto livello con una cucina impeccabile per gusto e colori e con un arredamento davvero affascinante per bellezza e spirito d'atmosfera, quasi da film (mi ha raccontato Giulia che hanno cenato tra gli altri anche gli attori John Cusack che abita a un isolato da lì e Brad Pitt).
Le Colonial ha anche altre due sedi a New York e a San Francisco.
Tornando al nostro incontro, che la mia collega Cinzia ha coniato come una “carrambata”, Giulia mi aveva invitato per il ThanksGiving Day da trascorrere in famiglia e con amici e il cui piatto principale è il tacchino gigante (in questo caso era di 17 libbre). Ad accompagnare il tacchino vari contorni altrettanto tradizionali fra i quali il butternut squash (una specie di zucca fatta a puré) e il purè di patate. Giulia aveva anche preparato per noi italiani una speciale parmigiana di zucchini e una profumatissima peperonata per respirare un po’ di aria di Napoli. Eravamo in 13 più Lucky il “cucciolo” di famiglia. I presenti oltre a Giulia, il sottoscritto,Thomas ed Elena Sofia erano Joe, il marito di Giulia (che ha preparato alla grande il tacchino immortalato nella foto a sinistra), Ingrid, amica di NY con il figlio Travis, l’amica Anastasia da Chicago con le sue due figlie Lauren e Audrey e il suo boyfriend Jeff da Los Angeles, Barbara (qui a Chicago per lavoro) e Marcella entrambe endocrinologhe da Torino e Ivrea.

E’ stata una giornata veramente speciale, baciata con una spruzzata di neve mattutina. La tavola imbandita è stata preparata sulla “terrasse” del Le Colonial : una location fantastica ! Durante questo lungo pranzo ho potuto notare quanto gli americani amano il buon bere : continuavano amabilmente a gustare sorseggiando lentamente i vini rossi presenti in tavola provenienti dalla Francia e dalla Napa Valley Californiana … non ho potuto far altro che seguirli. Il giorno seguente Giulia mi ha portato a vedere i bellissimi sobborghi a nord di Chicago costeggiando il lungolago Michigan (dovrei scrivere lungamare viste le proporzioni). Ogni tanto Giulia, anche per via del freddo che dice di non sopportare ma al quale ormai si è abituata, mi dava ore libere nelle quali ho visitato dal basso prima e dall’alto dei 94 e 103 piani poi i due grattacieli simbolo di Chicago : il John Hancock e il Sears Tower (per anni il grattacielo più alto del mondo). Thomas la mattina del Thanksgiving (per la cronaca il pranzo è iniziato alle 4 PM) mi ha portato a vedere da vicino la “Loop” area con la sopraelevata circolare con i treni sospesi sopra la strada. Chicago mi è sembrata, almeno per quanto riguarda la parte centrale, non caotica e molto pulita sia nell’aria che negli angoli di strada; l’ho trovata di un livello sopra la media per eleganza. Tutto ruota e pulsa intorno al Magnificent Mile, letteralmente dal nome grandioso (“miglio magnifico”) della Michigan Avenue che inizia a nord di Lincoln Park. Questo tratto di strada è il paradiso dello shopping: c’è di tutto, dalle boutique di lusso alla moda alle catene di grandi magazzini, ai nuovissimi stores di alta tecnologia (cito quello della Apple dove per via del buon cambio dell‘euro ho fatto buoni affari e quello della Garmin famosa per i navigatori satellitari utilizzati nel mondo). Il punto di riferimento più famoso è la Tribune Tower, capolavoro neogotico che ospita il Chicago Tribune, il quotidiano vincitore del premio Pulitzer. L'eccentrico proprietario, il colonnello Robert McCormick, ha chiesto ai suoi superimpegnati reporter di portargli delle pietre tratte da famosi edifici e monumenti di tutto il mondo e le ha collocate alla base della Tower.
Tra uno shopping e l'altro una pausa caffé e torta da Fox & Obel è la scelta migliore http://www.fox-obel.com/ (foto a sinistra).
Qua e là per la città gruppi che cantavano le Carole natalizie e in ogni negozio e grande magazzino di Chicago si sentiva la musica di Natale davvero suggestiva. Ho visto da fuori la House of Blues e ho cercato “inutilmente” scorci delle locations di ER (il mio telefilm preferito girato qui almeno in qualche esterno e ispirato al pronto soccorso del Cock County General Hospital di Chicago).
Dal Navy Pier, enorme molo situato sulla sponda del lago Michigan, si vede tutto lo skyline dei grattacieli di Chicago (foto a destra scattata dall'Hancock Observatory).In questa indimenticabile vacanza ho provato anche il tradizionale brunch domenicale americano al The Bongo Room con i favolosi pancakes e le uova alla Benedict molto gustose. Abbiamo anche pranzato al Rockit Bar & Grill http://www.rockitbarandgrill.com/ dove ho assaggiato il Black Angus Burger, un hamburger enorme cotto alla perfezione.

In compagnia di Giulia ho anche fatto altri lunch eccellenti all’Indian Garden http://www.indiangardenchicago.com/ e al citatissimo Le Colonial. Tutte le mattine Giulia e io, al momento della colazione, abbiamo cercato con conversazioni divertenti e interessanti di azzerare i 27 anni che ci avevano separato. Ci siamo trovati perfettamente d’accordo su moltissime cose soprattutto per quanto riguarda il gusto dell’arredare la casa e mi ha dato ottimi consigli per eventuali modifiche nei dettagli che vorrei fare nel mio appartamento di Milano.

Giulia ha arredato il suo “piccolo” arredamento di Chicago (ho virgolettato il piccolo in quanto è un gran bel appartamento) con gusto, armonia e con accorgimenti perfetti nei dettagli con un misto di etnico e moderno. E’ una casa molto calda. Ci si trova a proprio agio da subito.
E’ stata la vacanza più rilassante che io ricordi, mi sono sentito a casa e in effetti lo ero. Mi sono divertito ad ascoltare i colloqui familiari nei quali Giulia parla in italiano e i figli rispondono in inglese. Io cercavo ogni tanto di parlare con inflessione napoletana (nel sangue per via della nonna materna) ed era sorprendente sentire che Thomas quando parla in italiano ha la cadenza tipica dei ragazzi ischitani. Sono stato davvero bene, ho mangiato divinamente. Giulia cucina cibi unicamente biologici (organic) incredibilmente gustosi (come la cena con specialità greche preparata la sera prima della mia ripartenza). Per fare qualche cosa anche io, coccolato dall’intera famiglia per tutta la mia permanenza, ho sistemato organizzandole sul PC di Giulia tutte le foto rimaste “intrappolate” nella memory card della sua Nikon e insegnando qualche trucco informatico. A parte la nevicata mattutina del ThanksGiving le giornate che si sono succedute sono state all’insegna del sole tiepido che cercava di riscaldare le temperature di qualche grado appena sopra lo zero. Ho fatto ottimi acquisti di abbigliamento : qui tutto costa molto di meno che da noi. Sono stato davvero felice di poter respirare per qualche giorno l’aria di Chicago (nella foto a sinistra un tratto della Loop area).

E’ stata una vacanza davvero indimenticabile : Grazie Giulia.
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PS non escludo prima o poi il ritorno, magari d’estate, ed è per quello che mi sono tenuto come promessa : 1) una cena con Elena Sofia in uno dei più grandi Mc Donald del mondo; 2) la visita nel ghetto accompagnato da Thomas e 3) l’assaggio della guacamole di Giulia sempre rimandata al giorno dopo e mai provata. So che Giulia ora si metterà le mani nei capelli …
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Post’s song: “Red red wine” performed by UB 40
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11/7

lundi, octobre 29, 2007

Fantastic Chelsea ... in London

Appuntamento annuale con Londra.
Inizialmente volevo intestare il post “In soccorso dei Blues”, ma visto il punteggio (6 a 0) con il quale poi il Chelsea post Mourinho ha battuto in casa il Manchester City di Sven Goran Erickson ho dovuto cambiarne decisamente il titolo. Avevo già ipotizzato i giorni di questo soggiorno quando avevo avuto fra le mani (o meglio sul sito del Chelsea) il calendario della Premier League di calcio. La partita contro l’altra squadra di Manchester (non lo United ovviamente) mi affascinava e quindi ero deciso per quella data (27 ottobre 2007) inconsapevole che il City avrebbe poi cominciato il campionato alla grande, ancora davanti al Chelsea in classifica, e che il match era “sold out” (biglietti neanche a parlarne sia sul sito che ai botteghini). Poi l’esonero di José Mourinho mi ha addolorato e ho deciso, sebbene non in accordo con la dirigenza, di andare come detto sopra in soccorso ai Blues con il mio tifo.
Ho messo subito in valigia la nuova seconda maglia della squadra, quella giallo fosforescente per le trasferte, regalatami in occasione del mio compleanno da (B)Umby, Patty e Lele, e sono partito alla volta della capitale d’oltremanica. Per il biglietto, arrivato a Londra, avrei chiamato l’ormai amico Gary Staker sperando non solo che non avesse cambiato il numero di cellulare ma soprattutto avesse un biglietto per me. I miei pretesti per visitare Londra sembrerebbero effettivamente futili ma il Chelsea è la mia squadra e non posso fare a meno di andarla a vedere allo stadio in mezzo ai tifosi “blues“ quando sono in transito a Londra.
Londra non mi delude mai. Ogni volta che ci ritorno mi sembra di essere nei giorni precedenti il Capodanno. Sempre piena di turisti in ogni stagione, sempre accesa notte e giorno, sempre viva e colorata. Ho cercato di vedere cose nuove, oltre alla partita allo Stamford Bridge Stadium. Nel post “Monet vs Chelsea” del 2006 avevo pubblicamente dichiarato che alla prossima visita sarei andato da vicino a vedere la costruzione scultura di Norman Foster nella City detta The Gherkin (foto a destra) un nuovissimo avveniristico grattacielo sfondo di recente di film più o meno noti. E così è stato. L’indomani dal mio arrivo mi sono precipitato ad ammirarla e da vicino è veramente formidabile come architettura, lascia col fiato sospeso. Dopo i “giri” di rito di Oxford Street, Regent Street, Piccadilly Circus, Leicester Square, Covent Garden, Hyde Park, Buckingham Palace, St.James Park, Big Ben con Parlamento annesso e Trafalgar Square (sicuramente ho dimenticato qualcosa ma a getto ho ricordato questi) e gli intramontabili Harrods, Selfridges, Hamley's e Fortnum & Mason, in questo piccolo soggiorno ho visto (da fuori) gli Abbey Studios dove i Beatles incidevano i lori dischi, adiacenti al famoso crossing di Abbey Road dopo i Fab Four vennero immortalati sulle strisce pedonali per il LP "Abbey Road" del 1969, lo store della Apple (grandissimo) in Regent Street, la zona lungo il Tamigi (Thames Path) che parte dal London Bridge fino ad arrivare al nuovo ponte il “Millenium” (vedi foto grande all'inizio del post) costruito per il Giubileo del 2000 con la cattedrale di St.Paul esattamente in faccia sullo sfondo, un salto a Notting Hill per il mercato del sabato “Portobello Road" con annessa visita al negozio di libri per viaggi diventato famoso per il film con Hugh Grant e ovviamente allo stadio per la partita Chelsea contro Manchester City. A proposito …. il giorno prima ero riuscito a contattare Gary il quale mi ha trovato il biglietto (gratis) per il match contro il Manchester City. Che felicità che gioia e che risparmio (esattamente 53 sterline).
Gary come sempre è stato gentilissimo e per me un posto riesce a trovarlo sempre anche per le partite “sold out” (come l’anno scorso per la partita contro il Newcaste nel turno di Coppa d’Inghilterra). D’altronde Gary, così leggo dalle pagine internet del Chelsea è Player liason officer and first team amministrative manager (credo Direttore Amministrativo), oltre che traduttore ufficiale per i giocatori che parlano Italiano e lingue neolatine. Conosciuto all’epoca dell’ultimo anno in blues del grande Gianfranco Zola (The magic box per gli inglesi) grazie al procuratore di quest’ultimo che conosceva in ambito musicale artisti che conoscevano etc. etc. etc. mio fratello Vito etc. etc. etc.
Appuntamento alle due e un quarto p.m. (la partita cominciava alle 15) davanti allo spogliatoio del Chelsea per la consegna della busta contrassegnata dal mio nome “Michelle” (con 2 elle) contenente il biglietto introvabile del match, foto di rito con Gary e via di corsa a prendere posto. Ero vicino al papà di Gary, con il quale durante la partita ho scambiato quelle poche parole d’inglese (le mie) e di italiano (le sue). La partita è stata memorabile. Il risultato incredibile (6 a 0). Il Chelsea fantastico.
Che dire : ho portato fortuna ? Sono stato fortunato ? Era destino ? Pensate che addirittura ha segnato anche Shevchenko (l'ultimo della partita e il suo primo goal di questo campionato) …. Gli altri autori dei goals in ordine cronologico sono stati Essien, Drogba (2), J.Cole e Kalou. Una giornata fantastica, avevo i brividi di emozione alla fine con tutto lo stadio che cantava la canzone del Chelsea e le bandiere (ne avevano data una anche a me) che sventolavano a ritmo. Non potevo chiedere altro. Ho aspettato l’uscita dei giocatori e ho fotografato il buon Sheva e anche la moglie perchè no e un giocatore del City che devo ancora cercarne l’identità. La sera ho festeggiato con un buon fish and chips e una piccola Caffrey's al pub O’Neill’s in King’s Cross St.Pancras. Ultimamente questa è la zona dove prendo alloggio e mi piace molto per il contorno di ristoranti e per la buona locazione dei trasporti (importante incrocio di più linee metropolitane e di autobus). Faccio una menzione particolare per le stazioni di Londra che ho transitato e visitato in parte. Tutte e quattro, oltre alla citata King’s Cross, Victoria, Paddington e Liverpool, sono dei gioielli per pulizia, per quantità e qualità di ristorazione, per sicurezza e dintorni. Forse il piano antiterrorismo ha fatto qualcosa ma davvero sono veramente efficienti oltre che belle architettonicamente. Chiare internamente e incredibilmente pulite (forse per via che non ci sono cestini). Se penso che ogni volta che torno a casa arrivo in Stazione Centrale a Milano con le navette degli aeroporti …. Se poi prendo l’autobus 81 a una certa ora ….. Meno male che sono uomo. Lascio tutti i commenti del caso per non infierire sulla civiltà nelle grandi città.
Per il “reparto” gastronomia, oltre alla tradizionale colazione all’inglese bacon eggs beans salsicette con toasts imburrati (quello salato) e marmellata d’arancia (che permette una buona carburazione per la giornata), cito il buffet caldo a mezzogiorno con cucina cinese-thailandese (ottima qualità e quanto ne vuoi), il pollo fritto di KFC, il kebab e il supernominato fish and chips. Ci sono le cucine di tutti i paesi del mondo, basta scegliere. A Londra si mangia meglio di quanto si pensi. Dopo questa piccola vacanza londinese torno sull’argomento asse Parigi-Londra e affermo che per una vita ideale dal lunedì al venerdì è d'obbligo la permanenza nella capitale francese e weekend in quella inglese anche per il fatto che gioca la mia squadra : il Chelsea e che il calcio inglese è affascinante ! Questo nel periodo di campionato (Premier League), per gli altri mesi dell’anno che coincidono con l’estate un salto in Grecia e uno intercontinentale. Credo di aver detto tutto. PS la mia prima volta a Londra fu nel 1983 e anche in quella occasione andai a vedere una partita allo stadio. Era Arsenal contro Luton. Allora comprai la maglietta dei Gunners ma poi arrivò Zola …. ed eccomi in Blues.

Post's song : "Word is outside" performed by Ghosts

10/7

lundi, septembre 24, 2007

Cartoline d'Italia

Settembre. Meraviglioso settembre.

Sarà perchè è il mese in cui sono nato ma scegliere di fare una piccola vacanza tour proprio in questo periodo è impagabile. Tempo stupendo e come potete constatare dalle cartoline collage locations superlative. Sono partito il giorno del mio compleanno con treno Eurostar con prima destinazione Roma. Prima di addentrarmi nella descrizione dei vari soggiorni spendo qualche riga a favore del mezzo di trasporto treno : niente code, niente bagaglio da pesare, niente liquidi da tenere a parte e ben in vista, niente posti a sedere piccoli o stretti, niente cinture, niente spiegazioni pre-partenza, niente attese almeno per le cinque tratte che hanno contraddistinto il viaggio. Nonostante abbia già superato da poco la soglia dei 100 voli nella mia vita, ho deciso di festeggiare il mio ennesimo compleanno e i giorni seguenti con un viaggio itinerante in treno alla volta di quattro fra le più belle città d'arte della nostra penisola : Roma, Assisi e dintorni, Firenze e Venezia. Arte e non solo come scoprirete. Sono stato turista un po' straniero in terra natia, un englishman (o forse per gli accenti sentiti durante le varie visite ... an american man) in Italy.

Roma mi ha di nuovo stregato. E' fantastica a mio modesto parere, che per altro condivido direbbe il buon Bergonzoni. C'è la storia del mondo, anche se poi sogno di vivere a Parigi la mia vera città. Sono partito nel primo pomeriggio da Piazza S.Pietro : dopo aver consegnato i nuovi documenti al Papa (vedi foto a destra il suo benvenuto al mio arrivo), entrato in Brasile nella sua recente visita senza il passaporto, sono ritornato all'ora del tramonto per visitare le Tombe dei Papi e la Basilica internamente. Con camminata svelta e decisa, ho visto in circa 5 ore quasi quanto il turista medio lo fa in più giorni : oltre alla Basilica di S.Pietro, Castel S.Angelo, Piazza Navona, Pantheon, Montecitorio, Piazza Colonna (M.Aurelio), Via Condotti, Piazza di Spagna, Fontana di Trevi, Piazza Venezia, Vittoriano e Altare della Patria (Monumento al Milite Ignoto), Colosseo, Fori Imperiali, Bocca della Verità, Piazza del Popolo, Via del Corso e Via Veneto in notturna. Che dire ? Eterna è il suo aggettivo doc e in effetti tornandoci dopo molti anni non ha perso il suo incredibile fascino ... e non lo perderà mai.

Le altre volte il mio soggiorno a Roma era durato una settimana, il tempo perfetto per visitarla bene, ma anche in poche ore e di corsa si respira esattamente l'atmosfera di quello che ti aspetti da questa sublime città. Sarebbero troppi gli aggettivi per accostarla.

La sera, per concludere la degna visita e per festeggiare il mio compleanno, cena alla Trattoria da Antonio dietro Montecitorio con menù classico romano a base di spaghetti alla carbonara (ottimi e abbondanti) e costolette d'abbacchio con patate (più che tipici) il tutto innaffiato da un ottimo vino bianco della casa de li Castelli. Dopocena a rivedere la Fontana di Trevi sempre affollata di turisti e immortalata a più non posso dai flash delle fotocamere digitali.

La mattina seguente, dopo aver inzuppato l'ottimo cornetto (maritozzo) in un buon cappuccio in una pasticceria vicina alla Stazione Termini, risalita verso Assisi con treno regionale.

Alla stazione della città francescana ad attendermi ... un vero padre francescano ... Padre Mario Lionetti, cugino della mia mamma (vedi foto a destra il suo benvenuto al mio arrivo) che con la sua Fiat Panda Young azzurro-verde mi ha condotto verso il convento presso il quale lui opera e dove io avrei soggiornato : si tratta del Convento Santuario di Rivotorto con all'interno il Sacro Tugurio luogo dove S. Francesco dimorò con alcuni discepoli, all’epoca semplice capanno abbandonato con il tetto di frasche, usato come riparo provvisorio dai contadini.. Qui S. Francesco sperimentò i primi elementi di vita in fraternità, alla base della Regola dell’Ordine Francescano.

Le giornate passate in compagnia di Padre Mario si sono rivelate di alta intensità sia spirituale che morale : ho vissuto francescanamente quei momenti, pranzando e pregando in compagnia degli altri Padri presenti in convento tra i quali il Superiore, l'Economo e un Padre cinese che a breve andrà a Roma per missione "di stato". Padre Mario è una persona stupenda, unica, intelligente, simpatica al quale ho posto mille domande e di contro ho detto la mia su varie questioni di vita. Padre Mario mi ha preso per mano e mi ha fatto visitare la Basilica di S.Francesco (Superiore e Inferiore) ad Assisi come nessun turista, nessun pellegrino, nessun viaggiatore potrebbe fare. Quanti episodi, quante storie, quanti sorprendenti aneddoti. Padre Mario ha la chiave passepartout del mondo francescano.

Prima di assistere alla messa che lui stesso doveva officiare (era la sua settimana) abbiamo fatto una scappata all'Eremo delle Carceri dove San Francesco ed i suoi seguaci vi si "carceravano" nella solitudine e nel silenzio per dedicarsi alla contemplazione e alla preghiera, in posizione invidiabile verso il Monte Subasio. La sera Padre Mario e io abbiamo cenato in un ristorante del posto con un antipasto enorme e delizioso che ha sostituito l'intero pasto. Un buon bicchiere di vino rosso della zona ci ha permesso di arrivare felicemente al riposo notturno in convento non prima di aver visto dalla Rocca sopra Assisi l'intero panorama luccicante. Dopo aver dormito in convento nella stanza numero 27 (ero l'unico ospite oltre ai Padri Francescani) e letto il librettino sulla Regola Prima di San Francesco donatomi da Padre Mario, il mattino seguente abbiamo proseguito con la visita alla Cattedrale Duomo di S.Rufino, alla Basilica di Santa Chiara, alla Chiesa Convento di San Damiano dove San Francesco sentì parlare il crocefisso tappa fondamentale nel suo cammino religioso e infine alla Basilica di Santa Maria degli Angeli con la cappella della Porziuncola dove S.Francesco morì : racconti su racconti, visioni speciali. In pratica ho fatto le stesse soste del Papa durante la sua visita da queste parti il 17/6/2007. Una veloce fuga a Spello a pochi km. da Rivortorto per ammirare un affresco del Pinturicchio nella chiesa maggiore ma soprattutto il pranzare con una focaccia farcita di mortadella sulla panchina della piazzetta. Il mio soggiorno in Assisi e dintorni era giunto al termine. Sono stato bene e sono stato veramente felice per la visita decisa all'ultimo minuto. Sono momenti che resteranno indelebili nella mia mente e che soprattutto mi hanno facilitato a rilassarmi quanto meno psicologicamente. Un'esperienza unica che lascia il segno. Grazie Padre Mario ... di cuore.

Il treno regionale che mi portava a Firenze nel primo pomeriggio non solo mi ha permesso di riguardare con gioia tutte le foto scattate a Rivotorto e Assisi ma mi fatto riflettere su molte cose. Il tempo meteorologico si manteneva eccezionale con sole, cielo terso e aria fresca, mentre quello dell'orologio trascorreva veloce.

Eccomi a Firenze, il tempo di depositare il piccolo bagaglio in hotel e via verso il Duomo, Battistero e Torre. Tutte e tre molto imponenti nell'architettura d'insieme della città. Da lì una bella camminata fino alla Piazza della Signoria prima (con il David di Donatello in bella mostra insieme a tutte le altre innumerevoli statue fiorentine della piazza) e al Ponte Vecchio poi.

Bellissimi panorami sull'Arno a seguire. Rientro in hotel per prendere il maglioncino della sera ed eccomi a cenare in un ristorante con veranda veramente da consigliare : il Caminetto (proprio dietro al Duomo). Shopping serale con acquisto di maglietta DOC del Chianti Classico, passeggiata lungarno e di nuovo a vedere i famosi monumenti illuminati.
La mattina seguente un altro treno, questa volta l'ottimo Eurostar, mi portava a Venezia dove sono arrivato intorno a mezzogiorno.

Uscito dalla stazione eccomi nella corrente di turisti che sciama chi in direzione Rialto e chi in direzione S.Marco. Io ho optato per la seconda tenendomi la visione del ponte di Rialto e relativa passeggiata per la parte finale del viaggio. Arrivato in San Marco dopo un susseguirsi di sali e scendi dai canali che si incrociano a ogni giro d'angolo, ho cercato immediatamente la visione dell'Isola di San Giorgio Maggiore per ricordarmi di quando sono andato a Cardiff a vedere "la fotografia al tramonto della stessa" dipinta in modo straordinario da Claude Monet.

Il ponte dei Sospiri è lì vicino e scattata la fotografia di rito di nuovo di corsa verso Rialto. Il mio viaggio si è concluso lì e durante il tragitto in treno (Eurostar) che mi riportava a casa ho pensato di quanto affascinante è ogni tanto rispolverare la visita di queste uniche città che tutto il mondo ci invidia e che il nostro paese ha in eredità eterna. Meraviglioso settembre meraviglioso soggiorno meravigliose città.

Colgo l'occasione per ringraziare tutti quelli che mi hanno festeggiato via SMS o telefonicamente il 18 di settembre : Sarah anche quest'anno per prima seguita in una manciata di secondi da Luca che in genere se ne dimentica e poi Cinzia (anche lei nata il 18/9), Francesca, Roberto, Donatella, Vito, Gabriel, Lucio, Anna, Nick, Claudio "Claude", Antonia e Bobo, (B)Umby, Sara la mia parrucchiera (anche lei nata il 18/9 e in attesa di due gemelli), Clara, Betty, Steffe, Patty, Rita Russo, Flo, Daniela, Giacomo, Melvin, Gigliola, Edoardo, Rita, Irenina, Antonietta, Lucia, Tizy da Formentera via Daniela, Lele Cappe, Graziella e Michelino, Monica, Momon, Lilly, Deborah (anche lei nata il 18/9), Antonio Mafrica, Ivano, Cristina, Cinzia, Manu Vitagliani e Luca Balan allo scadere del giorno ma pur sempre in tempo. Padre Mario me li aveva fatti in anticipo di un giorno durante la telefonata che annunziava il mio arrivo. Insomma una bella schiera anche quest'anno, qualcuno in più e qualcuno in meno dell'anno precedente (vedi post di Madrid). Milva che durante l'anno si ricorda di chiamarmi tutti i venerdì per augurar"ci" un buon weekend si è dimenticata. Eppure sa che ci tengo ... Che dire ? Mi pagherà almeno un paio di cene ...

Post's song : "Back to life" performed by Giovanni Allevi

9/7