Quando si sta bene, i giorni passano velocemente. Quattro giorni di relax, buona cucina e buona compagnia in quella parte di montagna della Val Brembana nel bergamasco. Stessi identici giorni dello scorso anno, dal 13 al 17 agosto, quasi una tradizione. La casa di Betty e Vito a Branzi mi ha ospitato per scappare dal caldo afoso milanese, quasi fosse un ritiro calcistico prima del viaggio che effettuerò in Germania con Anna e Umberto, anche in questo caso quasi da tradizione. Giorni spensierati con un bel fresco mattutino e serale, con belle passeggiate in zona. Le scelte mattutine sono cadute sulla “Gardata", che parte proprio sotto casa dalla cascata fino al campeggio di Isola di Fondra e ritorno nei boschi, e poi il panoramico anello verde proprio sotto Foppolo, con tanto di bacchette da montagna. A queste due si è aggiunta quella di Ferragosto, che da San Simone porta al Rifugio “Baita del Camoscio” per un pranzo godurioso. Nei pomeriggi era la sdraio personale a darci quel meraviglioso relax dormiente. E poi le scelte enogastronomiche della zona dove il formaggio Branzi la fa da padrone comparendo sia “nature” che nella preparazione originale della polenta taragna bergamasca. E quindi si va proprio dalla polenta taragna ai casoncelli tipici bergamaschi (pasta tipica ripiena) conditi con pancetta, salvia e burro fuso; dalle tenerissime, tanto che si scioglievano in bocca, costine di maiale alla foiàda (pasta fresca) con ragù di carne e, come ultime novità, la pizza croccante e il sorbetto all’amarello (amaro analcolico) della Pizzeria-Ristorante “Mela” a Moio di Calvi. Gli abbinamenti a queste delizie hanno spaziato dai freschi bianchi frizzanti in brocca, ai boccali di birra e all’acqua minerale frizzante, che non menziono mai quando parlo di accostare un piatto a una bevanda. E poi ancora le serate al fresco a vedere film in TV, come il classico di Ferragosto “Il Sorpasso”, con la performance istrionica mattatoriale di Vittorio Gassman che coinvolgeva il giovane studente interpretato da Jean-Louis Trintignant, con un finale tragico che però ha raccontato quasi dettagliatamente l’intensa significativa giornata vissuta insieme. A tutto questo aggiungo i tanti discorsi sulla salute, vista l’età, che stanno diventando l’argomento principe, quelli sui viaggi futuri (Parigi di settembre in primis) e la novità degli acquisti online sulla piattaforma cinese Temu, con prezzi stracciatissimi e articoli divertenti e originali. Ho ripensato al mio scritto che precede le righe di questo breve “racconto di montagna” e devo dire proprio che è azzeccato, ma che dovrò aggiornare con nuove righe inerenti i fastidiosi “auguri” che vengono fatti prima o dopo un evento, in questo caso il Ferragosto. La mia riflessione nasce proprio dalla vigilia e dalla giornata di Ferragosto: un giorno che dovrebbe essere di riposo e condivisione, ma che sui social si trasforma in un flusso incessante di messaggi, immagini, video, un bombardamento continuo che mi disturba profondamente. Potrei anche spegnere il cellulare, ma quando lo riaccendo li troverei lì, belli pronti come piccioni viaggiatori impazienti. Vedere come tutti sentano l’obbligo di documentare e condividere ogni istante mi fa percepire la pressione di una costante esposizione, la perdita del silenzio e del momento autentico. È come se la festa non esistesse più per chi la vive, ma solo per chi la mostra. Il mio viaggio è iniziato e terminato nello stesso modo: con una buonissima colazione della Pasticceria/Ristorante/Hotel da Bigio a San Pellegrino Terme, con il mio insostituibile latte macchiato e la fresca brioche alla marmellata. Quattro giorni “in famiglia”, con l’aggiunta di Anna, sorella di Betty, nel pranzo di Ferragosto. Ogni tanto ci vogliono anche questi giorni spensierati e rilassanti, sempre però con la spada di Damocle dove è incisa la parola “salute”. Impagabili le sedute ai tavoli all’aperto dei ristoranti, con i panorami della valle sempre affascinanti e rilassanti. Non abbiamo giocato a carte quest’anno. Vito preferisce passare il tempo scorrendo le notizie sullo smartphone. Tra i social e le varie informazioni, si imbatte anche in contenuti legati alla salute, lasciando che la sua attenzione vada dove lo incuriosisce, dedicando così tempo e mente a ciò che lo interessa. Spesso gli ho detto di non lasciarsi travolgere, soprattutto dalle notizie sulla salute e dalle esperienze di chi ha vissuto o sta vivendo difficoltà simili a quelle che potrebbero riguardarlo, ma è lui a lasciarsi catturare, e mi dispiace per questo. È evidente che vorremmo risolvere i nostri problemi e quelli dei nostri cari (me compreso) sul fronte salute, ma il digitale li complica, li distorce. Cerchiamo la tranquillità e invece ansia e distrazione ci travolgono. Naturalmente, è un pensiero personale, così come lo sarebbe su tanti altri argomenti : una riflessione nata osservando il comportamento degli altri, non parlo di questa occasione ma in generale, pur consapevole che il mio può essere sbagliato. Ciò non toglie che ho trascorso bellissimi giorni con Betty e Vito, a cui voglio bene e sono ricambiato, al fresco, assaporando ogni boccone, ammirando ogni dettaglio, con i cinque sensi vigili e pronti a cogliere il piacere di ogni attimo. Mancava solo il tassello di Edoardo, assente giustificato per la trasferta danese per motivi sentimentali, e così il cerchio familiare tradizionale si sarebbe completato. In questo soggiorno ho sognato molto. Nelle mie notti di continue alzate, regalo dell’esame endoscopico di marzo, ho sognato intensamente e spesso. Al risveglio, tra un'alzata e l'altra ricordavo tutto, ma nel riaddormentarmi ogni dettaglio sfuggiva; così, alla fine, nulla rimaneva impresso, proprio come molte esperienze del passato che, se non ci fosse Vito con la sua memoria sorprendente a raccontarle, rischierei di dimenticare.
Post's song : "Don't look away" performed by Edward and The Animal Kingdom
8/25


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