
La costruzione del Muro di Berlino è datata 1961, lo stesso anno della mia nascita, mentre il crollo del Muro nel 1989 coincide con l’anno di nascita di mio nipote Edoardo. Non so se ci sia un senso in tutto questo, ma trovo curioso come la storia personale si intrecci con quella di una città. Il mio viaggio a Berlino nel novembre 2005 è stato il primo vero viaggio in solitaria in una città nuova. Mi ha sorpreso la facilità con cui mi sono adattato, nonostante molte strade fossero in rifacimento in vista della Coppa del Mondo di calcio 2006. Questa esperienza mi ha dato fiducia nella mia capacità di affrontare luoghi sconosciuti e di apprezzarne ogni dettaglio, anche quando tutto intorno non era perfettamente ordinato. Berlino mi è apparsa una città affascinante per la storia che ha vissuto, anche recente, come quella della Seconda Guerra Mondiale e della divisione durante la Guerra Fredda. Molto moderna da un lato, antica e suggestiva dall’altro, offre atmosfere che evocano epoche diverse. Ho percorso in lungo e in largo le grandi vie dalla parte est, più storica e affascinante, a quella ovest, più moderna e commerciale. Grazie all’autobus n. 100 ho potuto ammirare tutti i principali monumenti in modo più pratico ed economico di un classico tour turistico. Ho alloggiato in zona Alexanderplatz, in un hotel di stile “Germania Est”. Dalla grande finestra della mia stanza potevo ammirare chiaramente la torre della televisione, alta quasi 200 metri, con il famoso ristorante girevole all’ultimo piano. Il mio obiettivo principale era visitare il Pergamon Museum, per ammirare dal vivo l’altare di Pergamo e la porta del Mercato di Mileto. Anche la porta Ishtar di Babilonia mi ha colpito, ma la mia attenzione era tutta per il Pergamon. Sono arrivato nella serata di domenica e già mi ero diretto verso la Porta di Brandeburgo, simbolo della città, illuminata magnificamente. Mentre sorseggiavo un caffè allo Starbucks di fronte al monumento, pregustavo la bellezza che i miei occhi e la mia macchina fotografica avrebbero ammirato nei giorni successivi. Nei giorni successivi ho camminato molto, visitando non solo la Porta di Brandeburgo e i resti del Muro di Berlino (sia originali sia decorati da artisti di strada), ma anche Unter den Linden con i suoi edifici storici, Alexanderplatz, il Reichstag, l’isola dei musei, il castello Charlottenburg, il grande parco Tiergarten con il Duomo di Berlino e il famosissimo Checkpoint Charlie, simbolo della divisione tra la zona americana e quella sovietica. Al ritorno, pur felice per essermi trovato bene e per aver scoperto di riuscire ad adattarmi a un viaggio in solitaria alla scoperta di città nuove, non sono riuscito a farmela piacere in pieno, pur riconoscendone il fascino, la storia e l’atmosfera. Ogni passo in questa città mi ha comunque arricchito : fisicamente stanco, ma mentalmente entusiasta, ho scoperto non solo monumenti e musei, ma anche la mia capacità di vivere pienamente un’esperienza da solo.

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