"Voyager vous laisse d'abord sans voix, avant de vous transformer en conteur."

samedi, novembre 07, 2015

Walking through history in Gdansk

Gdansk (questo è il suo nome in polacco) è la chiave di tutto. Non l’ho detto io, lo disse Napoleone in tempi non sospetti. In seguito Danzica (questo è il suo nome in italiano) verrà ricordata prima come il luogo cruciale dove fu accesa la miccia dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale con l’invasione della Germania nel settembre del 1939 e poi per la nascita nel 1980 di Solidarność, il movimento sindacale degli operai dei cantieri navali Lenin guidato da Lech Wałesa, che svolse un ruolo importante nel porre fine al regime comunista polacco e in tutta l’Europa dell’Est. Strategicamente posizionata geograficamente con lo sbocco al mar Baltico Gdansk è sempre stata oggetto di travagliata contesa tra la Polonia e la Germania nel corso dei secoli e al primo impatto si respira proprio l’aria del suo passato storico. Si potrebbe ipotizzare che Danzica sia ora una città polacca con anima anche tedesca. 
Al mio arrivo nel pomeriggio nello stupendo centro storico il buio sta già prendendo il sopravvento sul chiaro del giorno. Quasi fossimo a teatro si accendono, con l’illuminazione artificiale dei monumenti e dei palazzi, le luci della ribalta e qui inizia la magia. 
Nell’immaginario comune questa bellissima città viene associata ai cantieri navali e al conseguente grigiore dell’industria e non viene valorizzata come meta turistica. Per me è stata immediatamente una piacevole sorpresa. L’atmosfera è davvero incredibile. Di sera sembra quasi che tutto si vesta del colore dell’ambra, la resina degli alberi fossilizzata usata in gioielleria, di cui Danzica è la capitale mondiale. Le mie fotografie scattate nelle prime due serate ne sono la prova evidente, dove i colori spaziano da quello che si avvicina al whisky, al marrone più o meno intenso fino a tutte le sfumature del giallo. Questa gemma la troverete veramente dappertutto e i negozi e le bancarelle si susseguono quasi moltiplicandosi nelle vie centrali. 
Una visita al Museo dell’Ambra è quasi d’obbligo per sbirciare con una lente di ingrandimento i pezzi di ambra dove sono rinchiusi piccoli insetti. Danzica è da scoprire giorno per giorno, camminando nei suoi vicoli dove sono nascosti splendori particolari. Nonostante molti edifici siano stati minuziosamente ricostruiti in seguito ai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale il cuore di Danzica è un piccolo gioiello architettonico tra i più belli d’Europa dove cultura e arte sono di prim’ordine dove si susseguono palazzi rinascimentali, barocchi, gotici, chiese ed 
edifici in mattoni rossi e una in fila l'altra le casette alte, strette e appuntite di influenza olandese. Oltrepassando l’arco della Porta d’Oro passeggerete lungo la pedonale Strada Reale (Via Lunga e del Mercato Lungo insieme) che si chiude con la Porta Verde. Al termine avrete la risposta alla mia ammirazione. La prospettiva d'insieme è entusiasmante. E da qui oltrepassando gli archi della Porta Verde si apre un altro incanto : è il molo dell’antico porto sul fiume Motława. Lungo la Riva Lunga anticamente attraccavano i velieri mercantili delle città della Lega Anseatica, mentre ora sono i traghetti e le imbarcazioni a motore anche a forma di vecchi galeoni a far compagnia alle piccole gioiellerie e ai laboratori per la lavorazione dell’ambra, alle caffetterie e ai ristoranti tipici aperti sull’imbarcadero. 
Anche qui l’atmosfera è davvero speciale e vi imbatterete a metà pontile a guardare in alto l'enorme struttura in legno scuro. Si tratta della Zuraw (altro simbolo della città), una gru risalente al XV secolo che nel suo fulgido periodo era la più grande di tutta Europa. Si caricavano e scaricavano con itinerari inversi le merci provenienti dal porto e dirette in città. A questo punto si ripassa da un altro arco, si risale parallelamente la Strada Reale e ci si ritrova davanti a un’altra meraviglia : la Ulica Mariacka. Ogni particolare di questa strada fa riecheggiare il recente passato e la fa riportare agli anni trenta, ai tempi del bianco e nero. E’ la più elegante e suggestiva via di Danzica. Scenograficamente da film. Qui si è conservata l’atmosfera della Danzica dei tempi dorati, con le graziose villette trasformate in botteghe dell’ambra molto ricercate e precedute dai gradini d’ingresso e dai tipici terrazzini detti przedproża, antisoglie.
Tra una boutique e l’altra, tra uno shopping e l’altro potrete rilassarvi entrando in un caffè  di ispirazione bohémienne. E’ un autentico splendore nelle ore del tramonto. In fondo alla via si apre imperiosa la figura della Bazylika Mariacka, la più grande chiesa in mattoni rossi del mondo. Si cammina nella storia, si respira l’aria di altri tempi. E tornando sulla Strada Reale non dimenticatevi di farvi immortalare davanti alla fontana di Nettuno, simbolo della città. E’ proprio davanti alla Torre del  Municipio e al Palazzo della Corte di Artù luogo d'incontro degli antichi mercanti … non potete sbagliare. E quando sarete stanchi di tutte queste bellezze e avrete del tempo a disposizione come l’ho avuto io ci sono altre belle alternative al viaggio.
La prima è proprio appena fuori dal centro storico ed è la fotografia della storia e dello spirito di trentacinque anni fa, quella del 1980 di Solidarność. Un po’ di nebbia non guasta per respirare il clima di quegli anni quando vi ritroverete davanti al cancello originale n.2 dello storico cantiere navale Lenin di Danzica, culla del libero sindacato guidato dall’elettricista Lech Walesa. Varcando l’inferriata blu l’emozione è grande. Per ripercorrere le tappe di quei giorni hanno recentemente aperto l’ECS il Centro Europeo di Solidarietà, un museo interattivo finanziato dall’Unione Europea. La seconda alternativa al viaggio parte dalla stazione centrale ferroviaria, trenta minuti di treno urbano e si arriva a Sopot, luogo di villeggiatura con spiagge bianchissime che si appoggiano sul freddo mar Baltico.
La strada principale di Sopot è la Ulica Bohaterów Monte Cassino, un bella via pedonale sul quale si affaccia, oltre ai molti negozi, una costruzione particolarissima chiamata la Casa Storta. Si tratta di un edificio dalla curiosa forma architettonica, realizzata ispirandosi ai disegni fumettistici di un famoso illustratore polacco Jan Szancer. La lunga strada pedonale conduce al molo in legno bianco, che sembra bucare le onde, più lungo d’Europa (512 m.). La terza alternativa al viaggio riparte sempre dalla stazione ferroviaria di Gdańsk Główny. Questa volta comodamente il treno vi porterà in una quarantina di minuti a sud di Danzica al Castello di Malbork affacciato sul fiume Nogat. Il Castello di Malbork è la fortezza in mattoni rossi più grande del mondo costruita nel XIII secolo. Il castello è diviso in tre parti collegate da ponti levatoi.
Passeggiate lungo il fiume e attraversate il bel ponte da cui si gode una magnifica vista mura difensive, delle torri e dei torrioni della fortezza. La nebbia che mi ha fatto compagnia anche in questa mattinata ha reso il tutto molto suggestivo. 
La stazione ferroviaria di Danzica, la già citata Gdańsk Główny è stato luogo e teatro dell’incontro quasi da letteratura dello spionaggio con Edoardo e la sua fidanzata polacca Aleksandra. Un’ora e mezza chiusi in una buia birreria di fronte la stazione a conversare confidenzialmente mangiando i pierogi (ravioli tipici polacchi nelle due versioni ripieni di patate e formaggio l'una e di carne l'altra). Sulla banchina in stazione al momento dei saluti gli schermi televisivi trasmettevano il trailer del nuovo film di 007 “Spectre”. L'ambientazione era perfetta e il fumo di una sigaretta offertami da Edoardo era dovuto.
Il loro treno per Varsavia delle 16.49 li avrebbe poi condotti in una nuova avventura. La mia era quasi al termine. La fuga a Danzica è stata sorprendente. Non mi aspettavo così tanta bellezza da una città che nonostante abbia sopportato tante distruzioni ha avuto sempre la forza necessaria per essere ricostruita, più bella di prima. Forse da questo, si può comprendere il suo motto, che invita a guardare lontano sapientemente ma con determinazione “Nec temere, nec timide?” (non temerariamente, ma nemmeno timidamente). La ricerca dei pierogi perfetti è stato il mio motivo dominante nel viaggio attraverso la cultura e la tradizione della cucina polacca. Accompagnateli da buona birra, la Polonia è il terzo produttore mondiale. Ma non dimenticatevi prima di lasciare Danzica di bere un bicchierino di vodka Goldwasser con piccole scaglie d'oro da 22 carati.

Post's song : "Iris" performed by The Goo Goo Dolls
11/15

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