"Voyager vous laisse d'abord sans voix, avant de vous transformer en conteur."

vendredi, février 28, 2014

Ici, là-bas ... fantastique Rabat !

Ici, là bas … fantastique Rabat !
Continua il mio viaggio alla scoperta delle città imperiali del Nord Africa ed ecco finalmente la capitale del Marocco … Rabat !
La città vecchia di Rabat è costituita dalla Medina, racchiusa entro le mura del XII secolo. La Medina di Rabat, proprio come avevo letto e da me certificato appena addentratomi, è in contrasto con le medine delle altre città marocchine che avevo visitato (Marrakech, Fez, Tangeri),  
E' caratterizzata da un'atmosfera tranquilla quasi ordinata, anche se non mancano i suoni, le luci, i colori, gli odori delle botteghe artigianali che vendono gli oggetti più disparati o dai carretti ambulanti dove si può mangiare a bassissimo costo autentiche leccornie locali. 
La scelta di soggiornare in un riad (Sidi Fatah) proprio nel cuore della Medina è stata perfetta.
Qui si vive una dimensione parallela. Entrando, superata la porta del riad, ci si ritrova in una oasi di serenità e con la sensazione di benessere; uscendo ci si ritrova nel mezzo di un altro mondo, quello appunto della vita di quartiere della Medina. Un vero spettacolo. Un mercato dal mattino fino a sera tardi senza l'assillo dei venditori che ti stressano per gli acquisti. Il via vai di gente è incredibile : donne con il foulard in testa, uomini in tunica incappucciati, venditori affacciati alle loro botteghe, l'allegria negli occhi dei bambini che giocano nei vicoli. E' davvero un altro universo.
Dalla mia meravigliosa stanza arrivano solo il canto del muezzin che richiama alla preghiera a intervalli durante il giorno, quello del gallo insieme ai cinguettii degli uccellini al mattino e le voci dei ragazzini che giocano nel pomeriggio. 
Ma Rabat non è solo la Medina.
A fianco della stessa, su una collina che domina l'estuario del fiume Bouregreg si trova la Kasba degli Oudaïa", un quartiere fortificato in posizione panoramica sulla città gemella di Salé sull'altra sponda del fiume. La "Kasba degli Oudaïa" figura nella lista dei Patrimoni Mondiali dell'Umanità e è contraddistinta dai vicoli dove dominano i colori bianco e quello azzurro in svariate sfumature. L'atmosfera è quasi fiabesca. Da lì si può proseguire costeggiando il fiume per arrivare al grande spiazzo dove ci sono la Torre Hassan e il Mausoleo di Mohammed V., da vedere con la luce del giorno o illuminate artificialmente al tramonto. La Torre Hassan è un minareto che un tempo faceva parte della moschea omonima iniziata a costruire alla fine del XII secolo. Nelle intenzioni dei suoi progettisti doveva essere la più alta e la più grande del mondo, ma non fu mai terminata in quanto venne distrutta nel 1755 in seguito al terribile terremoto che ebbe il suo epicentro nella non vicinissima Lisbona. Oggi della moschea non restano che le basi della colonne a far da contorno all'isolato minareto alto 44 m.
Di fronte la Torre Hassan, superate le colonne si erge il mausoleo di Mohammed che accoglie le spoglie del re del Marocco e dei suoi due figli, re Hassan II e principe Abdullah. E' una costruzione fatta completamente di travertino e marmo bianco italiano. Un vero gioiello architettonico.
Con un piccolo tragitto fatto con le “petit taxi blu” (all'andata) ma anche con una camminata di 40 minuti (al ritorno) si raggiunge la necropoli di Chellah. La Chellah è una delle più belle necropoli del Marocco che nasce sopra a un insediamento romano, a sua volta eretto sulle rovine di un villaggio cartaginese. E' un sito archeologico sulle rive del fiume Bouregreg, Meritano più di un plauso l'imponente porta della necropoli merinide (dinastia berbera), i resti della moschea e incredibilmente la colonia di cicogne che si è insediata da tempo (non ne avevo mai viste così tante insieme). Ho fotografato esternamente anche il Palazzo Reale. All'entrata della struttura bisogna  depositare il passaporto che verrà riconsegnato all’uscita.
Tutte le attrazioni si raggiungono e si girano facilmente a piedi. Bellissima anche la passeggiata che porta alle spiagge che si affacciano sull'Atlantico. Rabat è in posizione strategica ed è un'ottima base di partenza per chi vuol visitare il Marocco senza gli sfavillanti ma straordinari eccessi della più turistica circense affascinante Marrakech.
Prima della partenza avevo navigato tra i vari siti di Internet alla ricerca di qualche ristorante gourmet a Rabat. Quando poi arrivi nella Medina, senti i profumi della carne cucinata al momento, vedi la freschezza dei vari prodotti e condimenti ed è irresistibile la prova sul campo. Con pochissimi dirham potrete gustare piatti locali sia di carne che di pesce cucinati alla griglia e pane locale farcito di ogni ben di Dio. Melanzane arrostite, uova, pomodori, spezie tutte insieme alla carne o al pesce che avrete scelto. Da leccarsi letteralmente le dita. Non posso dimenticare il mio classico tè pomeridiano alla menta inseparabile partner delle profumatissime sfoglie al miele e mandorle, proposte insieme ai dolci tipici dei matrimoni o delle ciambelline zuccherate fritte calde acquistate in strada.
Comunque per festeggiare in maniera degna questo meraviglioso viaggio l'ultima sera ho cenato al Ristorante Le Dinarjat nel centro della Medina. Luci d'atmosfera, due musicisti che suonano melodie dolci e tradizionali, una cucina tipica dove la mia scelta è caduta sull'harira (zuppa tradizionale marocchina) e sul Djaj m'chamel (pollo marinato) dal sapore autentico il tutto sublimato dal sottofondo dell'acqua che scorre da una fontana mosaico cielo arcobaleno. 
Curiosità locali di Rabat. Il succo delle canne da zucchero preparato al momento, di gusto simile ma stranamente meno dolce della banana, molto fresco, tonificante e con notevoli proprietà terapeutiche per l'apparato respiratorio. La figura dello scrivano, per lo più per redigere documenti per i Ministeri o altri enti pubblici. La potete “ammirare” in una piccola piazzetta superata la porta Bab El Had; dove sentirete il rumore tipico, stile giornalisti di un tempo, del battere sui tasti delle fatiscenti macchine da scrivere di marca Olivetti, Olympia e Adler. E cosa dire del venditore ambulante di sigarette vendute al pezzo singolo ? Non male no ?
Ogni volta che arrivo da solo in un posto nuovo cerco nella prima giornata di vedere più attrazioni possibili per poi tornarci con calma nei giorni successivi. Talvolta a fine serata tra me e me dico di aver già visitato molto e che i giorni a seguire forse saranno eccessivi. Il giorno seguente vedo tutto il tutto con occhi diversi, vivo la quotidianità e faccio fatica poi a staccarmi da queste emozioni e sempre fra me e me dico che vorrei restare ancora un giorno in più … 
L'Africa (io ho visto solo il Marocco) ti prende dentro : sarà mal d'Africa il mio ? 
Sapere che esistono mondi diversi è per me elettrizzante.  Questo sarà anche l'anno di ... ? Chissà ...

PS un ringraziamento a Khaled “taxista personale” che mi ha permesso di perdere il meno tempo possibile nei trasferimenti tra la città di Rabat e l'aeroporto di Casablanca, rievocando atmosfere cinematografiche, dove sono atterrato e ripartito per questa fantastica vacanza di tre giorni nella capitale del Marocco. 

Post's song : “Ordinary love“ performed by U2
2/14

Aucun commentaire: