Post's song : "Crêuza de mä" performed by Fabrizio De André
03/25
"Je suis un vrai Européen, un citoyen du monde !" Je n'ai pas de talent particulier, je suis seulement passionnément curieux." (Einstein) - "Le secret de la créativité est de savoir comment masquer leurs sources." (Einstein) - "Les femmes, comme l’a dit un Français plein d’esprit, nous inspirent le désir de réaliser des chefs d’oeuvre et nous empêchent toujours de les mener à bout. (Wilde) - "Tant que je désire quelque chose, j'ai une raison de vivre ... " (Shaw)
Post's song : "Crêuza de mä" performed by Fabrizio De André
03/25
Post's song : "Vacanze Romane" performed by Matia Bazaar
02/25
Non è facile per me descrivere l’anno che giunge al termine oggi. E’ stato un anno di cambiamento radicale. Troppi stati d’animo hanno influito sul mio umore. Ho iniziato l’anno con la gioia dell’andare in pensione, per arrivare nel finale con la paura per la preoccupazione della malattia. Nel corso dell’anno mi ero liberato dei pensieri negativi che avevano contrassegnato gli ultimi mesi di lavoro per poi ritrovarmene altri, più pesanti, legati alla salute con la diagnosi finale di una neoplasia per fortuna “sempre" presa allo stadio iniziale. Ho scritto “sempre” in quanto è la terza volta che mi succede, sperando che questa sia l’ultima visto il detto che dice : “non c’è il due senza il tre”. I pensieri di questo tipo minacciano l’equilibrio mentale. Il 2025 che verrà sarà un anno in follow-up, e sarà così per altri anni a seguire con i controlli periodici delle mie patologie riscontrate e diagnosticate negli ultimi vent’anni. Vorrei vivere in maniera spensierata, ma non è facile quando si presentano questi eventi improvvisi. La vita mi mette alla prova, e lo ha già fatto in passato con i sentimenti, il lavoro e la situazione economica, e ora sono alla prese con cercare di riscoprire il lato positivo delle cose. Purtroppo la mia salute è stata influenzata, oltre che dalla genetica, anche da quegli aspetti interiori negativi. Devo fare un passo indietro per recuperare quei valori che non passano mai di moda, farli miei e consolidarli ed è un consiglio che dò a tutti in quest’epoca fatta di effetti collaterali per l’eccessivo uso della tecnologia. E’ facile dire che bisogna vivere alla giornata. La mente condiziona la libertà di azione. Come ho scritto nelle prima riga di questo resoconto annuale è difficile descrivere l’anno che finirà fra poche ore perché, inevitabilmente, devo toccare la sfera della gestione, per me scostante, dei rapporti interpersonali. Io mi sono sempre fatto condizionare dagli altri perché pensavo sempre che veder star bene le persone a me vicine facesse star bene anche me, ma non era così. In questo momento storico mi devo scontrare con una realtà a me troppo distante. Io mi sento completamente diverso dalla massa. Più passa il tempo e più mi ritrovo a che fare con cliché, generalizzazioni, stereotipi, conformismi, pensieri di massa, bassezze culturali ecc. ecc. e noto il mio essere diverso, di non essere d’accordo su tante cose, di non provare più le emozioni e gli entusiasmi di un tempo. Io non faccio mai domande, mentre le persone in genere ne fanno troppe, ma solo perché devono necessariamente parlare, non sono abituati al silenzio. Riscontro in loro una capacità morbosa per una curiosità effimera che non porta a niente. Si possono raccontare le bugie più grosse, spararle anche a grandi livelli e non cambierebbe niente. Verità e falsità viaggiano sulla stessa lunghezza d’onda per molte persone, in questo mondo condizionato dalla tecnologia. Bisogna dare un calcio alla tecnologia, intesa come social media o fake news, che sta invadendo la sfera dei rapporti umani e che ci porterà, proprio con l’utilizzo malsano dell’intelligenza artificiale, a una povertà intellettuale e a un isolamento sociale che già adesso si inizia a intravedere. Non c’è più creatività, tutti utilizzano le stesse applicazioni per i fini più mediocri. Sarà pur vero che non possiamo più tornare indietro, ma possiamo gestire meglio la nostra vita limitandone l’utilizzo. Non c’è più solidarietà, tutti rincorrono informazioni per lo più di scarso spessore e insulse. La maggior parte delle persone insegue la massa e questo è un fatto gravissimo. Inseguono la frivolezza, l’inconsistenza degli argomenti alle quali aggiungono l’interferenza nell’ambito personale. Non si relaziona più in maniera efficace e intelligente. Si sta utilizzando una regola fondamentale e valida solo per gli scrittori o i giornalisti che cercano di attirare la curiosità del lettore e cioè quella delle cinque W (vu doppia). Le cinque W stanno per: Who ? [«Chi ?»], What ? [«Che cosa ?»], When ? [«Quando ?»], Where ? [«Dove ?»] e Why ? [«Perché ?»]. Nei rapporti interpersonali questa regola è invadente e indelicata. Non è la curiosità del sapere è la curiosità della tecno-umanità, ossia dell’ignoranza e il tutto è controllato e manipolato dai potenti e dai monopolisti. Bisogna spingere di più sull’intelligenza naturale. Ecco perché molte volte mi convinco del conforto del vivere da soli che non vuol dire vivere di solitudine o isolarsi, ma vuol dire vivere di indipendenza. Io amo stare solo, ma amo anche vivere in coppia e in compagnia quando le stesse non condizionano il mio modo di agire. Purtroppo noto che molte persone cercano di intromettersi nella vita privata degli altri, talvolta cercando di imporre il loro stile di vita e io questo non riesco proprio a capirlo. Per quello ci sono momenti nei quali sento il bisogno di scappare e magari chissà, un giorno vedermi, come scrissi in qualche occasione, in una parte della Francia che amo, Parigi in primis. Vorrei fuggire da quest’epoca, ma nello stesso tempo vorrei correre verso qualcosa. Quel qualcosa lo potrò solo trovare con una novità nella mia vita. Ho pagato tanti conti che non erano miei e questo mi è costato molto e non parlo solo economicamente. Quei “conti” mi hanno privato della spensieratezza, del vivere con leggerezza certe situazioni. Ho un credito enorme pesando sulla bilancia il “quanto dato” e il “quanto ricevuto” e ora vorrei iniziare a riscuotere. Col nuovo anno vorrei davvero costruire qualcosa di nuovo, ci proverò, ma voglio ricordare a tutti che io sto bene quando mi chiudo in me stesso. Mi ritrovo. Ecco perché ho scelto come canzone (San Luca) del post una traccia del nuovo album musicale di Cesare Cremonini. Mi piacciono molte frasi e l’atmosfera melodica che la contraddistingue. Ho detto molte volte che chiudendo la porta di casa dall’interno dico dentro di me : grazie. E’ così. Io mi sono abituato al silenzio e lo scrivere mi aiuta molto. Noto negli altri la propensione del non riuscire a stare zitti nemmeno per trenta secondi. Devono aprire bocca, commentare, giudicare, tante volte senza dire nulla di così interessante. E’ più forte di loro e non capiscono che è tutto così ordinario (non trovo il termine preciso per far capire quello che sento e che vedo). Lo trovo di una mediocrità assoluta. Quando ascolto certi discorsi dovrei rispondere, mandare a quel paese, dire la mia direttamente, ma l’educazione e il mio carattere mi frenano. Peccato che con i loro comportamenti, con le loro azioni, con le loro parole fanno irritare gli altri. Aveva forse ragione una delle donne della mia vita a dire che ho un carattere di merda. Io ho capito soprattutto che la bontà e la gentilezza non pagano, mai. E’ un discorso lungo, forse più da analista e paziente, come facciamo Anna e io tutto l’anno, che da scrittore di racconti di viaggio e di vita. Ho lasciato poco spazio al resoconto annuale delle mie esperienze di viaggio di quest’anno, ma cerco di sintetizzarle al meglio. L’unico viaggio davvero da solo l’ho effettuato proprio nei giorni successivi il termine della mia attività lavorativa scegliendo il Marocco come destinazione. Il Marocco su di me ha un’influenza quasi magica. Ha mille volti, mille colori. E’ un altro mondo e a me piace esplorare posti nuovi. Mentre scrivo in attesa del nuovo anno mi rendo conto che lil desiderio di tornare a viaggiare con frequenza maggiore per scoprire posti nuovi, come facevo prima della pandemia di Covid, è una voglia matta e vorrei riprenderla proprio nel 2025. Dopo il Marocco, quest’anno è stato l’anno di Parigi, con due significative presenze enogastronomiche insieme a Vito e Betty, delle isole delle Cicladi in due occasioni diverse, della meravigliosa settimana francese (da sud a ovest, da nord e est) in auto con un giro circolare, dell’altrettanta splendida settimana di sole in Sardegna, del fugace ma intenso weekend concerto in Alsazia, del Natale appena trascorso nel Sud Italia. Non ho dubbi su cosa chiedere al 2025 che sta arrivando : la buona salute, la voglia di vivere con leggerezza, le gioie delle piccole cose e naturalmente il ritorno ai viaggi nuovi e chissà … anche in coppia o in solitario, oltre a quelli di gruppo consolidati negli ultimi anni. Vorrei anche tornare in posti precedentemente visti nell’epoca del Nessie Hotel (camper), come la Scozia a esempio, e altri ancora. Potrebbe essere una buona idea. L’importante sarà stimolare i famosi cinque sensi … in tutti i sensi. "E’ sempre il momento giusto per fare quello che è giusto” diceva Martin Luther King. Non ho scritto di politica solo perché questa crescente “voglia di destra fascista” mi fa solo arrabbiare e non voglio sprecare righe per l’imbecillità, l’arroganza, l’ignoranza, la volgarità, l’egoismo, la mancanza di rispetto e di compassione soprattutto. L’immagine del post è un’ironica copertina come vincitore del premio “pensionato dell’anno”. Strameritato. Grazie a tutti i miei compagni di viaggio e anche a quelli che mi sono stati vicino in questo anno così “pensieroso”, Dottori compresi, soprattutto per la pazienza e la dedizione che hanno mostrato nei miei confronti.
Post's song : "San Luca" performed by Cesare Cremonini e Luca Carboni
“Vi racconto la storia di una splendida vacanza,
cinque giorni saporiti come il miglior fritto di paranza.
Vito, Betty, Lele, Edo, viaggiatori professionali,
hanno preso un’americana proprio sotto le loro ali.
Abbiamo visto film, monti, spiagge e chiese
e pure assaggiato l’arrosticino abruzzese.
E quante cose buone poi che abbiamo mangiato,
tra orecchiette, cime di rapa e un panzerotto infuocato.
A Lele tante foto e a Betty tante stelle,
a Vito le avventure di Cenerina e Cofelle.
Ricordatevi che tutto è cominciato con gli arcobaleni,
una promessa dal cielo alla terra di stare più sereni.
Se incontri pioggia, vento, nevischio o nuvoloni,
il sole brilla sempre nelle belle emozioni.
Non potrò mai esprimere quanto vi voglio ringraziare,
per questi giorni magici e un bellissimo Natale.”
Post's song : "Have yourself a merry little Christmas" performed by Ella Fitzgerald
12/24
Tre titoli presi dal cinema per un viaggio diverso. Pacchetto soggiorno 3 notti/4 giorni, pensione completa, trasferimenti gratuiti, camera doppia, all inclusive, costo zero. Dall’appartamento di Paros al letto di ospedale del FBF non sono passati nemmeno due mesi. Nel finale del racconto “cicladico” scrissi : “E’ stata l’ennesima vacanza nella quale quello che avevamo “pensato e sognato” si è avverato, nonostante un mio problema di salute che per fortuna non ha influito fisicamente sul corso delle giornate, sebbene mentalmente ha impensierito il gruppo.” Quel “problema di salute” fortunatamente asintomatico nel fisico, ma sfortunatamente allarmante nella diagnosi mi ha portato, anche in questo caso con la fortuna dalla mia parte per i tempi decisamente ridotti, in sala operatoria. I pensieri in tutto questo periodo sono stati decisamente pesanti e si prorogheranno ancora per un mese per i risultati definitivi di prognosi. Qualunque sia il verdetto cercherò di farlo andare nei binari giusti. Se sfavorevole andrò in appello e vedrò di vincere la causa come già successo nelle due piccole precedenti esperienze di salute negative; se invece sarà favorevole, e questo è il mio auspicio, ne farò tesoro. “Non ci voleva” continuo a ripetermi, ma tant’è. Quando i pensieri viaggiano per questi avvenimenti si fanno anche dei buoni propositi per il futuro. Ho incolpato, anzi maledetto, il mio carattere che ha mandato giù tanti bocconi amari nelle varie vicissitudini lavorative, sentimentali, finanziarie, nei rapporti con altri e non ha saputo farsi valere nel controbattere. Tutto ciò ha minato sicuramente la mia salute negli ultimi ventidue anni. Vabbè. Cercherò di rimediare nei tempi supplementari. Li chiamo così perché dopo una vita costantemente in bilico fra successi e insuccessi, ora sono convinto di poter vincere in questo periodo di vita supplementare iniziato con l’andare in pensione. Ho davanti a me il tempo giusto per passare in vantaggio, consolidare e vincere questa partita. Attaccheranno e mi difenderò, cercheranno di approfittare della mia bontà d’animo e farò vedere, sorprendentemente per loro, di non essere scontato. Dopo una vita spesa ad aiutare e a far star bene gli altri ora mi tocca usare la carta di quel sano egoismo che non ho mai giocato. La tenevo sempre nascosta per usarla in casi estremi : è arrivato il momento di tirarla fuori in bella mostra. Continuerò ad aiutare chi ha bisogno, ma dirò un “no" bello forte a quelli che hanno abusato del mio atteggiamento altruista, che hanno bollato, a loro favore, come una cosa scontata da usare in ogni occasione. Non è così. Il mio essere altruista deriva dal cuore d’oro di mia mamma Pupella e alle sue filosofie di vita, anche se su qualcuna ora le direi che sarebbe giusta d’animo ma non in linea con gli eventi. La mia è una predisposizione, forse come le malcapitate sentenze di salute, che indica la mia qualità interiore di gentilezza e generosità. Il mio sincero interesse a fare del bene e agire con altruismo e senza secondi fini mi mostra empatico e comprensivo a quelli che non abusano dello stesso e mi mostra “sempre a disposizione, scontato”, per quelli che ne approfittano. È ora di dire basta per queste persone. Terminata la “querelle” sull’altruismo ritorno a vivere ancora per qualche giorno l’esperienza ospedaliera vestito come Jack Nicholson in “Tutto può succedere” con vestaglietta con apertura posteriore per mettere in bella mostra i glutei del sedere. Non vedo l’ora di tornare a casa anche se ho trovato delle cose positive in questa esperienza in corso. Intanto il personale infermieristico del reparto sempre sorridente e disponibile, la cordialità e la professionalità dei Medici, il non spendere soldi e non da poco la dieta a cui mi sto sottoponendo sulla falsariga pubblicitaria del “mi piace così” ribattezzata da me con un “mi basta così” visto che assaggio le pietanze per un quarto e anche meno della porzione. In compenso bevo molta acqua come da suggerimento medico, ma anche come mia abitudine a casa. Avrei voluto evitare questa esperienza, ma visto che mi ci sono ritrovato dentro cerco di trovarne i lati positivi come vorrei tanto fosse il verdetto finale. Il mio lavoro, iniziato nel secolo scorso, di designer grafico ufficioso della Nutella troverà nuovi beneficiari per aggiungerli al mio book leggendario. Poche righe per un viaggio interiore al quale non avrei voluto partecipare e con una destinazione che non ho scelto, mi ha ricordato quello del licenziamento senza però dire a quelli che ingiustamente lo hanno sentenziato che da tutto ciò ne ho ricavato esperienze umane splendide, amori travolgenti, rapporti che resteranno per sempre e nel mio caso molti professionisti in campo medico diventati veri amici. L’importante, quando ti arrivano dall’oggi al domani eventi che non ti aspettavi, ancor di più nel campo della salute, è quella di aver la capacità di scegliere cosa sia importante e prioritario nella vita. Le scelte possono migliorare il quotidiano, saper eliminare il negativo è di una importanza vitale. Così come riuscire a eliminare il superfluo sia materiale che nel rapporti interpersonali. C’est la vie. Ecco ... imparare la lingua francese è una delle cose alle quali dovrei mettermi a capofitto nell’inseguirla. Inizio a pensare di nuovo alla frase che diceva mamma Pupella sulla quotidianità : “prenditi i giorni buoni perché quelli cattivi arrivano sempre”. In pratica "cogli le opportunità e goditi i bei momenti perché quelli difficili ci sono sempre “oppure “prenditi il buono quando arriva che il cattivo non manca mai”. Concludo con un’altra frase questa volta detta Meryl Streep nel personaggio di Miranda Priestly nel film “Il Diavolo veste Prada” : “ É tutto ! “
Ringraziamenti : Betty e Vito, tutto il personale medico, infermieristico e addetti vari del reparto di Urologia dell’Ospedale Fatebenefratelli, il Dottor Borotto e la Dottoressa Giordano, tutti gli amici (quelli stretti), i parenti e gli ex colleghi che mi hanno dimostrato un affetto fuori dal comune con messaggi, audiomessaggi (che non sopporto) e presenze.
PS. Consigli per gli acquisti.
Nella tre giorni parigina ci siamo tolti alcuni sfizi riguardo abbigliamento e altro.
Nello specifico :
(*) busto di Tintin in ceramica bianca in edizione numerata e limitata per me
(**) paio di scarpe Le Coq Sportif dai colori autunnali per Vito
(***) berretto “strillone” stile francese per me