"Voyager vous laisse d'abord sans voix, avant de vous transformer en conteur."

samedi, mars 08, 2025

Dal lago al mare ... in treno

Proseguo il mio viaggio, il nostro viaggio, tra le bellezze paesaggistiche e le tradizioni enogastronomiche italiane. Le bellezze italiane delle nostre città, dei nostri borghi e dei nostri paesaggi naturali sono un patrimonio inestimabile unico al mondo. Il nostro paese è da sempre celebre per la sua cultura, la sua storia e la sua arte, ma lo è altrettanto per l’eccellenza della sua cucina. E così anche i nostri tesori culinari e la loro varietà regionale sono autentiche opere d’arte che, trasformate in piatti deliziosi, rispecchiano la ricchezza di una terra baciata dal sole dove l’armonia dei sapori, dei profumi e dei colori diventa una vera e propria esaltazione dei sensi. Ne deriva che anche il nostro patrimonio gastronomico è unico al mondo. Oltre alla premessa sullo splendore italico del binomio paesaggio-cucina devo menzionare gli aspetti positivi del “lavoro della pensione” che incide in maniera forte e che ha un potere decisionale sulle scelte anche dei viaggi. La pensione è una condizione nuova di vita. L’andare in pensione vuol dire riguardare il proprio impiego del tempo, anche se avere più tempo libero non significa inevitabilmente vivere meglio. Bisogna considerare il nuovo tempo disponibile come un’opportunità. Oltretutto, ogni cambiamento è problematico e sostituire una condizione nota, come nel mio caso quella lavorativa, con una ignota è tutt’altro che facile. Per certi versi la pensione può essere interpretata come la possibilità di prendersi cura di sé, meglio ancora lo definirei come mantenersi attivi e non mettere a riposo cuore e cervello. Uno strumento importante per questa manutenzione della vita attiva è il desiderio e va nutrito con cura. Non dover andare ogni giorno al lavoro significa avere del tempo libero a disposizione per poter organizzare e gestire la giornata, e nel caso dei miei scritti sono le vacanze, i viaggi. Avere il potere di scelta sul tempo, poter controllare il meteo, il poter partire da un giorno con l’altro, deciderne la durata anche in corso d’opera, risparmiare economicamente scegliendo periodi quando i prezzi sono meno cari, è indubbiamente una fortuna da coltivare. Aggiungerei a tutto ciò, per chiudere il discorso pensione, due altri elementi che sono sicuramente grandi piaceri della vita e che aiutano la nostra salute e il nostro benessere : la lettura e l’ascolto della musica. Nel mio caso anche la scrittura aiuta a mantenermi attivo oltre naturalmente al movimento che metto sul mio contachilometri vitale per le pedalate e le passeggiate abituali verso il centro di Milano in compagnia di Vito e Betty. Dopo aver certificato che il tempo meteo della settimana in questione (primi di marzo) sarà dalla nostra parte io, Betty e Vito (il Club Pensionati) siamo andati alla ricerca di costruire due piccoli viaggi “feriali” dal lago al mare per fuggire dal quotidiano utilizzando il treno come mezzo di trasporto. Il treno ha dei vantaggi incredibili (rispetto dell’ambiente, efficienza in termini di tempo e comfort) e per questi primi viaggi dell’anno è stata la nostra scelta azzeccata. In effetti rispetto all’aereo che si pensa più veloce, il tempo totale di viaggio in treno può essere più breve se si tiene conto del trasferimento verso l’aeroporto, dei controlli di sicurezza e degli eventuali ritardi del volo oltre al fatto che offre più spazio per le gambe e più libertà di movimento che contribuiscono a rendere più piacevole l’esperienza di viaggio. Il primo viaggio è stata una vera e proprio “toccata e fuga” verso la città di Como. L’avevamo testata lo scorso anno a febbraio e alla prima occasione ci erano ripromessi di ripercorrerla. E’ stato un concentrato di piacevoli emozioni racchiuse in meno di dieci ore vissute. Tempo meteo meraviglioso, un’occhiata all’app di Trenord per verificare gli orari dei treni in partenza dalla vicina Stazione di Greco Pirelli e i “giochi sono fatti” traducendo l’espressione francese. La discesa a piedi dalla Stazione di Como (S.Giovanni) è stata una rilettura dell’itinerario del centro storico. La nostra passeggiata è poi proseguita verso la sponda orientale di Como spingendoci fino alla enorme fontana collocata di fronte a Villa Geno. Ma come sempre, e per fortuna per il nostro appetito, arriva l’ora di pranzo e la trascorreremo all’aperto al tavolo del Ristorante La Darsena affacciato sul lago. La scelta del piatto era tassativa, categorica, inderogabile e tutti i sinonimi del caso : il risotto con i filetti di pesce persico. Tradizione rispettata con la mantecata perfetta del risotto e la leggera croccantezza dei filetti di pesce persico impanati e fritti nel burro. Il piatto lo abbiamo accompagnato con un calice di prosecco. Il dopo pranzo è stata una lunga passeggiata sulla riva occidentale di Como in direzione Cernobbio. Oltre un’ora per arrivare a piedi in questo incantevole borgo. Il riposo su una panchina, in attesa di prendere un traghetto che ci riportasse in città, è stato però interrotto dalle riprese di una serie TV ambientata negli anni ’30. Come se non bastasse ci hanno fatto saltare l’utilizzo del traghetto e la possibilità di vedere il lago sotto la prospettiva più piacevole. Il ritorno a Como lo abbiamo poi effettuato in autobus. Vedremo di nuovo il centro storico transitando davanti al Duomo e faremo una pausa “carnevalesca” con un dolce tortello e un caffè. L’ultima occhiata all’app di Trenord ci permetterà di prendere con calma il treno per la via del ritorno a casa. Gita più che piacevole dove l’incanto della location si è perfettamente amalgamato a quello del piatto tradizionale consumato in bella vista. Un giorno di pausa e si riparte. Mentre eravamo sul treno di ritorno da Como avevamo prenotato in contemporanea i treni e la casa, per soggiornarci una notte, per la destinazione di Genova. Anche per questo secondo viaggio il tempo meteo è stato felicemente dalla nostra parte. Due ore e arriviamo alla Stazione di Piazza Principe. Visto la bellezza del tempo (meteo) non abbiamo perso tempo (orario). Il taxi all’uscita ci porterà in meno di venti minuti al colorato Borgo Marinaro di Boccadasse. E’ un luogo incantato del Comune di Genova ed è una tappa imprescindibile tra le cose da vedere nel levante genovese. La sua particolare conformazione, con le sue case colorate arroccate sul mare e la piccola spiaggia, è una cartolina meravigliosa. Non ci siamo fatti perdere l’occasione del rito della “striscia” di focaccia accompagnandola a una tazzina di caffè al tavolo all’aperto del Ristorante Dindi. Il tempo si ferma. Il sole ci scalda. Via i maglioni e rimaniamo in maglietta. Non ci alzeremo da quel tavolo fino all’ora di pranzo. Betty e Vito metteranno i piedi in acqua in una piccola pausa. La spiaggia sarà invasa gradualmente dai turisti e dai genovesi. E’ un angolo di terra che non stanca viverlo. Col passare dei minuti le persone lo popolano, parlano, ascoltano, giocano, osservano, si rilassano e … mangiano e bevono. Ora sarà il rumore delle posate a far da contraltare a quello cadenzato delle onde del mare. Ci spostiamo di tavolo e ordiniamo una serie di piatti fritti da condividere : acciughe, merluzzo e totani impanati. Un boccale di birra fresca sarà l’ideale accompagnamento visto il tempo meteo. Il ritorno in “città” lo effettueremo in autobus. Dal momento della discesa dai gradini del bus abbiamo cominciato la nostra lunga camminata per la città. La nostra base è una bellissima casa in pieno centro dove ci aspettano le due stanze per la notte. La raggiungeremo transitando per tutta la via XX settembre e per la grande piazza dove si affacciano il Palazzo Ducale e il Teatro dell’Opera Carlo Felice. Depositati gli inesistenti zainetti, in pratica li abbiamo solo svuotati dei farmaci al seguito, abbiamo dato inizio al nostro personale tour di Genova. Abbiamo percorso l’adiacente Via Garibaldi, dove si affacciano palazzi nobiliari (rolli) e musei per poi raggiungere "Via del Campo”.  A metà di Via del Campo, c’è una piazza che porta lo stesso nome. A Genova, il Vico, la Via e la Piazza, vicine tra loro, si chiamano alla stessa maniera. In questa piazzetta, oltre alla famosa targa dedicata a Fabrizio De Andrè con una frase storica di una sua canzone “dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior … “, c’è il negozio fondazione “Via del Campo 29 rosso", una sorta di museo. Qui s’incontra simbolicamente Fabrizio De André e forse si sente la sua presenza più che altrove. Siamo nel cuore della parte vecchia di Genova quella dei “carruggi” o “caruggi”, gli stretti vicoli e porticati. De André è Genova. La voce profonda di Fabrizio De André è la voce di Genova. Qui vive nel ricordo, nella memoria dei liguri che lo portano nel cuore. Quando vi troverete nella multietnica Via del Campo respirerete quel microcosmo di mondi diversi. Qui il sacro e il profano si sovrappongono e la piccola Piazzetta intitolata a Don Gallo, il prete di strada con gli ideali comunisti, è l’esatta rappresentazione. Scendiamo verso la via di Sottoripa, la strada pedonale porticata, per poi dirigerci verso la Cattedrale di S.Lorenzo con la facciata a fasce bianco e nere in stile gotico. Visiteremo l’interno e poi all’uscita ci inoltreremo per i carruggi dove proveremo un’altra striscia di focaccia. Testare le focacce a Genova è un gioco meraviglioso. Sta arrivando l’ora del tramonto. I nostri piedi iniziano a gridare vendetta. Dove farli riposare ? Sulle banchine del Porto Antico di Genova con il panorama della Grande Lanterna a fare da sfondo. Il colore del calar del sole rende la fotografia quasi fosse un quadro di Monet. A me ha ricordato il tanto famigerato San Giorgio Maggiore al tramonto e la somiglianza era davvero incredibile. Dopo aver scattato le istantanee di rito e dopo aver fatto riposare i nostri veicoli di trasporto personali andremo alla ricerca del primo piatto tradizionale di Genova : le trofie al pesto. Lo troveremo in una deliziosa rappresentazione all'Antica Trattoria Maria Del Porto. Perfetta cottura della pasta e pesto di ottima fattura. La nostra giornata non è ancora terminata. Ci penserà un concerto dell'Orchestra Paganini a Palazzo della Meridiana, (salita San Francesco) con musiche di Mozart, Paganini, Mendelssohn ed Ernst Bloch a concluderla in maniera meravigliosa. Quante emozioni in un solo giorno. E il giorno a seguire sarà una replica bellissima per le location. Treno da Brignole e fermata alla Stazione di Santa Margherita Ligure-Portofino. Con noi l’immancabile piccolissimo zainetto, il sole caldo e il cielo terso. Da Santa Margherita prenderemo il 782 l’autobus che porta fino a Portofino (mentre scrivo noto il calembour di scrittura). Noi scenderemo a Paraggi, la splendida baia col il suo mare color smeraldo e l’incantevole spiaggetta. Una piccola sosta relax prima di inoltrarci sulla pedonale Paraggi-Portofino (la passeggiata dei baci) che costeggia la strada sottostante immersa nel verde con continui saliscendi ricchi di scorci panoramici. In una quarantina di minuti si raggiunge il famoso borgo di Portofino col termine del percorso di fronte alla chiesa di San Martino. Eccoci a Portofino. dove la baia è popolata da lussuosi yacht. Decidiamo di inoltrarci dall’iconica piazzetta sulla parte sinistra, la Calata Marconi. Sulla piazzetta avverrà l’incontro inaspettato con Memo Remigi, il cantante compositore e personaggio televisivo, con tanto di fotografia a testimonianza insieme al suo cagnolino Lucio. Citando la sua più famosa canzone “Innamorati a Milano” Vito ha poi cercato di modificarne il testo pensando a Portofino. Dopo aver curiosato nelle righe dei menù e soprattutto in quelle dei prezzi dei ristoranti affacciati sulla baia abbiamo ripreso l’autobus per il ritorno a Santa Margherita Ligure. Prima di pranzare ci siamo tolti lo sfizio di testare anche una focaccia nel Panificio Pinamonti con una “slerpa” divisa in “strisce”, I termini si riferiscono alla grandezza di questa leggenda gastronomica “a fügassa”. Per assaggiare la focaccia genovese ogni momento è quello giusto : a colazione, a pranzo al posto del pane, come spuntino di mezza mattinata e pomeridiano o durante l’aperitivo. Il pranzo che suggellerà questo viaggio lo consumeremo alla Trattoria da Pezzi di Santa Margherita Ligure. Lasagna al pesto con patate e fagiolini, salame al cioccolato e un’ottima caraffa di rosso ricavata da una miscela di vitigni tra i quali il Pollera Nera. Saranno ancora due le “fatiche” che ci riserverà questo viaggio scelto dal taccuino del Club Pensionati : la pausa relax sulla spiaggia di Santa Margherita Ligure prima di riprendere il treno per Brignole e l’ennesima (alla fine ne conteremo sette) sosta a base di focaccia presa al Panificio Mario di Genova adiacente la stazione. Tutto è filato alla perfezione dal tempo meteo alle locations, dalle spese contenute alle attrazioni tra le quali molte gratuite, dalla puntualità dei treni alla gentilezza e affabilità, davvero invidiabile, da parte delle persone incontrate.  Questi angoli di terra caratterizzati dalle casette colorate, una accanto l’altra, che si rifrangono nelle acque delle baie sono incantevoli. C’era già stato in altre occasioni, ma ogni volta questi posti li senti nuovi. Così sarà per gli altri borghi tipici del Tigullio e delle Cinque Terre che metteremo nella nostra lista dei viaggi futuri in questa parte così affascinante della Liguria. Questi contrasti tra raffinatezza e autenticità credo siano il vero punto di forza di questi luoghi, che regalano loro quella attrattiva e seduzione irresistibile. I due viaggi di questo racconto sono stati anche inevitabilmente l’elogio al "lavoro della pensione”, al treno come alternativa di mezzo di trasporto e ai primi piatti della cultura gastronomica italiana oltre naturalmente alle bellezze dei luoghi.

Post's song : "Crêuza de mä" performed by Fabrizio De André

03/25

dimanche, février 23, 2025

Maratona romana

All’interno del titolo di questo racconto/diario di bordo sono racchiuse tutte le emozioni vissute nelle nostre “vacanze romane”. Il primo viaggio di questo 2025 era contraddistinto, prima della partenza, da almeno due pretesti e da altrettante novità. I pretesti erano la Mostra sulla Nutella al Maxxi (Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo) e lo spettacolo di Maurizio Micheli al Teatro Nino Manfredi al Lido di Ostia. Le novità erano il Cimitero Monumentale del Verano e il Palazzo della Civiltà all’EUR. Su questi punti fermi abbiamo costruito intorno questa bellissima vacanza romana. Tre sono stati i giorni intensi, oltre cinquanta i km di camminate, tre le gustose soste culinarie, due a pranzo al Ristorante Impiccetta nostro punto di riferimento per la tradizione culinaria romana e una divertente cena nel post-teatro al Lazzarella “Sapori Napoletani” di Lido di Ostia con l’artista amico Maurizio Micheli. A questi numeri si sono aggiunte le tante piccole meraviglie di Roma e gli incontri sorprendenti che hanno reso la vacanza una vera fuga dal quotidiano. Siamo partiti di mercoledì con il treno veloce mattutino della compagnia ferroviaria Italo che in appena tre ore, trascorse quasi senza accorgercene, ci ha trasportati nella capitale d’Italia. Armati di un piccolo zainetto, della app di Google Maps sui nostri cellulari e coadiuvati dalla colorata Guida Cartonville del Touring Club, all’uscita della stazione Termini, Betty Vito e io abbiamo cominciato a esplorare la frenetica Roma camminando per quasi un’ora in direzione Trastevere. Qui a Trastevere ci siamo fermati per pranzo al Ristorante Impiccetta, già testato molti anni fa nel periodo di Natale insieme al Nick e a Edoardo. E’ il nostro luogo sicuro di Roma per deliziarci con le specialità tipiche della gastronomia romana. La scelta come antipasto con la cicoria ripassata e il filetto di merluzzo fritto si è dimostrata azzeccata per bontà. A seguire gli abbondanti, per inciso erano la versione piccola, tonnarelli cacio e pepe e alla gricia. A Milano questi primi piatti sono le nostre scelte nell’Ostaria (osteria) Volemose Bene nella versione mezzemaniche. La base di “cacio e pepe” diventa l’apripista per le rielaborazioni della “gricia”, della “carbonara” e della “amatriciana”. Guanciale per la gricia, guanciale e uova per la carbonara e guanciale e pomodoro per l’amatriciana. Questi quattro primi piatti sono la certezza e il calore della tradizione. Non esiste nessuna trattoria romana che non serva queste specialità. La tradizione della cucina romana è una cosa seria e noi lo stiamo vedendo a Milano nella crescita sempre positiva e propositiva di nuovi ristoranti o trattorie di impronta capitolina. Una vera e propria colonizzazione romana a Milano sotto il profilo gastronomico. Con tanto ben di Dio in corpo, sempre a piedi, abbiamo raggiunto nel dopo pranzo la nostra casa/base prenotata in zona Piazza Navona. Qui si è divisa, ma solo per un’ora e mezza circa, la mia strada e quella di Vito e Betty. Io mi sono diretto al Maxxi per visitare la mostra allestita per festeggiare i 60 anni della Nutella. Era un dovere per me entrare a far parte di un viaggio iniziato 60 anni fa (1964) e che non finirà mai. E’ la storia della crema spalmabile più famosa del mondo, nata in un piccolo laboratorio di pasticceria di Alba, nel centro delle Langhe, e diventata nel tempo un’icona indiscussa di italianità. La mia storia con la creazione personalizzata delle etichette della Nutella è datata 1999; da un quarto di secolo è diventata il mio gioiello a livello grafico, testimoniata dalle tante istantanee di grandi cuochi, di artisti dello spettacolo, di scrittori, di sportivi, di medici, ma anche e soprattutto di amici e conoscenti. Un vero e proprio passaparola che ha determinato negli anni il commissionarmi le etichette personalizzate in tutti i formati in occasioni di eventi, di incontri e festeggiamenti vari. Mentre io mi inoltravo nel mondo Nutella Betty e Vito si dirigevano prima verso Piazza Navona e poi in direzione Fontana di Trevi dove ci eravamo dati appuntamento per ritrovarci insieme. Da qui è partita una lunga camminata che ci ha portato sul Lungotevere all’ora del tramonto con la meravigliosa scenografia che stava illuminando Castel Sant’Angelo e il Cupolone della Basilica di San Pietro. Cammina … cammina … siamo arrivati all’interno della Basilica. Maestosa, affascinante, suggestiva, un vero e proprio capolavoro che tocca i sentimenti in questi giorni accentuati dalle precarie condizioni di salute di Papa Francesco. Visitare di sera la zona di San Pietro è davvero un appuntamento da non perdere. All’uscita l’ennesima passeggiata in versione notturna ci porterà in zona Pantheon per un aperitivo con piccoli tranci di pizza e un boccale di fresca birra. La serata la concluderemo davanti lo schermo televisivo della “nostra casa” a vedere insieme il documentario sul percorso artistico e di vita dell’amico Edoardo Bennato. Che ricordi ! Che emozione rivedere il filmato del concerto a San Siro (Milano) del 19 luglio del 1980 e sapere che Vito e io eravamo lì nel backstage per tutto il giorno. Il tempo corre sia negli anni che nei giorni ed eccoci pronti ad affrontare una nuova alba. Il programma stabilito era intenso e così non abbiamo perso tempo prendendo un autobus da Via del Corso verso il Cimitero Monumentale del Verano che da sempre era nel nostro taccuino delle visite future. Il Cimitero del Verano, con il suo patrimonio di opere d'arte e con le sepolture di centinaia di personaggi illustri del mondo artistico, storico, letterario, musicale, cinematografico, teatrale costituisce un vero e proprio museo all’aperto. E’ un luogo di rare memorie ed emana un fascino che ha ricordato per grandezza il Père Lachaise di Parigi. Il nostro preferito rimane sempre quello di Montparnasse a Parigi che visitiamo in ogni soggiorno nella capitale francese,  quasi fosse il nostro “giardino di casa”. Al Verano, con la cartina regalataci dal centro di accoglienza all’ingresso, abbiamo inseguito e trovato le tombe di Vittorio Gassman, di Raimondo Vianello, dei fratelli De Filippo, di Alberto Sordi, di Nanni Loi, di Gigi Proietti, di Ennio Morricone, di Aldo Fabrizi, di Vittorio De Sica, di Nino Manfredi, di Marcello Mastroianni, di Maurizio Costanzo e di Rino Gaetano. Due ore e mezzo di visita. Per l’immensità del cimitero e la quantità delle sepolture ci siamo persi quelle di altri personaggi. Il tempo è tiranno e dovevamo raggiungere il Lido di Ostia per lo spettacolo pomeridiano di e con Maurizio Micheli nella pièce teatrale “Nessuno è perfetto” in scena con Elisabetta Mandalari. Al Lido di Ostia si arriva con la metropolitana (Metromare) al costo irrisorio di 1,50.- euro. (un euro e cinquancentesimi). Incredibile la fortuna che hanno i romani, in mezz’ora sono al mare senza lo stress della guida. Noi ci arriveremo il tempo giusto per uno spuntino con tavolo all’aperto da Insolito Food & Drink. Il grosso cartello fuori dal locale ci invitava ad assaggiare il cuoppo fritto napoletano di pesce e noi non ci siamo fatti sfuggire l’occasione accompagnandolo con calici di prosecco e di un bianco fermo. Per un buon caffè abbiamo solo attraversato la strada perché nel locale di fronte, il Krapfen Paglia, c’era ad aspettarci un vero krapfen artigianale per concludere nel migliore dei modi questa pausa pasto. Una vera goduria in entrambi locali. Le piccole gioie della vita sono proprio queste. Prima di assistere allo spettacolo, dopo aver depositato gli zainetti nella casa prenotata per la notte, ci siamo concessi una piccola passeggiata sul Pontile di Ostia. Uno sguardo allo skyline di Ostia, dove gli edifici hanno tutti la stessa altezza, un altro alla statua di Nettuno che sembra emersa dalle onde del mare e con il profumo del mare e una leggera brezza abbiamo respirato un’aria da anni sessanta anche grazie alla musica di sottofondo che proveniva dalle casse di un appassionato chansonnier locale. Sembrava che il tempo si fosse fermato. Dal Pontile al Teatro Nino Manfredi la distanza è breve. Qui abbiamo assistito al divertente spettacolo di Maurizio Micheli e poi insieme a lui e al produttore Enzo Sanny abbiamo cenato nel locale di marchio inconfondibile napoletano  “Lazzarella” con antipasto di polpo con contorno di friarielli ripassati e con un trionfo di pasta alla genovese e di paccheri patate e provola. La degna conclusione è arrivata con un babà alla crema. Potremmo tranquillamente definire la nostra giornata culinaria come “aria di Napoli sulla costa laziale”. Il risveglio per l’ultimo giorno di vacanza è stato baciato dal sole pieno e dal cielo limpido. Colazione su una terrazza affacciata sulla costa e poi una lunga passeggiata sul lungomare per riprendere il metromare alla stazione “Stella Polare”. La seconda novità segnata nella nostra agenda è proprio sulla linea del metromare alla fermata “Eur Magliana”. Si tratta del Palazzo della Civiltà. Il palazzo è un edificio monumentale che si trova a Roma nel moderno quartiere dell’EUR. L’edificio è a pianta quadrata e si presenta come un parallelepipedo a quattro facce uguali, con struttura in cemento armato e copertura interamente in travertino; presenta 54 archi per facciata (9 in linea e 6 in colonna) e in ragione di ciò ricevette il soprannome di Colosseo quadrato. Per la sua particolare architettura e il suo richiamo alle forme monumentali della Roma antica, il Palazzo della Civiltà Italiana è stato spesso usato come ambientazione di produzioni cinematografiche, televisive e spot pubblicitari. Noi lo abbiamo usato come sfondo per la foto del racconto. Dal Colosseo moderno a quello antico basta prendere la metropolitana linea B dall’Eur. All’uscita della stazione ci troviamo di fronte il maestoso anfiteatro e soprattutto l’immensa folla di turisti in coda per visitare anche i Fori Imperiali adiacenti. Noi proseguiamo imperterriti a piedi verso Via Condotti per vedere Piazza di Spagna e la scalinata della Trinità dei Monti. Siamo in prossimità dell’ora di pranzo e torneremo a Trastevere nel “nostro” ristorante di fiducia, l’Impiccetta. Replica pari pari dell’antipasto del primo giorno, con cicoria ripassata e filetti di merluzzo fritti, un assaggio di polpette al sugo e una leggendaria, per l’eccellente del gusto, lasagna al forno. Oltre allo speciale rapporto qualità-prezzo, nel finale Giordano, che ci ha servito l’intero pasto, ci ha omaggiato di bicchierini di amari speciali a base di arancia e ciliegia. Che bello passeggiare per Roma partendo dal dopo pranzo di Trastevere. Un salto a Piazza Campo de’ Fiori, l’incontro con il regista Ferzan Özpetek con tanto di istantanee ricordo e quello con Luigi “Grechi” (fratello di Francesco De Gregori) prima della sua serata di racconti e musica nel locale “Polmone Pulsante”; Qui abbiamo incontrato anche Lucio Bardi, musicista e amico di Vito conosciuto negli anni ottanta quando accompagnava Edoardo Bennato. Un ultimo sforzo per le nostre gambe e arriveremo di nuovo alla Stazione Termini dove si concluderà il cerchio magico di questa felice “tre giorni” capitolina. Le comode poltrone della carrozza business di Italo (in upgrade) e il servizio con un bicchiere di prosecco e un pezzo di focaccia renderanno ancora più liete le tre ore, letteralmente volate, che ci separano alla nostra quotidianità milanese. A Roma è impossibile non camminare, è quasi un atto dovuto per immergersi completamente nella storia di questa grande città. Tutto ciò che è girato proprio intorno ai km di camminate registrati nelle app (applicazioni) dei nostri cellulari è stato qualcosa di fantastico. Siamo stati bene in questo primo viaggio dell’anno, conformati anche dal tempo meteo gradevole, e confidiamo possa essere una buona rampa di lancio per quelli a venire. Le emozioni, che citavo a inizio racconto, devono essere vissute, tutte. E noi lo abbiamo fatto.

Post's song : "Vacanze Romane" performed by Matia Bazaar

02/25